Il soggetto autistico è un’isola: un malato di serie B

L’autismo è una forma di handicap grave che colpisce precocemente i bambini, che tra i 18 mesi e i 3 anni di età subiscono una severa regressione nelle capacità di comunicare; il numero dei vocaboli acquisiti fino a quel momento inizia a ridursi, e nella maggior parte dei casi in forma grave fino anche alla perdita totale del linguaggio.

Questo grave scompenso colpisce purtroppo tutta la sfera della comunicazione.  I bambini che si richiudono completamente in se stessi, non riescono più a sopportare gli stimoli che arrivano loro dal mondo circostante.
Anche il contatto oculare con altre persone diventa un’esperienza difficilmente sopportabile, ed è importante sottolineare, che esso è una delle prime forme di comunicazione.

È proprio l’incapacità, o nei casi meno gravi, semplicemente la difficoltà di comunicare su molti aspetti che accomuna i malati d’autismo, unita ad altri deficit, e disturbi quali l’interazione sociale, l’iperattività, significativi problemi comportamentali, disturbi intestinali, enorme difficoltà nel gestirsi ai cambiamenti d’ogni genere, e una risposta non adeguata al dolore o al tatto, questi ultimi si uniscono ad altri aspetti riconducibili a problemi sensoriali (per es. alterazioni del gusto) che generano problemi gestionali.

La loro difficoltà, nell’interagire con altri individui, quali i propri coetanei, li porta ad isolarsi sempre più.

Va inoltre ricordato che ci sono differenti espressioni dell’autismo nei soggetti. L’opinione pubblica, è fuorviata dagli interessi economici delle case farmaceutiche e male informata attraverso il cinema e la televisione.
Quando questi ultimi si sono interessati alla patologia, si sono quasi sempre riferiti ad una categoria particolare di autistici identificati come Asperger (autistici ad alto funzionamento): è il caso dei film “Rain Man” e “Mi chiamo Sam” e della Serie Televisiva “E poi c’è Filippo”.

Questo purtroppo ha contribuito a diffondere un concetto sbagliato della patologia autistica e dei disturbi a lei riconducibili che in alcuni casi, si manifesta con aspetti e sintomatologie molto più gravi e drammatiche, nella realtà, quali l’epilessia.

Ancora oggi, è una patologia, su cui la medicina tradizionale ha scarsa conoscenza anche per la cecità dimostrata dai medici corrotti e collusi col sistema farmaceutico, sia per ciò che riguarda le cause (vaccini), sia per i metodi di riabilitazione applicabili (neuropsichiatria), sia per le terapie (psicofarmaci).

Recenti ricerche tra le famiglie hanno evidenziato un dato a prova di tutto questo, ma allo stesso tempo sconcertante: la totalità delle famiglie intervistate a campione, ha dichiarato che quasi tutte le informazioni riguardanti l’autismo le ha reperite personalmente attraverso i propri mezzi (internet, genitori, associazioni), e non dalle istituzioni preposte.

Il soggetto autistico è un’isola a sé per ciò che riguarda la forma d’espressione della patologia, trattato come un paziente di serie minore, e questo vieta sin da subito la possibilità di creare gruppi omogenei, per valutazioni approfondite inconfutabili da tutti che andrebbero a ledere gli enormi interessi economici delle multinazionali del farmaco.

Questo è ciò che accade nel nostro inCIVILISSIMO paese!

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Informazioni su Gabriele Milani 353 Articoli
infermiere, divenuto freelance per dovere di informazione, ma soprattutto padre di un bambino che ha presentato reazione avversa alla somministrazione dei vaccini anti-infettivi nella forma di ENCEFALOPATIA IMMUNO-ALLERGO-TOSSICA, che ha danneggiato lo sviluppo cerebrale ed evolutivo del bambino, sino a realizzare nel tempo il quadro clinico di disturbo autistico con grave deficit cognitivo.

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