I genitori Americani bocciano il vaccino H1N1

Secondo un recente sondaggio della stampa americana condotto da GFK-Poll, più di un terzo dei genitori Americani non vogliono che i loro bambini vengano vaccinati contro questa prima ondata di influenza suina.

I genitori sono diventati sempre più diffidenti dei cosiddetti vaccini sicuri nel corso degli ultimi decenni. Più volte, il governo ha rassicurato il pubblico della sicurezza della moltitudine di vaccini attualmente utillizzati per i nostri figli e, in questo ultimo caso siamo al paradosso: pur non essendoci stata un’adeguata sperimentazione del nuovo vaccino, i funzionari sanitari hanno incondizionatamente garantito per il vaccino H1N1.

I genitori vogliono conoscere gli effetti a lungo termine. Alcuni ricordano l’esperienza del 1976, la campagna per l’influenza suina  nel tentativo di vaccinare 40 milioni di americani contro un’epidemia che non si è mai materializzata. Peggio ancora, molti di coloro che si sottoposero al vaccino accusarono problemi di salute, vi furono pù morti da vaccino anzichè da influenza e alcuni riferirono l’insorgere di una condizione paralizzante chiamata sindrome di Guillain-Barré. 

I funzionari della Sanità hanno risposto che si tratta di pretese ingiustificate. I genitori sono particolarmente preoccupati per la presenza del thimerosal, un conservante a base di mercurio presente in circa il 60 per cento delle 225 milioni di dosi ordinate per gli americani (non nel vaccino spray nasale!) e presente in deroga per esigenze di mercato anche nelle formulazioni europee con l’aggiunta di squalene, fenoli e formaldeide (ovviamente per curarci meglio!).

Gruppi, associazioni e genitori in difesa dell’autismo sono sul piede di guerra, in particolare in base ai nuovi dati mondiali: l’autismo si verifica in 1 su 91 nascite con un rapporto di 1 su 58 nascite per i maschi.

Queste cifre sono una grande bandiera rossa.

Nel 1999, l’American Academy of Pediatrics e l’US Public Health Service allertarono i medici in merito al thimerosal, come primo sospettato di causare l’autismo, ma un nesso tra di loro non è mai stato dimostrato, finchè uno studio di giugno 2009  (non a ottobre 2009, come erroneamente riportato da alcuni organi di stampa) pubblicato su Toxicological and Enviromental Chemistry ha evidenziato il nesso fra questa terribile sostanza tossicale malattie del sistema PNEI (Psico Neuro Endocrino Immunitario) nei bambini, destando una serie di preoccupazioni per quanto riguarda i programmi di vaccinazioni infantili aggressivi.

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infermiere, divenuto freelance per dovere di informazione, ma soprattutto padre di un bambino che ha presentato reazione avversa alla somministrazione dei vaccini anti-infettivi nella forma di ENCEFALOPATIA IMMUNO-ALLERGO-TOSSICA, che ha danneggiato lo sviluppo cerebrale ed evolutivo del bambino, sino a realizzare nel tempo il quadro clinico di disturbo autistico con grave deficit cognitivo.