Inizio terapia chelante

A seguito dell'interesse che suscita la Terapia Chelante in merito alla risoluzione positiva di alcuni casi di patologie neurodegenerative e sensibili miglioramenti in soggetti affetti da autismo, desidero comunque ricordare che tutto ciò che pubblicherò relativamente alla "mia esperienza personale con mio figlio" non è da intendere come "terapia miracolistica" nè tantomeno consigliata verso terze persone.

La mia scelta è ponderata, è attuata sotto controllo medico, ed è stata preceduta da una approfondita valutazione dei meccanismi fisio-patogenetici di mio figlio. Infatti è ben noto come soprattutto nell'autismo i meccanismi patogenetici possono differire da caso a caso.

Per buona pace degli spacciatori di vaccini che cercano di sconfessare studi medici ben più affermati della mia semplice esperienza umana, posso però affermare senza alcun timore che l'autismo di mio figlio è correlato alle vaccinazioni e sosterrò la mia scomoda verità in ogni luogo che mi vedrà interessato al confronto, finanche alla prossima Commissione Medica Ospedaliera che sarà chiamata a valutare il danno vaccinale incorso a mio figlio.

A differenza di società molto più evolute della nostra (per esempio in Norvegia tutto ruota intorno alla tutela della famiglia) nella nostra inCIVILISSIMA Italia esiste troppa “ignoranza biologica”, troppa “arroganza sistemica”, “troppo servilismo al business farmaceutico”. La “promozione della salute” è una barzelletta, la “tutela dei minori e dei disabili” è una barzelletta, e pertanto come genitore credo che sia giunto il momento di difendere il nostro bene più prezioso: i bambini.

La terapia chelante ha notevoli applicazioni sia in ambito preventivo che in varie patologie degenerative, è ormai in voga negli USA e in alcuni paesi dell’Est europeo dove, per esempio, non conoscono problemi con l’Alzheimer. Tale terapia si avvale principalmente dell’utilizzo di un aminoacido di sintesi: l’EDTA (acido etile diammino tetracetico). L’EDTA è una sostanza chimica che rimuove i metalli indesiderabili, attraverso la chelazione (legame elettrochimico) dai liquidi o tessuti con i quali viene a contatto.

Nel caso di mio figlio c’è una variante ben ponderata: anzichè l’EDTA viene utilizzato il CaEDTA (calcio edetato) perchè è più delicato a livello renale ma soprattutto non provoca pericolose carenze di Calcio alle cellule cardiache che, altrimenti, potrebbero andare incontro a pericolosi scompensi.

La terapia chelante di per sé è una potente terapia antiossidante: si avvale oltre che dell’EDTA anche di tutto un corollario di altri antiossidanti. Tra questi cito solamente il DMPS (o acido 2,3 dimercapto 1-propansolfonico) sintetizzato per la prima volta da Petrunkin a Kiev. In passato è stato molto usato nell’URSS per trattare differenti intossicazioni. Esso è in grado di aumentare l’escrezione urinaria di mercurio in individui con un aumentato carico corporeo conseguente ad esposizione professionale, accidentale, indotta o con amalgame dentarie.

Come tutte le terapie anche la chelazione non è esente da effetti collaterali, pertanto per ogni ulteriore specifica tecnica rimando i lettori a cercare ulteriori informazioni in merito alle proprie curiosità e perplessità, invitandoli a consultare sempre un medico specializzato… a differenza di certi siti dove alcuni genitori, o presunti tali, promuovono tale terapia come “miracolistica” nei confronti dei soggetti autistici, omettendo di raccontare le problematiche alle quali sono incorsi per l’inesperienza e la presunzione del fai da te.

News in Pictures

  • trump-kennedy
  • sierogruppi-men-mondo
  • policlinico-gemelli
  • crack sanità
  • ilva
  • vaccinarsi-in-gravidanza
  • vaccinarsi-in-gravidanza
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: