Più mi insultano e più rispondo coi fatti

In questo nostro fantastico paese chiamato Italia esistono genitori con figli autistici che, per eccesso di frustrazione, maleducazione e palese sbarellamento cerebrale, anzichè dedicarsi a passare il proprio tempo in compagnia dei loro figli e trovare una soluzione concreta per il loro problema, gonfiano il petto come piccioni ripieni e si dedicano al loro nuovo passatempo, per nulla accettabile e condivisibile, per sfogare i loro istinti repressi: il tiro all'insulto nei confronti di altrettanti genitori con figli autistici.

Coloro che hanno modo di frequentare il Social Network di Facebook potranno rendersi conto dei nominativi di tali personaggi, ampiamente segnalati agli amministratori ma presto segnalati alle autortià predisoste, uno dei quali "insegnante scolastico" che si erge a paladino della diseducazione dimenticando troppo spesso i canoni più civili della frequentazione cibernetica: le Netiquette.

Quando questo “insegnante di diseducazione” inciampa in pensieri contrastanti ai suoi, ecco che viene colpito da violenti attacchi di ipertensione da protagonismo e inizia ad attaccare all’impazzata come il Generale Custer vedendo mosche impazzite dappertutto: i genitori che non la pensano come lui vengono insultati senza motivo, “etichettati” come deviati da interessi, “etichettati” come manovrati da professionisti, “etichettati” come mercenari al soldo di quel medico X piuttosto che di quell’altro Y, a tal punto che sorge il sospetto che il povero figlio che deve sopportare un simile soggetto MINUS non sia diventato autistico per istinto di sopravvivenza?

Ecco perchè, trovo più semplice rispondere agli insulti con qualche grafico statistico proveniente dagli Stati Uniti dove, a differenza dell’Italia, le ricerche sull’Autismo sono avanti di almeno 40 anni e tali grafici non lasciano spazio ad alcuna discussione: siamo nel caos più totale, e se non si trovano soluzioni e politiche adeguate a sostenere i soggetti autistici e le loro famiglie, sconteremo molto presto questa carenza di risposta e sensibilizzazione che dovrebbe essere alla base di ogni società dichiaratasi “civile“.

Significativa è quest’ultima diapositiva:  

La prevalenza di ritardo mentale non si avvia al declino fino alla introduzione della categoria ritardo dello sviluppo
Una sostituzione diagnostica tra ritardo mentale e ritardo dello sviluppo si inserisce meglio tra i dati di una sostituzione diagnostica tra ritardo mentale e autismo. Se si ipotizza una sostituzione diagnostica da ritardo mentale a ritardo di sviluppo la prevalenza complessiva non mostra un cambiamento significativo nel periodo 1993-2006 nelle coorti di nascita. Durante il periodo di tempo stesso vi è un significativo aumento di prevalenza dell’autismo.
Il declino della prevalenza di ritardo mentale dal 1993 al 2006 rappresenta il 69% dell’aumento della prevalenza dell’autismo durante lo stesso periodo.
 
 
Gli argomenti sopra e il grafico sono stati presentati alla rivista Pediatrics nel 2006 da Mark Blaxill e Dan Hollenbeck in risposta al documento di Paul Shattuck (“4.9% to 9.4% during the 1994–2003 period”) Pediatrics ha rifiutato di pubblicarli perchè era chiaro che da 1994-2003 vi era stato un incremento del 40% e non del 9.4%…. tanto per chiarire come possono essere taroccati gli studi!

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