AUTISMO e approccio biologico

Qualunque fattore che sia in grado di interferire con la più corretta organizzazione dello sviluppo neurologico della prima infanzia può produrre disorganizzazione e ritardo di sviluppo, meglio aver presente l’intero ventaglio che solo una piccola parte del problema.

L’approccio bio-medico ai disturbi dello sviluppo (autismo, ADHD, Sindrome di Tourette), non manca di sollevare polemiche, contrapposizioni e dubbi, io credo per quattro ragioni principali:

1) a questo approccio vengono spesso associate pratiche che non appartengono all’evidenza scientifica (omeopatia, bioenergetica) e che certo non aiutano a rendere credibile (come meriterebbe) questo campo di studi che vede impegnati medici e ricercatori affermati;

2) in Italia un eccesso di Psicologismo/Psichiatrismo ha promosso una cultura che guarda con sospetto ad ogni spiegazione biologica del comportamento umano;

3) nel mondo ha preso piede la tendenza a separare le sindromi in conseguenza della predisposizione di checklist per diagnosticarle perdendo così gli elementi di continuità del disturbo neurologico sottostante a molte di queste;

4) le cosiddette tecniche biologiche (sostanzialmente diete e integratori) appaiono ai più molto complesse, di difficile applicazione quando non addirittura inumane. La sensazione di molti è infatti quella di togliere, con diete e limitazioni, ai soggetti in cura una componente fondamentale del piacere di vivere: il cibo!

D’altra parte però posso affermare con estrema tranquillità, derivante anche dalle mie esperienze di lavoro, che più volte ho potuto verificare personalmente quanto alcuni accorgimenti di ricerca e modifiche dal punto di vista BIOLOGICO siano in grado di sostenere ed a volte persino di sostituire l’assunzione di farmaci di sintesi, contribuendo a migliorare il quadro generale di una persona.

Proseguirò a sostenere e pubblicare l’importanza di un approccio multimodale, perchè i problemi spesso nascono quando l’intervento così non é; le proprie riflessioni si devono concentrare sugli eventi che accompagnano o precedono l’esordio di un problema, consci che questi possono essere sia di natura biologica (un danno, un problema immunitario, un farmaco o un’intolleranza), così come di natura emotivo-relazionale.

RICORDATE: E’ questa differenza di approccio che rende l’AUTISMO una Sindrome Neurologica Multisistemica anzichè una patologia Neuropsichiatrica come vogliono far apparire!

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infermiere, divenuto freelance per dovere di informazione, ma soprattutto padre di un bambino che ha presentato reazione avversa alla somministrazione dei vaccini anti-infettivi nella forma di ENCEFALOPATIA IMMUNO-ALLERGO-TOSSICA, che ha danneggiato lo sviluppo cerebrale ed evolutivo del bambino, sino a realizzare nel tempo il quadro clinico di disturbo autistico con grave deficit cognitivo.