A.B.A.cadabra

Ho pensato di dedicare un post a tutti coloro che criticano le terapie biomediche abbinate alla logopedia e psicomotricità precoce nel campo di applicazione per l'autismo, ma decantano la psicanalisi e l’Applied Behaviour Analysis (A.B.A.).

Se pensate che per affrontare le insidie del mondo ai nostri figli servirà essere trasformati in "pappagalli", non comprendo perchè criticate i costi delle terapie biomediche quando il metodo ABA, soprattutto in Italia, ha assunto la fisionomia di vero e proprio business gestito dalle Università: non vi suona un pò sospetto?

Laddove le Università la fanno da padrone in campo sanitario non sarà mai possibile trovare una terapia adeguata per i nostri figli: vi proporranno solo psicanalisi, psicofarmaci e A.B.A. di Stato che renderà vostro figlio ubbidiente e rispondente ai comandi di un qualunque stimolo condizionato, simile al cane che Pavlov utilizzava per i suoi esperimenti.

Trovate forse qualche differenza tra un cane che risponde ad un qualunque stimolo condizionato associandolo al pasto, e un ragazzino che associa il nome di una figura perchè subito dopo gli si allunga un premio (caramella, patatina, merendina)?… a casa mia, senza voler necessariamente “americanizzare” la terminologia, tutto questo si chiama “addestramento“.

Eppure esistono molteplici metodi di intervento, come mai nessuno ne parla?…

La risposta è fin troppo semplice: in Italia vige un vero e proprio mercato che si gioca sulla pelle dei nostri figli e sulla disperazione delle famiglie dove vi sono genitori che, pur di sentirsi chiamare mamma e papà dai propri figli, sarebbero disposti a vendere “a ragione” la loro stessa vita inciampando così nelle mani di opinabili professionisti che hanno in mente solo il proprio tornaconto personale. Lo so, possono sembrare accuse pesanti ma derivano dalle esperienze raccolte da tutti quei genitori che mi hanno contattato in questi ultimi mesi.

Non esiste solo l’A.B.A., e sono molto felice che mio figlio non segua tale metodo perchè, seppur alla sua tenera età di 4 anni, manifesta una buona capacità di differenzazione e di discernimento.

Ecco un bell’elenco di altri metodi di trattamento comunicativo dei quali nessuno parla:

AERC – Attivazione Emotiva a Reciprocità Corporea / Activating Body emotional reciprocity. E’ un trattamento che, ispirandosi all’holding e al sostegno, fa dell’area emotiva il canale preferenziale per l’avvio di un percorso di educazione del bambino autistico alla vita sociale ed emotiva. L’attivazione emotiva, infatti, consentirebbe la diminuzione delle condotte autistiche, a loro volta responsabili di ritardi evolutivi nelle varie aree e, quindi, consentirebbe al bambino di riprendere la propria crescita dove era stata interrotta dal disturbo.

T.E.D. (Therapie d’Echange et Developpment): mira ad evidenziare la  fisiologica curiosità dei bambini autistici verso apprendimenti spontanei e liberi da rinforzi e condizionamenti. Lo psicologo,  organizza il  setting  di lavoro e il piano delle attività tenendo conto di questa naturale tendenza ad apprendere, riscontrata anche nei bambini autistici, sollecitandola e sostenendola con tecniche specifiche di insegnamento.

COMUNICAZIONE FACILITATA forma di comunicazione che ricorre ad ausili tecnologici, o al supporto umano, da parte del terapista-facilitatore, per sopperire all’impossibilità della persona di comunicare parlando o scrivendo.

COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA insieme di strategie, anche tecnologiche, che aiutano la persona ad ampliare le opportunità di comunicare e la competenza comunicativa sia utilizzando il linguaggio verbale che quello non verbale, lavorando su precursori della comunicazione, come il contatto oculare, l’attenzione, l’affermazione.

PORTAGE è un programma educativo-riabilitativo ad orientamento cognitivo-comportamentale, finalizzato al recupero delle persone con gravi handicap. Opera secondo il criterio della continuità; i trattamenti, infatti, sono quotidiani e coinvolgono la famiglia e la scuola così da garantire una copertura dei bisogni evolutivi e una continua stimolazione all’apprendimento. Gli esercizi sono differenziati per le varie aree e ordinati secondo una crescente complessità.

DIR (Developmental, Individual-Difference, Relationship-Based) riguarda tre nozioni fondamentali: sviluppo, differenze individuali, relazione e, al suo interno prevede un metodo di lavoro con il bambino chiamato FLOORTIME (tempo passato a terra sul pavimento). Si tratta cioè, per il terapista, di mettersi sul piano del bambino con disturbo pervasivo dello sviluppo, cercando di instaurare con lui un rapporto intenso e privilegiato per favorirne lo sviluppo, tenendo conto dei suoi interessi, del suo livello di abilità e delle differenze individuali di elaborazione delle informazioni. In questo modo vengono considerati soprattutto i deficit sottostanti ai sintomi, che possono essere superati seguendo il percorso evolutivo del soggetto nei diversi ambiti relazionali, emotivi e cognitivi.

FEUERSTEIN è un interessante approccio meta-cognitvo, prende il nome dallo psicologo-pedagogista Reuven Feuerstein, nato a Botosan (Romania) nel 1921, docente di psicologia dell’educazione all’Università di Bar Ilan di Tel Aviv e presso il George Peabody College della Vanderbilt University di Nashville in Tennessee. Originariamente applicato al recupero di persone con problemi cognitivi connessi alla detenzione nei campi di concentramento, è stato poi utilizzato per migliorare le prestazioni scolastiche dei bambini che stentavano ad ambientarsi nel contesto dello Stato di Israele, provenienti da zone più arretrate. Successivamente lo si è applicato in ambiti formativi opposti: dal recupero dei soggetti portatori di grave ritardo mentale alla formazione aziendale. In entrambi i casi, ciò che viene messo a fuoco è l’individuo, nella sua caratteristica capacità di modificarsi, avvantaggiandosi delle opportunità di apprendimento offerte dall’ambiente.

Il metodo Feuerstein si distingue per possedere una solida struttura metodologica e un completo sistema operativo. Oggi è usato nelle scuole in quattordici Paesi e in alcune grandi aziende che ne hanno fatto la base per i corsi di formazione del proprio personale.

TEACCH (Treatment and Education of Autistic and related Communication handicapped Children) è considerato uno dei protocolli educativi più completi poiché copre l’intera gamma dei bisogni evolutivi del soggetto, nelle varie aree di sviluppo, attraverso unità didattiche che perseguono micro-obiettivi. Nasce ufficialmente nel 1978 nel Nord Carolina (USA) ed è riconosciuto ufficialmente in tutto il mondo per la concretezza delle sue componenti. Infatti si caratterizza per l’organizzazione di interventi su vari piani operativi:

  • strutturazione di servizi per bambini, adolescenti e adulti;
  • avvio di progetti di ricerca sull’autismo;
  • predisposizone di progetti di formazione per gli operatori;
  • definizione di modelli di trattamento nei tre settori della vita del bambino, quali: casa, scuola, comunità sociale;
  • elaborazione di strumenti diagnostici precisi;
  • preparazione e messa in atto di progetti di trattamento individualizzati, in grado di tener conto dell’età del soggetto e delle altre sue caratteristiche individuali;
  • coinvolgimento dei genitori in tutti i momenti più significativi riguardanti la presa in carico del soggetto con autismo e disturbo dello spettro autistico: la valutazione e la diagnosi, l’elaborazione di un progetto individualizzato di trattamento, l’effettuazione dell’intevento psicoeducativo a casa.

Eppure finchè riceverete gli opuscoli dell’ANGSA (controllata da un comitato sicentifico, governata da soggetti che telefonano ai genitori per ribadire la linea di condotta del “pugno duro“) dove è scritto che il TEACCH non è un metodo e che l’ABA non può contrapporsi ad esso solo perchè lo affermano i genitori, capite molto bene in che mani deviate ci ritroviamo.

Inatti, l’A.B.A. (Applied Behavior Analysis ovvero l’Analisi Applicata al Comportamento che è la stessa di Pavlov il quale riteneva che “la psiche potesse essere studiata solo tramite l’analisi del comportamento”), come scrive esattamente la stessa ANGSA contraddicendosi “non è un modello specifico di trattamento ma è l’analisi dei comportamenti deficitari ed eccessivi  e delle relazioni fra questi e le condizioni esterne, finalizzata alla ricerca di informazioni utili alla costruzione di interventi educativi“….ovvero addestrare come cocorite! … ma siccome l’ABA ha preso piede nelle Università come forte fonte di guadagno trovando un saldo alleato nella moderna Neuropsichiatria, ecco che vogliono addirittura proporci l’ABA di Stato.

MIPIA (Modello Italiano Precoce e Intensivo per l’Autismo di Paolo Moderato) nasce per sopperire alle mancanze che, per le particolari condizioni culturali e l’inserimento dei bambini con handicap nella scuola pubblica, richiedono specifici adattamenti dell’ABA secondo un approccio evolutivo che si caratterizza per questi punti di intervento: individualizzazione, precocità intensività integrazione e sostenibilità. Quest’ultima componente, in particolare, rappresenta la ricerca del “miglior punto di equilibrio tra l’efficacia teorica di un intervento e l’efficacia applicata di quell’intervento in uno specifico contesto familiare, scolastico, sanitario e comunitario di riferimento”.

UCLA-YAP (Young Autism Program dell’Università della California – Los Angeles – di Ivaar Lovas) sviluppatosi soprattutto negli Stati Uniti, ha evidenziato l’efficacia di un metodo basato su procedimenti comportamentali. E’ dedicato a migliorare l’istruzione degli studenti e sostenere la conoscenza e la ricerca sui disturbi dello spettro autistico. L’obiettivo è principalmente di tipo educativo, per colmare il finanziamento statale, al fine di fornire ad ogni studente il rapporto 1:1 con relativa insegnante dedicata e adeguatamente formata sugli aspetti della patologia, ed è ritenuto il più efficace per insegnare ai bambini con autismo.

In realtà, questo programma di trattamento comportamentale noto come “metodo Lovaas” (erroneamente chiamato ABA qui in Italia) si basa su una neurofisiologia reflessologica estremamente semplificatoria che rischia di ripetere nel trattamento dell’autismo quello che è accaduto nel trattamento delle paralisi cerebrali infantili quando il metodo Vojta, e la sua reflessologia, rischiava di rendere questi bambini solo un insieme di riflessi da correggere passivamente.

Per quanto riguarda l’efficacia del programma è importante citare la ricerca pubblicata da Lovaas nel 1987, dove è stato descritto il monitoraggio di appena 19 bambini in età prescolare a cui è stato applicato questo programma. I bambini in questione lavoravano circa “40 ore settimanali” [senza stipendio] con un trattamento di tipo individualizzato condotto a casa e a scuola per due o più anni. A distanza di tempo si vide che 9 bambini completarono con successo la prima elementare seguendo il programma dei compagni normodotati; 8 bambini completarono la prima elementare con un risultato simile ai bambini con afasia; 2 bambini furono in seguito inseriti in una classe di bambini con autismo grave…. Che successone!

Molti autori hanno infatti criticato la modalità con cui è stata condotta la ricerca: il numero del gruppo dei bambini presi in esame è molto basso e quindi non rappresentativo della popolazione di bambini con autismo; l’equipe era formata direttamente da Lovaas stesso che monitorava l’andamento del trattamento; sono state utilizzate delle tecniche altamente punitive per l’estinzione di comportamenti non adeguati. Inoltre uno dei principali problemi di tale programma è quello della scarsa generalizzazione delle abilità acquisite in una modalità altamente strutturata.

Se pensiamo infine che il rapporto 1:1 è un DIRITTO anche qui in Italia, come sancito dalla Legge 5 febbraio 1992 n. 104, anche questo la dice lunga sulla “voluta” mancanza di servizi per mantenere un mercato nero della disabilità che ricade sulle spalle delle famiglie (spesso abbandonate a sè stesse) ed anche sulla credibilità di tutti quei professionisti che svolgono un lavoro encomiabile con i nostri figli e sono altresì costretti a provvedere individualmente al proprio aggiornamento professionale.

News in Pictures

  • dottor montanari
  • trump-kennedy
  • sierogruppi-men-mondo
  • policlinico-gemelli
  • crack sanità
  • ilva
  • vaccinarsi-in-gravidanza
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: