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Prova scientifica e Prova giuridica

In letteratura scientifica è ampiamente risaputo e comprovato che tutti i vaccini causano compromissioni al flusso sanguigno contribuendo a disordini più o meno gravi di carattere neurologico, ematologico, immunologico.

Ne sa qualcosa anche mio figlio che, per esempio, subito dopo una vaccinazione ha iniziato a manifestare violenti episodi di epistassi (durati oltre un anno!) che, ora col senno di poi e gli esami specifici condotti, erano il segno evidente di una sofferenza encefalica in atto. Tutto ciò sfociava, al suo culmine, in un difetto di refrazione visiva con deviazioni accessionali del capo. Bruttissimi ricordi rispetto ad oggi ma, se non fossimo intervenuti con terapie di supporto adeguate, non oso pensare cosa sarebbe accaduto… probabilmente avremmo pure commesso l’errore di farlo operare al naso come ci era stato suggerito!

A settembre intraprenderò il duro cammino della Legge 210/92 e per tutti coloro che, come il sottoscritto, possiedono tra le loro mani le prove scientifiche del danno avvenuto è sempre meglio ricordare che esiste una sostanziale differenza tra la prova scientifica e la prova giuridica.

Lungi da me l’idea di fornire indicazioni legislative che un Avvocato esperto del settore saprà illustrare meglio, però è possibile riassumere in breve i due concetti.

La prova scientifica è la prova del danno alla salute. Non si pensi che è strettamente necessario rimanere immobilizzati da chissà quale reazione avversa o patologia invalidante per avere la certezza palese di un danno: un danno biologico al DNA, al proprio sistema immunitario, è un danno permanente che rimane per tutta la vita!

La Legislazione italiana è ricca di sentenze della Suprema Corte di Cassazione che riconoscono altresì il danno biologico pluridimensionale, ovvero una “nozione complessa di danno biologico”, inclusiva della “componente della menomazione fisica e psichica” e della “componente attinente alla sfera della persona”, scomposta in “sottovoci storiche”.

La Corte di Cassazione (per esempio nella sentenza n. 24451/2005) nel riferirsi alla “componente” del danno biologico “attinente alla sfera della persona” (in aggiunta alla “componente a prova scientifica” della menomazione psicofisica che esige un accertamento ed una valutazione medico-legale), parla di “sottovoci storiche” e le individua nel “danno alla vita di relazione”, nella “perdita delle qualità della vita personali in relazione al concreto vivere della persona attiva”, nella “perdita delle qualità relazionali, sociali e lavorative”.
Analizzando tutti questi elementi, credo che siano sufficienti per spingere un genitore a divincolarsi dall’autismo istituzionale che impera nel nostro paese.

Invece, la prova giuridica è stabilire il nesso di causalità oltre il ragionevole dubbio (la sussistenza del nesso causale fra un determinato antecedente e l’evento dannoso ben può essere affermata in base ad un serio e ragionevole criterio di probabilità scientifica, soprattutto quando manca la prova della preesistenza della concomitanza o della sopravvenienza di altri fattori determinanti)… esattamente ciò che è avvenuto nella sentenza relativa a sindrome encefalica con tratti autistici post vaccinali degli Avv. Saverio Crea e Marcello Stanca dello scorso dicembre 2009.

In sostanza, per tutti i genitori che hanno il sospetto di un danno vaccinale correlato all’autismo del proprio figlio o della propria figlia, ritengo doveroso consigliare di utilizzare un criterio cronologico per meglio indirizzare le proprie ricerche: anche dal ricovero ospedaliero più banale successivo alle vaccinazioni obbligatorie.

Vi posso assicurare che tutti i tasselli biologici arriveranno a mettersi in ordine (cronologico) da soli, con precisione scientifica.

Avvalersi di una relazione tecnica peritale, prima di presentare la domanda amministrativa, a mio avviso è certamente indispensabile per tentare di arginare l’ottusità contro la quale si andrà a sbattere: non siate così illusi da pensare di poter spiegare le “vostre” motivazioni in sede di Commissione Medica Ospedaliera perchè “loro” avranno sempre la contromossa pronta per smontarvi e costringervi, di fatto, al ricorso gerarchico al Ministero della Salute (Art. 5 Legge 210/92) e successive lungaggini burocratiche fino al percorso dinanzi al Giudice Ordinario.

Eppure, a volte, esiste una mano Divina che apre le menti e le coscienze più ottuse… per questo ritengo opportuno lottare sempre per il proprio figlio, magari pensando se noi stessi fossimo al posto dei nostri figli a vivere in prima persona il loro malessere indotto e la loro sofferenza, al fine di scardinare una volta per tutte le false certezze che imperano nella nostra società.

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