Informazione a pappagallo

Solo un giornalista omonimo alla categoria degli psittaciformes poteva scrivere un articolo, apparso oggi sul sito del  Corriere della Sera, così ricco di messaggi pro-vaccinazione omettendo qualunque tipo di statistica relativa ai danneggiati da vaccino e alla pandemia autistica causata da essi.

Non ci vuole certo un segugio alla Johnny Bassotto per capire che l'informazione è manipolata dalle case farmaceutiche, le quali commissionano anche le ricerche universitarie che, in un certo qual modo, servono ad occultare le problematiche reali di persone danneggiate che vogliono far passare sempre più per inesistenti.

"Il cittadino vaccinandosi, oltre a mantenersi in buona salute, protegge se stesso, la propria famiglia e l'intera società", è questo il messaggio che viene trasmesso dall'articolo a pappagallo.

Ebbene, illustrissimo giornalista Pappagallo dovrebbe ampliare le proprie conoscenze oltre l'orizzonte della sua rispettabilissima linea editoriale, mi sembra un pò sospetto che Lei ignori di come le vaccinazioni di massa siano state introdotte quando le malattie stavano scomparendo per fatti loro, a seguito di migliori condizioni di vita (questa è la definizione che l'OMS - corrotto - associa all'eradicazione del vaiolo, la cui vaccinazione è fortemente incriminata di essere legata alla proliferazione dell'AIDS)

Ecco comunque alcuni esempi:

TETANO

 

POLIO e MORBILLO

 

Un significativo declino del morbillo era già iniziato molto prima dell’introduzione del vaccino. Negli Stati Uniti e in Inghilterra era già avvenuto, tra il 1915 e il 1958, un declino di oltre il 95% dei casi mortali.

Fin dall’introduzione del vaccino la fase apicale del morbillo non si manifesta più nei bambini ma negli adolescenti e nei giovani adulti. Il rischio di complicanze è aumentato rispettivamente del 3% e del 20%.

Il vaccino non è raccomandato per i bambini che hanno meno di 15 mesi, tuttavia i bambini di quell’età sono più a rischio per le complicazioni che possono seguire il morbillo. Prima dell’introduzione del vaccino era veramente rara l’eventualità che i neonati contraessero questa malattia. Nel 1993, invece, un quarto dei casi di morbillo si è verificato proprio in bambini con meno di un anno di età. Funzionari del CDC ammettono che questa situazione potrebbe peggiorare e ne attribuiscono la causa al numero crescente di mamme che sono state vaccinate negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta (se si è privi dell’immunità naturale la protezione contro il morbillo non può essere trasmessa ai figli).

L’incidenza di mortalità da poliomelite stava diminuendo spontaneamente prima dell’introduzione del vaccino.

(Le cifre riguardano il periodo dal 1923 al 1953)

E quando alla fine il vaccino fu disponibile molti Paesi europei rifiutarono di sottoporre la popolazione all’inoculazione sistematica. Eppure, anche in questi Paesi le epidemie di poliomelite cessarono. Il numero di casi documentati di polio dopo l’inoculazione di massa con il vaccino ucciso fu notevolmente superiore ai casi documentati prima della vaccinazione e negli Stati Uniti fu più che raddoppiato.

PAROTITE

reportage CNN di febbraio 2010 – Il 77% delle persone vaccinate ha contratto la parotite!

La notizia prosegue con una imbarazzante affermazione del Center of Disease Control: “il vaccino contro la parotite non è efficace al 100%, lo è tra percentuali che oscillano dal 76% al 95%“, omettendo di pubblicare le PROVE di tale affermazione!… semmai il sottoscritto potrebbe pubblicare i markers vaccinali del proprio figlio che, come nel caso di quel 77% di bambini americani, pur essendo stato vaccinato contro morbillo e parotite è totalmente SCOPERTO contro tali malattie col rischio di contrarre ugulmente tali malattie e rischiare la tanto decantata encefalite morbillosa che sarebbe una mazzata dopo l’encefalite post-vaccinica.

PERTOSSE

L’incidenza di mortalità da pertosse era diminuita di oltre il 75% prima dell’introduzione del vaccino.

DIFTERITE

Anche in questo caso vaccinare tutti per una malattia che “non c’è” produce più effetti collaterali che prevenzione.

Nei paesi in cui il vaccino viene poco o per niente usato, la malattia non è presente, mentre appare in paesi super vaccinati (come la Russia ).

I dati OMS e diversi studi incrociati dimostrano come le vaccinazioni di massa abbiano aumentato i contagi mentre nei paesi dove ciò non è accaduto la malattia è diminuita in seguito alle migliorate condizioni igieniche e alimentari. Nei paesi occidentali la malattia è quasi sconosciuta.

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