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Comparaggio

I vari Decreti Ministeriali finora emanati non hanno mai risolto questo malaffare che ha sempre più colpevolizzato l'intera categoria professionale.

In cambio di regali, benefits, o anche di denaro, medici compiacenti sarebbero disposti a prescrivere indagini diagnostiche, da effettuare in particolari centri o farmaci di una particolare azienda; prescrizioni, me lo voglio augurare, almeno necessarie. Di fronte a questo indubbio malcostume, ancora più grave perchè corrode l’essenza di una professione che certamente aveva un impegno etico superiore alle altre, l’indignazione giusta dell’opinione pubblica non ha mai trovato una pronta risposta del Governo che ha emanato decreti pasticciati, dagli effetti, come tutti sappiamo, immediati ma poco duraturi, contro le truffe in Sanità.

E’ indubbio come sia necessario tranquillizzare la gente e può essere positivo, in tal senso, un segnale immediato e netto ma l’intervento, per di più decretizio, deve essere efficace contro le truffe che si vogliono sconfiggere, altrimenti è inutile o controproducente… e credo sia giunta l’ora di usare il pugno duro nel confronto di certe industrie farmaceutiche colpevoli di rovinare la salute dei bambini per trarre profitto da un’invalidità indotta e duratura.

Nella cura delle persona è stata ormai dimenticata la parola salute; sempre più spesso assistiamo a operazioni di pubblicità e business farmaceutico esteso dall’opera di persuasione dei rappresentanti dell’industria farmaceutica presso i medici e nei programmi televisivi che sono tutt’altro che un elisir.

La tutela della salute si esplica altresì applicando la normativa del Codice Penale sulla corruzione!

Il “comparaggio” è una pratica deliquenziale praticata da alcuni medici, mele marce per la stessa intera categoria, farmacisti ed altri operatori sanitari che accettano denaro, premi e donazioni varie in cambio di regali.

Nelle inchieste penali del passato si è a volte scoperto che il 70% delle certificazioni rilasciate da taluni medici riguardavano sempre e solo lo stesso farmaco della stessa azienda farmaceutica.

Tale pratica, ripeto fino alla nausea “deliquenziale“, comporta che le terapie non siano affatto mirate a soddisfare le esigenze del paziente ma a far arricchire illecitamente l’operatore sanitario e la casa farmaceutica coinvolta.

Diffidate dal medicoche vi consiglia caldamente un farmaco, conservate sempre le prescrizioni e sappiate che prima di sottoporvi ad una terapia sperimentale dovete dare al medico un consenso scritto.

Recita l’art. 31 del Codice Deontologico dell’Ordine dei Medici: “Ogni forma di comparaggio è vietata”.

Diffidate altresì dal farmacista che vi dice di non avere in negozio il farmaco prescritto dal medico e ve lo sostituisce con quello equipollente distribuito da altra industria: a volte i farmaci equipollenti sono peggiori di quelli ufficiali.

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