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Informazioni che influenzano i medici

Dopo l’avvio delle indagini di corruzione all’estero nei confronti delle Big Pharma, ecco un’altra interessante conferma.

Le informazioni fornite direttamente dalle aziende farmaceutiche ai medici sui loro prodotti sono legate a una maggiore frequenza e a una minore qualità delle prescrizioni e a un aumento dei costi.

E’ quanto rileva una metanalisi di 58 studi pubblicata sulla rivista Plos Medicine, a firma di ricercatori guidati da Geoffrey Spurling della University of Queensland, in Australia.

Fra i 58 studi esaminati, 10 riguardavano gli effetti dei dati diffusi dalle industrie del farmaco sulla qualità delle prescrizioni e tutti tranne uno hanno suggerito che l’esposizione a queste informazioni è effettivamente associata a una più bassa qualità delle ricette.

Diciassette dei 29 studi che hanno esaminato invece l’effetto delle visite degli informatori farmaceutici negli studi medici hanno evidenziato un’associazione anche fra queste visite e l’aumento delle prescrizioni.

Infine, 7 studi su 8 hanno sottolineato l’aumento dei costi che deriva dalla distribuzione di informazioni dalle Big Pharma.

Una delle indagini, fanno notare ad esempio gli autori della metanalisi, ha rilevato che i medici che “vantano” i più bassi costi di prescrizione sono quelli più inclini a non leggere mai o raramente i messaggi pubblicitari o promozionali diffusi dalle aziende farmaceutiche tramite la posta elettronica.

Gli esperti raccomandano quindi che i medici “seguano il principio di precauzione, evitando l’esposizione a informazioni provenienti da aziende farmaceutiche“.

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