Lettera aperta al Presidente della Repubblica

Pregiatissimo Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

scrivo a Lei questo mio breve appello carico di speranza umana e civile per questo nostro Paese che fatica a riconoscere i danni da vaccino in piccoli bambini ai quali si nega “la vita”.

Mio figlio è nato al termine di una gravidanza non complicata, con parto spontaneo. L'indagine Citogenetica prenatale aveva permesso di determinare un cariotipo maschile perfettamente normale. Dopo la nascita il bambino si presentava come un neonato sano, capace di alimentarsi senza difficoltà, con regolare ritmo sonno-veglia, con regolare crescita somatica e  psicomotoria e nessun sintomo riferibile ad alterazioni funzionali di organi ed apparati né a malattia. Tale situazione di benessere cambiò bruscamente con l'inizio delle vaccinazioni anti-infettive. Al completamento del ciclo vaccinale dell'obbligo, mio figlio era diventato un bambino fragile, si alimentava malvolentieri, cresceva stentatamente, si ammalava spesso, irritabile, poco sorridente e scarsamente empatico.

Tale situazione si aggravò ulteriormente dopo la inoculazione del vaccino combinato antimorbillo-parotite-rosolia con evidente arresto della evoluzione maturativa allora raggiunta e l’inizio di una progressiva regressione:  non riusciva più a camminare autonomamente nè ad alzarsi in piedi da solo, il linguaggio si interruppe e addirittura scomparvero i vocalizzi già presenti. II comportamento si fece ulteriormente problematico: si manifestarono crisi di pianto frequenti e protratte, inconsolabili, durante le quali presentava accessionali deviazioni del capo e dello sguardo, delle mani, cominciarono a comparire febbri di non chiara origine, poliadenia inguinale, le infezioni dell’orecchio medio divennero più frequenti, iniziarono i disturbi gastrointestinali con stipsi ostinata alternata a diarrea. L’arresto dello sviluppo psicomotorio, detto anche crescita neuro-evolutiva o evolutiva, è il chiaro segno di sofferenza del sistema nervoso nella delicata fase della crescita. Ciò che viene allora perso non è recuperabile.

Le segnalazioni allarmate di noi genitori furono tacitate e il bambino fu ulteriormente sottoposto ad altra vaccinazione antipneumococcica, non obbligatoria per legge ma assai raccomandata dalle società scientifiche di pediatria e promossa istituzionalmente con intense campagne vaccinali, a seguito della quale si aggravò il quadro di sofferenza neurologica: scarsa abilità motoria, mancanza di continenza sfinterica, mancanza di consapevolezza di ciò che avveniva attorno a lui, incapacità di comunicare con i familiari, privo di linguaggio verbale e gestuale, irritabile, malnutrito, spesso ammalato, con un sistema immunitario alterato, epistassi frequenti e copiose.

All’età di 3 anni fu posta la diagnosi di Autismo Infantile. In seguito fu attestata la sussistenza di “handicap grave per sindrome da alterazione globale dello sviluppo psicologico“, ai fini del riconoscimento dei benefici della legge 104/92. L’handicap era tale da condizionare profondamente la vita del bambino, il quale non possedeva le autonomie proprie della sua età: minore invalido con necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, con un grave handicap neurologico, incapace di parlare, di giocare, di interagire con l’ambiente, con marcate difficoltà della alimentazione, scarsa crescita, epistassi ricorrenti, infezioni ripetute, gravi irregolarità dell’alvo e documentate alterazioni immunologiche.

Era logico chiedersi quale la causa e con quali meccanismi si è realizzato un così profondo ed esteso danno in un organismo in crescita: sono risultati positivi i test che indicano la presenza di accumulo di metalli pesanti nell’organismo, con segni biologici di tossicità, una soppressione post vaccinale delle difese stesse immunitarie che perdura.

Sulla figura del medico vaccinatore cade la pesante responsabilità di identificare i bambini che presentano segni di fragilità prima dell’esecuzione dei vaccini ed i bambini che, dopo l’esecuzione dei vaccini abbiano manifestato una reazione avversa anche sottoforma di caduta delle risposte difensive e sviluppo di infezioni ricorrenti. Il medico vaccinatore ha l’obbligo etico, professionale e comportamentale di procedere ad una valutazione clinica seria, ad un’anamnesi completa come stabilito anche dall’art. 7 della Legge 210/92, prima di procedere alla inoculazione dei vaccini. Mio figlio non è mai stato sottoposto ad alcuna valutazione PREVACCINALE accurata e completa in aperto contrasto con l’art. 7 sopra citato.

Ad oggi è stata riformulata la diagnosi di “ENCEFALOPATIA IMMUNO-ALLERGO-TOSSICA” che ha danneggiato lo sviluppo cerebrale ed evolutivo del bambino, sino a realizzare nel tempo il quadro clinico di Disturbo Autistico con grave deficit cognitivo. Tale patologia altera le facoltà mentali e rende l’individuo incapace a qualsiasi attività (INVALIDITA’ AL 100%)

Come è possibile non riconoscere l’Autismo come MALATTIA SOCIALE?

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