Acqua all’arsenico

Sono 128 i Comuni d’Italia interessati da questo problema tutt’altro che cancellabile con ordinanze, innalzamenti di parametri o colpi di spugna.

Alcuni componenti della Commissione Territorio Ambiente & Beni Ambientali ha richiesto al Ministo della Salute Fazio la lista completa delle città a rischio

Se l’acqua è effettivamente pericolosa per gli abitanti, è decisamente strano che il Ministro della NOSTRA Salute, anziché ordinare l’immediata chiusura dei rubinetti, abbia chiesto invece di rendere burocraticamente potabile un’acqua che, a quanto pare, non lo è affatto!

Sarebbe opportuno che il Ministro della NOSTRA Salute si recasse a rispondere in Parlamento sulle indagini che sono state svolte e che hanno portato alla conclusione, smentita dall’UE, che l’alta concentrazione di arsenico non rappresenta un pericolo per la salute dei cittadini; inoltre il Ministro dovrebbe illustrarci la strategia di comunicazione che è stata applicata per informare adeguatamente gli abitanti del rischio che corrono bevendo l’acqua del rubinetto.

In testa alla classifica figura il Lazio, con 91 città e borghi (sparsi tra le provincie di Roma, Latina e Viterbo) dove i sindaci, a meno di soluzioni miracolose dell’ultimo istante, potrebbero essere costretti a firmare un provvedimento per vietare di bere l’acqua.

Nell’elenco – pubblicato qui da Corriere.it – segue la Toscana, con 16 località; altre 10 sono in Trentino, 8 in Lombardia e 3 in Umbria. Tutte con lo stesso problema: negli acquedotti c’è una concentrazione elevata di arsenico, talvolta con valori massimi di 50 microgrammi per litro mentre la legge ne consente al massimo 10…. ma anche fluoruro e borio (sostanza radioattiva prodotta artificialmente) e mi genera un certo fastidio sentire certe affermazioni comiche secondo le quali tutto sia causato da terreni lavici.

Infine, se pensiamo che il valore massimo per ammazzare la salute di un bambino è 3 mcg litro, scusatemi l’espressione: siamo in mano a dei CRIMINALI.

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Informazioni su Gabriele Milani 353 Articoli

infermiere, divenuto freelance per dovere di informazione, ma soprattutto padre di un bambino che ha presentato reazione avversa alla somministrazione dei vaccini anti-infettivi nella forma di ENCEFALOPATIA IMMUNO-ALLERGO-TOSSICA, che ha danneggiato lo sviluppo cerebrale ed evolutivo del bambino, sino a realizzare nel tempo il quadro clinico di disturbo autistico con grave deficit cognitivo.