Quale acqua bere?

A seguito delle notizie di queste giorni relative all’acqua all’arsenico presente negli acquedotti di molti comuni d’Italia, proviamo a individuare subito due problemi. Primo: la maggior parte di NOI non beve abbastanza acqua. Secondo: l’acqua che normalmente beviamo è tossica. L’acqua che scende dai rubinetti di casa contiene sostanze chimiche, soprattutto cloro e fluoruri. Il loro grado di tossicità è elevatissimo. Bere acqua clorata, e praticamente tutta l’acqua degli acquedotti lo è, danneggia le arterie. Sulle lesioni arteriose si accumula il colesterole LDL che innesca arteriosclerosi. Una delle cause di cardiopatia più diffuse nella società odierna è il fatto che la gente beve acqua del rubinetto, usa acqua del rubinetto per fare la doccia o riempire la vasca da bagno, nuota in piscine d’acqua clorata.

La maggior parte della gente è disidratata e anche per questo è soggetta a dolori, rigidità articolare, artrite, asma, allergie e altri disturbi. La disidratazione è semplicemente carenza di liquidi nelle cellule. Può incidere negativamente sul livello di energia e sul sonno, ma soprattutto riduce la capacità dell’organismo di eliminare le tossine e le scorie. In laboratorio le cellule possono vivere per un tempo infinito se vengono mantenute in un liquido costantemente pulito. Una cellula posta in un liquido secerne scorie e tossine. Finchè il suo ambiente è pulito e sgombro di sostanze di scarto, sembra che ritardi l’invecchiamento. Questo fatto sorprendente spiega perchè sia così importante depurare l’organismo ed espellere le tossine, oltre che introdurne la minor quantità possibile.

La questione vitale è: quale acqua bere?… Nel nostro ambiente disponiamo essenzialmente di quattro tipi di acqua: quella degli acquedotti, di sorgente, purificata, distillata.

L’acqua degli acquedotti è senz’altro la peggiore, perchè è sempre contaminata. Contiene cloro e nella maggior parte dei casi anche fluoruri, ed ora sappiamo anche contenere arsenico. Nel panorama delle sostanze chimiche i fluoruri sono tra le più tossiche. Si tratta di prodotti secondari della lavorazione dei fertilizzanti superfosfatici, tanto tossici che non si sa dove scaricarli. I grandi complottisti pensano che ce li scarichino addosso dal cielo. Io volo basso perchè non sono un complottista e vi racconto che, secondo quanto risulta in letteratura, grazie alle mediazioni di certe lobby questi rifiuti sono venduti alle aziende municipali e smaltiti nelle riserve idriche, con il pretesto che fanno bene ai denti. Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. I fluoruri sono tossici e non dovrebbero essere ingeriti. Hanno effetti dannosi su ogni organo del corpo, soprattutto sulla tiroide. E’ stato riscontrato che in America il tasso di obesità è più alto nelle regioni in cui l’acqua è più ricca di fluoruri, che rallentano il metabolismo, oltre a favorire la depressione e numerosi altri disturbi.

Le caratteristiche chimiche dell’acqua distribuita dagli acquedotti sono ampiamente correlabili allo stato di intossicazione del nostro organismo. Ormai non vi soprenderà sapere che i media e gli enti governativi ci prendono in giro quando si parla della purezza e della sicurezza della nostra acqua. Cloro, arsenico, fluoruri, e chissà quante altre schifezze sono veleni che impestano gli acquedotti, rendendo l’acqua tutt’altro che salubre. Eppure molti governi e media li chiamano in causa proprio per provare la qualità dell’acqua!… Pù cloro e fluoruri ci sono, più l’acqua è sicura, dichiarano. E’ un altro modo per fare il lavaggio del cervello, inducendo a credere che le sostanze chimiche siano meglio di quelle naturali.

L’acqua di sorgente è senza dubbio migliore. Tuttavia c’è chi pubblica notizie fuorvianti sulla più alta presenza di batteri nelle acque imbottigliate, evidenziando che il cloro immesso negli acquedotti serve proprio a uccidere i batteri. Agli occhi più attenti non sarà passato inosservato un messaggio davvero singolare indirizzato ai consumatori da parte della COOP , dove si elencano una serie di vantaggi nel bere l’acqua del rubinetto. Il problema è che il cloro uccide gli organismi viventi. A meno di qualche improbabile rivoluzionaria scoperta scientifica, NOI esseri umani siamo TUTTI organismi viventi fino a prova contraria. Il cloro è un veleno e si aggiunge all’acqua per uccidere gli organismi viventi. Quando lo beviamo, beviamo veleno. In piccole quantità, certo, ma sempre di veleno si tratta, e non dovremmo ingerirlo per nulla. Non bisogna temere i batteri. Siamo esposti ai batteri ogni giorno della nostra vita, molti di essi vivono in legame simbiotico col nostro corpo. E’ così che si rafforza il sistema immunitario, è così che è la vita ed è così che si vive. Il nostro corpo è esposto ai batteri e ai virus e dispone delle risorse per combatterli. Più siamo esposti, più il nostro sistema è in posizione di vantaggio….. mentre più ci vacciniamo e più il nostro sistema va in tilt e si indebolisce.

Il cloro si utilizza anche nei processi di lavorazione industriale della frutta e della verdura e viene aggiunto all’acqua di irrigazione dei campi. Il problema del cloro non è da sottovalutare. Sottolineo fortemente il concetto perchè la questione investe molti settori produttivi, compreso quello farmaceutico dove anche l’arsenico trova applicazione nella lavorazione dei farmaci. Pensate a questo: sovraccarichiamo il nostro organismo di tossine bevendo acqua, mangiando o bevendo prodotti che contengono acqua (dai vegetali alla carne oltretutto addizionata di antibiotici), facendo la doccia, facendo il bagno o nuotando in piscina. Poichè la pelle è l’organo più esteso del nostro corpo, si ritiene che facendo una doccia si possano assorbire più tossine che bevendo cinque bicchieri d’acqua. Infatti, quando ci si lava, le tossine presenti nell’acqua non vengono soltanto assorbite attraverso la pelle, ma anche respirate, perchè impregnano il vapore acqueo. Le saune, le vasche per i bagni e le piscine sono l’ideale per fare il pieno di tossine. Il paradosso è che le si usa pensando di trarne il massimo beneficio per la salute.

Acqua purificata e/o distillata –   I metodi di depurazione dell’acqua domestica oggi più diffusi sono quelli a osmosi inversa. Quest’acqua si ottiene mediante distillazione, osmosi inversa, scambio ionico o una combinazione di questi metodi. Eppure pare proprio che l’osmosi inversa non sia il metodo migliore per filtrare l’acqua domestica; anzi presenta caratteristiche che lasciano quantomeno perplessi.

1) L’acqua proveniente dai sistemi ad osmosi inversa è demineralizzata, ossia contiene pochi o nessun minerale.

Le ricerche sulle cardiopatie e sul cancro dimostrano che l’acqua demineralizzata, carente di calcio e magnesio, e con basso grado di durezza e TDS (Totale Solidi Disciolti), non è salutare da bere. Affermati studiosi nel campo del metabolismo minerale, hanno dimostrato che i minerali essenziali vengono ben assorbiti, e soprattutto favoriscono l’eliminazione dei minerali non essenziali, anche di quelli nocivi.

Ad esempio, se nell’acqua sono presenti una buona quantità di calcio e magnesio e una piccola quantità di piombo, l’organismo assimila almeno in parte gli elementi essenziali (calcio e magnesio) ed elimina quelli non essenziali (piombo).

Se al contrario, vi sono bassi livelli di calcio e magnesio, le cellule selezionano ed assorbono il piombo, che è tossico.

I depuratori per uso domestico a osmosi inversa forniscono acqua addolcita e demineralizzata, senza l’efficacia protettiva dei minerali essenziali. In tal modo gli effetti negativi delle sostanze dannose vengono ulteriormente amplificati. Una piccola quantità di sostanze nocive in un’acqua demineralizzata può avere effetti molto più dannosi sulla salute che non una maggiore quantità in un’acqua più dura. Perciò, per ragioni differenti, sia l’acqua inquinata, sia quella demineralizzata, possono essere nocive per la nostra salute.

Ma i pericoli dell’osmosi inversa si nascondono anche nell’acqua minerale: si calcola che soltanto il 20% dell’acqua minerale oggi in commercio sia sorgiva, e anche quest’ultima non sempre è esente da sostanze contaminanti. Molte acque minerali in bottiglia subiscono processi di filtrazione, distillazione e osmosi inversa. Se si sceglie di acquistare acqua minerale in bottiglia, è importante assicurarsi che si tratti effettivamente di acqua di sorgente e che contenga un’adeguata quantità di minerali e un sufficiente grado di durezza e TDS.

2) L’acqua erogata dai sistemi ad osmosi inversa è acida e quindi ossidante: per capirci, è come bere… un elisir che accelera l’invecchiamento!

Uno ionizzatore d’acqua è un elettrodomestico che svolge le seguenti funzioni:

– depura l’acqua che fuoriesce dal rubinetto di casa;

– eroga acqua alcalina, neutra e acida;

– trasforma i preziosi minerali disciolti nell’acqua (come calcio e magnesio) nella forma più assimilabile per il nostro organismo;

– aumenta la capacità idratatante dell’acqua riducendo la dimensione dei gruppi di molecole (detti cluster);

– rende l’acqua antiossidante, in grado di catturare i radicali liberi, principali responsabili dell’invecchiamento;

– rende l’acqua disintossicante: l’acqua ionizzata alcalina tampona gli acidi presenti nel nostro organismo, aiutando a ripristinare le normali funzioni vitali del nostro organismo;

– favorisce il riprisitino dell’importantissimo equilibrio acido-basico nel nostro organismo;

– migliora il gusto dell’acqua per bere e per cucinare.

L’acqua erogata passa attraverso filtri di ultima generazione in grado di eliminare dall’acqua che proviene dall’acquedotto impurità, cloro, metalli pesanti, inquinanti, virus, batteri ecc. A differenza dei comuni filtri, ad esempio quelli usati per l’osmosi inversa, permette ai minerali disciolti nell’acqua di passare la membrana e ne aumenta la biodisponibilità, perchè li ionizza. Parliamo infatti più precisamente di acqua ionizzata alcalina.

La biodisponibilità di alcuni minerali aumenta in modo significativo.

Calcio: + 43%

Magnesio: + 9%

Sodio: + 20%

Potassio: + 14%

Lo ionizzatore fu sviluppato in Giappone nei primi anni dopo il 1950. L’acqua alcalina fu sperimentata dai medici giapponesi sui loro pazienti, che trovarono che l’acqua alcalina alleviava molti sintomi di malattie croniche. I primi ionizzatori d’acqua furono disponibili in Giappone dal 1958. Fino a qual momento, gli unici ionizzatori d’acqua disponibili erano grandi apparecchiature tenute negli ospedali. Il 15 gennaio 1966 lo ionizzatore d’acqua fu approvato come apparecchiatura medicale per il miglioramento della salute dal Ministero della Salute e della Riabilitazione del Governo giapponese. Da allora gli ionizzatori sono usati come presidio medico ospedaliero in Giappone.

Gli ionizzatori d’acqua prodotti in Giappone furono presentati in Corea nei primi anni ’70 ed oggi essi sono approvati anche dal Governo della Corea del Sud come apparecchiature medicali.

Modelli casalinghi di ionizzatori d’acqua costruiti in Corea furono presentati negli Stati Uniti nel 1985 ed un test di tossicità fu condotto da un laboratorio collaudatore di Los Angeles, il 14 aprile 1986. La prova non trovò tossicità nell’acqua alcalina prodotta da esso. Questo collaudo fu fatto secondo specifici metodi approvati dalla FDA.

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Informazioni su Gabriele Milani 353 Articoli
infermiere, divenuto freelance per dovere di informazione, ma soprattutto padre di un bambino che ha presentato reazione avversa alla somministrazione dei vaccini anti-infettivi nella forma di ENCEFALOPATIA IMMUNO-ALLERGO-TOSSICA, che ha danneggiato lo sviluppo cerebrale ed evolutivo del bambino, sino a realizzare nel tempo il quadro clinico di disturbo autistico con grave deficit cognitivo.