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Massimo Montinari: ho curato l’autismo

Riporto, per dovere di cronaca, il testo integrale dell'intervista al Dott. Massimo Montinari effettuata dal giornalista de Il Tempo Claudio Lo Tufo, apparsa in data 30/11/2010, e  che ha suscitato così tante polemiche da essere, a quanto pare, subito censurata on line. Grazie alla solida collaborazione nata con alcuni genitori sono riuscito a recuperare traccia dell'articolo, visionabile per intero cliccando sull'immagine qui a sinistra.

«Ho curato l’autismo» 30-11-2010

Tra le polemiche ecco l’innovativa terapia di Massimo Montinari intervista di Claudio Lo Tufo.

La telefonata è attesa alle 19.30, ma arriva un’ora e mezza più tardi perché per Massimo Montinari, medico oggi al servizio della polizia di stato, prima ci sono i pazienti e poi la carta stampata. Voce sorniona di chi sa come va il mondo Montinari non esita a raccontarci una storia assai interessante.

Professor Montinari è vero che lei cura i bambini autistici? «La prego non sono un professore, ho lasciato da tempo il mondo ospedaliero, mi chiami Massimo». Va bene, ma li cura o no i bambini autistici? «Diciamo che ho messo a punto un protocollo che ha ottenuto, in chi lo ha perseguito, molti miglioramenti e in un centinaio di casi addirittura la guarigione». Mi scusi e come fa? «Intanto già nel 2001 avevo scritto un libro nel quale spiegavo che l’autismo nasceva per il 98 per cento dei casi da un’infiammazione dell’encefalo soprattutto dei vasi più piccoli». Quindi bastava eliminarla? «In parte, perché è anche necessario che il sistema immunitario, trasportatore delle informazioni nervose, funzioni bene altrimenti il problema si ricrea». Quindi cura l’autismo con gli antinfiammatori? «No, perché vede le cure allopatiche si basano su un principio attivo che a causa del suo peso e delle sue dimensioni non riesce ad entrare nei mitocondri. Cerco di spiegarmi: se immaginiamo che le cellule sono dei motori i mitocondri possiamo identificarli nei carburatori. Negli affetti da autismo questi carburatori sono sporchi e quindi bisogna pulirli, solo che la medicina allopatica non ci riesce perché il principio attivo è troppo grande per entrare nei mitocondri, per questo è stato necessario usare terapie omotossicologiche, che permettono di superare questa barriera». Ha pubblicato le sue ricerche? «C’ho provato, ma mi è stato detto di no, poiché la cura non è considerata convenzionale e questo fa sì che non la prendano nemmeno in considerazione. Ma adesso uno studio americano dice le stesse cose che io ribadisco da anni e loro l’hanno pubblicato». Si rende conto che è una scoperta sensazionale? «Certo, ma le logiche della nostra medicina non vogliono accettare che questa è la strada da intraprendere. Spendiamo ingenti risorse nella ricerca genetica, ma non si capisce che i geni con l’autismo centrano poco e niente». Insomma non le danno retta? «Non solo, qualcuno mi ha addirittura descritto come un ciarlatano. E di fronte alla guarigione di alcuni miei pazienti, i medici che avevano diagnosticato l’autismo hanno dichiarato che si erano sbagliati nella diagnosi. Mi aspetto, a questo punto, che qualcuno griderà al miracolo. Si rende conto, preferiscono dire di aver commesso un errore, invece di accettare una terapia innovativa». Dove esercita questa terapia? «Privatamente a pagamento, la mia parcella è di 200 euro e la visita va fatta due volte l’anno, poi svolgo la mia attività gratuitamente anche presso la polizia e i carabinieri in quanto loro medico a contratto». Costano molto i farmaci? «Circa 200 euro al mese per i primi mesi di terapia poi un po’ di meno. Spero, però, di riuscire un giorno a far sì che questa terapia diventi un protocollo del servizio pubblico». Il ministero sa della sua attività? «Certo, abbiamo depositato più di uno scritto. E adesso con l’Istituto superiore di Sanità si sta lavorando per trovare una soluzione».

La telefonata è attesa alle 19.30, ma arriva un’ora e mezza più tardi perché per Massimo Montinari, medico oggi al servizio della polizia di stato, prima ci sono i pazienti e poi la carta stampata. Voce sorniona di chi sa come va il mondo Montinari non esita a raccontarci una storia assai interessante.Inutile dire che si è risvegliato il solito vespaio di polemiche… Infondo i poteri forti del SINPIA sono peggio dei tentacoli della “piovra mafiosa” e mirano a distruggere il futuro dei bambini per i soliti guadagni facili derivanti dalla vendita di molecole psicoattive su minori.

Professor Montinari è vero che lei cura i bambini autistici? «La prego non sono un professore, ho lasciato da tempo il mondo ospedaliero, mi chiami Massimo». Va bene, ma li cura o no i bambini autistici? «Diciamo che ho messo a punto un protocollo che ha ottenuto, in chi lo ha perseguito, molti miglioramenti e in un centinaio di casi addirittura la guarigione». Mi scusi e come fa? «Intanto già nel 2001 avevo scritto un libro nel quale spiegavo che l’autismo nasceva per il 98 per cento dei casi da un’infiammazione dell’encefalo soprattutto dei vasi più piccoli». Quindi bastava eliminarla? «In parte, perché è anche necessario che il sistema immunitario, trasportatore delle informazioni nervose, funzioni bene altrimenti il problema si ricrea». Quindi cura l’autismo con gli antinfiammatori? «No, perché vede le cure allopatiche si basano su un principio attivo che a causa del suo peso e delle sue dimensioni non riesce ad entrare nei mitocondri. Cerco di spiegarmi: se immaginiamo che le cellule sono dei motori i mitocondri possiamo identificarli nei carburatori. Negli affetti da autismo questi carburatori sono sporchi e quindi bisogna pulirli, solo che la medicina allopatica non ci riesce perché il principio attivo è troppo grande per entrare nei mitocondri, per questo è stato necessario usare terapie omotossicologiche, che permettono di superare questa barriera». Ha pubblicato le sue ricerche? «C’ho provato, ma mi è stato detto di no, poiché la cura non è considerata convenzionale e questo fa sì che non la prendano nemmeno in considerazione. Ma adesso uno studio americano dice le stesse cose che io ribadisco da anni e loro l’hanno pubblicato». Si rende conto che è una scoperta sensazionale? «Certo, ma le logiche della nostra medicina non vogliono accettare che questa è la strada da intraprendere. Spendiamo ingenti risorse nella ricerca genetica, ma non si capisce che i geni con l’autismo centrano poco e niente». Insomma non le danno retta? «Non solo, qualcuno mi ha addirittura descritto come un ciarlatano. E di fronte alla guarigione di alcuni miei pazienti, i medici che avevano diagnosticato l’autismo hanno dichiarato che si erano sbagliati nella diagnosi. Mi aspetto, a questo punto, che qualcuno griderà al miracolo. Si rende conto, preferiscono dire di aver commesso un errore, invece di accettare una terapia innovativa». Dove esercita questa terapia? «Privatamente a pagamento, la mia parcella è di 200 euro e la visita va fatta due volte l’anno, poi svolgo la mia attività gratuitamente anche presso la polizia e i carabinieri in quanto loro medico a contratto». Costano molto i farmaci? «Circa 200 euro al mese per i primi mesi di terapia poi un po’ di meno. Spero, però, di riuscire un giorno a far sì che questa terapia diventi un protocollo del servizio pubblico». Il ministero sa della sua attività? «Certo, abbiamo depositato più di uno scritto. E adesso con l’Istituto superiore di Sanità si sta lavorando per trovare una soluzione».

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