L’imbecille risponde

Prima di tutto sgombriamo il campo da tanti equivoci: offendere e’ reato per strada, alla televisione o sui giornali, ma altrettanto e’ su internet. Come quando qualcuno vi offende per strada il problema e’ provare quello che e’ stato detto e chi l’ha detto.

Non entro in varie distinzioni giuridiche interessanti per la qualificazione del reato. Vediamo invece alcuni aspetti pratici.

1) se denuncio qualcuno per oltraggio o diffamazione o ingiuria o molestie devo stare attento: se non dimostro il reato non otterro’ una sentenza favorevole ma peggio chi e’ stato citato puo’ farmi causa. E in questo caso la vince perche’ e’ provato che io ho sostenuto una accusa infamante non provata. Quindi la prova è stata raccolta qui e proseguirà ad essere monitorata dall’Autorità competente nei nomi e cognomi che riterranno opportuno monitorare.

2) l’indirizzo ip e’ un mito che aiuta molte volte ma non sempre: in ogni caso le indagini le fa Polizia Postale, ed a loro sono state demandate.

3) questo e’ tanto piu’ vero quando su internet spesso ci si presenta con uno pseudonimo: sia chi offende che chi e’ offeso potrebbe non essere riconoscibile. E’ vero anche che lo pseudonimo e’ protetto come il nome, se identifica una persona all’occhio della comunità: quindi sarà valutato caso per caso.

4) il gestore del sito non c’entra nulla. E’ bene ricordarlo. Le direttive europee si uniformano a questo principio (si veda il codice delle comunicazioni italiano) e non si puo’ rendere un provider responsabile, cosi’ come il Sig. Bic non risponde di tutte le offese scritte con la sua biro.

5) il gestore del sito pero’ puo’ aiutare a rimuovere il messaggio: non facendolo se ne assume ogni responsabilità. Prima pero’ di agire contro il gestore del sito ci si deve mettere in contatto con lui. Usate l’email o il telefono, e risolvetelo con una richiesta educata. Se siete esasperati dalla non collaborazione del gestore solo una raccomandata vi aiuterà. Se la scrive il vostro avvocato e’ meglio.

Forse non ci credetere ma i casi piu’ frequenti di intolleranza si verificano da marzo a luglio, quando gli animi si scaldano e la pazienza finisce, un pò come quella delle associazioni poco serie colluse alla politica.

In linea di massima considerate che su internet la vita e’ la stessa di quella reale, quindi scagliarsi contro tutti non e’ certo un modo per convivere in armonia, anzi, e’ il modo migliore per ritrovarsi al centro di impensabili flames. Questo e’ dovuto al fatto che scrivere con una tastiera al computer sembra sempre qualcosa di piu’ vicino al parlato che allo scritto, e le reazioni immediate, senza filtri dovuti dalla presenza della “controparte”. Nel mio caso l’unico modo di replica è questo post.

Aggiungo che in un caso su tre e’ la pessima lettura di qualche scritto (a volte in mala fede equivoco come quello che mi riguarda) che fa nascere antipatie dure ad essere debellate. Solitamente, tra amici, una telefonata risolve di solito ogni discussione. In questo caso parliamo di persone sconosciute a parte l’autrice che così frettolosamente ha dimenticato quando ci contattò a settembre 2010 per richiedere collaborazione per raccolta firme e organizzazione gazebo a sostegno di progetti di denucia per la discriminazione scolastica subita da soggetti autistici.

Sia il parlato che lo scritto sono comunque fonte di reato: lo si ricordi. Il difficile come sempre e’ dare prova dei fatti per ottenere protezione in giudizio… e siccome qui vi sono testimoni che possono confermare le telefonate ricevute dall’autrice dell’articolo diffamatorio, mi domando se coloro che l’hanno seguita a ruota si sono forse domandati in quale tipo di reato incorressero nel proseguire a diffamare senza conoscere la realtà dei fatti.

Per i gestori la normativa non basta: alcune condizioni generali dovrebbero espressamente ribadire che i testi inviati potranno essere cancellati senza preavviso, e’ vietato promuovere il tabacco, medicinali, offerte di lavoro dipendente, cure dimagranti, violenza, pedofilia, intolleranza, ogni cosa illegale e irrispettosa di chiunque.

A mio parere, sarebbe meglio si provveda a cancellare tutta la discussione che in caso contrario potrebbe portare a conseguenze legali nefaste per il buon nome delle Associazioni  e delle persone coinvolte. La Polizia Postale ha prodotto copie di sicurezza. Da fare, da tenere, per il non si sa mai.

Ho ritenuto opportuno informare i lettori per far capire che non darò spazio a nessun rompiscatole. Forse non potrò impedire gli abusi, ma di certo l’Autorità Giudiziaria attuerà il suo corso.

Per coloro che, prima di offendere volessero capire la REALE motivazione scatenante tanto astio, spero vorranno leggere l’ultima mail che ho ricevuto dalla persona in questione in data 27/11 u.s….. tanto per farvi capire che ci sono motivi Politici alla base che nulla hanno a che vedere con la cura dei bambini autistici!   LEGGERE QUI

Firmato: uomo di merda!

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