Tutte le menzogne scritte da Brian Deer – parte 1

Le relazioni tra Brian Deer e il The Sunday Times sono il più delle volte estemporanee e non c’e’ una storia che è stata pubblicata sul The Sunday Times che non è stata pesantemente riscritta o ridotta.

Questo era il sunto della e-mail che Alistar Brett, avvocato del The Sunday Times, spediva a Abel Hadden di Bell Pottinger Communications (che curava le pubbliche relazioni del Dr. Andrew Wakefield) nel giugno 2004.

Può sorprendere i lettori che mi hanno sempre seguito finora la decisione di pubblicare un’altra lunga storia a puntate, perchè non voglio perdere tempo più di quanto sia assolutamente necessario per parlare di questo giornalista, Brian Deer, dal quale nasce la trama di repressione organizzata ai danni del Dr. Andrew Wakefield.

Nonostante il mio desiderio, è comunque giusto chiarire questo pesante capitolo che molto spesso arma la bocca e i quotidiani di coloro che vogliono zittire le solide evidenze dei genitori.

Altri siti che si definiscono pro-autismo e pro-vaccini manipolano direttamente e indirettamente la maggior parte delle affermazioni originali di questo giornalista. Tuttavia, al fine di mettere a nudo il suo bizzarro stile giornalistico e la sua altrettanto bizzarra percezione in merito agli eventi avvenuti al Royal Free Hospital, così da incanalarli nel giusto contesto, inizierò un’approfondita analisi basandomi su alcuni recenti articoli che questo giornalista ha scritto dopo la conclusione delle udienze avvenute al General Medical Council (Ordine dei Medici del Regno Unito).

Prima di ciò vi invito comunque a leggere il post precedente, La doppia faccia del giornalista Brian Deer, dove è presente anche un filmato che merita di essere visto per inquadrare ancor meglio il soggetto in questione e la trama criminale che investe la vita dei nostri figli.

MMR doctor Andrew Wakefield fixed data on autism è il primo di due articoli di partenza scritti da Brian Deer nel febbraio del 2009.

Analizzeremo stralci degli articoli di Brian Deer. I suoi articoli contenevano e proseguono a contenere riferimenti che il Dr. Andrew Wakefield ha commesso frode scientifica in quanto tale e, a quanto pare, ha pubblicato “risultati errati e cambiati nella sua ricerca” sulla rivista The Lancet, con la chiara implicazione che ciò era destinato a creare l’apparenza di un possibile legame tra la vaccinazione MMR e l’autismo, ed è stato fatto per soldi.
Poiché Brian Deer presenziò alla maggioranza delle udienze del GMC, dove questi problemi sono stati affrontati con notevole dettaglio, sapeva o avrebbe dovuto sapere che tali accuse erano false, fuorvianti, basate su documenti incompleti e, quanto meno, rappresentano tutt’ora una questione molto aperta.

Il medico che ha scatenato la paura mediatica in merito alla sicurezza del vaccino MPR per i bambini ha cambiato e riportato dati errati nella sua ricerca, creando l’apparenza di un possibile legame con l’autismo, e un’indagine del The Sunday Times  l’ha provato… Interviste confidenziali e documenti testimoniati hanno stabilito che i dati dei pazienti sono stati manipolati dal Dr. Andrew Wakefield, il quale ha scatenato i timori che il vaccino trivalente MMR per la protezione contro morbillo, parotite e rosolia è legato alla condizione.

FALSO:   Non vi è alcuna base di fatto per qualsiasi suggerimento che il Dr. Andrew Wakefield ha manipolato i dati dei pazienti in qualsiasi momento. Al GMC, nessuna prova di manipolazione o falsificazione dei dati del paziente è stata portata contro il Dr. Wakefield, e nessuna delle prove presentate durante l’udienza del GMC nel corso dell’anno e mezzo di indagini supporta qualsiasi accusa di manipolazione dei dati da parte del Dr. Wakefield o di uno qualsiasi degli altri 12 coautori dello studio…. E’ solo Brian Deer e qualche altro media a ruota, succube degli interessi farmaceutici, che alimentano il tam tam di certe castronerie. Basti pensare che nessun media pubblica alcun documento di prova e prosegue a dare credito alle sole parole di questo bizzarro giornalista che, come citato nel documentario presente al post precedente, si è addirittura autoreferenziato.
Le specifiche di questa affermazione sono trattate di seguito, anche perchè è bene ricordare che sia Brian Deer che The Lancet non hanno mai pubblicato le prove delle loro accuse (a parte, ripeto, ritagli di giornale autoreferenziali). Sono solo parole e link che fluttuano come bolle nell’aria e che rafforzano il piano repressivo architettato dal GMC per far fuori il pericolo numero uno che si parava all’orizzonte delle case farmaceutiche. L’effetto boomerang che sottovalutano le case farmaceutiche, ma soprattutto in Inghilterra, è quanto sta avvenendo attualmente negli Stati Uniti e in altri paesi dove le innumerevoli testimonianze dei genitori e di molti altri professionisti, che  si sono stancati di queste continue nefandezze, non sono più arginabili e censurabili da alcun articolo o criminale associazione/soggetto pro-autismo.

La ricerca è stata pubblicata nel febbraio 1998 in un articolo sulla rivista medica The Lancet. Essa sostiene che le famiglie di otto su 12 bambini che frequentano una clinica presso il Royal Free Hospital mette sotto accusa il vaccino MMR per il loro autismo, e sostiene che i problemi insorgono pochi giorni dopo il vaccino.

Questo lavoro clinico è stato effettivamente svolto: il risultato è quello, non cambia di una virgola e mai nessuno l’ha sconfessato!… Anzi è stato più volte ribadito, nella sua validità, dallo stesso Richard Horton (editore di The Lancet) anche allo stesso GMC. L’inizio dei sintomi comportamentali (mai definito col termine autismo) è stato associato dai genitori di otto dei 12 bambini che erano stati vaccinati col vaccino contro morbillo, parotite e rosolia.

Il team ha anche affermato di aver scoperto una “nuova” malattia infiammatoria intestinale sottostante le condizioni dei bambini.

FALSO: Da nessuna parte sul documento di The Lancet è riportata una simile affermazione o richiesta di indagine.

Tuttavia, la nostra indagine, confermata dalle prove presentate al GMC rivela che: nella maggior parte dei 12 casi, i disturbi dei bambini, come descritto in The Lancet erano diversi da quelli del loro ospedale e delle registrazioni delle cartelle cliniche dei loro medici di base (General Practitioner).

I documenti rilevanti per le prove presentate in The Lancet sono chiaramente identificati in esso e inclusi nei record del Royal Free Hospital e, se disponibili, nelle registrazioni di sviluppo da parte dei genitori, assistenti sanitari (infermieri professinonisti iscritti all’albo nel Regno Unito che effettuano visite domiciliari) e cartelle cliniche dei medici di base. Pertanto, come indicato nello studio, il team del Dr. Wakefield ha riportato la totalità delle informazioni a loro disposizione. Questa è stata la prassi normale!

Al contrario, i record che erano disponibili per il GMC includevano un set completo di documenti di un locale ospedale per bambini, una serie completa dei registri delle cartelle cliniche  compreso le cartelle che riguardavano le cure di ogni bambino, i record del Royal Free Hospital, e qualsiasi altra registrazione connessa ad ogni bambino (ad esempio le annotazioni dei medici scolastici).

Pertanto, il ricorso presentato da Brian Deer su eventuali differenze tra queste fonti di dati (ossia quelli invocati dagli autori di  The Lancet acquisiti faccia-a-faccia a differenza di quelle assunte da Deer nelle sue affermazioni) è falsa e fuorviante in quanto la maggior parte di questi ultime registrazioni non erano a disposizione dei medici del Royal Free Hospital all’epoca dei fatti.

Ciò non significa, tuttavia, che l’interpretazione di Brian Deer in merito alle eventuali differenze è esatta. Piuttosto egli sembra aver scelto le differenze tra questi documenti, al fine di minare la credibilità dello studio in The Lancet. Specifiche istanze di questo sono fornite di seguito.

Anche se il documento di ricerca ha affermato che i problemi sono apparsi in pochi giorni dopo la vaccinazione, in un solo caso le cartelle cliniche suggeriscono che questo era vero, e in molti dei casi il problema medico era stato sollevato prima che i bambini venissero vaccinati.

L’etichettatura della serie di casi clinici come un “documento di ricerca” è destinato a dare l’impressione che i bambini sono stati studiati esclusivamente per fini di sperimentazione; un’accusa che forma la parte centrale della denuncia originaria di Deer al General Medical Council. Al contrario, il documento era basato sui risultati clinicamente riferiti dai bambini che sono stati esaminati sulla base dei loro sintomi di presentazione.

…questo problema apparso in pochi giorni dopo la vaccinazione, in un solo caso le cartelle cliniche suggeriscono che questo era vero, e in molti dei casi il problema era stato sollevato prima che i bambini venissero vaccinati.

FALSOBrian Deer confonde maliziosamente “problemi” con “preoccupazioni mediche“. Per quanto riguarda i “problemi“, il documento di The Lancet era abbastanza preciso in riferimento ai tempi di insorgenza di “problemi comportamentali” in relazione all’esposizione al vaccino MMR. In nessuna parte del documento è stato fatto riferimento all’insorgenza di “preoccupazioni mediche“. Quest’ultima è un’espressione totalmente aspecifica che potrebbe riguardare qualsiasi evenienza che porta un bambino a presentarsi dal medico. L’uso di questo termine per definire ciò che è scritto nel documento di The Lancet è del tutto fuorviante.

Il documento descrive i rapporti dei genitori di insorgenza di “problemi comportamentali” avvenuti in media dopo 6 – 7 giorni dalla vaccinazione. Come verrà illustrato in seguito, l’affermazione di Brian Deer che questi bambini avevano mostrato segni di autismo prima della vaccinazione, ancora una volta, è FALSA e fuorviante.

Patologi ospedalieri, alla ricerca di malattia infiammatoria intestinale, hanno riferito nella maggior parte dei casi che l’intestino era normale. Questo è stato poi rivisto e mostrato sul documento di The Lancet come anormale.

Questa accusa dimostra come una rigorosa ricerca clinica e scientifica è vulnerabile a mistificazioni e falsificazioni dei dati. Come esempio della fallacia di questa affermazione, una spiegazione dettagliata è utile per comprendere il processo mediante il quale è diagnosticata la patologia, attraverso le biopsie dei tessuti di questi bambini e le relative segnalazioni.

In primo luogo, il Dr. Wakefield non ha svolto alcun ruolo nel processo diagnostico in tutti. In secondo luogo, il fatto che un riesame dei campioni ha avuto luogo è chiaramente espresso per tutti nella lettura del documento di The Lancet. Pertanto, non ci fu alcun tentativo sinistro per nascondere qualsiasi valutazione iniziale come afferma Brian Deer.

Le biopsie sono state inizialmente esaminate dai patologi che spesso non dispongono di consulenti specializzati in malattie gastrointestinali, in particolare nei bambini. Il Prof. Walker-Smith, che vanta un’esperienza senza pari nel valutare l’apparenza di malattie intestinali nei bambini, ha esaminato tutte le biopsie in una riunione settimanale clinicopatologica del suo team. Questo è stato effettuato con l’assistenza di un istopatologo, la Dottoressa Sue Davis. In queste riunioni, Walker-Smith ha sottolineato il fatto che l’infiammazione era stata trascurata in alcuni casi di autismo.

È stato così deciso che, al fine di standardizzare l’analisi delle biopsie, l’istopatologo senior con più esperienza in malattie intestinali, il Dr. Paul Dhillon, doveva esaminare tutte le biopsie di bambini autistici. A sua volta, Dhillon decideva che le patologie dovevano essere graduate in un modulo di segnalazione, da lui progettato, per documentare la presenza e la gravità del danno microscopico. Successivamente, una revisione periodica delle biopsie ha coinvolto i Dottori Dhillon e Anthony, un patologo tirocinante. Il Dr. Wakefield presenziò a queste revisioni. Le diagnosi del Dr. Dhillon hanno costituito la base per quello che è stato riportato nel documento di The Lancet. Questo processo, infatti, è stato descritto in rilevante letteratura medica ed è stato anche presentato come prova, da parte del Dr. Wakefield, in presenza di Brian Deer in un’udienza del GMC. Una volta che il documento era stato scritto in forma di bozza da parte del Dr. Wakefield per includere gli accertamenti di Dhillon e Anthony, è stato poi distribuito a tutti gli autori per la loro modifica e approvazione. Brian Deer avrebbe dovuto essere a conoscenza di questi fatti, prima di pubblicare le sue menzogne, perchè i dettagli sono riportati nella letteratura pubblicata .

Il documento di seguito e disponibile a Deer, al momento della scrittura del suo articolo, sono i riferimenti specifici per questo processo diagnostico, che apparve nel documento di The Lancet nel 1998 e nei due documenti successivi pubblicati nel 2000 e 2004.

Ileal lymphoyd nodular hyperplasia, non specific colitis, and pervasive developmental disorder in children. I campioni bioptici fissati in formalina dall’ileo e dal colon sono stati valutati e riportati da un patologo. Cinque serie di biopsie ileo-colon per età e sito di controllo hanno mostrato mucosa istologicamente normale e sono stati manenuti per il confronto. Tutti i tessuti sono stati valutati da tre patologi clinici.
BrianBesto processo è, infatti, sono stati descritti in letteratura rilevant medica ed è stato anche presentato come prova da me in presenza di cervo in udienza GMC. Una volta che il documento era stato scritto in forma di bozza da me per includere Dhillon e Anthony gli accertamenti, è stato distribuito a tutti gli autori per la loro modifica e approvazione.
Questo processo è stato riportato ampiamente nel dettaglio negli studi di follow up che comprendevano i 12 bambini di The Lancet. La sezione risultati di questo stesso giornale ha documentato un alto grado di concordanze tra patologi indipendenti nell’interpretazione delle analisi osservate a doppio cieco.

Un ulteriore pubblicazione prevedeva una revisione dettagliata del processo diagnostico, con particolare riferimento ai ruoli di Dhillon e Anthony. Con riferimento alle riunioni clinicopatologiche e al fatto che reperti patologici sono stati modificati di frequente come conseguenza di questo processo di profonda revisione. I dettagli del processo diagnostico sono stati descritti anche dal Dr. Wakefield durante le udienze presso il GMC alla presenza di Brian Deer ma quest’ultimo, da totale ignorante in medicina, non ha compreso un bel nulla.

Il ruolo del Dr. Dhillon nel processo di diagnosi è confermato anche in una dichiarazione che lui stesso ha fornito al GMC e che ha firmato il 28 luglio2006. Questo documento conferma il suo ruolo chiave nel redigere le diagnosi nei bambini dello studio di The Lancet nel modo più rigoroso, cioè, da una revisione in doppio cieco come descritto sopra.

Pertanto, non avrebbe dovuto esserci alcun dubbio nella mente di coloro che erano presenti alle udienze del GMC in merito alla diligenza straordinaria con cui è stato effettuato il processo di diagnosi, ed al fatto che il Dr. Wakefield non era in alcun modo responsabile per la diagnosi del campione bioptico finale nei bambini coinvolti nello studio di The Lancet.

segue in Tutte le menzogne scritte da Brian Deer – parte 2

 

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