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Proteggete i vostri bambini dal commercio del disagio infantile

Diramata da Roma, in occasione dell'annuale congresso della Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI) sponsorizzato esclusivamente da case farmaceutiche, la notizia secondo la quale sarebbero 300.000 i bambini italiani che meriterebbero una nuova diagnosi di iperattività, con relativo trattamento spesso a base di psicofarmaci.

Ecco la dura presa di posizione contro la medicalizzazione delle differenze di comportamento dei più piccoli, in una nota stampa dell'Organizzazione Giù Le Mani Dai Bambini, che invito a scaricare QUI e diffondere fra tutti i vostri amici, familiari, conoscenti e colleghi.

In sintesi - Quelle della Sopsi sono affermazioni sensazionalistiche: la scienza ha molto da dire senza dover somministrare un’anfetamina ad un bambino di 6 anni.

La Sopsi "da i numeri", è proprio il caso di dirlo, parlando di 300.000 casi in Italia meritevoli di presa in carico, pari – secondo loro - al 4% della popolazione infantile: l’Istituto Superiore di Sanità conferma per iscritto che la prevalenza italiana è massimo dell’1%, in certe zone d’Italia anche meno.


Inoltre ci sono studi scientifici, come quello del Prof. Lambert, che provano esattamente il contrario rispetto a quanto affermato dalla Sopsi, ovvero che c’è una più elevata predisposizione alla dipendenza da alcool cocaina e tabacco nei bambini e adolescenti iperattivi trattati con psicofarmaci, il che è quasi ovvio se si pensa che il minore si abitua a trovare nel farmaco – una soluzione pronta all’uso, esterna da se – la soluzione a tutti i problemi. 

Non stupisce la posizione della Sopsi: basta indagare su chi finanzia abitualmente i loro convegni negli ultimi anni, sono le più importanti case farmaceutiche produttrici di psicofarmaci per bambini. Fate anche una ricerca in merito ai nomi delle persone coinvolte in questa società di psichiatria, così da fare molta attenzione quando vi troverete ad avere a che fare con qualche loro neuropsichiatra infantile o presunto tale.

Era settembre 2010 quando la ex prestigiosa rivista scientifica The Lancet pubblicava uno studio di “scollegati mentali” che definevano l’ADHD come “malattia genetica”: l’ADHD E’ UNA BUFALA, NON ESISTE!

Difendete i vostri bambini, perchè qui non si tratta nè di scienza nè di fantascienza ma di veri e propri “commercianti” del disagio infantile.

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