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Proseguire a segare i nervi

Julie Louise Gerberding è una politica e medico statunitense, specialista in malattie infettive ed ex direttrice del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC).

Nel 1998 fu direttrice di una sezione del Centro Nazionale per le Malattie Infettive, di cui poi divenne vicedirettore ad interim. In queste vesti si occupò dei cosiddetti attacchi all'antrace del 2001.

Nel 2002 il Presidente Bush le affidò l'incarico di direttrice dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC). Il 21 aprile 2005 la Gerberding annunciò un nuovo assetto dei centri, motivando i cambiamenti con la necessità di adeguarsi alle minacce sanitarie del ventunesimo secolo. La riorganizzazione dei centri tuttavia causò un malcontento generale fra gli scienziati anziani e molti di loro si licenziarono.

Alla fine dell'amministrazione Bush, il neo-eletto Presidente Obama decise di non riconfermare la Gerberding, che quindi rassegnò le dimissioni il 20 gennaio 2009.

Attualmente dirige la divisione vaccini della Merck e insegna medicina all'università.

Julie Gerberding è colei che disse che il caso di Hannah Poling era "raro", mentre ora sappiamo che in altri 83 bambini è accaduto lo stesso danno biologico.


Julie Gerberding è colei che disse che quello che è successo ad Hannah Poling non deve essere generalizzato a dei bambini “normali”.

Julie Gerberding è colei che disse di aver “guardato e riguardato “e non trovava un legame tra vaccini e autismo.

Julie Gerberding difendeva solo la sua poltrona. Ora negli Stati Uniti vogliono portarla di fronte al Congresso (l’equivalente del nostro Parlamento) per sottoporla a dichiarazioni giurate in merito a tutto ciò che è stato rivelato, nella conferenza stampa di martedì scorso, in merito al legame tra autismo e vaccini.

Ad oggi si può affermare con certezza che i genitori di Hannah Poling hanno mostrato di possedere delle palle d’acciaio nella loro caparbia azione condotta in Tribunale per ottenere il risarcimento del danno vaccinale. Nel  2008  Jon Poling, neurologo del Johns Hopkins, rese pubblico che sua figlia Hannah, regredita nell’autismo in seguito alle vaccinazioni fatte a 18 mesi, aveva ricevuto un indennizzo dal Tribunale per i vaccini.

Infatti, negli USA esiste uno speciale Tribunale che si occupa delle cause per danno da vaccino ed è stato istituito nel 1986. In Italia invece la competenza spetta alle Commissioni Militari perchè, come sempre accade in questo paese a complicazioni semplici, la Legge 210/92 si fonda sulla obsoleta Tabella dei risarcimenti riguardanti le pensioni di guerra e, ancora oggi, non si capisce perchè dei bambini devono essere giudicati da membri di Commissioni Militari decisamente ignoranti e incompetenti in materia pediatrica.

Il CDC, in un documento pubblico firmato da Julia Gerberding, affermò che il caso di  Hannah Poling era “raro” e non doveva essere generalizzato ai “normali” bambini.  Pochi giorni dopo questo annuncio della famiglia  Poling, anche la famiglia Hiatt rese pubblico che la loro figlia autistica Madison era stata riconosciuta vittima dal Tribunale speciale per un danno da vaccino. Poi fu reso pubblico il caso della famiglia Banks e così via altre famiglie a ruota. La CBS News riferì di aver trovato 7 e più casi di vaccini e autismo che risalivano al 1991, proprio all’inizio di quella che si è rivelata poi una vera epidemia di autismo, le cui statistiche esplodono tra le mani di coloro che non sanno più come arginare con l’omertà una inconfutabile verità.

Era quindi importante per la comunità dell’autismo poter conoscere semplicemente quanti casi di autismo sono stati risarciti dal Tribunale per i danni da vaccino, quanto “raro” fosse tutto questo e che cosa sapeva il governo in merito ai danni da vaccino come causa scatenante di autismo, e tutto ciò che non è stato detto alla popolazione e alla comunità medica.

Su richiesta di un giornalista dell’Huffington Post, David Kirby,  il dipartimento Health Human Service che supervisiona l’operato del Tribunale risponde pubblicamente affermando che “il governo non ha mai risarcito, nè gli è stato mai richiesto di risarcire, alcun caso basato sul rilevamento che l’autismo sia realmente causato dai vaccini. Abbiamo risarcito casi in cui i bambini esibivano una encefalopatia, o più in generale un danno cerebrale. L’encefalopatia era accompagnata da una progressione medica di vari sintomi, tra cui comportamento autistico, autismo o epilessia. Alcuni bambini che sono stati risarciti per danni da vaccino possono aver mostrato segni di autismo prima della decisione di risarcirli, o possono invece averli avuti successivamente, ma non rintracciamo cause su queste basi“.

Considerato che un soggetto autistico viene definito di base come “disabile mentale”, si può affermare che è affetto da una encefalopatia. Quando l’encefalopatia ha basi biologiche, ovvero non ha basi genetiche e/o traumatiche di alcuna natura e si sviluppa in un soggetto nato perfettamente sano, significa palesemente che l’autismo è un danno da vaccino. Inutile giocare a lungo con le parole perchè la gente non è scema!

Questa ammissione di un collegamento con l’autismo, e la preoccupante rivelazione che il governo non aveva nemmeno programmato di contare quanti casi di autismo aveva risarcito attingendo da un fondo per i danni da vaccino, ha reso chiaro che le affermazioni preoccupate dell’HHS per l’aumento dei casi di autismo e per la sicurezza dei vaccini (dichiarazioni effettuate da poco) non erano affatto sincere.

Inoltre le famiglie risarcite, come anticipavo nel post precedente, furono sottoposte a ricatti da parte dello stesso HHS che minacciò di sospendere il supporto finanziario se avessero continuato a esporre i particolari relativi al caso del proprio figlio.

Ora è giunto il tempo dell’inchiesta all’interno del Tribunale per il risarcimento dei danni da vaccino per stabilire in quanti casi di encefalopatia (danno cerebrale)  indotta dai vaccini sono presenti  “comportamento autistico, sintomi autistici o autismo”, e la nuova revisione del Vaccine Injury Compensation Program mette in totale discussione il passato.

Mentre ci sono probabilmente molti percorsi di “autismo”, sulla base delle valutazioni preliminari esposte non ci possono essere distinzioni significative tra i casi di encefalopatia e disturbi convulsivi che il Tribunale ha compensato nel corso degli ultimi venti anni ed i casi di “autismo” che ha negato.

Questa sarebbe una profonda ingiustizia a danno di tutte quelle famiglie cui è stato negato il risarcimento e per tutti coloro che hanno investito la propria fiducia in un sistema di giudizio che doveva assicurare imparzialità e trasparenza.

Questa valutazione preliminare suggerisce altresì la possibilità che altri disordini neurologici infantili contemporanei, tra cui disturbo da deficit di attenzione e difficoltà di apprendimento, potrebbero essere meno gravi rispetto allo spettro di lesioni cerebrali indotte dai vaccini.

Nasce così un movimento genitoriale mondiale spontaneo, a difesa dei tanti canarini che meritano giustizia, il cui intento è quello di proseguire a segare i nervi di coloro che si affannano inutilmente a voler fermare l’onda dell’informazione.

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