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AUTISMO: encefalopatia indotta dalle sostanze neurotossiche contenute nei vaccini

Uno studio dell'UCLA (Universita' della California di Los Angeles, Stati Uniti) dimostra che l'autismo altera la struttura molecolare del cervello.

La ricerca, coordinata da Daniel Geschwind, neurologo e psichiatra della David Geffen School of Medicine dell'UCLA, e' stata pubblicata sulla rivista Nature.

I ricercatori hanno scoperto che le differenze normalmente presenti, a livello di espressione genica, fra il lobo frontale e il lobo temporale in un cervello sano si annullano invece nei soggetti autistici. Non solo: il profilo di espressione genica, simile nella maggior parte dei pazienti autistici, vede la diminuzione della trascrizione di geni responsabili delle funzioni dei neuroni e della loro capacità di comunicare, e un aumento di fattori associati alla risposta immunitaria e all'infiammazione.

Secondo Geschwind ''queste caratteristiche comuni potrebbero costituire la chiave per scoprire l'origine della malattia''.

Associate queste poche parole al video qui di seguito e comprenderete come una sostanza neurotossica, nel caso in esame il mercurio, provoca danni irreparabili al cervello di un bambino.
 

 

I vaccini sono veicolo di numerose e svariate sostanze tossiche biologiche e di molecole inorganiche ed organiche altamente tossiche come mercurio e alluminio, oltre a  formaldeide, gelatine, polisorbati .

I metalli pesanti esercitano un effetto tossico diretto  sul cervello, distruggendo sistemi enzimatici e organuli cellulari e creando una sorta di crisi energetica delle cellule. La loro tossicità aumenta con l’aumentare delle dosi ricevute e quindi con il loro accumulo.

I vaccini virali contengono inoltre virus neurotossici vivi, seppur attenuati. E’ noto da tempo che essi possono causare malattia neurologica quando somministrati in soggetti immuno-compromessi o nel caso in cui il virus vaccino si rivirulenti. I vaccini possono anche diventare veicolo di altri virus e/o di batteri che infettino le colture cellulari usate per la produzione, tant’e’ che nella filiera produttiva vengono impiegati antibiotici, disinfettanti, tra cui il più potente tossico biologico presente in natura: il mercurio.

Rispetto a molti anni fa, i vaccini anti-infettivi per l’infanzia, vengono altresì somministrati più precocemente  e in numero assai elevato, senza molti riguardi per i bambini riceventi, visto che, in pratica nessuna fascia di età, condizione di fragilità o di malattia conclamata della popolazione infantile è considerata a rischio di reazioni avverse o complicanze, come si può evincere dalle più recenti indicazioni e raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità

Colpisce negativamente che la manifestazione di sintomi neurologici gravi come le convulsioni, la mancata progressione dello sviluppo psicomotorio o il suo arresto, oltre a  malattie neurologiche identificate e conclamate, non siano considerate situazioni di rischio per lo sviluppo di reazioni avverse alla somministrazione di  farmaci intrinsecamente  neurotossici come i vaccini anti-infettivi.

I giudizi negativi delle C.M.O. in cui incappano molti genitori si sostanziano, inoltre, con l’affermazione che la patologia Autistica, di cui trattasi, abbia una origine genetica, ma pure che, se di origine diversa  non potrebbe  in alcun modo essere ricondotta ai vaccini.

Pur non soffermandomi sulla diversa valenza dei termini usati di frequente quali “evidenza“ e “ipotesi“, contrastando il secondo con ciò che afferma il primo, voglio richiamare l’attenzione sul fatto che perchè una malattia possa definirsi “genetica”, deve essere causata dalla MUTAZIONE di uno specifico gene, cioè una modificazione della struttura del gene che abbia un impatto sulla funzione del gene stesso. Inoltre tale mutazione deve essere riscontrata in tutte le persone che esprimono clinicamente la patologia (es. alterazione cromosoma 21 nella Sindrome di Down).

Ad oggi e nonostante  gli ingenti capitali investiti nella ricerca in tutto il mondo, non e’ stata identificata alcuna MUTAZIONE GENETICA specifica per l’Autismo regressivo.  Il riscontro sporadico di polimorfismi di geni, per lo più implicati nei sistemi di naturale detossificazione, rafforza ulteriormente la tesi dell’origine non genetica della malattia.  Il polimorfismo di un gene, infatti, rappresenta una variante sub strutturale di un gene che non ha impatto sul buon funzionamento del gene stesso.

L’Autismo infantile regressivo, cioè quello che compare in bambini altrimenti sani dopo un periodo più o meno lungo di normale sviluppo psicomotorio  è malattia moderna; le prime segnalazioni risalgono al 1943, e di assai rara osservazione al di fuori degli U.S.A. sino agli anni ’80 quando si segnalarono le prime avvisaglie di quello che diventò un incremento rapidamente progressivo.

Analogamente, in Italia, in concomitanza con l’introduzione dell’obbligo per la vaccinazione contro l’Epatite B, quindi alla esecuzione precoce di più vaccini e  più fiale, ciascuna con un elevato carico di tossine e veleni biologici, come il mercurio e l’alluminio, si assistette alla comparsa rapidamente crescente dei casi di Autismo tant’è che oggi si stima che 1 bambino su 90 ne sia colpito (la tabella che segue è relativa a tutto l’anno 2009 nei soli Stati Uniti).

Tale aumento di casi non può essere imputato ad una  miglior diagnosi, visto che la diagnosi è tutt’ora  clinica, quindi non richiede esami di laboratorio nè di imaging  neurologica o di elettroneurofisiologia di recente messa a punto; manca, inoltre, un corrispondente  numero di autistici in età matura, contrariamente a quanto dovrebbe accadere se si trattasse di una malattia sempre esistita nella presente misura. Da ultimo all’aumento dei  casi diagnosticati non ha fatto seguito la diminuzione di altre diagnosi neuropsichiatriche.

E’ pure verosimile che i casi siano maggiori di quelli diagnosticati  poichè la terminologia utilizzata per indicare l’autismo regressivo, nel nostro paese appare variegata e a volte fantasiosa, ben lontana da ciò che è indicato nel DMS IV, tutt’ora riferimento internazionale, nonostante il tempo della ultima revisione lo renda ormai francamente obsoleto.

Nonostante la Medicina Accademica reagisca con estrema lentezza a tale drammatica situazione, è ormai disponibile a livello mondiale una notevole quantità di dati  epidemiologici e di studi clinici che indicano che la malattia si realizza nell’organismo infantile nella delicata fase di sviluppo, come effetto di fattori  ambientali tra i quali le vaccinazioni ricoprono un ruolo preponderante.

Infatti, non esistono casi di autismo nelle popolazioni che non sottopongono alle vaccinazioni anti-infettive i loro bambini.

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