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131 bambini vaccinati a forza contro il morbillo sotto la minaccia delle armi

Circa 131 bambini sono stati vaccinati a forza, sotto la minaccia delle armi, nel distretto di Nsanje nel Malawi dopo essere rientrati dalla loro fuga in Mozambico che, tra l'altro, è uno dei paesi africani [insieme a Kenya e Tanzania] interessati da barbare  sperimentazioni di nuovi vaccini sui bambini.

I genitori di questi bambini hanno cercato di nasconderli ai funzionari incaricati alle vaccinazioni.

Secondo il Dr. Medison Matchaya, Ufficiale del Distretto Sanitario di Nsanje, i medici hanno somministrato il vaccino contro il morbillo sotto scorta della Polizia.

"Siamo stati avvisati che alcuni bambini che si erano nascosti in Mozambico sono tornati nel paese e abbiamo chiesto alla Polizia di scortare i funzionari della Sanità al fine di vaccinarli, e siamo riusciti a vaccinare circa 131 bambini" ha affermato Matchaya in un'intervista apparsa sul Malawi Voice.


In un procedimento correlato, la Corte di Giustizia di 3° Grado del distretto di Michinji, ha condannato a due anni di reclusione e relativi lavori forzati un appartenente ad un gruppo religioso della zona che si era rifiutato di vaccinare i suoi tre figli contro il morbillo.

Questo padre si era barricato in casa dopo che un altro dei suoi figli era deceduto con ogni probabilità subito dopo aver ricevuto la vaccinazione contro il morbillo; inoltre il proprio credo gli imponeva di non accettare alcun farmaco nel rispetto dell’appartenenza al gruppo religioso.

Da tutta questa storia  emerge che nel Malawi non vi è rispetto per il credo religioso, non vi è rispetto dei diritti umani nè tantomeno di quelli dei genitori.

Tralasciamo i principi del consenso informato di cui al Codice di Norimberga. Tralasciamo il fatto che è diritto di un genitore, anzi no, è responsabilità dei genitori proteggere i loro figli e tenerli al sicuro. Ignoriamo anche il fatto che tutti i farmaci, compresi i vaccini, possono causare rischi agli individui, in particolare nei paesi privi di servizi igienici adeguati e/o accesso agli alimenti.

  • Cosa succederà a questi tre orfani, mentre il loro papà osserverà la sua pena?…
  • Vogliamo provare ad immedesimarci in questa situazione oppure proseguiamo a starcene richiusi nella bambagia come gli eremiti?…
  • I bambini abbandonati fanno parte dei danni collaterali?…
  • I bambini abbandonati ora fanno parte del progetto di immunizzazione?…
  • Saranno autorizzati a morire di fame per le strade del Malawi?…
  • È questa una nuova pratica medica accettabile per garantire la “protezione del gregge”?…
  • E cosa vogliamo dire della pratica vaccinale svolta sotto la minaccia delle armi?…
  • C’è davvero qualcuno che crede che non possa succedere nei cosiddetti paesi “evoluti/industrializzati”?

Leggete un pò il Programma di Controllo della Pandemia. Tutto ciò che serve in un paese “evoluto/industrializzato” per istituire una vaccinazione forzata, anche sotto la minaccia delle armi, è la dichiarazione di un’emergenza sanitaria a discrezione dell’Autorità Sanitaria Nazionale, simile alla “pandemia bufala” dell’influenza suina dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2009, a tal punto da causare la sospensione di tutti i diritti personali e lasciare ai Governi l’autorità per forzare le vaccinazioninell’interesse della salute pubblica e della sicurezza“, non importa poi che qualcuno [adulto, bambino, donna gravida che sia] ci rimette la propria vita, oppure riporta danni permanenti più o meno gravi.

Se voi credete veramente che non può accadere in un qualunque stato o paese, basta fare una ricerca su Google per la preparazione alle “emergenze sanitarie“. Controllate le regole/leggi già in vigore per la vostra posizione. Sarete voi a decidere se il vostro Governo ha oltrepassato i suoi limiti oppure no.

Se la tattica impiegata di recente in Malawi è autorizzata a tal punto da non sollevare proteste da parte dei “difensori” dei consumatori che si preoccupano sempre della nostra salute [recentemente, per esempio, Altroconsumo] e dei medici di tutto il mondo, forse potrebbe essere usata molto presto la stessa tattica nel nostro/vostro quartiere.

Se il bambino raffigurato in fotografia fosse vostro figlio, come reagireste?

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