La FDA ammette correlazione tra cancro e vaccini

Era ottobre 2009 quando alcuni ricercatori avevano testato i campioni di sangue di un gruppo di bambini affetti da autismo  e avevano scoperto che il 40% di essi erano positivi per XMRV (Xenotropic murine leukemia virus-related virus), secondo una dichiarazione della Commissione sul Autism Spectrum Disorders del Nevada.

Ulteriori test sono stati condotti dopo che la Commissione aveva ribadito come “potrebbe aumentare drammaticamente la percentuale del 40% di riscontri positivi“.

Inizialmente, considerando le dimensioni del gruppo campione, una tale affermazione sembrava azzardata e puramente speculativa; se poi pensiamo che tale virus lo ritroviamo anche in pazienti affetti da cancro alla prostata, ed ancora in pazienti affetti da sindrome da fatica cronica, una notizia del genere poteva contribuire ad alimentare dubbi, confusione, perplessità e non certo a donare speranza in possibili cure.

Ci pensa la Food and Drug Administration a chiarire il concetto, ammettendo la correlazione tra cancro e vaccini, generando così un altro prezioso mattoncino da collezione per il puzzle della bacheca dedicata ai “fattori ambientali” (ovvero, vaccini contaminati) responsabili di scatenare la sindrome autistica.

La FDA ha deciso di indagare il virus presente nelle cellule usate per produrre i vaccini, e valutare la potenziale minaccia posta dalla trasmissione del virus nell’uomo:  il virus xenotropico della leucemia murina (XMRV) è un retrovirus umano recentemente scoperto che è stato trovato in entrambi i pazienti affetti da sindrome da stanchezza cronica e da cancro alla prostata. Sebbene questi risultati è necessitano di ulteriore conferma, vi è un potenziale problema di sicurezza per quanto riguarda XMRV in substrati cellulari utilizzati nei vaccini e nella trasmissione tramite trasfusione di sangue ed emoderivati.

Nella sostanza la FDA ammette che, in alcuni casi, le linee cellulari che vengono utilizzate per la produzione dei vaccini potrebbero essere cancerogene, perchè formano tumori quando iniettate in roditori. Alcuni di questi tumori che formano le linee di cellule possono contenere virus che causano il cancro che non sono in riproduzione.  Questi virus sono difficili da individuare con metodi standard. Questi virus latenti e sconosciuti rappresentano una minaccia potenziale, dal momento che potrebbero attivarsi in condizioni di produzione del vaccino. Pertanto, per garantire la sicurezza dei vaccini, i laboratori della FDA stanno studiando modi per attivare i virus latenti nelle linee di colturacellulare per rilevare i virus attivi, così come altri virus sconosciuti, utilizzando le nuove tecnologie. Ci sarà poi adattare (spero non vogliano dire “cucinare”, alias “manipolare”) i risultati per rilevare i virus negli stessi tipi di substrati cellulari che vengono utilizzati per produrre i vaccini. La FDA afferma anche che sta cercando di identificare specifici processi biologici che riflettono l’attività dei virus.

E’ talmente incredibile ciò che ha pubblicato la FDA a tal punto che, considerate le immancabili censure alle quali si va incontro quando si parla di contaminazione vaccinale, ho provveduto a fare un backup della notizia nel caso venga rimossa!

L’avvento dei vaccini a DNA clonato & Genoma Sintetico, sostenuti dai fautori del movimento Transumanista e dal Movimento della  Bioetica (post-darwiniana, in cui la specie ha il potere di dirigere la sua evoluzione), ha definitivamente aperto il vaso di Pandora della inevitabile morte dell’immunità naturale: una folle idiozia che stanno pagando in salute i nostri figli.

L’avanguardia nel campo della ricerca sui vaccini afferma che la “produzione di vaccini in colture cellulari riduce drasticamente la possibilità di contaminazione“, anche se la realtà che abbiamo sotto gli occhi è un’altra ed è possibile sintetizzarla (analizzando come esempio base il genoma di un comune virus dell’influenza) in alcuni punti:

1 – Poiché il genoma del virus dell’influenza è segmentato, la coinfezione di una singola cellula ospite con due o più virus influenzali diversi può risultare in un riassortimento (a volte casuale) del loro materiale genetico.

2 – Perché le cellule neoplastiche (tumorali) possano sopravvivere a tempo indeterminato, è più facile qualificarle come cellule di banca che hanno superato tutti i test, soprattutto in confronto alle cellule primarie (che sono derivate ​​ripetutamente dal tessuto vivo e devono essere ri-qualificate ad ogni uso). PER ESEMPIO: Optaflu, primo vaccino prototipo prodotto in coltura cellulare di base da Novartis, è stato prodotto utilizzando una linea cellulare chiamata Madin-Darby (MDCK), con cellule estratte dai reni di un cocker spaniel femmina.

3 – Agenti avventizi (mutazioni virali/ contaminazioni incrociate) potrebbero teoricamente entrare in un vaccino attraverso uno di questi ingredienti: substrati cellulari, seme del vaccino, reagenti di colture tessutali, stabilizzanti.

4 – Non è chiaro se le cellule neoplastiche hanno un rischio maggiore o minore di essere infettate da un agente accidentale rispetto ad altri tipi di cellule. Poiché possono essere coltivate per lunghi periodi in colture di tessuti, ci possono essere maggiori opportunità per tutti gli agenti avventizi.

5 – Se la crescita di queste cellule in coltura tessutale non è ben controllata, può essere prevista un’ulteriore opportunità per la contaminazione di cellule con una maggiore durata. In caso di cellule neoplastiche per le quali l’evento di trasformazione è sconosciuto, c’è anche una possibilità teorica che la trasformazione avvenga a seguito di una precedente infezione virale.

6 – Molti nuovi vaccini sono prodotti in substrati cellulari di orgine animale e le malattie infettive emergenti possono teoricamente essere trasmesse dagli animali all’uomo attraverso questi vaccini.

7 – Poiché alcuni tumori dei mammiferi e alcune cellule trasformate dai virus contengono virus infettivi, le cellule trasformate da un meccanismo sconosciuto hanno un rischio teorico di contenere un virus mutageno.

8 – Oltre 200 virus causano l’influenza e malattie simil-influenzali che producono gli stessi sintomi (febbre, cefalea, dolori, tosse, naso che cola). Nella migliore delle ipotesi, i vaccini potrebbero essere efficaci solo contro l’influenza A e B, che rappresentano circa il 10% di tutti i virus circolanti.

9 – Esistono studi “sconcertanti” che collegano l’H1N1 ai picchi di influenza stagionale e stanno gettando i piani di prevenzione nazionale dell’influenza nel caos, mettondo a dura prova la buona fede e la credibilità delle agenzie Governative responsabili della tutela della salute nazionale. Gli studi confondono le idee agli esperti di malattie infettive, a tal punto che arrivano a considerare le persone vaccinate contro l’influenza stagionale due volte più a rischio probabilità di prendere l’influenza suina.

10 – Si teme che le tecnologie genetiche saranno utilizzate per modificare questi agenti patogeni per creare “super-agenti patogeni”. Rimescolamento del DNA (accelerato o diretto all’evoluzione molecolare) oppure combinando elementi genetici patogeni distinti del virus per creare virus chimerici, potrebbe essere applicata alla valorizzazione di armi biologiche.

11 – Il consumo di organismi geneticamente modificati (OGM) è associato con la sterilità, l’eccessiva crescita delle cellule tumorali, lesioni degli organi, alterazioni al fegato e alle cellule del pancreas, le modifiche dei livelli degli enzimi, il fallimento del sistema immunitario e resistenza  agli antibiotici negli animali.

Il nostro corpo è un territorio sovrano e soggetto alla nostra esclusiva auto-determinazione. Ogni tentativo di violazione di questa fiducia deve essere interpretato come una violazione di un fondamentale diritto umano.

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Informazioni su Gabriele Milani 353 Articoli

infermiere, divenuto freelance per dovere di informazione, ma soprattutto padre di un bambino che ha presentato reazione avversa alla somministrazione dei vaccini anti-infettivi nella forma di ENCEFALOPATIA IMMUNO-ALLERGO-TOSSICA, che ha danneggiato lo sviluppo cerebrale ed evolutivo del bambino, sino a realizzare nel tempo il quadro clinico di disturbo autistico con grave deficit cognitivo.