Rivista scientifica definisce la vaccinazione HPV non accertata, ingiustificata e priva di Evidenze Mediche di Base

Una recente pubblicazione in Annali di Medicina  ha denunciato la natura fraudolenta dei vaccini anti-papillomavirus umano (HPV), come Gardasil e Cervarix. Messaggi chiave nel rapporto dei ricercatori sono la mancanza di evidenze scientifiche dei vaccini anti-HPV nella prevenzione del cancro cervicale e la mancanza della valutazione dei rischi per la salute.

Questa non è una grande sorpresa, dal momento che nessun vaccino è mai stato valutato appieno negli esseri umani per valutare rischi a lungo termine per la salute. I vaccini HPV non fanno eccezione.

Nel 2002 la US Food and Drug Administration (FDA) ha dichiarato che i vaccini HPV rappresentano una categoria speciale di farmaci finalizzati principalmente per la profilassi contro le malattie a cui un individuo non può mai essere esposto.

Questo, secondo la FDA, pone l’accento significativo sulla sicurezza dei vaccini HPV.

In altre parole, contrariamente a trattamenti farmacologici convenzionali volti a bersaglio di  malattie esistenti, in una vaccinazione preventiva, un compromesso in termini di efficacia per il beneficio di sicurezza non dovrebbe essere visto come un’aspettativa irragionevole.

Inoltre, i medici sono eticamente obbligati a fornire una spiegazione accurata dei rischi e benefici del vaccino ai loro pazienti e, se del caso, una descrizione dei corsi alternativi di trattamento. Questo a sua volta consente ai pazienti di prendere una decisione pienamente informata in merito alla vaccinazione.

Il problema è, siccome le vaccinazioni HPV non sono preventive, come sia possibile garantire la sicurezza perchè i medici non potranno mai fornire spiegazioni accurate dei rischi e benefici del vaccino considerato che non si conoscono.

I medici possono solo fare affidamento sulle informazioni confezionate dai produttori di vaccini e dal momento che gli effetti farmacocinetici sul corpo umano a lungo termine che studiano l’assorbimento, la distribuzione, il metabolismo e l’ escrezione dei vaccini e dei loro ingredienti non sono mai stati esaminati o analizzati, un medico non può informare pienamente i pazienti di qualsiasi beneficio o rischio.

In molti paesi, un consenso informato può essere legalmente rilevante se sono stati giudicati i rischi e i benefici e sono stati spiegati alll’individuo. Questo include informazioni adeguate su cui i pazienti possono basare la loro decisione di accettare o rifiutare un vaccino. Nella maggior parte dei casi, bisogna avere una spiegazione completa dei rischi del vaccino e degli effetti collaterali.

Sorprendentemente, negli Stati Uniti, non ci sono requisiti di legge per il consenso informato per la vaccinazione. Una tale omissione lascia la porta aperta ad un mancato ottenimento del consenso informato.  Tuttavia, ci sono agenzie di regolamentazione, come la FDA, che hanno il potere di assicurare che i vaccini sono dimostrabilmente sicuri ed efficaci nel raggiungere il mercato.

L’ordinamento giuridico italiano con la Legge 28 marzo 2001 n. 145  ha ratificato, ovvero convalidato, la Convenzione sui diritti dell’uomo e sulla Biomedicina promulgata a Oviedo il 4 aprile 1997.

La convenzione di Oviedo dedica alla definizione del Consenso il Capitolo II (articoli da 5 a 9) in cui stabilisce come regola generale che:

  • “Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso.” (art. 5)

La Convenzione di Oviedo stabilisce inoltre la necessità del consenso di un “rappresentante” del paziente nel caso in cui questo sia un minore o sia impedito ad esprimersi. Infine la Convenzione stabilisce che:

  •  “I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione.”

Inoltre, a seguito di una Direttiva Europea del dicembre 2009, il consenso informato è obbligatorio per tutti i tipi di vaccinazione, per tutti i cittadini. Il consenso informato ha valore legale di liberatoria per i medici e le aziende che producono il farmaco somministrato per le richieste di risarcimento per eventuali danni provocati alla salute del paziente dal trattamento sanitario. Però, la liberatoria non ha valore e le richieste di risarcimento  sono “legittime” per tutte quelle informazioni che sono state “omesse” e “non correttamente riportate“!

Poiché nessun vaccino è mai stato dimostrato sicuro in studi umani, la FDA non riesce nel fornire loro garanzia ogni volta che approva un vaccino.

Un vaccino non potrà mai essere dimostrato sicuro a meno che gli effetti farmacocinetici sono stati completamente studiati sugli esseri umani (non animali) in una impostazione a lungo termine che si estende come minimo in 10 anni.  Poiché questo non è mai fatto prima che un vaccino ottenga tutte le autorizzazioni, i vaccini sono teoricamente illegali in quasi tutti i paesi del mondo!

Il produttore del Gardasil, la Merck, afferma sul proprio sito web che il Gardasil non si limita ad aiutare a prevenire il cancro cervicale, ma protegge anche contro altre malattie da HPV.  La Merck sostiene inoltre che Gardasil non previene tutti i tipi di cancro cervicale. Allo stesso modo, il CDC degli Stati Uniti e la FDA affermano che questo vaccino [Gardasil] è un importante strumento di prevenzione del cancro della cervice uterina che potenzialmente comporta benefici per la salute di milioni di donne e sulla base di tutte le informazioni che abbiamo oggi, il CDC raccomanda la vaccinazione contro l’HPV per la prevenzione della maggior parte dei tipi di cancro cervicale. Tutte e quattro queste affermazioni sono in significativo contrasto con l’evidenza scientifica disponibile in quanto implicano che Gardasil può davvero proteggere da alcuni tipi di cancro cervicale.

Al momento non ci sono dati significativi che dimostrano che sia Gardasil o Cervarix (prodotto dalla GlaxoSmithKline) possono prevenire qualsiasi tipo di cancro del collo dell’utero, in quanto il periodo di controllo utilizzato è troppo breve per valutare i benefici a lungo termine della vaccinazione HPV.  I dati di follow-up nel lungo perido degli studi di fase II per il Gardasil e Cervarix sono a 5 e 8 anni, rispettivamente, mentre il cancro cervicale invasivo richiede almeno fino a 20 -40 anni per svilupparsi dal momento dell’acquisizione dell’infezione da HPV.

Infezioni persistenti da HPV causate da HPV ad alto rischio, di solito non portano a lesioni immediate, per non parlare più a lungo termine di cancro cervicale. La ragione di questo è che fino al 90% delle infezioni da HPV si risolvono spontaneamente entro 2 anni e, di quelli che non si risolvono, solo una piccola percentuale può evolvere in cancro nei successivi 20-40 anni. Inoltre, i dati della ricerca dimostrano che livelli ancora più elevati di atipie si possono risolvere o stabilizzare nel tempo. Così, in assenza di un lungo periodo di follow-up dei dati, è impossibile sapere se i vaccini HPV possono prevenire alcuni tipi di cancro del collo dell’utero o semplicemente rimandarli.

Attualmente, le agenzie governative della salute in tutto il mondo affermano che i vaccini HPV sono “sicuri ed efficaci” e che i benefici della vaccinazione HPV sono superiori ai rischi. Inoltre, il CDC degli Stati Uniti sostiene che Gardasil è un importante strumento di prevenzione del cancro della cervice uterina e pertanto raccomanda la vaccinazione contro l’HPV per la prevenzione della maggior parte dei tipi di cancro cervicale. Tuttavia, la motivazione alla base di queste affermazioni che la vaccinazione HPV previene il cancro del collo dell’utero è ancora da dimostrare.

Altri messaggi chiave nel rapporto includono:

– Ad oggi, l’efficacia dei vaccini anti-HPV nella prevenzione del cancro della cervice non è stata dimostrata, mentre i rischi del vaccino devono ancora essere valutati appieno.

– Attualmente in tutto il mondo la pratica di immunizzazione di HPV, con uno dei due vaccini HPV, sembra essere giustificata né da benefici a lungo termine per la salute né economici, né vi è alcuna prova che la vaccinazione HPV (anche se dimostrata efficace contro il cancro al collo dell’utero) ridurrebbe il tasso di cancro cervicale più di quanto lo screening con il Pap Test ha già raggiunto.

 – Complessivamente e attualmente, l’elenco delle gravi reazioni avverse correlate alla vaccinazione HPV in tutto il mondo include morti, convulsioni, parestesie, paralisi, sindrome di Guillain-Barré (GBS), mielite trasversa, paralisi facciale, sindrome da stanchezza cronica, anafilassi, malattie autoimmuni, trombosi venosa profonda, embolie polmonari e carcinomi del collo dell’utero.

– Poiché il programma di vaccinazione contro l’HPV è una copertura globale, a lungo termine sulla salute di molte donne può aumentare il rischio rispetto al beneficio ancora sconosciuto del vaccino.

– I medici devono adottare un approccio più rigoroso basato sull’evidenza scientifica [non quella fornita dai numeri cucinati dalle case farmaceutiche], al fine di fornire una valutazione equilibrata e oggettiva dei rischi e benefici del vaccino ai loro pazienti.

La dipendenza quasi esclusiva dei produttori sugli studi sponsorizzati, che sono la base della politica vaccinale sempre più discutibile in fatto di qualità, deve essere interrotta!

Gli autori concludono sommando le loro prove e affermano che la presentazione di informazioni parziali e non di fatto, per quanto riguarda i rischi di cancro del collo dell’utero e l’utilità dei vaccini HPV, come citato sopra  non è né scientifica, né etica.

Nessuna di queste pratiche è utile agli interessi della salute pubblica, né sono in grado di ridurre i livelli di tumore del collo dell’utero.

La valutazione indipendente della sicurezza dei vaccini HPV è urgente e deve essere una priorità per i programmi di ricerca sponsorizzati da un governo. Qualsiasi politica vaccinale futura dovrebbe aderire più rigorosamente alla medicina basata sull’evidenza e seguire rigorosamente le linee guida etiche per il consenso informato.

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