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Reporter della BBC racconta il suo straziante calvario post-vaccinale

Malcolm Brabant è stato inviato ad Atene della BBC ma non è riuscito a riferire sui disordini nella capitale a causa della sua grave malattia

Nel primo giorno del 2012 il DailyMail dedica uno spazio all'articolo del corrispondente estero della BBC, Malcolm Brabant, che di suo pugno riporta i particolari del suo calvario causato da una vaccinazione di routine.

Lo STAMARIL, il vaccino (virus vivo attenuato!) contro la febbre gialla prodotto da Sanofi Pasteur, una delle maggiori aziende farmaceutiche al mondo, al quale è attribuito il merito di aver salvato centinaia di migliaia di vite ha "fritto" [questo il termine usato dallo stesso reporter] il cervello di Malcolm e lo ha catapultato in un mondo di morte e di paralisi.

Dal mese di aprile 2011, quando si trovava come corrispondente estero ad Atene, ha trascorso più di tre mesi nelle unità di terapia intensiva di alcuni ospedali psichiatrici, e vi è la possibilità che non potrà mai più recuperare completamente.

Malcolm ha avuto tre episodi psicotici. Alterna momenti di lucidà a momenti di follia e, nei momenti di lucidità, è totalmente consapevole che egli ha subito un grave danno mentale. Egli può ricordare la maggior parte di quanto è successo durante gli episodi psicotici. Tiene un diario. Il suo racconto è stato scritto la scorsa settimana, durante un periodo di lucidità.

Aveva bisogno della vaccinazione come protezione contro le zanzare che portano il virus della febbre gialla e che uccide circa 200.000 persone ogni anno nell’Africa sub-sahariana e Sud America. Doveva recarsi in Costa d’Avorio per girare una serie di documentari sulle vittime del conflitto civile nel paese per l’Unicef. Era la sua seconda assegnazione per l’Unicef ​​TV.

Malcolm è stato freelance della BBC, corrispondente estero, per 22 anni ed è stato ad Atene per i precedenti otto anni, privo dei vantaggi di cui godono i giornalisti dello staff.

Il lavoro e i guadagni erano scarsi all’inizio del 2011 a causa della messa a fuoco della BBC durante le rivolte arabe in tutto il Medio Oriente e Nord Africa. Così Malcolm ha deciso di dedicarsi all’Unicef ​​e volare in Africa occidentale.

Purtroppo la vaccinazione lo ha reso troppo malato per viaggiare. L’infermiera greca, prima di somministrargli il vaccino, lo informa di aspettarsi sintomi lievi simili a quelli dell’influenza. Entro 24 ore dall’iniezione, Malcolm è costretto a letto con una temperatura di 39.8° C. Era ben cosciente che questo episodio era una reazione alla vaccinazione, dal momento che nessun altro componente della famiglia e/o conoscente era malato e nulla gli era successo a parte la vaccinazione.  Tremava nel letto in modo così violento che ha sbattuto contro il comodino.

Sua moglie, la scrittrice danese Trine Villemann, non riusciva a credere alla gravità della febbre e ha cambiato i termometri. Eppure anche il secondo termometro confermava la prima lettura.

Malcolm ha eseguito una serie di esami in ospedale ed è stato ricoverato quando il suo esame della funzionalità epatica ha riportato un risultato anormale. La febbre lo stava privando del sonno e l’insonnia lo ha emotivamente devastato.

Malcolm ha sofferto di allucinazione nei primi 11 giorni in quella che era ormai una grave malattia, che è stata sconcertante  per i massimi esperti di malattie infettive in Grecia. Era convinto che il suo lettore e-book avesse volato nella stanza d’ospedale dal letto alla sedia. Pur essendo un veterano, un giornalista cinico, ha iniziato a credere di possedere poteri soprannaturali.

Tredici giorni dopo la vaccinazione, i medici cominciarono a somministrargli steroidi per cercare di smorzare la febbre. Finalmente ci riuscirono. Ma la sua spirale mentale si accentuò e peggiorò il giorno successivo, venerdì 29 Aprile, il giorno in cui il principe William sposava Kate Middleton.

Malcolm stava guardando la cerimonia in televisione con sua moglie, che ha scritto due libri sulla famiglia reale inglese. Questo momento doveva essere una festa per lei a causa del suo interesse professionale. Ma Malcolm ha rovinato l’occasione. Ogni volta che vedeva una persona in uniforme, balzava in piedi e salutava. Era un fiume di lacrime e in uno stato d’animo iper-patriottico nell’assistere al culmine della cerimonia britannica, a tal punto di piangere per i fiori e la musica.

A quel punto la moglie spegne la televisione perché pensa che Malcolm è  troppo angosciato. Lei gli consiglia  di  riposare e abbandona la stanza.

Quando torna un’ora dopo, Malcolm stava ancora singhiozzando e più tardi arrivò addirittura a convincersi che era diventato il Messia.

A quanto pare, è abbastanza comune per i pazzi essere convinti di essere Gesù Cristo. L’esperienza di Malcolm ad Atene nei mesi di aprile e maggio, da una clinica all’altra, era simile a quella di Jim Carrey  nel film “Una settimana da Dio” quando un normale americano sviluppò improvvisamente poteri divini.

Ci sono stati momenti in cui Malcolm era confuso. E’ stato straziante per lui cercare di convincere la moglie che il loro figlio era nato per salvare il mondo.

Per un’altra settimana, Malcolm si sentì smarrito in un buco nero mentale e non ha avuto sentore di quanto era diventato pazzo. Poi, gradualmente, è tornato alla coscienza ed è diventato consapevole di sé.

Durante l’episodio psicotico, Malcolm si convinse che il governo britannico sapeva che lui era il Messia e aveva messo le telecamere nel bagno della sua camera nel reparto psichiatrico. Ha passato ore in bagno denunciando diversi politici greci per essere stati corrotti.

Durante il suo lungo racconto Malcolm riporta momenti in cui ha bevuto le sue urine, mangiato le sue feci, cercato di ricreare le stigmate del Messia schiacciando fragole sulle proprie mani, utilizzato un pannolino per interpretare la parte del bambino divino e chiesto più volte di lucidare la propria aureola.Nel frattempo il Primario della Clinica in Grecia diagnosticava in Malcolm un “evento psicotico organico“, e la moglie di Malcolm avviava un’inchiesta personale in merito alle cause destabilizzanti, ovvero il vaccino.

Tutti sapevano che il responsabile era stato il vaccino contro la febbre gialla.  Uno specialista presso l’ospedale di Londra per le Malattie Tropicali ha affermato che sospettava  una contaminazione del vaccino. Il Professore Eleni Giamarellou, principale specialista della Grecia in malattie infettive, che ha curato Malcolm in una clinica di Atene ritiene che Malcolm era  ipersensibile  al farmaco e ha subìto una reazione allergica ad esso.

Eppure, nonostante l’impatto devastante su Malcolm, le autorità sanitarie greche non hanno mostrato alcun interesse a indagare se altre siringhe risultavano contaminate. Sanofi Pasteur addirittura negava alcun collegamento tra la malattia e il suo vaccino.  La vicenda raggiungeva l’apice del ridicolo quando la Sanofi reclamava di aver richiesto ulteriori dati  ma gli era stato impedito di accedere alle cartelle cliniche. Malcolm afferma a chiare lettere nel suo articolo memoriale che questo è semplicemente falso: sua moglie ha inviato all’azienda una e-mail dando loro il permesso di parlare con i medici di entrambe le cliniche che hanno curato Malcolm.

Con l’aiuto di farmaci anti-psicotici Malcolm torna alla ragione, giusto in tempo per essere in grado di portare avanti il proprio lavoro sulla crisi economica greca per la BBC nel mese di giugno.

Ma non c’era modo di sfuggire all’impatto devastante del vaccino di Sanofi Pasteur.

Nel mese di luglio, Malcolm è stato ricoverato in un reparto psichiatrico di sicurezza a Ipswich, la città dove è cresciuto.

Era tornato in Gran Bretagna perché aveva ​​perso la fiducia nell’efficacia delle cure psichiatriche greche. Gli specialisti a Ipswich avevano deciso che Malcolm doveva essere protetto da sè stesso dopo aver sofferto per una ricaduta importante e mostrato un comportamento ancor più bizzarro.

Dopo una serie di azioni degne del miglior film comico di Mr. Bean che nulla giovarono a Malcolm, se non a incentivare negli altri (figlio dodicenne compreso!) l’idea che fosse diventato pazzo, tutta la famiglia si trasferisce in Danimarca dove la Sanità è gratuita.

A Copenaghen Malcolm subisce un altro ricovero, la famiglia è esaperata e giustamente rivuole indietro “la propria vita“.  Malcolm viene dimesso la settimana prima di Natale perché il suo medico supervisore pensa che è  la persona più sana del reparto. La moglie di Malcolm fatica a contenere la sua rabbia. Tre giorni dopo Malcolm torna in clinica, così il medico regola la sua terapia.

In un momento di lucidità, scrive l’articolo del quale ho riportato i momenti più salienti che potrebbero accadere a qualunque persona in qualunque parte del mondo e probabilmente con qualunque vaccino qualora fosse intollerante e non lo sospettasse.

L’immobilità in ambito ospedaliero, probabilmente le stesse misure contenitive che Malcolm ha dovuto subìre per non causare lesioni a sè stesso, gli hanno provocato un’embolia polmonare associata a una trombosi venosa profonda.

Infine, in una dichiarazione, Sanofi Pasteur ammette  finalmente che: “esaminando attentamente tutte le informazioni mediche riportate a noi fino a luglio 2011, siamo stati in grado di stabilire le prove di una relazione causale tra la somministrazione del vaccino contro la febbre gialla Stamaril e le condizioni mediche riportate“.

La società ha affermato che la dose di vaccino proviene da un lotto che aveva comunque superato i controlli di qualità,  che le richieste alla famiglia di ricevere ulteriori informazioni dal mese di luglio erano rimaste prive di risposta, e che rimaneva disponibile a collaborare con i medici e la famiglia, se necessario.

Raro o non raro, il vaccino contro la febbre gialla può causare anche l’encefalite che può manifestarsi appunto come malattia psichiatrica. Non è affatto raro che i vaccini di per sè, soprattutto riferito ai bambini,  possono causare microlesioni vascolari a livello cerebrale. Trovo estremamente ricca di professionalità e di umanità la condivisione della propria tragedia da parte di questo generoso reporter, che di fatto aggiunge un ulteriore tassello a questo ignobile settore farmaceutico che sta rovinando generazioni di bambini (e non solo) in tutto il mondo.

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2 Commenti su Reporter della BBC racconta il suo straziante calvario post-vaccinale

  1. Grazie, abbiamo provveduto.

  2. Ottimo articolo e terrificante esperienza. Cmq ti scrivo perchè il link in fondo non funziona, porta ad una “pagina non trovata”

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