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Vaccinazioni a cottimo

L’indagine conoscitiva sulla copertura vaccinale in età pediatrica e sull’ospedalizzazione dei bambini affetti da malattie infettive è stata deliberata dalla Commissione parlamentare per l’infanzia il 16 settembre 2003 su iniziativa del gruppo di lavoro salute per l’infanzia, con una duplice finalità: 1) acquisire dati ed approfondire la materia delle vaccinazioni obbligatorie e di quelle facoltative, nonché della conoscenza e della diffusione di queste ultime; 2) porre l’attenzione sulla questione della umanizzazione del ricovero dei bambini, i quali dovrebbero sempre poter essere ospitati in strutture pediatriche con personale specializzato, e sulla realizzazione di una edilizia sanitaria più funzionale.

Dal documento emergono particolari interessanti in merito agli incentivi economici garantiti a tutti i livelli: Pediatra, medico vaccinatore, personale sanitario, Dirigente ASL finanche a risultare strumento di valutazione per l'operato [leggi "opportunità di carriera"] di quest'ultimo. Tutto ciò a discapito della salute dei bambini.

4.1.5 Incentivi al personale sanitario dei centri di vaccinazione ed ai pediatri di famiglia

   L’esperienza maturata in alcuni paesi stranieri (ad esempio, il Regno Unito) ed in alcune regioni del nostro paese (ad esempio, la Sicilia) ha mostrato che si possono raggiungere elevate proporzioni di bambini vaccinati anche per i vaccini non obbligatori incentivando opportunamente il personale addetto alle vaccinazioni ed i pediatri di famiglia. Gli incentivi possono essere d’ordine puramente morale ma quelli che più rapidamente e più generalmente raggiungono lo scopo sono gli incentivi economici. 
   Gli incentivi economici possono essere erogati secondo due modalità: secondo il modello inglese, ai medici del servizio sanitario che accettano di vaccinare i propri assistiti si riconosce un compenso in denaro per ogni vaccinazione effettuata a titolo di remunerazione per il servizio reso in più rispetto alle prestazioni di diagnosi e cura loro spettanti per contratto; nella Regione Siciliana, invece, si liquida un premio annuale ai pediatri di famiglia se hanno collaborato, anche solo con lo svolgere azione di informazione e di convincimento, purché la proporzione dei vaccinati fra i loro assistiti superi la percentuale che l’Assessorato regionale per la sanità ha posto come obiettivo minimo per quell’anno.
    Incentivi economici potrebbero essere riconosciuti anche al personale sanitario dei centri di vaccinazione delle aziende sanitarie o in alternativa ai pediatri di famiglia, in rapporto all’impegno profuso per le vaccinazioni non obbligatorie.
    Inoltre, sarebbe opportuno dare indicazioni alle regioni sui temi di più rilevante interesse nell’ambito della problematica delle vaccinazioni, affinché in ciascuna regione si organizzino annualmente corsi di aggiornamento con l’obiettivo di mantenere al massimo livello la preparazione professionale e la motivazione degli operatori sanitari coinvolti nella pratica vaccinale. I corsi, riservati al personale sanitario dei centri di vaccinazione delle ASL ed ai pediatri di famiglia, dovrebbero essere accreditati ai fini del raggiungimento del numero di crediti formativi richiesto annualmente ad ogni operatore sanitario.
    Una proposta emersa nel corso delle audizioni è che la copertura vaccinale sia considerata come obiettivo irrinunciabile per la valutazione dell’operato dei direttori generali delle ASL. In tal modo le vaccinazioni sarebbero fortemente devolute alle regioni, ma con l’assicurazione del raggiungimento delle coperture necessarie a livello nazionale.

In merito alla mancanza di etica che trasuda da questo paragrafo, mi basta segnalare un articolo pubblicato il 6 ottobre 2010 dal Corriere della Sera che si riferisce al solo vaccino anti-influenzale [pertanto non oso immaginare cosa avviene con i vaccini dell’infanzia], dove si legge “Dice il documento appena arrivato sulle scrivanie dei dottori: «Ciascuna vaccinazione effettuata dal medico di famiglia nel proprio studio sarà retribuita, come previsto dall’ accordo aziendale, 6,16 euro, fino al raggiungimento (…) del 45% dei propri assistiti ultra 65enni; quelle effettuate oltre il 45% verranno pagate 9 euro (come quelle effettuate a domicilio); oltre il 60% di vaccinati il rimborso sale a 10 euro». L’ obiettivo dell’ Asl è migliorare la copertura vaccinale degli over 65enni che – con neppure un pensionato su due vaccinato negli anni scorsi – è tra le più basse della Lombardia: «È il motivo per cui viene incentivato l’ impegno dei medici di famiglia a superare la soglia raggiunta nel 2009-2010», viene spiegato nel piano dell’ Asl. Diffondere la profilassi antinfluenzale è importante per questioni di salute pubblica, ma il metodo non è condiviso da tutti. Roberto Carlo Rossi, presidente dell’ associazione di categoria Snami per la Lombardia, non ci sta: «È una scelta non etica – spiega -. Dobbiamo essere retribuiti il giusto per quello che facciamo senza incentivi che ci portano a lavorare a cottimo» .

“Mostruosità tipo la vaccinazione non sono fondate sulla scienza, ma sul denaro” [George Bernard Shaw]

Un’ulteriore testimonianza pubblicata su Facebook da una Dottoressa che lavora presso la ASl di una nota città dell’Alto Adige, alla quale invio pubblicamente tutta la mia stima, conferma che “ogni medico dell’ASL prende una certa, piccolissima, cifra [circa 7 euro e 50] per ogni vaccinazione. Io ne ho prese 30 dosi e penso che ne riporterò 10 indietro alla fine del mese. Ci sono medici in Alto Adige con 2500 pazienti di cui diciamo la metà o un terzo oltre i 65 anni. Fate voi il conto. Io da agosto sto aumentando le difese normali dell’individuo, perchè putroppo la gente mangia male e non se la costruisce da sola l’immunità. Ed io non ho mai ammalati nel periodo invernale. Solo qualche giovane. Ma i miei anziani non si ammalano mai e l’anno dopo rivogliono i miei rimedi e non fanno più il vaccino. Io ho sputato nel piatto in cui mangio, ma quando devo dire la verità la dico“.

Questa Dottoressa, come tanti altri medici [leggi Futuri medici e “indignati” a caccia dei trucchi di Big Pharma] e operatori sanitari come il sottoscritto che denunciano questo schifo [soprattutto a danno dei bambini], in realtà non sputa nel piatto dove mangia ma agisce secondo scienza e coscienza, la notte dorme tranquilla e non ha di che vergognarsi nel guardarsi allo specchio come certi “debunkers psicolabili“. Ecco perchè medici e operatori sanitari di questo calibro devono essere supportati in primis dai genitori stessi, che devono essere i fautori di un radicale cambiamento a tutela della salute dei propri figli.

Sempre più spesso ci si chiede perché nonostante i dichiarati insuccessi delle vaccinazioni, la loro palese inutilità ed i rischi che esse comportano, molti Stati del mondo [tranne alcune eccezioni], si ostinano a mantenere tale obbligatorietà. Alcune risposte potrebbero essere, per esempio, le seguenti:

  • motivazioni di carattere economico-industriale,
  • non voler riconoscere l’inutilità delle vaccinazioni per evitare il crollo di un mito di scientificità di circa un secolo,
  • motivazioni di carattere politico-demagogico.

E’ indubbio ormai che nel campo delle vaccinazioni, i laboratori farmaceutici si sono esercitati a fare esperimenti [da stregoni] sul sistema immunitario dei nostri figli, e la pandemia di autismo è la drammatica evidenza scientifica.

Le stesse conferme ci arrivano da un illustre luminare che partecipò, in tempi non sospetti, a una trasmissione di Report [il vaccino dell’obbligo], ovvero il Prof. Giulio Tarro Com’è noto, la vaccinazione si è imposta in Occidente grazie ai successi ottenuti da questa contro il vaiolo. In realtà non è affatto sicuro che sia stata la vaccinazione a debellare questa temibile infezione o se, invece, abbiano contribuito una serie di concause. Più in generale, ancora oggi, non esiste tra gli epidemiologi e gli infettivologi unanimità sui motivi che hanno portato alla scomparsa delle epidemie. L’esempio più famoso di questa diatriba è data dal “mistero” che ancora oggi avvolge la scomparsa delle catastrofiche epidemie di  peste che falcidiavano in passato intere nazioni. Nonostante i progressi dell’immunoprofilassi, nessuna vaccinazione è totalmente esente da rischi“.

Anche un noto medico come il Dott. Archie Kalokerinos [convinto sostenitore delle vaccinazioni quando ha iniziato con gli aborigeni] ha rivisto la sua posizione dopo una serie di esperienze negative con le vaccinazioni. Infatti, il Dott. Kalokerinos afferma che “dopo quarant’anni o più in questo settore le politiche non ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la politica non ufficiale del fondo ‘Save the Children’ e della maggior parte delle Organizzazioni simili è una politica di massacro e di genocidio. Vogliono far vedere che stanno salvando questi bambini, ma in realtà non è cosi. Sto parlando di quelli che stanno molto in alto. Al di sotto di quel livello c’è un altro livello di medici e assistenti sanitari, come me, che non capiscono veramente cosa stanno facendo. Ma non riesco a vedere nessun’altra spiegazione possibile: si tratta di massacro e di genocidio. E  dico una cosa: quando la razza nera si sveglierà veramente e capirà cosa le abbiamo fatto non ci sarà molto grata. E se vuole vedere quali danni provocano i vaccini non venga in Australia o in Nuova Zelanda o in quale altro paese, vada in Africa e lì potrà vederli“.

Tutti amano i bambini; siamo tutti così gentili verso i più piccoli e così male informati su ciò di cui hanno veramente bisogno che, “con tutto il cuore“, spesso favoriamo lo spegnersi delle loro vite in maniera perfettamente legittima e “regolare” [leggi sperimentazioni cliniche].
Non c’è niente di più bello al mondo di un bambino in piena salute, ben sviluppato, felice e contento. Niente ci muove più a compassione di un bambino che soffre.
Si potrebbe avere una nazione di bambini sani e ben sviluppati se si ponessero i loro interessi al primo posto e si relegassero all’ultimo le motivazioni commerciali.

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1 Commento su Vaccinazioni a cottimo

  1. …..Spero che tutto questo finisca al più presto…per carità! Come è possibile essere così ottusi, e soprattutto farsi vincere dalla paura del terrorismo psicologico, che viene fatto ogni giorno negli ambulatori a fronte di questo argomento.
    Roberto Gava, a un certo punto del suo libro dice: ” dopo anni di studi universitari, mi domandai come mai poteva succedere questo a fronte di una vaccinazione. Presi la letteratura scientifica e cominciai ad indagare. Allora capì che avevo studiato SOLO quello che volevano farmi studiare. ” Questo mi è proprio piaciuto.
    Capite cosa significa tutto questo? Prego l’energia divina, che possiate capire tutti, uniti in ciò che è giusto!
    Niente paura. Basta paura! Basta paura !

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