Autismo Politico: il marcio dilaga

Il 26 gennaio scorso, il tribunale di Lille ha condannato Sophie Robert, regista del documentario Le mur - La psychanalyse à l'épreuve de l'autisme, a risarcire per circa 50mila euro tre psicoanalisti intervistati nel filmato, e ha messo al bando l'opera su tutto il territorio francese.

Proiettato per la prima volta il 7 settembre 2011, poco più di un mese dopo i tre psicoanalisti intervistati intrapresero una causa legale contro la regista e la casa di produzione, sostenendo che le loro interviste erano state tagliate e quindi manipolate dalla regista.

Lo scopo della Robert è di far luce sul perché in Francia le diagnosi di autismo sono tardive e i trattamenti inadeguati: il che aggrava le sofferenze di pazienti e famiglie.

Le 27 interviste raccolte mettono a nudo le insensatezze della psicoanalisi, la sua dannosità se usata per diagnosticare e trattare un disturbo neurologico, qual è l'autismo. La Robert, che è stata ringraziata dal primo ministro francese, cerca di far capire ai francesi, soprattutto ai famigliari dei bambini autistici, che subiscono anche intimidazioni e ricatti, che l'emergenza autismo dipende dal fatto che tra gli psichiatri di quel Paese persistono assurde idee sulle cause del disturbo [non è che in Italia siamo messi meglio].

Da cosa dipende il ritardo francese? Semplicemente dall'influenza culturale e politica, della psicoanalisi. In modo particolare, degli esponenti di una delle sette psicoanalitiche più insidiose, cioè il lacanismo [che trova seguaci anche nel nostro paese con proposte terapeutiche a cifre folli].

Cosa ci insegnano gli Autismi Politici di Italia e Francia?

E’ in atto una guerra di correnti settarie, travestite da  scienza medica, che in molti casi trovano supporto in Associazioni e genitori conniventi. 

Alcuni decenni orsono dall’America spirava un vento innovatore, o almeno così si spacciava, che sarebbe stato in grado di rivoluzionare la clinica psichiatrica. Si trattava appunto dell’approccio cognitivo-comportamentale che, ad esempio, si presentava allora come il trattamento elettivo per le fobie. Gli psicoanalisti, in Europa ed in Italia, forti allora di essere nel continente in cui la psicoanalisi era nata, non si erano dati troppa pena nel contrastare quest’aria nuova che è riuscita comunque ad attraversare l’Europa. 

Questo vento nel tempo è diventato uno tsunami. L’Europa intera ne è stata travolta e il “cavallo di troia” oggi non è più il piccolo quanto variegato mondo delle fobie, ma l’autismo! 

Personalmente mi fanno pena entrambe le correnti, sempre meno rispettose di bambini che hanno subìto danni organici importanti, sempre più intente a difendere le proprie posizioni a tal punto da confondere fischi per fiaschi. E certi “genitori con le mani in pasta” impegnati a promuovere workshop dell’uno e dell’altro schieramento sono ancor più deplorevoli. 

Pertanto, per tutti coloro che sono consapevoli che alla base della problematica del proprio figlio è presente un danno vaccinale, dedico a questi genitori incorruttibili la spiegazione che altri preferiscono non vedere, preferiscono non ascoltare ed altri ancora preferiscono non spiegare. 

In Francia la recente battaglia legale che la ECF ha portato avanti per far ritirare il film “Il Muro: la psicoanalisi alla prova dell’autismo” è stata intrapresa per denunciare l’intento diffamatorio [forzatura di interviste e testimonianze] di mostrare come l’approccio psicoanalitico all’autismo sia assurdo e di propagandare come unico metodo valido le cosiddette terapie cognitivo-comportamentali. Il tribunale di Lille ha “constatato che i passi delle interviste” degli psicoanalisti di fama Esthela Solano-Suarez, Eric Laurent e Alexandre Stevens attentano alla loro immagine e alla loro reputazione in quanto il senso delle loro affermazioni è “snaturato” ed ha sentenziato così anche il ritiro dalle sale e da internet del docu-film. 

Come spesso succede, il ritiro del film  e la punizione alla regista aumentano la curiosità del mondo intero e fanno una grande pubblicità al film che naviga tranquillamente sul web.

Per i curiosi ecco il link: http://www.supportthewall.org/2011/12/watch-the-wall-le-mur-by-sophie-robert/

In Italia Le Linee guida per l’autismo. Raccomandazioni tecniche – operative per i servizi di neuropsichiatria dell’età evolutiva della SINPIA [Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza] del 2005, pur affermando che “non esiste un intervento che va bene per tutti i bambini autistici, che non esiste un intervento che va bene per tutte le età, che non esiste un intervento che può rispondere a tutte le molteplici esigenze direttamente e indirettamente legate all’Autismo“, nel definire l’Autismo come “un disordine dello sviluppo biologicamente determinato che si traduce in un funzionamento mentale atipico che accompagna il soggetto per tutto il suo ciclo vitale” suggerivano implicitamente dei metodi esclusivamente rieducativi.

Le due associazioni di genitori di soggetti autistici più importanti in Italia, ossia AUTISMO ITALIA [art. 1] e ANGSA [art. 4], nei loro rispettivi statuti dichiarano che “si accetta che l’autismo sia la conseguenza di una disfunzione cerebrale piuttosto che un disturbo di origine psicogenetica“. Da ciò ne consegue la strenua lotta nei confronti della psicoanalisi, il matrimonio felice con i metodi cognitivo-comportamentali come il TEACCH [Treatment and Education of Autistic and Communication Handicaped Children] e l’ABA [Applied Behavior Analysis] e il discredito nei confronti di coloro che la pensano diversamente.

Infine, come molti di voi sapranno, visto lo spazio che l’evento ha occupato su giornali e notiziari, l’Istituto Superiore di Sanità [ISS] ha elaborato delle Linee Guida nazionali per l’autismo [“Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti”] che sono state presentate a Roma il 26 gennaio u.s.

Tra gli intenti di queste Linee Guida vi è quello di fare luce su una ridda di metodi e proposte terapeutiche, molte delle quali tacciate per creduloneria a tal punto che hanno dato e danno luogo tuttora a “viaggi della speranza” inconsistenti da parte di molti genitori di autistici.

L’inghippo sta nel fatto che viene proposto come unico metodo scientifico [?] per la presa in carico di questo handicap l’approccio A.B.A. e si raccomanda alle Istituzioni di ogni livello e grado di attenersi a tali indicazioni.

L’assunzione di un unico modello terapeutico, non solo è impoverente e scientificamente parziale [si ignora tutta una letteratura “altra” sia italiana che straniera, si fanno scelte epistemologiche discutibili nella clinica], ma avvia un processo di omologazione della pratica clinica imposto dallo Stato [su evidente pressione di alcuni gruppi e associazioni].

L’affermazione di cui sopra è stata avanzata [in concomitanza con la presentazione delle Linee Guida dell’ISS] da parte di un gruppo bipartisan di parlamentari [Udc: Paola Binetti, Teresio Delfino, Marco Calgaro, Nunzio Testa; Pd: Luciana Pedato; Pdl: Lucio Barani; Api: Donato Mosella, Emanuela Baio; Fli: Carmine Patarino] durante la conferenza stampa “Luci e ombre sulle linee guida sull’autismo” svoltasi a Montecitorio assieme ad alcune Associazioni di genitori ed esperti del settore, che hanno chiesto di aprire un tavolo di riflessione sulle Linea Guida.

I promotori di questa iniziativa a Montecitorio [che si possono far risalire all’Istituto di Ortofonologia di Roma – Ido] hanno successivamente elaborato una petizione. Scopo della petizione, visto che sono stati omessi diversi elementi teorico-clinici che molti medici vorrebbero mettere in evidenza, è quello di riaprire il tavolo di lavoro non solo per accrescere il numero di coloro che sottoscrivano la petizione [conditio sine qua non per riaprire il tavolo all’ISS], ma anche per apportare nella fase successiva un contributo teorico e di esperienze che possa allargare l’orizzonte delle attuali Linee Guida.

Se si arriverà a questo momento, sarà opportuno avere le idee ben chiare in merito a chi affidare la salute dei bambini; altrimenti si correrà il rischio di diventare complici nella rovina del loro futuro.

La posta in gioco è anche [sarebbe inutile dirlo!] il posto, l’immagine, il prestigio e il destino delle varie correnti di pensiero nella “torta Autismo” della nostra epoca oltre che in Italia.

Per tutti coloro, che come il sottoscritto [ribadisco totalmente contrario alla psicanalisi e all’A.B.A.] non si vendono e non si schierano, che ritengono opportuna una prospettiva più rispettosa della soggettività e della salute di molti bambini e ragazzi, questo è il momento di non farsi abbindolare da false convergenze e alleanze con Istituzioni al soldo delle multinazionali farmaceutiche che sponsorizzano anche le Associazioni di settore.

Le guerre tra genitori nel campo dell’autismo non servono a nessuno: creano solo confusione e impediscono di decidere liberamente da chi e come farsi curare, ma ci sono ragioni occulte che a molti sfuggono.

Per aumentare le vendite le case farmaceutiche pagano/comprano profumatamente certi medici, presunti esperti, presunte associazioni ma di fatto portavoce stipendiati delle aziende, che si presentano a scrivere articoli sugli effetti benefici di un farmaco o di una determinata terapia.

Sono stati scritti centinaia di libri sulle industrie del farmaco, seguiti anche da programmi televisivi, sulla FDA, sulla FTC, sulla collusione di associazioni, corporation, lobbisti, organi di regolamentazione governativi e su come tutti quanti collaborino attivamente per affossare i metodi di cura e prevenzione naturali e poco costosi.

Non fate l’errore di credere che quanto si sente in televisione e in radio, o si legga sulla stampa ufficiale o in certi siti di alcune associazioni, corrisponda ad un’informazione obiettiva: è più facile boicottare che costruire!

Il numero di associazioni coinvolte nell’industria della salute è enorme. Sappiate che non hanno lo scopo di curarvi e di mantenervi sani. Basta leggere i loro statuti, indagare sull’attività dei componenti dei loro comitati scientifici, e ci si rende conto che mirano a promuovere la malattia, per ottenere più fondi e proteggere i propri iscritti, che sono i medici e le società farmaceutiche. Per coprire questo imbroglio reclutano inconsapevoli genitori che, nel momento del bisogno, nel migliore dei casi sono letteralmente abbandonati al loro destino mentre nel peggiore dei casi sono sottoposti a ricatti di vario genere pur nella legittima richiesta di vedere assicurati i propri diritti.

Le associazioni più potenti nel campo dell’autismo qui in Italia non hanno alcun interesse per ciò che giova ai soggetti autistici e alle loro famiglie, ma solo per ciò che reca vantaggio a loro e, naturalmente, alle persone che le gestiscono.

Fortunatamente, prima o poi, i nodi vengono sempre al pettine!

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