Collettivismo e vaccinazioni obbligatorie

Un recente articolo apparso nel numero di gennaio del Journal of Ethics della American Medical Association, nella sezione "mentore virtuale", avvisa gli americani [e non solo] di un pericolo che potrebbe essere impostato dalle cosiddette "autorità" della salute. In realtà, il concetto di coercizione da parte dello Stato per il "bene pubblico", non è poi così nuovo ed è coerente con una filosofia collettivista che sta acquistando sempre più spazio in campo vaccinale. Così, ci si potrebbe chiedere che cosa è il collettivismo?

Fondamentalmente, il collettivismo non riconosce l'individuo come importante per la società. Infatti, i filosofi ritengono che l'individuo, soprattutto l'intellettuale, è un nemico del "bene pubblico". Molti movimenti politici come il fascismo, il comunismo e il socialismo sono considerati collettivisti in quanto enfatizzano il ruolo dello Stato rispetto al ruolo dell'individuo. La democrazia, con la sua enfasi sulle nozioni di contratto sociale e la volontà collettiva dei cittadini, è stata definita come una forma di collettivismo politico.

Il sistema giudiziario è stato progettato per proteggere i diritti dell'individuo. All'interno della visione filosofica, la famiglia è fondamentale per i diritti dell'individuo. Il padre e/o la madre, rappresentano la struttura più protettiva per bambini innocenti e non lo Stato. Lo Stato interviene solo in casi più estremi di abuso e questo è regolato attentamente in modo da prevenire altrettanti abusi da parte dello Stato.

Ronald Reagan già nel 1961 affermava che "uno dei metodi tradizionali di imponente statalismo o socialismo per un popolo è uno Stato di medicina. È molto facile mascherare un programma medico come un progetto umanitario". Gli studenti di medicina imparano dalla storia del collettivismo che, per accrescere il potere dello Stato sull'individuo, i progetti sanitari sono sempre redatti in termini di "bene pubblico" e per "proteggere il pubblico"; che le esigenze collettiviste richiedono soluzioni e queste soluzioni devono essere accettate senza dibattito o analisi critica dagli individui, anche dai più riflessivi e ammonitori. Il perfetto esempio di tutto ciò è il dibattito mondiale sulla sicurezza e l'efficacia dei vaccini, nonchè la difesa del sacro dogma dell'immacolata vaccinazione.

Fatta questa breve introduzione al pensiero collettivista, esaminiamo l’articolo che appare in “mentore virtuale”, scritto da Susanne Sheeley e Joel Meyer.

Essi cominciano lamentando il fatto che il precedente sistema di reclutamento di volontari per i test di vaccini sperimentali è diminuito a causa di tempi duri. Cioè, meno persone accettano volontariamente di sottoporsi alla sperimentazione. Si noti che i “volontari” dovrebbero essere pienamente informati delle possibili complicazioni causate da vaccini e questi volontari hanno acconsentito ad essere utilizzati negli esperimenti, in sostanza, come cavie umane. In realtà la questione sicurezza non è poi così rispettata [basti pensare ai 12 bambini morti in Argentina per la sperimentazione dei vaccini della Glaxo] e diversi studi hanno dimostrato molto spesso che le gravi complicazioni potenziali sono taciute ai volontari.

Basarsi solamente sull’altruismo per facilitare i test clinici è potenzialmente insostenibile, eticamente controverso e umanamente scorretto. Allora quale è la “loro” soluzione?

La soluzione è quella già messa in pratica in molte scuole americane dall’inizio dell’anno [si vaccina senza il consenso dei genitori], ovvero il coinvolgimento obbligatorio della popolazione negli studi dei vaccini, e questa soluzione alternativa non è più stravagante come poteva sembrare prima. La partecipazione obbligatoria alla sperimentazione vaccinale sta diventando simile al reclutamento militare.

In entrambi i casi, gli individui hanno poca o nessuna scelta per quanto riguarda il coinvolgimento e la fascia di rischio intrinseco, sulla quale non hanno alcun controllo, tutto per il “bene della società”.

Ecco quindi che escono sempre più spesso articoli folli dove la vita assume pura rilevanza statistica, a tal punto da dichiarare che i bambini danneggiati da vaccini  sono “perdite accettabili. A livello individuale, la vita è apprezzata come inestimabile. Ma a livello societario o di business farmaceutico, la nostra vita e la sicurezza hanno un prezzo.

Attualmente il tema del rischio clinico si pone come argomento di rilevante severità che interessa vari settori della sanità ed ha un forte impatto sociale. Il “Risk management” in sanità rappresenta l’insieme di varie azioni complesse messe in atto per migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie e garantire la sicurezza del paziente, sicurezza basata sull’apprendere dall’errore.

Il più importante documento del nostro Ministero della Salute [riguardante il rischio clinico] afferma che “Uno degli aspetti più controversi delle cure mediche è la capacità di causare disabilità e disagi. Ovunque cure mediche vengano dispensate il paziente corre il rischio di essere vittima di un danno in conseguenza involontaria di quelle stesse cure. Per questo oggi la percentuale di danni iatrogeni causati è importante indicatore della qualità delle cure“. Guarda caso in tema vaccinale questi concetti evaporano e quando accade l’irreparabile, come la somministrazione di vaccini scaduti, dopo aver minimizzato il problema [è ben nota la necessità di mantenere stabili i vaccini attraverso la catena del freddo] la notizia viene fatta scomparire .

Tutto questo mi ricorda una dichiarazione fatta dal primo direttore generale dell’UNESCO Julian Huxley, in riferimento all’attuazione di un programa radicale di eugenetica, che affermava come “sarà importante per l’UNESCO assicurarsi che il problema eugenetico venga esaminato con la massima cura, e che l’opinione pubblica sia ben informata sulle questioni in gioco in modo che ciò che oggi è inimmaginabile possa alla fine diventare immaginabile“.

L’alba del pianeta eugenetico iniziò con alcuni suggerimenti per il miglioramento umano, attraverso la riproduzione selettiva, da parte del biologo britannico Sir Francis Galton nel 1882. All’inizio del XX secolo [1904-1920] la necessità dell’applicazione di programmi eugenetici divenne una questione di “salute pubblica“. Il movimento eugenetico fu pesantemente finanziato dalla Fondazione Rockefeller e Carnegie Institution for Science dal suo inizio e continuò anche dopo l’era nazional-socialista [la cui contrazione letterale è ben nota a tutti come nazismo].

È anche importante apprezzare che questo movimento di sanità pubblica è stato guidato da alcuni dei più eminenti individui nella società. Per esempio, Charles Davenport era al centro della scena in questo movimento di sanità pubblica terrificante, così come il Professor Henry Osborn [direttore del museo americano di storia naturale], Alexander Graham Bell [moglie del magnate delle ferrovie E.H. Harriman], il prestigioso laboratorio di biologia Cold Spring Harbor, James Wilson [segretario del dipartimento dell’agricoltura americana], Major Leonard Darwin [figlio di Charles Darwin], Winston Churchill, Theodore Roosevelt e Linus Pauling [doppio Premio Nobel per la Chimica nel 1954 e per la Pace nel 1962] che, dopo aver pubblicato il suo libro “Come vivere più a lungo e sentirsi meglio“, non gli è stata più permessa la pubblicazione editoriale in Italia per interdizione da parte delle grandi case farmaceutiche.

Corsi universitari e di specializzazione furono garantiti dalle istituzioni più prestigiose degli Stati Uniti, come Harvard, Princeton, Yale, Purdue, Università di Chicago, Northwestern University, New York University e Università della California di Berkley. Presto i libri di testo sui corsi di eugenetica furono adottati dalle scuole superiori. La rivista dell’American Medical Association [JAMA – la stessa rivista che conferma le disfunzioni mitocondriali nell’autismo] ha orgogliosamente coperto l’incontro internazionale di eugenetica a Londra e lo ha fatto in termini entusiastici.

L’obiettivo dei proponenti dell’eugenetica era di sterilizzare 14 milioni di persone negli Stati Uniti e altrettanti milioni in più in tutto il mondo. 60.000 americani sono stati sterilizzati coercitivamente e questa è considerata tutt’ora come una figura conservatrice. Il supporto per questo programma mostruoso si basava sulla pseudoscienza e su un potente Stato supportato da propaganda, proprio come stiamo assistendo oggi alla mania della vaccinologia.

Ogni generazione pensa che è molto più intelligente rispetto alle generazioni precedenti e pertanto non è possibile effettuare confronti con i precedenti abusi della scienza e della politica pubblica. Tuttavia, il supporto di campi d’inumazione e di sterilizzazione forzata per il “non idoneo” è stato fortemente sostenuto da uomini considerati come giganti della biologia e della medicina, come influenti uomini di governo e di fondazioni private. La mania dell’eugenetica  è sparsa in tutto il mondo tra le classi sociali più prestigiose.

Gli avversari sono stati etichettati “nemici del bene pubblico” e come individui senza riserve per discutere il problema, come assistiamo oggi in merito alla sicurezza dei vaccini. I sostenitori dei vaccini affermano che gli avversari dei loro programmi sono ignoranti e non qualificati per parlare sul tema, anche quando sono in minoranza e sono decisamente maggiori gli esperti nel campo della sicurezza vaccinale e della fisiopatologia rispetto ai proponenti.

E ‘ stato ipotizzato dagli ingegneri sociali dell’eugenetica che il crimine, il ritardo mentale, la pigrizia, l’alcolismo, la cecità e il  “comportamento antisociale” sono fattori ereditari, e quindi controllabili da sterilizzazione forzata. Furono approvate delle leggi che erano basate su questa scienza fasulla e decine di migliaia di persone hanno pagato le conseguenze.

Sheehy e Meyer affermano che considerate le prove dei benefici pubblici di persone vaccinate sarebbe opportuno partecipare anche contro la propria volontà. Così mi chiedo: si deve poi essere costretti a partecipare a una procedura chirurgica sperimentale, perché in caso di successo, trarranno beneficio molte altre persone?… Dovremmo essere costretti ad assumere anche i farmaci sperimentali?

Questo principio di procedure mediche obbligatorie sarà applicato anche alla chirurgia sperimentale del cervello, come ad esempio l’infame lobotomia frontale?… Dopo tutto, questo era stato pensato per garantire un grande beneficio a migliaia di persone ed è stato usato per trattare la tristezza, la depressione, l’ansia e il comportamento indisciplinato nei bambini. Certo, gli effetti sono stati irreversibili, e lo sono anche i danni neurologici causati dalle reazioni avverse ai vaccini.

La storia della medicina dovrebbe averci insegnato che l’eccitamento riguardo a un trattamento o una procedura può spesso causare disastri devastanti lungo la strada. Basta pensare al Talidomide: era considerato un tranquillante molto sicuro che era somministrato alle madri incinte [sedativo, anti-nausea e ipnotico], e nessuno mai si sarebbe immaginato che il bambino sarebbe nato con deformità paralizzanti agli arti. Se il Talidomide fosse rimasto obbligatorio a quest’ora milioni di persone erano paralizzate.

Stiamo imparando molto sul problema sicurezza associato ai vaccini, ma gran parte di questa attenta ricerca verrà ignorata. Tomljenovic & Shaw, Strunecka & Blaylock, e molti altri ancora hanno pubblicato una serie di documenti molto importanti in questo campo e penso che hanno fornito più di una ragione convincente per un spiegare i meccanismi di immunoeccitotossicità, e per spiegare l’effetto devastante dei vaccini sullo sviluppo del cervello tra cui le mcirolesioni cerebrali vaccino-associate.

Tutti noi dovremmo essere terrorizzati dalla natura totalitaria esercitata dai produttori di vaccini obbligatori. Molti chiedono apertamente non solo l’aumento o la reintroduzione delle vaccinazioni obbligatorie, ma anche di nascondere al pubblico i dati critici di sicurezza in modo da dare l’impressione di sicurezza del vaccino. Il programma per l’eugenetica si è concluso quando il pubblico ha capito il vero risultato di tali piani. Questa storia è raccontata molto raramente, ma le attuali poltiche vaccinali sono altrettanto spaventose perché detengono il potenziale per distruggere in modo irreversibile la vita di milioni dei nostri bambini.

Proposta aperta a coloro che sostengono i vaccini e la partecipazione alla sperimentazione di nuovi vaccini.

I primi partecipanti dovrebbero essere gli amministratori delegati dei produttori di vaccini e delle case farmaceutiche, i loro membri del consiglio direttivo, le loro famiglie, i loro dipendenti e poi le famiglie dei loro dipendenti: non vorrete mica perdere la grande occasione per dare per primi il “buon esempio” che tanto reclamate dagli altri?…

Tutti coloro che hanno scritto o proposto disposizioni legislative o regolamentari per delegare la somministrazione dei vaccini devono presentarsi ai test, compresi gli autori dell’articolo Sheehy e Meyers. Questo ovviamente comprende le loro famiglie così come comprende le famiglie di coloro che risiedono al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità.

In testa alla lista dei partecipanti ci mettiamo tutti i nominativi di coloro che hano redatto le vergognose Linee Guida sull’Autismo.

Sono certo che se fosse istituita una simile politica vaccinale sentiremo parlare molto meno di nuovi vaccini e della necessità di sottoporre i nostri figli a questo ignobile mercato della malattia.

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