Autismo: attesa per le nuove statistiche del CDC

I funzionari del Centers for Disease Control [CDC] hanno promesso di rilasciare i "loro" più recenti numeri di prevalenza dell'autismo.

Molto probabilmente il rilascio dei nuovi dati confermerà ciò che emerge dal rapporto 2008 dell'Osservatorio per l'Autismo e Disabilità Comportamentali [ADDM Network] effettuato su campione di bambini di 8 anni nati nel 2000.

Oltre due anni fa il CDC ha riportato che i tassi di autismo negli Stati Uniti erano di 1 a 110 nei bambini nati nel 1998.

I primi rapporti indicano che i tassi di autismo per i bambini nati nel 2000 hanno superato 1 su 100, come confermato anche dalle agenzie di stampa che ho riportato più avanti.

The Canary Party [movimento nato all'indomani dell'annuncio di decine di famiglie indennizzate da parte del Governo Americano per i loro bambini resi autistici dai vaccini] attraverso il suo Presidente Mark Blaxill ha affermato: "Abbiamo aspettato degli anni per ottenere questi numeri dalla CDC, ma soprattutto siamo rimasti in attesa che le autorità sanitarie affrontassero la realtà dell'epidemia di autismo americano. Qualcosa di terribile è accaduto a una generazione di bambini americani e il CDC si rifiuta di dichiarare l'autismo come un'emergenza di sanità pubblica."

Secondo più fonti, le nuove statistiche potrebbero essere annunciate già nelle prossime settimane e potrebbero confermare un aumento significativo già evidenziato, riportato e denunciato più volte in questi anni [anche dal sottoscritto] che coinvolge non solo i bambini americani ma i bambini di tutto il mondo.

Ecco alcuni esempi:

Al fine di valutare il nuovo rapporto, The Canary Party invita il pubblico a considerare quanto segue:

  • Le statistiche del CDC sono indietro di molti anni rispetto alla situazione attuale. Dal momento che l’insorgenza dell’autismo comincia nella prima infanzia, prima dei tre anni di età, queste statistiche sono effettivamente relative a un decennio fa.
  • Uno dei siti di reporting ADDM dello Utah [uno dei 21 stati americani sprovvisto di normative per l’autismo], ha già pubblicato i risultati per l’anno di nascita 2000. Il rischio per l’autismo nei bambini di otto anni nati nello Utah nel 2000 è di 1 su 77. Si tratta di un aumento del 73% rispetto alle statistiche pubblicate nel 2002, che evevano mostrato un tasso di 1 a 133 per i bambini nati nel 1994.
  • L’autismo è stato segnalato come una nuova condizione nei bambini americani nati dal 1930. Per molti anni è stato segnalato che i tassi di autismo statunitensi erano bassi, non molto superiori a 1 su 10.000. A partire dai bambini nati intorno al 1990, l’incidenza dell’autismo è iniziata ad esplodere. Alcune autorità attribuiscono questo aumento all’inclusione della Sindrome di Asperger nei criteri diagnostici ufficiali, ma la Sindrome di Asperger costituisce solo una parte minuscola dei casi di autismo totali e non possono spiegare questi aumenti improvvisi e di grandi dimensioni.
  • La Rete ADDM degli Stati Uniti non ha mai segnalato questa discrepanza all’interno dello spettro autistico, pertanto è difficile fare paragoni con i rapporti di prevalenza pubblicati in passato. Senza la capacità di separare i tassi della Sindrome di Asperger da altre categorie di autismo, il CDC ha di fatto omesso di affrontare l’impatto della Sindrome di Asperger sulle tendenze temporali di autismo.
  • I siti di reporting della Rete ADDM sono aggiornati frequentemente, effettuano confronti con le relazioni del CDC in merito all’autismo senza non poche difficoltà. Stati ad alta prevalenza come il New Jersey sono stati rimossi più volte dalla rete ADDM e gli Stati a prevalenza più bassi come la Florida sono stati aggiunti. Questi cambiamenti rendono apparentemente gli aumenti meno allarmanti di quello che realmente sono. Tuttavia l’ultimo rapporto del CDC ha mostrato un aumento del 57% in soli quattro anni dal 2002 al 2006.
  • I report di Rete ADDM iniziano con bambini nati nel 1992, e perdono il punto cruciale della flessione dei tassi di autismo intorno al 1990. Tuttavia proprio il CDC con le statistiche del New Jersey, sito ADDM precoce, mostra che i tassi per il disturbo autistico passano dallo ZERO negli anni di nascita 1988-89 a 1 su 128 entro il 1993.
  • L’unica spiegazione plausibile per questi aumenti rapidi è un cambiamento nell’ambiente che colpisce milioni di bambini americani. Un recente studio su gemelli in California – il più grande studio mai condotto a due sull’autismo – ha riferito che l’ambiente incide in oltre il 60% delle cause di autismo, e secondo alcune stime oltre il 90%.

The Canary Party chiede  a nome di  tutti gli americani di considerare i nuovi tassi di autismo e domanda un’azione immediata da parte delle autorità sanitarie pubbliche.

Per quanto riguarda l’Italia possiamo proseguire a dormire tranquilli, litigando un pò qui e un pò là per le Linee Guida, fregandocene eternamente dei numeri allarmanti riguardanti la disabilità che investono i nostri figli. Mi auguro che il risveglio futuro, per alcuni, non sia troppo traumatico per non trovarmi con rammarico ad affermare “ve lo avevo detto“.

Tanto per fare un esempio quali sono i numeri della disabilità che interesseranno la scuola nell’anno 2012-2013?

A fare delle proiezioni ci ha pensato il mensile Tuttoscuola [pagina 2 di 3 del “file per le agenzie” in pdf], secondo cui saranno 195 mila i bambini e ragazzi disabili iscritti a scuole statali italiane. Il dato dice quindi che il numero è in crescita costante, considerando che nell’anno in corso 2011-12  sono circa 191 mila. Il balzo si fa ancora più consistente se il confronto è fatto con il 2000-01, quando la cifra si attestava sui 116 mila: il 70% in meno nel corso di poco più di un decennio!

La mentalità degli italiani è nota dall’antichità: fino a quando non si viene colpiti in prima persona si rimane nell’ombra a pensare ai fatti propri.

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1 Commento su Autismo: attesa per le nuove statistiche del CDC

  1. Isabella // 29 marzo 2012 alle 19:18 //

    …. è proprio vero, hai proprio ragione .
    ed io lo constato tutti i giorni !

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