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Bambini AMISH: studio conferma bassa prevalenza di sensibilizzazione allergica

I bambini della comunità Amish cresciuti negli allevamenti rurali dell'Indiana del Nord [Stati Uniti] soffrono di asma e allergie meno spesso dei loro coetanei cresciuti nelle fattorie della Svizzera [gruppo europeo conosciuto per essere relativamente libero da allergie], secondo un nuovo studio pubblicato in Journal of Allergy and Clinical Immunology.

"I tassi sono molto, molto bassi" ha affermato il Dr. Mark Holbreich, autore principale dello studio. "Così possiamo affermare con certezza che c'è qualcosa di ancora più protettivo nella comunità Amish rispetto alle comunità agricole europee".

I ricercatori hanno osservato a lungo il cosiddetto "effetto da fattoria", i bassi tassi di allergia e asma trovati tra i bambini allevati nelle aziende agricole dell'Europa centrale, ma molto meno si conosce dell'influenza sulla crescita nelle aziende Nord Americane.

Il Dr. Holbreich, allergologo di Indianapolis, ha trattato la comunità Amish dell'Indiana per due decenni, e si accorse che pochissimi Amish avevano effettivamente episodi allergici.

Appena gli studi sull'effetto fattoria in Europa cominciarono ad emergere diversi anni fa, Holbreich si è chiesto se lo stesso fenomeno poteva essere trovato negli Stati Uniti.

Il Dr. Holbreich ha collaborato con i colleghi europei per confrontare i bambini cresciuti negli allevamenti agricoli  in Svizzera, e i bambini che non erano cresciuti negli allevamenti agricoli in Svizzera, con i bambini Amish cresciuti negli allevamenti dell’Indiana.

Le famiglie degli Amish, le cui radici si possono rintracciare in Svizzera, in genere nei loro allevamenti utilizzano ancora oggi metodi simili al 1800 e non possiedono automobili o televisori. La comunità Amish ha una sorta di riluttanza a seguire il progresso, non ha mai rifiutato la medicina [accede agli ospedali in casi eccezionali], ed ha comunque una percentuale di vaccinazione che è la più bassa rispetto alla media della popolazione statunitense come la comunità Cristiana Scientista,  così rimane poco chiaro cosa sembra prevenire le allergie nei bambini che crescono negli allevamenti e nelle fattorie Amish.

I ricercatori hanno esaminato 157 famiglie Amish, circa 3.000 famiglie di agricoltori svizzeri e altrettante 11.000 famiglie svizzere che non vivono negli allevamenti, tutte con i bambini tra i 6 e i 12 anni di età.

Essi hanno scoperto che solo il 5% dei ragazzi Amish era stato diagnosticato con asma, rispetto al 6.8% dei ragazzi svizzeri cresciuti in allevamento e all’11.2% degli altri bambini svizzeri.

Allo stesso modo, tra 138 bambini Amish sottoposti al prick test cutaneo per determinare se essi erano predisposti ad avere allergie, solo 10 bambini [ovvero il 7%] hanno avuto una risposta positiva.

In confronto, il 25% dei ragazzi svizzeri allevati in fattoria e il 44% di altri bambini svizzeri hanno avuto un test positivo.

Lo studio iniziale non era incentrato a determinare perché i bambini cresciuti nelle fattorie erano meno suscettibili a sviluppare asma e allergie, ma era incentrato su altre ricerche in merito all’esposizione ai microbi derivanti dal contatto con le mucche, in particolare, per spiegare parzialmente l’effetto degli allevamenti [I bambini cresciuti negli allevamenti bovini possono avere un minor numero di allergie – Reuters Health, 2 maggio 2012].

Bere latte crudo di mucca sembrerebbe fattore positivo predisponente“, afferma il Dr. Holbreich.

La teoria che ne deriva è che la precoce esposizione ai diversi potenziali allergeni e agli agenti patogeni di un allevamento addestra il sistema immunitario a riconoscerli, ma a non reagire in modo eccessivo per quelli innocui.

Per quale motivo i ragazzi Amish hanno tassi di allergia e di asma ancora più bassi di altri bambini degli allevamenti, “quel pezzo del puzzle davvero non sappiamo spiegarcelo“, ha affermato il Dr. Holbreich a Reuters Health.

La Dott.ssa Corinna Bowser, allergologa a Cherry Hill [New Jersey], ha affermato che c’è anche una possibilità che l’ereditarietà di certi fattori potrebbe svolgere un ruolo importante. E’ ovvio che, vaccinandosi a basse percentuali, non subiscono mutazioni al DNA e non sviluppano quell’indebolimento del sistema immunitario che ha interessato i nostri predecessori, la nostra generazione, e soprattutto quella dei nostri figli [ancor più bombardati da campagne vaccinali scriteriate].

Gli Amish sono ancora a un pool genetico limitato, presumo, perché essi sono molto più isolati rispetto ai bambini svizzeri” ha affermato la Dott.ssa BowserReuters Health.

Il Dr. Holbreich ha affermato che con i prossimi studi indagherà ulteriormente le differenze tra i gruppi negli allevamenti, con maggiore attenzione verso la progettazione di possibili interventi.

Per esempio, le madri incinte o i bambini potrebbero essere esposti a fattori misteriosi che sembrano proteggere i bambini in allevamento come trattamento preventivo“, ha spiegato in modo fantasioso il Dr. Holbreich.

L’obiettivo è quello di cercare di trovare un modo per prevenire questa epidemia di asma e allergie che colpisce le popolazioni occidentali. Molto semplice: basterebbe eliminare del tutto le scriteriate campagne vaccinali alle quali sono sottoposti i neonati.

La verità è davanti agli occhi di molti ma nessuno vuole vederla, e pochi la interpretano nel giusto modo.

L’esempio è fornito dall”ultimo dibattito creatosi intorno agli Amish e all’Autismo, relativo al 2010 quando esce uno studio epidemiologico che indica una prevalenza approssimativa di 1 bambino Amish ogni 271  per le due comunità più grandi presenti negli Stati Uniti [Holmes County nell’Ohio e  Elkhart-Lagrange County nell’Indiana].

Ciò che è decisamente bizzarro di questo studio epidemiologico, che sostanzialmente ha trovato 7 [solo sette!] bambini con autismo su 1899 bambini valutati, è la totale mancanza del confronto tra bambini.

Come riportato da un editoriale di Repubblica del 2006 , si potrebbe presumere che ad oggi la comunità Amish conta circa 18.000 individui.

Lo studio in questione ha esaminato le contee più numerose. Pertanto, 7 persone su 18 mila corrisponderebbero a una percentuale di autismo dello 0,04 … lontana anni luce dalle elevatissime percentuali con le quali abbiamo a che fare “noi” [popolo di vaccinati e maniaci dell’immunizzazione artificiale] a tal punto che non servirebbero ulteriori commenti. Se non fosse che questa incredibile prevalenza approssimativa è stata ottenuta:

  1. senza un opportuno test genetico nei bambini Amish vaccinati [pochi] con bambini Amish non-vaccinati [la maggioranza];
  2. senza opportuna considerazione dell’autismo associato a ritardo mentale rispetto all’autismo senza ritardo mentale tra i bambini Amish  e i bambini non-Amish;
  3. senza valutare la prevalenza di epilessia e autismo nei bambini Amish e nei bambini non-Amish;
  4. senza valutare concomitanti problemi medici nei bambini autistici Amish e nei bambini non-Amish;
  5. senza opportuni studi clinici di confronto tra i figli di genitori non-Amish e figli autistici dei genitori Amish per rilevare se la diagnosi di autismo è legata al ritardo mentale come ipotesi genetica oppure è legata geneticamente a una condizione metabolica la cui manifestazione comportamentale è stata diagnosticata come DSA;
  6. senza valutare la regressione nei bambini autistici Amish [età, abilità in genere, linguaggio, comportamento, relazione] con la regressione nei bambini autistici non-Amish;
  7. senza spiegare se i bambini hanno manifestato regressione oppure non hanno mai raggiunto tappe evolutive dalla nascita;
  8. senza dimostrare un plateau nello sviluppo o nella regressione dalla nascita fino all’autismo;
  9. senza valutare le reazioni avverse ai vaccini, la funzionalità epatica, la funzionalità renale, e lo stato immunitario.

Inoltre, non è presente alcun adeguamento per età materna. L’età materna è un fattore ben noto nell’autismo e la media dell’età materna è stata in costante aumento nella maggior parte degli Stati Uniti per tutte quelle donne che hanno aspettato a condurre una gravidanza privilegiando la carriera lavorativa. Probabilmente, per coloro che hanno condotto lo studio, nella società Amish non ci sono molte donne che rimandano la gravidanza per privilegiare la carriera lavorativa, ed anche questo è un fattore importante.

Tutte queste circostanze confermerebbero che la diagnosi “autismo” è una semplice descrizione del “comportamento“, come riconosce anche il Dr. Kevin Strauss [Pediatra del CSC – Clinic for Special Children] che spesso viene alzato sugli scudi dagli appartenenti al pianeta pro-autismo quando vogliono screditare il lavoro del giornalista Dan Olmsted riferito alla popolazione “Amish non vaccinata” della Pennsylvania e dell’Ohio.

Questi abitanti del pianeta pro-autismo omettono inoltre di pubblicare l’intero “Strauss pensiero“, il quale conferma che c’è molto più da discutere sulla dubbia pratica di etichettare un bambino con “autismo” quando il “comportamento” è spesso associato a un’espressione clinica di sofferenza causata da complessi disturbi fisici [convulsioni, ritardo mentale, encefalopatia, disordini metabolici, e altrettanti complicati quadri clinici] riferibili anche a danno vaccinale e che sono felicemente ignorati.

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