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Autismo e disastri ambientali

Nell'esprimere tutta la mia solidarietà e vicinanza alla popolazione emiliana, alla quale sono legato per affetti famigliari, il mio pensiero non può non rivolgersi a tutti i bambini e ragazzi con autismo.

Nel post-terremoto, una delle problematiche sanitarie più gravi è la continuità del trattamento di bambini e ragazzi con autismo, ancora più difficile da gestire nelle enormi difficoltà subentrate dopo il sisma.

La letteratura scientifica non offriva alcuna descrizione di risultati adattativi di persone con Disturbo dello Spettro Autistico [DSA] dopo disastri naturali, fino al terremoto che ha colpito L'Aquila nel 2009 dove è stata valutata la risposta adattativa dei bambini e degli adolescenti con autismo.

Scopo di questo studio era di valutare il comportamento adattativo dei partecipanti con DSA seguiti per 1 anno dopo la loro esposizione al terremoto del 2009 a L'Aquila, confrontandolo con un gruppo di pari non diagnosticati con DSA.

Attraverso una raccolta dati effettuata a 6 mesi e 1 anno dal terremoto, è emerso che nei soggetti con DSA è diminuito drasticamente il  loro comportamento adattativo durante i primi mesi post terremoto.

Il senso dell'ineluttabilità [cioè dell'impossibilità di porre rimedio a quella situazione] e del panico [che comprensibilmente si manifesta in chiunque durante catastrofi naturali, come terremoti, incendi, tifoni etc. o nelle esperienze di vita più devastanti nella malattia] dà al soggetto la sensazione, la chiara consapevolezza, di non poter essere in grado di controllare e di determinare gli eventi né con l’intelletto, né con la volontà. In tutti quelli che sperimentano il senso di ineluttabilità, nasce la convinzione di una totale paralisi e di una conseguente impossibilità di intervenire per modificare la situazione. Essi sperimentano una totale incapacità di dominare la realtà, la quale genera in essi un dolore immenso e distruttivo.

Le persone con disabilità, e fra queste, in particolare, le persone con Autismo, sono estremamente vulnerabili in queste drammatiche circostanze, essendo costrette ad affrontare  le stesse difficoltà di chiunque altro con risorse fisiche,  emotive [e finanziarie] molto più limitate, oltre che subire una situazione incompatibile con le loro necessità.

Le gravi menomazioni delle capacità di comunicare, di adeguarsi all’ambiente sociale e ai cambiamenti repentini, unitamente alla  sensibilità dolorosa e agli stimoli sensoriali che spesso le accompagnano, possono determinare gravi conseguenze ai bambini con Disturbo dello Spettro Autistico. Ogni piccolo cambiamento di routine può sconvolgerle ancor più gravemente la loro vita.

La particolare vulnerabilità delle persone con disabilità in occasione di catastrofi naturali  è riconosciuta dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, diventata Legge nazionale 3 marzo 2009 n. 18  in seguito alla sua ratifica da parte dello Stato Italiano. L’articolo 11Situazioni di rischio ed emergenze umanitarie” di detta  Convenzione/Legge raccomanda infatti agli Stati aderenti di prendere “[…] tutte le misure necessarie per assicurare la protezione e la sicurezza delle persone con disabilità in situazioni di rischio, includendo i conflitti armati, le crisi umanitarie e le catastrofi naturali […]“.

Tralascio ogni forma di polemica sulla inopportuna necessità di effettuare la parata del 2 giugno. Il Governo e il Presidente Napolitano dovrebbero imparare da quello che fece Forlani nel 1976 dopo il terremoto del Friuli [quando alla sfilata si preferì la deposizione di una corona al Milite Ignoto], abolendola e mandando nelle zone colpite persone, mezzi e aiuti economici dei quali c’è bisogno.

Sarebbe molto più opportuno inviare al più presto un sostegno concreto agli utenti emiliani rimasti privi di sostegno e di servizi in seguito al sisma, in modo da garantire a tutti i bambini con Autismo attualmente in carico la continuità del servizio.  Invece c’è anche questa cosa [avvenuta con tempismo perfetto] che lo Stato non è più garante della ricostruzione. A Legge vigente, dopo 60 giorni i costi sono a carico dei cittadini e il mio pensiero si rivolge a tutti coloro che saranno costretti a rinunciare a costose terapie riabilitative private che garantivano continuità assistenziale ai propri bambini. Una cosa da matti. Lo Stato viene sempre meno ai suoi doveri nei confronti dei propri cittadini.

Sarebbe opportuno provvedere ad assicurare spazi e risorse adeguate, in modo da non interrompere un servizio essenziale ai bambini con Disturbo dello Spettro Autistico o disabilità analoghe e alle loro famiglie, sollecitando anche la Protezione Civile ad intraprendere iniziative atte a identificare i bambini con autismo o altra disabilità attualmente privi di sostegno, servizi e le loro necessità, in collaborazione con il personale sanitario pur comprendendo che saranno limitatissime le risorse umane perchè destinate alla cura e al sostegno dei tanti feriti.

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1 Commento su Autismo e disastri ambientali

  1. sorella d'Italia // 2 giugno 2012 alle 16:26 //

    lo stato siamo noi, però sono gli altri a prendere delle decisioni a dir poco vergognose. Sostenere che lo Stato non è più garante della ricostruzione è inammissibile, quando poi siamo noi che paghiamo le tasse, tutto questo perchè ciò che avanza dal loro ladrocinio non è sufficiente purtroppo a garantire assistenza e sostegno necessario e dovuto alle persone in difficoltà. Siamo fratelli d’Italia solamente nella canzone.

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