Imparare a imparare

Molte delle usuali pratiche educative rivolte a persone con problemi di apprendimento si limitano a dispensare informazioni per raggiungere, a forza di ripetizione, traguardi modesti. Ogni riferimento all’A.B.A. non è puramente casuale.

I bambini non sbagliano nell’apprendimento, i tutor sbagliano ad insegnare, il metodo stesso non è pensato su misura per ogni singolo bambino. Troppo spesso si cerca di adattare il bambino al metodo, ma questo non dovrebbe mai avvenire nella pratica perchè sono i metodi che devono adattarsi al singolo bambino!

Molti educatori [tutor o insegnanti], soprattutto quelli appena formati, pur di realizzare nella pratica quello che hanno appreso [a volte tramite sterili corsi], operano con molta rigidità privandosi di quella conoscenza spontanea delle abilità del singolo bambino.

Ben poco si investe per sviluppare la capacità di imparare a imparare, di essere in grado cioè di rinnovare i propri schemi di riferimento, di essere flessibili, capaci di interpretare la realtà che cambia, senza subirla passivamente.

Nel “nostro” lavoro con bambini con difficoltà di apprendimento, “dedichiamo” tutto il tempo e lo sforzo a noi possibile nel guidarli a raccogliere le informazioni di cui hanno bisogno per risolvere un problema e nell’organizzare i dati: il nostro obiettivo è metterli in grado di essere non solo ripetitori [come insegna limitatamente l’A.B.A.], ma anche generatori di nuove informazioni, organizzatori creativi, abili modificatori del loro ambiente.

Solitamente, invece, si fa ben poco per sviluppare tali funzioni nelle persone con un ritardo nel rendimento.

Benchè gli effetti di questo mancato investimento non siano avvertiti immediatamente, diventano visibili quando l’individuo deve confrontarsi con situazioni che richiedono un adattamento.

Se non si investe nel favorire esperienze di apprendimento mediato che rendano l’individuo capace di cambiare strutturalmente, si compromette definitivamente la prospettiva di trarre beneficio da ogni occasione che offre la vita.

L’approccio di accettazione passiva, per quanto possa apparire “umano e compassionevole”, porta gli individui in un vicolo cieco: richiede che cambi solo l’ambiente, e non loro, affinchè possano sentirsi a loro agio.

In molti, troppi, innumerevoli casi l’agio di oggi si trasforma in un disagio futuro: il bambino che è stato messo a suo agio, invece di essere stimolato a svilupparsi, pagherà poi un prezzo molto alto da adulto.

Meditate gente… meditate!

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Informazioni su Gabriele Milani 353 Articoli

infermiere, divenuto freelance per dovere di informazione, ma soprattutto padre di un bambino che ha presentato reazione avversa alla somministrazione dei vaccini anti-infettivi nella forma di ENCEFALOPATIA IMMUNO-ALLERGO-TOSSICA, che ha danneggiato lo sviluppo cerebrale ed evolutivo del bambino, sino a realizzare nel tempo il quadro clinico di disturbo autistico con grave deficit cognitivo.

5 Commenti

  1. A mio avviso possiamo avanzare critiche a come talvolta vengono formati gli operatori ABA, oppure sul fatto che non tutti i consulenti e i tutor ABA sanno lavorare bene ma non critiche generiche nei confronti delle strategie e delle tecniche volte all’acquisizione di ABILITA’ E COMPETENZE sempre “spendibili” nella vita quotidiana, basate sui principi dell’Analisi Comportamentale , che non dobbiamo dimenticare è una SCIENZA e di conseguenza con principi dimostrabili e “esistenti” così come esiste , sia che ne siamo coscienti o meno, la forza di gravità.

    Signor Enzac, potrebbe spiegare quali ABILITA’ E COMPETENZE possono essere raggiunte con la sua SCIENZA in un caso simile?

  2. Signor Enzac: Beata Ignoranza !
    Me lo lasci dire, si crogioli pure nella sua ignoranza, ma non la divulghi o poveri bambini.

  3. Bah… definire SCIENZA una nuova concezione della psicologia [1913 – la psicologia comportamentistica] i cui rappresentanti più significativi sono Watson, Tolman, Pavlov e Skinner che si opponevano al metodo soggettivo, introspettivo introdotto da Wundt e usato fino ad allora dalla psicologia, francamente mi sembra un’affermazione un po’ azzardata.
    La psicologia così come la concepisce il comportamentista non è altro che una branca sperimentale oggettiva della scienza naturale.
    Il suo obiettivo teoretico è la previsione e il controllo del comportamento.
    L’introspezione pertanto non rientra essenzialmente fra i suoi metodi e il valore scientifico dei suoi dati non dipende affatto dalla possibilità o meno di interpretarli dal punto di vista della scienza.
    Il comportamento impegnato a individuare uno schema unitario della risposta animale, non fa alcuna distinzione fra l’uomo e il bruto.
    Il comportamento dell’uomo nonostante tutta la perfezione e complessità, rappresenta solo una parte del piano d’indagine complessivo del comportamentista.

    Se gli operatori ABA vengono formati su questi contenuti:
    1. Definizioni e sistemi di classificazione internazionali delle verie forme di autismo
    2. Le basi teoriche dell’ABA
    3. La valutazione del comportamento – sistemi di assessment [insieme di operazioni condotte al fine di emettere un giudizio o fare una valutazione]
    4. L’analisi funzionale del comportamento [strategia di modificazione comportamentale]
    5. Tecniche per incrementare comportamenti adeguati [prompting, fading, modeling, shaping, chaining, tecniche di rinforzamento, programmi di rinforzamento conditi con furgonate di Nutella]

    …me lo lasci dire, che ne siano coscienti o meno: poveri bambini!

  4. A mio avviso possiamo avanzare critiche a come talvolta vengono formati gli operatori ABA, oppure sul fatto che non tutti i consulenti e i tutor ABA sanno lavorare bene ma non critiche generiche nei confronti delle strategie e delle tecniche volte all’acquisizione di ABILITA’ E COMPETENZE sempre “spendibili” nella vita quotidiana, basate sui principi dell’Analisi Comportamentale , che non dobbiamo dimenticare è una SCIENZA e di conseguenza con principi dimostrabili e “esistenti” così come esiste , sia che ne siamo coscienti o meno, la forza di gravità.

  5. La gran parte dei genitori che segue il metodo ABA non si preoccupa del domani nella dimensione giusta (come sarà mio figlio da adulto seguendo questo metodo? forse l’ABA alla lunga lo danneggia?).
    E’ alla forsennata ricerca di una performance adeguata OGGI!