Ridurre la spesa relativa ai vaccini

Ai Ministri dell’economia e delle finanze e della salute

Premesso che:

in Italia i vaccini obbligatori, contrariamente a quanto ritenuto dalla stragrande maggioranza dei genitori di bambini in età pediatrica, ai sensi dell’art. 1, comma 1, del decreto ministeriale 7 aprile 1999, recante “Nuovo calendario delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate per l’età evolutiva”, sono solamente quattro, 1- antidifterite, 2- antitetanica, 3 – antipoliomelite, 4 – antiepatite virale B;

il calendario delle vaccinazioni per l’età evolutiva in sostanza rappresenta la successione cronologica con cui vanno effettuate le vaccinazioni dei bambini, sia obbligatorie che raccomandate, fino all’adolescenza;

come da tabella allegata al presente atto che resta acquisita agli atti del Senato, i vaccini in commercio in Italia sono relativi a: difterite tetano pertosse acellulare, difterite tetano (DT), difterite tetano poliomielite, difterite tetano pertosse poliomielite, difterite tetano pertosse haemophilus influenzae poliomielite, difterite tetano pertosse poliomielite epatite B, difterite tetano pertosse poliomielite epatite B haemophilus influenzae, epatite A;

come facilmente accertabile, a fronte delle 4 previste vaccinazioni, in tutte le Regioni di Italia si assiste ad una incredibile distorsione, per cui i 4 vaccini, singolarmente, sono disponibili su richiesta alle Aziende sanitarie locali di competenza (quindi un parte del bilancio regionale prevede voci di accantonamento e spesa per poter provvedere a quanti ne facciano richiesta) e, in più, le Regioni ricorrono altresì all’acquisto dei menzionati vaccini, da inoculare in combinazione per assicurare la copertura obbligatoria normativamente prevista;

in alcune Regioni, addirittura, pur essendo divenuta facoltativa la predetta vaccinazione, ingenti somme vengono comunque destinate per assicurare la citata procedura di copertura;

gli ultimi dati disponibili parlano di un fabbisogno nazionale in punto di spesa sanitaria per il 2012 di 106.213.749.544 euro così ripartito fra le regioni: Piemonte: 7.978.163.454; Valle d’Aosta: 225.352.335; Lombardia: 17.341.184.546; Provincia autonoma di Bolzano: 865.069.407; Provincia autonoma di Trento: 918.244.725; Veneto: 8.607.884.968; Friuli-Venezia Giulia: 2.217.730.512; Liguria: 3.053.707.274; Emilia-Romagna: 7.901.475.870; Toscana: 6.730.346.850; Umbria: 1.622.166.222; Marche: 2.787.332.179; Lazio: 9.982.148.899; Abruzzo: 2.383.222.579; Molise: 574.623.692; Campania: 9.895.417.201; Puglia: 7.028.005.338; Basilicata: 1.031.973.422; Calabria: 3.483.758.281; Sicilia: 8.673.970.213; Sardegna: 2.911.971.578;

come noto, ai sensi dell’art. 15 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini”, in corso di conversione in Parlamento, è stata prevista una forte riduzione della spesa anche per la somministrazione della vaccinazione cosiddetta obbligatoria;

tuttavia, a fronte di ciò non sono stati previsti meccanismi di controllo e disposte direttive che, di fatto, impongano, a livello nazionale, riduzioni della spesa nella materia, continuandosi a non comprendere come sia possibile che: a) in commercio esistano già vaccini cui semplicemente aggiungere l’ulteriore obbligatorio; b) ne esistano in combinazioni che non ricomprendono tutti e 4 gli obbligatori;

invero l’acquisto da parte del Servizio sanitario nazionale (SSN) di ben due vaccini in più rispetto a quelli obbligatori previsti per legge comporta ovviamente un aggravio per l’erario non marginale; da alcune ricerche risalenti all’anno 2004, infatti, si evince con chiarezza che il costo nazionale dell’intero ciclo di vaccinazioni dovrebbe attestarsi intorno ai 189,65 milioni di euro: pertanto il costo di ogni singolo vaccino si aggirerebbe intorno ai 31,6 milioni di euro circa. Si arriva dunque alla conclusione che per i due vaccini non obbligatori il SSN dovrebbe spendere circa 63 milioni di euro, una cifra ragguardevole in assoluto, ma ancora di più se riguardata nell’ottica del periodo storico che il Paese sta attraversando, contraddistinto dalla forte crisi economica e dai numerosi tagli alla spesa pubblica, provvedimenti che di certo non risparmiano il comparto salute;

dati alla mano si verifica, inoltre, l’anomala e razionalmente incomprensibile circostanza per cui il vaccino esavalente viene venduto ad un prezzo pari al 20 per cento in più rispetto ai singoli vaccini (da 159,57 a 189,65 milioni di euro all’anno), che si traduce in un guadagno lordo per le due ditte produttrici (Aventis Pasteur MSD e GlaxoSmithKline) di ben 30,32 milioni di euro all’anno;

se poi si confronta la spesa dei solo 4 vaccini obbligatori (gli unici che per legge dovrebbero essere eseguiti) con quella del vaccino esavalente che, in pratica, viene ora immotivatamente imposto dai Servizi di igiene e sanità pubblica delle ASL, la differenza è pari ad un aumento del 152 per cento (da 75,34 a 189,65 milioni di euro all’anno) che si traduce con un guadagno lordo per le due ditte produttrici di ben 114,31 milioni di euro all’anno,

si chiede di sapere:

quali misure i Ministri in indirizzo, nell’ambito delle proprie competenze, intendano concretamente adottare per ridurre le spese a carico del SSN così come previsto dal decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, in tema di vaccinazioni obbligatorie;

quali siano i provvedimenti che in concreto verranno attuati per uniformare ed estendere a tutto il territorio nazionale l’inoculazione in una unica soluzione delle 4 vaccinazioni obbligatorie (difterite, tetano, poliomielite, epatite B).

Elio LANNUTTI, Giornalista e Presidente ADUSBEF – Resoconto stenografico della seduta n. 773 del 19/07/2012

Bloccare il taglio dei posti letto previsto dal decreto spending review risparmiando invece sui vaccini inutili è la proposta lanciata dal Codacons in un appello a tutti i Parlamentari.

Non sono disponibili in unica soluzione solamente i quattro vaccini obbligatori”, ripete il Codacons. “Ciò appare gravissimo anche perché sembra che la somministrazione polivalente dei vaccini – avverte – possa comportare danni da sovraccarico e shock del sistema immunitario. E sul fronte economico, la procedura comporta un evidente spreco di soldi pubblici a carico del Servizio sanitario nazionale, che deve acquistare e somministrare 6 vaccini anziché i 4 previsti dalla legge“.

Vogliamo anche parlare di quanto costa alle famiglie sobbarcarsi le cure di un danneggiato da vaccino che, per malpractice sanitaria, è considerato un malato di serie B?

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infermiere, divenuto freelance per dovere di informazione, ma soprattutto padre di un bambino che ha presentato reazione avversa alla somministrazione dei vaccini anti-infettivi nella forma di ENCEFALOPATIA IMMUNO-ALLERGO-TOSSICA, che ha danneggiato lo sviluppo cerebrale ed evolutivo del bambino, sino a realizzare nel tempo il quadro clinico di disturbo autistico con grave deficit cognitivo.

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