Immunità di gregge: scienza imperfetta e fallimento della vaccinazione di massa

Il successo delle vaccinazioni è basato fondamentalmente su elementi che si danno per scontati. Anche se il tasso di incidenza e di morte di molte malattie infettive è diminuito radicalmente nel momento in cui si registrava un miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, delle condizioni abitative, dell’alimentazione e delle procedure di isolamento, poichè nello stesso periodo sono stati introdotti i vaccini, la medicina ha dato per scontato che la vaccinazione da sola sia interamente responsabile della scomparsa di queste malattie.

Il ritornello spesso ripetuto – “abbiamo bisogno dell’immunità di gregge” – implica che se il 95% della popolazione diventa “immune” a una malattia attraverso la vaccinazione, gli obiettivi ed i livelli di immunità sono raggiunti e le malattie sono controllate o eradicate.

Questo slogan è l’arma più comunemente usata dai vaccinatori, secondo solo a “il vaiolo e la poliomielite sono stati eradicati dalla vaccinazione“.

L’immunità di gregge è la carta vincente giocata a difesa delle vaccinazioni in TV, internet, riviste mediche, giornali e blog pro-pharma per spiegare perchè dovremmo essere vaccinati più volte da 0 a 100 anni, con un numero sempre crescente di vaccini.

Il clamore in merito all’immunità di gregge, purtroppo, suscita un muro di ostilità tra coloro che vogliono vaccinarsi e coloro che ritardano di vaccinarsi, evitano alcuni vaccini, oppure decidono di non vaccinarsi.

Fin dall’inizio della storia della vaccinazione, ci sono pochissime PROVE che i vaccini hanno contribuito all’eradicazione delle malattie, anche quando gli obiettivi e i livelli di immunità sono stati raggiunti. Eppure i medici vaccinatori proseguono ad esercitare pressioni psicologiche sui genitori che decidono di non vaccinare i loro figli, come se la vaccinazione è l’unico modo per rimanere in buona salute ed evitare la malattia.

A peggiorare le cose, questa INTIMIDAZIONE si verifica in un momento storico in cui l’OMS [Organizzazione Mondiale della Sanità] e più produttori di vaccini sono accusati di rilasciare dichiarazioni false in merito ai rischi delle malattie, alla sicurezza dei vaccini, alla efficacia dei vaccini e sempre maggiori sono i casi di danni riportati [in larga maggioranza bambini] e decessi.

Se le accuse nei confronti di queste entità sono reali, come credo che siano, significa che la popolazione viene sistematicamente alterata, ammalata e manipolata da enti sanitari ai quali non importa nulla dei rischi delle vaccinazioni oppure fingono di non comprendere la portata dei danni segnalati.

Viene continuamente affermato che l’immunità di gregge è più importante di qualunque singola vita umana, eppure oggi è visibile una vasta mandria di pecorelle che ha in corso dei contenziosi legali con gli enti governativi deputati alla promozione delle vaccinazioni.

IL FATTORE DENARO

La popolazione del mondo si sta espandendo negli ultimi 200 anni in cui sono stati utilizzati i vaccini, e questo rende l’ottenimento dell’immunità di gregge ancor più costoso e impossibile oggi più che mai. Quanti miliardi di persone dovrebbero essere vaccinate, e per quante volte, prima di eradicare una malattia secondo la teoria dell’immunità di gregge? … Quanto costerebbe?

Si consideri anche solo i costi dei vaccini, la conservazione dei vaccini, i refrigeratori per il mantenimento del ciclo del freddo, i medici vaccinatori e lo smaltimento dei vaccini come rifiuti pericolosi. Basta pensare al prossimo vaccino per la varicella che tanto vogliono rendere obbligatorio in Italia: 7,25$ per dose a prezzo scontato dal CDC [Centers for Disease Control] per almeno 2 dosi destinate a singolo bambino.

Il censimento degli Stati Uniti indica 27,5 milioni di bambini da 0 a 5 anni, mentre il censimento in Italia riporta circa 6 milioni di bambini con meno di 10 anni di età [da 0 a 9 anni compresi] e altrettanti 6 milioni di ragazzi tra i 10 e i 20 anni. Solo il costo per vaccinare ognuno di questi bambini/ragazzi, senza contare i richiami, la refrigerazione dei vaccini, le apparecchiature per la loro conservazione, l’amministrazione dei vaccini e lo smaltimento tra i irifiuti pericolosi, genera cifre da capogiro.

Il vaccino MPR e MPRV sono ora esposti al loro fallimento, eppure i profitti per le aziende farmaceutiche sono ancora in salita.

Dopo che i membri del gregge hanno smesso di trasmettersi l’immunità per via naturale, a causa dell’effetto vaccino, è aumentato vertiginosamente l’herpes zoster. La risposta è stata quella di incrementare i vaccini per i bambini e promuovere un vaccino per gli adulti., benchè ci sia un recente abstract che rivela il fallimento dei vaccini contro la varicella.

In un documento sommario qui allegato si scrive: “Prima del programma di vaccinazione universale contro la varicella, il 95% degli adulti ha avuto la varicella in modo naturale [di solito da bambini in età scolare]. Questi casi erano di solito benigni e hanno sviluppato immunità a lungo termine. Questa alta percentuale di individui che hanno sviluppato una immunità naturale a lungo termine è stata compromessa dalla vaccinazione di massa somministrata ai bambini che prevede al massimo il 70%-90% di immunità temporanea, di durata sconosciuta, spostando la varicella ad una popolazione adulta più vulnerabile in cui la varicella porta 20 volte in più il rischio di decesso e 15 volte in più il rischio di ospedalizzazione rispetto ai bambini. Aggiungete a tutto ciò gli effetti negativi sia della varicella zoster e dei vaccini, nonchè il potenziale di aumento del rischio di herpes zoster nei prossimi 30 – 50 anni nella popolazione adulta“.

In India, dove la GAVI di Bill Gates sta procurando più danni della peste bubbonica, i medici sono molto preoccupati per la grande protezione dei profitti anzichè delle vite umane, a seguito delle raccomandazioni di vaccinare con i vaccini più costosi e di recente formulazione. Il Dr. Jacob Pulyel descrive ciò che sta vedendo in questo suo memoriale del quale riporto il passo più significativo:

Una analisi pubblicata su The Lancet ha dimostrato come il vaccino anti-pneumococcico riduce solo 4 casi di polmonite ogni 1000 bambini. Il costo per vaccinare 1000 bambini è di 12.750$. Trattare 4 casi di polmonite in India costerebbe 1$. I ceppi di pneumococco presenti in India sono quasi tutti sensibili a economici antibiotici come la penicillina. Negli Stati Uniti, dove è stato utilizzato il vaccino anti-pneumococco per diversi anni, c’è stato un cambiamento del ceppo e i ceppi che rientrano nel vaccino sono stati sostituiti da altri ceppi. Sinistramente i nuovi ceppi sono più sensibili agli antibiotici. Il vaccino ha semplicemente peggiorato il problema delle malattie da pneumococco. Ma questo vaccino viene spinto in Africa, in Asia…  [anche qui in Italia con intense campagne promozionali]. Non importa la perdite di vite umane nei paesi poveri perchè è tutto contemplato nel registratore di cassa. Queste organizzazioni e i loro sponsor hanno da proteggere i loro margini di profitto e l’etica non rappresenta un grosso problema per loro“.

I profitti per i produttori dei vaccini e per gli enti governativi devono essere davvero enormi.

Il CDC è nel business dei vaccini. Membri del Comitato Consultivo per i Vaccini [Vaccine Advisory Committee] del CDC accettano pagamenti da parte dei produttori di vaccini. Sanofi, Merck, GSK e altri ancora tentano di assumere personale del CDC ogni volta che si esauriscono i vari contratti. Le relazioni che emergono “alla luce del sole” includono la condivisione del brevetto vaccinale, l’acquisto di azioni di una società produttrice di vaccini, pagamenti per la ricerca, pagamenti per monitorare i test del produttore di vaccini e il finanziamento ai dipartimenti accademici.

Grazie ad una Legge del 1980 in vigore negli Stati Uniti, il CDC detiene attualmente decine di accordi di licenza [una volpe a guardia di un pollaio]  e dispone anche di numerosi progetti in corso per collaborare alla realizzazione di nuovi vaccini.

LA SCIENZA???

Quale sarà mai “la scienza” che si cela dietro alla convinzione che il branco è protetto se si vaccinano le pecore?… Oppure che ogni malattia è stata debellata dal pianeta grazie alle vaccinazioni?

Recentemente, mi è stato detto da un fan vaccinatore che “l’immunità di gregge è solo una definizione e come tale non può essere effettivamente sbagliata“. Ma l’ipotesi che un tasso di vaccinazione al 95%  fornisce al gregge una elevata qualità in salute può essere sbagliata. Basta andare indietro nel tempo e vedere proprio l’idea dalla quale, probabilmente, deriva a questa definizione.

Il Dr. A.W. Hedrich nel 1929 ha studiato la presenza naturale del morbillo. “Sulla base delle indagini condotte sul campo in diversi operai, si deduce che circa il 95% dei bambini presenti in città soffre di attacchi contro il morbillo a partire dal 15° anno di età” [Hedrich AW. 1930. The corrected average attack rate of measles among city children. Am. J. Epidemiol. 11 (3): 576-600]

Prima dell’introduzione dei vaccini, i focolai di morbillo sono stati osservati in 2 o 3 cicli all’anno e il 95% della popolazione ha sviluppato l’immunità per il quindicesimo anno di età.

L’idea originale che la vaccinazione poteva rafforzare l’immunità di gregge partiva dal presupposto di un solo evento clinico, e che una singola vaccinazione fosse equiparata all’immunità naturale permanente. Ma questo non era il caso posteriore, quando le malattie circolavano liberamente. Ai vaccinatori mancava il punto che il corpo umano si difende in modo più efficiente con la continua ri-esposizione.

Essi cercarono quindi di imitare questo fenomeno naturale con i boosters, ovvero i richiami. Ma il piano di vaccinazione tralasciava gli anziani [a causa della breve immunità indotta dal vaccino e dalla scomparsa dei suoi antigeni] e i giovanissimi [a causa della mancanza di immunità materna] più vulnerabili a molte malattie che non erano una minaccia per loro prima dell’intruduzione della vaccinazione. Nel caso della varicella, la vaccinazione rende gli anziani più adatti alle infezioni da herpes zoster, perchè il branco ha perso le continue e benigne ri-esposizioni verso i bambini con la varicella.

Invece di capire perché un numero molto piccolo sviluppava condizioni pericolose e invasive, gli appassionati del vaccino consigliavano di vaccinare il più spesso possibile al fine di proteggere contro qualcosa che non sarebbe mai stato un pericolo per
la stragrande maggioranza di quelli vaccinati.

Se fate costantemente un tampone faringeo a bambini sani vi rendete conto che la maggior parte di essi portano e circolano con supposti agenti patogeni, definti come “commensali“.[Hjuler IM. 1995. Bacterial colonization of the larynx and trachea in healthy children. Acta Paediatr. 1995 May;84(5):566-8. PMID:7633155]

In qualunque momento, in qualunque società, la neisseriae [il batterio isolato in molti casi di meningite] è in circolazione, ma la maggior parte delle volte non succede nulla, il corpo ne prende atto e si difende contro di essa ricordandosi poi di aver trasportato l’ospite indesiderato. [Caugant DA. 2009. Meningococcal carriage and disease—population biology and evolution. Vaccine. 2009 Jun 24;27 Suppl 2:B64-70. PMID: 19464092] – Ma ora che sono stati sviluppati vaccini per vari tipi di antigeni, il vaccino è l’unica risposta al problema. Questo è tipico per le malattie di oggi.

MORBILLO

È ben documentato che, prima della vaccinazione, cicli di infezione naturale hanno aggiunto immunità al gregge.

La dimostrazione formale, che sia gli anticorpi materni quanto l’esposizione precoce all’infezione sono necessari per la protezione a lungo termine, ha evidenziato che continui cicli di re-infezione hanno un ruolo essenziale nella costruzione di un’immunità di gregge stabile.

In una popolazione che non è costantemente esposta all’infezione durante la prima infanzia sotto l’ombrello immunologico degli anticorpi materni, o vaccinati accuratamente, comporta un grave rischio di infezioni riemergenti. [Navarini AA et al. 2010. Long-lasting immunity by early infection of maternal-antibody-protected infants. Eur J Immunol. Jan;40(1):113-6. PMID: 19877011]

La vaccinazione crea un ambiente “quasi sterile” che apre la possibilità a focolai di malattie.

I tentativi di eradicare il virus del morbillo o della polio eliminano l’esposizione dei bambini a questi patogeni. Tali situazioni epidemiologiche “quasi sterili” possono effettivamente aumentare il rischio di epidemie.

Sappiamo che questo è possibile perchè ci sono state epidemie di morbillo negli Stati Uniti nelle popolazioni che erano state vaccinate al 100%.

La scuola interessata aveva nello stesso edificio 276 studenti del liceo e 135 studenti della scuola media. Una revisione delle cartelle cliniche della scuola ha mostrato che tutti i 411 studenti erano stati vaccinati contro il morbillo, in conformità con le Leggi dell’Illinois“. [Measles Outbreak among Vaccinated High School Students – Illinois. MMWR. June 22, 1984 / 33(24);349-51]

Nell’ambito del piano vaccinale, quando il morbillo scoppia nel bel mezzo di una situazione di “quasi sterilità“, l’unica soluzione di questo paradigma è quella di vaccinare più persone e sempre più spesso. Questa è una soluzione retrograda, rispetto al problema, se si considera che rimane sensibile anche a fronte della piena conformità.

Quello che succedeva nel passato col morbillo è che i bambini erano protetti dagli anticorpi materni, gli adulti erano protetti dall’esposizione continuata, e i bambini infettati sviluppavano normalmente la malattia diventando immuni per un lungo periodo di tempo. Adesso, mentre il vaccino contro il morbillo ha fatto decrescere l’espressione dell’infezione da morbillo, non è affatto migliorato il quadro generale. E certamente ci sono molti più problemi con gli infausti effetti collaterali del vaccino.

Prima dell’intoduzione della vaccinazione, le madri erano immunizzate naturalmente dalla malattia e passavano i loro anticorpi ai neonati attraverso la placenta e il latte materno. Le madri vaccinate contro il morbillo possono avere l’immunizzazione del vaccino che, dal punto di vista immunologico, non è la stessa cosa di quella naturale [Morbillo contro Morbillo]. Una delle differenze principali dell’immunità indotta col vaccino, rispetto a quella naturale, è che non può essere trasferita da madre in figlio.

Dal momento che la maggior parte dei vaccini sono forniti con una iniezione, le mucose vengono bypassate e di conseguenza vengono prodotti anticorpi nel sangue ma non nelle mucose. L’esposizione della mucosa all’infezione è ciò che contribuisce alla produzione di anticorpi nella ghiandola mammaria. L’esposizione del bambino al virus del morbillo durante l’allattamento al seno da parte di una madre immunizzata naturalmente porterebbe a una infezione asintomatica con risultati a lungo termine, garantendogli immunità per quel virus. Le madri vaccinate hanno bassi livelli di anticorpi specifici contro il virus, sia nel siero che nel latte, rispetto alle madri immunizzate naturalmente e quindi i loro bambini non risultano protetti.

I neonati le cui madri sono nate dopo il 1963 hanno avuto un tasso di attacco contro il morbillo del 33% rispetto al 12% di madri più anziane. I neonati le cui madri sono nate dopo il 1963 sono più suscettibili al morbillo rispetto ai neonati di madri più anziane. Una percetuale crescente di bambini può essere suscettibile al morbillo [Papania M. et al. 1999. Increased susceptibility to measles in infants in the United States. Pediatrics. Nov;1045(5):e59 pp 1-6. PMID 19545585].

Per la malattia del morbillo vediamo che, mentre il tasso dei casi clinici può essere diminuito con la vaccinazione, i membri più sensibili del branco sono in aumento nella fascia di rischio a seguito della vaccinazione.

Il Dr. Peter Aaby ha prodotto degli interi volumi di ricerca sul morbillo in Africa. Inizialmente si credeva che l’infezione da morbillo fosse associata a soppressione immunitaria e maggiore mortalità a lungo termine, ma questa convinzione nasce dalla ricerca sul vaccino e non dalla ricerca sul morbillo naturale.

La credenza nella persistente soppressione immunitaria è stata stimolata da un aumento della mortalità dopo un alto titolo di vaccinazione contro il morbillo [Aaby P. et al. 2002. Low mortality after mild measles infection compared to uninfected children in rural west Africa. Vaccine. Nov 22;21(1-2):120-6. PMID:12443670].

Una volta che il morbillo naturale è stato monitorato a lungo termine, la conoscenza cambia. Secondo Aaby,

Quando l’infezione da morbillo è mite, il morbillo clinico non presenta mortalità in eccesso a lungo termine e può essere associato ad una migliore sopravvivenza generale rispetto a nessuna infezione clinica da morbillo. Il morbillo sub-clinico è comune tra i bambini immunizzati e non è associato ad un eccesso di mortalità.

Il morbillo è più mite quando il soggetto colpito ha buone riserve di Vitamina A e Vitamina C. Le notizie di devastazione e mortalità del morbillo, di cui si sente parlare, giungono da popolazioni che muoiono di fame.

Sapevate che il 30% dei casi di morbillo in soggetti non vaccinati sfuggono al controllo clinico, perchè in forma lieve? … Il morbillo sub-clinico è un’entità di cui molti medici non ne sono a conoscenza.

Se il morbillo sub-clinico sfugge nei soggetti non vaccinati, e si sono verificati focolai di morbillo nella popolazione vaccinata al 100%, significa che anche nella popolazione vaccinata si sono verificati casi di morbillo sub-clinico. Il morbillo quindi è ancora vivo anche se passa inosservato nei paesi vaccinati, addiritturra strombazzato vicino alla scomparsa, ma quale medico ha mai considerato il morbillo atipico?

Provate a parlarne con i vostri nonni del morbillo. Chiedetegli se hanno visto tutte le morti e le distruzioni di cui parlano. Non era una malattia che aveva bisogno di una eradicazione di massa, altrimenti tutti noi siamo da considerare dei sopravvissuti. Gli alti tassi di mortalità si sono verificati nei paesi dove i bambini erano denutriti, privi di vitamine, incapaci di difendersi dal virus in questione.

Il Dr. Alexander Langmuir è oggi conosciuto come “il padre delle malattie infettive“. Nel 1949 ha fondato negli Stati Uniti la sezione di epidemiologia che, ad oggi, è conosciuta in tutto il mondo col nome di Centers for Disease Control [CDC]. Ha anche diretto la sorveglianza contro la Polio, dopo le disavventure occorse nel 1955 a seguito di numerosi danni vaccinali. Il Dr. Langmuir sapeva che il morbillo non era una malattia da eradicare, quando disse:

A chi mi chiede “perchè vuoi eradicare il morbillo?” rispondo con la stessa risposta che Edmund Hillary utilizzò quando gli chiesero perchè voleva scalare il monte Everest: “perchè è lì“… e così è stato fatto! [Langmuir A.1962 .The importance of measles as a health problem. AJPH vol 52 no 2 pp1-4]

Langmuir sapeva anche che, ancor prima dell’introduzione della vaccinazione, la mortalità da morbillo era diminuita ai minimi termini negli Stati Uniti quando descrisse il morbillo come

“… infezione autolimitante di breve durata, di moderata gravità e bassa mortalità …” [Langmuir A.1962 .The importance of measles as a health problem. AJPH vol 52 no 2 pp1-4]

Quindi il vaccino è stato prodotto perchè si poteva fabbricare e vendere, non certo perchè ne avevamo bisogno. Infatti, malgrado la grande spinta vaccinale e indipendentemente dal caso scaricabarile che ha colpito il Dr Wakefield, il morbillo non è affatto debellato e mai lo sarà grazie alla vaccinazione. E ora i bambini risultano non protetti per la carenza di anticorpi trasmessi dalla madre. Tutto nel nome della protezione della mandria di pecore, anche quando la storia evidenza i pericoli.

VAIOLO

Siamo stati abbastanza fortunati nel far fronte a medici e funzionari sanitari quando gli abbiamo ricordato l’incidenza del vaiolo nella popolazione Filippina precedentemente immunizata. Li abbiamo invitati a consultare i propri registri medici e gli abbiamo chiesto di correggerci se fossimo stati in disaccordo. Nessuna correzione è stata effettuata, e abbiamo concluso che tra il 1918  il 1919 ci sono stati 112.549 casi di vaiolo notificati, con 60.855 decessi. La vaccinazione di massa iniziò nel 1905, e sin dalla sua introduzione i casi di mortalità aumentarono in modo allarmante“. Tutti questi eventi si racchiudono in un unico commento: “La mortalità è inspiegabile” [Dr. Archie Kalokerinos, Second Thoughts on Disease].

Orthopoxvirus è un membro dalla famiglia di Poxviridae. L’antenato della famiglia Poxvirus non è conosciuto, ma studi strutturali suggeriscono che potrebbe essere stato un Adenovirus o una specia legata sia alla famiglia Poxvirus che a quella degli Adenovirus. Orthopoxvirus include sia il virus del vaiolo bovino [cowpox], il virus del vaiolo umano [variola], il vaiolo delle scimmie [monkeypox virus] e il virus Vaccinia. Le mutazioni si verificano in questi virus, ma a velocità molto bassa.

Tra ottobre 1970 e maggio 1971 un Poxvirus fu isolato in alcuni pazienti sintomatici dell’Africa occidentale. Questo virus è ora conosicuto come “virus umano del vaiolo delle scimmie“. Il vaiolo delle scimmie ha preso questo nome perchè le scimmie sono state i primi animali noti per aver ospitato il virus del vaiolo. Ora gli scienziati affermano che i serbatoi principali del virus del vaiolo delle scimmie non sono le scimmie, ma probabilmente gli scoiattoli [forse per giustificare 2 milioni di euro per sterminare lo scoiattolo grigio a vantaggio di quello rosso?]. Nel 1976 i funzionari dell’OMS non sapevano quale fosse il serbatoio dell’infezione [Arita and Henderson. 1976. Monkeypox and whitepox viruses in West and Central Africa. Bull World Health Organ. 1976; 53(4): 347–353] e, ancora oggi, secondo i funzionari del CDC permane l’incertezza.

Il vaiolo è stato dichiarato ufficialmente eradicato dall’Assemblea Mondiale della Sanità l’8 maggio 1980. La vaccinazione terminò negli Stati Uniti nel 1972. Data l’eradicazione  della malattia, la vaccinazione obbligatoria è stata sospesa a partire dagli anni ’70 e ’80 in tutti i Paesi. In Italia, la vaccinazione è stata sospesa nel 1977 e definitivamente abrogata nel 1981.

Le scimmie che vivono nei dintorni delle aree in cui si verificano focolai di vaiolo delle scimmie, stranamente, risultano negative per vaiolo delle scimmie. Ma cani delle praterie, roditori esotici, ratti del Gambia, ghiri, scoiattoli, e altri animali sono risultati positivi. Nessuno conosce realmente quando o dove è nato il virus del vaiolo delle scimmie, ma sembra essere parente stretto del vaiolo bovino e del vaiolo umano. Tutti e tre i virus hanno il loro serbatoio nei roditori, e questo è importante se vogliomo considerare la storia e la trasmissione del vaiolo umano e del vaiolo delle scimmie. Ad oggi, le epidemie di vaiolo delle scimmie sono causate da roditori o importazioni di animali esotici e non da trasmissione da uomo a uomo, anche se tale possibilità si verifica. Storicamente i serbatoi di vaiolo sono stati anche i roditori, durante un periodo in cui i roditori sono stati consumati come alimento [il coniglio non è un roditore] e quando le infestazioni erano all’ordine del giorno. Eppure, nella discussione di eventuali epidemie di vaiolo questo dato è raramente menzionato. Quello che si legge è che il vaccino ha eradicato la malattia.

Questo articolo della BBC suggerisce che il vaiolo delle scimmie è stato scoperto per la prima volta nel 1970 dopo l’eradicazione del vaiolo nella Repubblica Democratica del Congo. Un’epidemiologa dell’Università della California, Dr Anne Rimoin, afferma che il vaiolo delle scimmie si è presentato per la prima volta negli esseri umani dopo l’eradicazione del vaiolo, anche se è presente sulla terra da millenni.

Il vaiolo delle scimmie è probabilmente vissuto per migliaia di anni nell’Africa Centrale, ma è solo dopo l’eradicazione del vaiolo che si è presentata come malattia infettiva per gli esseri umani” afferma Rimoin.

C’è una certezza pari allo zero in merito a quando il vaiolo delle scimmie ha colonizzato l’essere umano. Semmai è più esatto affermache che “il vaiolo delle scimmie è sato rilevato negli esseri umani intorno al periodo in cui il vaiolo veniva eradicato, e non che si è presentato proprio in quel periodo”. Test di differenzazione non sono stati effettuati in più di 200 anni.

Test diagnostici di laboratorio per il vaiolo delle scimmie includono l’isolamento del virus, la microscopia elettronica, ELISA, test di immunofluorescenza, analisi istopatologiche, e la Reazione a Catena della Polimerasi [PCR]. Sfortunatamente, la maggior parte di questi metodi sono relativamente aspecifici e non sono in grado di differeniare l’infezione da vaiolo delle scimmie rispetto all’infezione causata dagli altri virus appartenenti alla famiglia Poxvirus [Weinstein Robert. 2005. Reemergence of Monkeypox: Prevalence, Diagnostics, and Countermeasures. Clin Infect Dis. 41 (12): 1765-1771]. Tutti, tranne la PCR, sono sono pieni di falsi positivi, di falsi negativi e reattività incrociate.

Negli anni 1970 e 1980 i test biochimici erano inaffidabili nella differenzazione tra il vaiolo delle scimmie e il vaiolo. Test provocati su animali sono stati utilizzati per determinare la differenza tra il vaiolo delle scimmie e il vaiolo. La tecnica consisteva nel vaccinare i conigli e aspettare di vedere gli effetti del vaiolo. Inizialmente i due tipi di vaiolo sembravano identici nel coniglio, ma dopo pochi giorni il vaiolo delle scimmie si distingueva perchè si manifestava in forma emorragica [Monkeypox].

Il problema di tali mezzi di distinzione è che c’è sempre stata una forma di vaiolo emorragico.

Ci sono 4 tipi di vaiolo Variola maggiore: ordinario, modificato, piatto e emorragico… Il vaiolo emorragico ha un periodo di incubazione molto più breve, ed è probabile che viene inizialmente riconosciuto quando si presenta all’ettenzione medica. La vaccinazione contro il vaiolo, nel caso, non garantisce alcuna protezione contro il vaiolo emorragico” [US FDA. Vaccines, blood and biologics. Smallpox].

Il test ELISA non è molto più che un test standard, getta una rete più ampia, ed è ricco di risultati falsi positivi e falsi negativi.

Per esempio, un causa comune di falsi positivi nel test ELISA sono gli HAMA [Human anti-mouse antibodies]. Una persona può sviluppare HAMA per diverse ragioni. L’impiego comune di anticorpi monoclonali murini [ad esempio per radioimaging, oppure nel trattamento di alcuni tumori] produce spesso HAMA. Gli HAMA possono poi anche svilupparsi a seguito di esposizione accidentale o prefessionale a proteine estranee [veterinari, lavoratori agricoli, preparatori alimentari] o per la presenza di animali domestici in ambiente domestico. Trasfusioni di sangue e dialisi figurano tra le altre fonti di sviluppo di anticorpi eterofili.

I genomi di questi tre Orthopoxvirus sono estremamente conservati e richiedono una tecnologia in grado di rilevare le differenze minuto per minuto. Il test di Reazione a Catena della Polimerasi [PCR – Polymerase Chain Reaction sviluppato nel 1983 da Kary Mullis] è un test scomodo, al punto che la FDA vorrebbe vietarne l’utilizzo, perchè può rivelare risultati importanti nelle questioni riguardanti  i vaccini [identificazione di virus, prevenzione e/o connessione di possibili eventi avversi] se messi a disposizione di medici eticamente corretti, laboratori e consumatori. Infatti, è noto che questo test consente ai ricercatori di produrre milioni di copie di una specifica sequenza di DNA in circa due ore!

E’ anche vero che la sequenza genetica di un virus deve essere mappata prima di progettare un Test PCR. Quindi, prima di aver riconosciuto le caratteristiche genetiche del vaiolo, del vaiolo bovino, del vaiolo delle scimmie, il Test PCR non può essere utilizzato.

Il primo Test PCR per il vaiolo delle scimmie è stato utilizzato nel 1997 [Monketpox virus info]. Diverse aziende di biotecnologie hanno sviluppato differenti tecniche che utilizzano diversi inneschi per la replicazione del DNA [primers]. Il test PCR è altamente sensibile e specifico, circa al 98%, anche se presenta ancora qualche inconveniente soprattutto in relazione alla contaminazione. Nessun test è infallibile. Tuttavia è probabilmente il miglior test in circolazione per effettuare la differenzazione.

Ora, dopo questo lungo discorso, dovrebbe essere ovvio aver compreso che durante i due secoli di vaccinazione contro il vaiolo, e fino al 1990, non esisteva un test capace di distinguere i vari Orthopoxvirus. Durante i due secoli di vaccinazione, i virus potevano mutare, e alcuni ceppi avrebbero potuto essere scelti come risultato della vaccinazione.

Pertanto, qualche scienziato genialloide [magari lo stesso insignificante presunto ginecologo che fa lo sbruffone in rete, deride colleghi, altre figure professionali e soprattutto le famiglie dei danneggiati da vaccino, anzichè pensare al fatto che è indagato penalmente per la morte di un neonato scaricando pure il barile sul proprio Primario] saprebbe quantificare se il vaiolo era causato dal virus delle scimmie o dal virus vaccinia?

Considerato che il virus del vaiolo delle scimmie è stato descritto come un virus antico, dove si sarà mai nascosto durante le epidemie di vaiolo? … Era forse definito vaiolo emorragico?

Nel 1972 gli scienzati si ponevano domande simili:

E’ possibile che ci sia un serbatoio animaleper il virus del vaiolo? … Potrebbe, il vaiolo delle scimmie, essere una fonte di nuovi focolai di vero vaiolo? … Oppure, può essere che il virus del vaiolo delle scimmie subisca delle mutazioni e diventi identico nella sua patogenicità e infettività al virus del vaiolo? [Is monkeypox a reservoir of smallpox? December 25, 1972. JAMA. 1972;222(13):1645-1646.]

Secondo la rivista SCIENTIFIC AMERICAN il vaiolo delle scimmie non è così raro. 760 casi sono stati identificati tra il 2006 e il 2007 nel Congo, come la mettiamo? … Prima e durante il periodo della dichiarazione di eradicazione del vaiolo, il Test PCR non era disponibile, e i differenti Poxvirus non potevano essere distinti nella loro conformazione dal DNA ma da un test cutaneo sui conigli, sulle membrane embrionali di pollo, e attraverso esami ematochimici carichi di incertezze.

Mi sembra che quello che una volta era chiamato “il vaiolo” era molto probabilmente una malattia non uniforme che avrebbe potuto essere qualsiasi cosa: da vaiolo bovino, a due forme sovrapposte di vaiolo e varicella, al vaiolo delle scimmie.

Il virus del vaiolo delle scimmie è strettamente legato ad alcuni Othopoxvirus come il Variolavirus e non può essere distinto da questi con nessun test di laboratorio. Nel 1996-1997 un focolaio di vaiolo delle scimmie nella Repubblica Democratica del Congo continuò per più di un anno, con un tasso di trasmissione da persona a persona del 78%. Tuttavia, l’evidenza epidemiologica suggerisce che molti dei casi in questa epidemia potrebbe essere stata varicella; il numero dei casi di vaiolo delle scimmie e la velocità di trasmissione potrebbero essere stati sovrastimati a causa del self-reporting e dell’indisponibilità di test di laboratorio” [Monkeypox. 2009. Center for food security and public health. Iowa state university. Pg 1-9.].

Quando la vaccinazione si fermò, il vaiolo delle scimmie è stato improvvisamente diagnosticato negli esseri umani. I metodi diagnostici erano assenti durante le grandi campagne di vaccinazione e tutto ciò che era simile al vaiolo veniva considerato come tale. La differenziazione non era una priorità.

Variolavirus, il virus del vaiolo, non è contenuto nel vaccino antivaioloso. Bensì è contenuta una forma di coltura, il Vaccinia virus, e questo stesso vaccino coprirebbe contro il vaiolo secondo il CDC:

Il vaccino del vaiolo è efficace nel proteggere le persone contro il vaiolo delle scimmie quando viene somministrato prima dell’esposizione al vaiolo delle scimmie. L’esposizione include il contatto molto stretto con una persona o un animale che ha contratto il vaiolo delle scimmie. Gli esperti ritengono che la vaccinazione dopo l’esposizione al vaiolo delle scimmie può aiutare a prevenire la malattia o renderla meno grave” [CDC Fact Sheet. Smallpox vaccine and monkeypox].

Poichè il virus del vaiolo delle scimmie è legato al virus del vaiolo, il vaccino contro il vaiolo è in grado di proteggere le persone contro il vaiolo delle scimmie: come concetto scientifico [contorto] non fa una piega!

Anche se il Test PCR può effettuare la distinzione tra i tre virus, dal punto di vista clinico e immunologico [del CDC] i virus sono talmente simili che un virus vaccinale è in grado di proteggere contro qualunque variante. Infondo, per Loro, durante le epidemie i virus sono solitamente tutti uguali.

Dopo il crollo delle Torri Gemelle al World Trade Center di New York c’erano fortissime preoccupazioni per il bioterrorismo. Quarantamila operatori sanitari, volontari del soccorso e militari, furono vaccinati nel 2003. Come di prassi erano da considerare contagiosi nei successivi 19 giorni post vaccinazione. Alcuni medici furono invitati a vaccinarsi per prendersi cura di coloro che si erano infettati a seguito del contatto con persona vaccinata.

In molti stati furono segnalati casi di vaiolo delle scimmie nello stesso anno [US CDC. MMWR. July 11, 2003 / 52(27);642-646. Update: Multistate Outbreak of Monkeypox — Illinois, Indiana, Kansas, Missouri, Ohio, and Wisconsin, 2003].  Per il CDC, si presume che la maggior parte delle persone ha contratto il virus venendo a contatto con i cani delle praterie esposti a loro volta ai roditori. Tuttavia, tutti i casi non sono stati esposti agli animali. Secondo un report del 2005, di 72 casi solo 35 sono stati confermati a laboratorio. Undici casi originali sono stati esclusi dal database quando si sono verificati criteri di esclusione. Si parla poi di trasmissione da uomo a uomo anche se in alcuni rapporti è negata questa eventualità.

Per i soliti scettici pro vaccino [tra i quali c’ero anche io fino a quando ho trovato, per necessità, la forza di aprire gli occhi] mettiamola così: si tratta di una coincidenza molto strana che, nello stesso anno in cui rispolverano la vaccinazione antivaiolosa, si verifica un focolaio in contemporanea.

Presumibilmente, il vaiolo delle scimmie non è facilmente trasmissibile tra esseri umani, ma c’è un rapporto in letteratura di una catena di 5 trasmissioni interumane e la trasmissione interumana del vaiolo delle scimmie è ben documentata [Fenner et al. 1989. Smallpox and its eradication. Page 1306.ISBN-10: 9241561106]. Un rapporto del New England Journal of Medicine, molto vagamente, dichiara che “c’è stato un episodio limitato o forse no di propagazione del virus del vaiolo delle scimmie attraverso il contatto umano durante questa epidemia“.

Nel 2003 quasi mezzo milione di persone sono state vaccinate negli Stati Uniti. E l’unico anno in cui si sono verificati focolai in molti stati [Illinois, Indiana, Kansas, Missouri, Ohio, Wisconsin], la causa del focolaio erano i cani delle praterie? … Dove erano precedentemente questi cani delle praterie? … E dove saranno mai finiti adesso questi pericoli vaganti?

Il CDC non precisa quanti sono stati i casi esposti a questi cani delle praterie, ma afferma solamente che “la maggior parte di loro è entrata in contatto con essi“.

Ovviamente [questo è dedicato a coloro che tacciano i genitori responsabili come “complottisti”] non si può non affermare che l’incertezza del CDC [di coloro che sorvegliano tutto e tutti] lascia spazio a parecchi dubbi. Solo 37 di 72 casi sono stati confermati con il Test PCR, mentre 11 sono stati esclusi dalle analisi. E’ palese che escludere numerosi casi per futili motivi è un tentativo maldestro per smorzare l’attenzione in merito a un danno da vaccino.

Considerando il legame con la vaccinazione non è inverosimile soprattutto in considerazione del fatto che il rapporto del CDC afferma che solo la metà sono stati confermati con il Test PCR. E’ ben documentato in letteratura che la vaccinazione antivaiolosa è stata a lungo la causa di focolai di vaiolo nelle popolazioni. Secondo il bollettino dell’OMS del 1982, di Arita e Gromyko, la vaccinazione è stata una variabile aleatoria nell’orientamento dell’eradicazione:

Negli ultimi 24 mesi, ad esempio, i rapporti di sorveglianza epidemiologica provenienti dal Canada e dalla Gran Bretagna hanno incluso 6 e 9 casi di danno da vaccino. Tuttavia, almeno 8 casi erano riferiti a persone non vaccinate che sono entrate in contatto cone persone appena vaccinate. In alcuni paesi la vaccinazione è continuata ed ha interessato le reclute delle forze armate; queste reclute, delle volte, possono trasmettere il virus vaccinia alle persone non vaccinate ed inevitabilmente la complicanza sarà fatale. Nel Regno Unito e in Finlandia la vaccinazione antivaiolosa nelle reclute è stata sospesa nel 1981” [Arita and Gromyko. Surveillance of orthopoxvirus infections, and associated research, in the period after smallpox. Bull World Health Organ. 1982; 60(3): 367–375. PMCID: PMC2536002 eradication].

Senza interrompere la vaccinazione sarebbe stato impensabile interrompere il flusso del vaiolo! … E’ mai possibile che nessuno si domandi quanto il vaiolo è stato il risultato del vaccino e non del vaiolo naturale?

Molti testi medici ci fuorviano con l’affermazione che uno dei grandi risultati ottenuti dalla medicina è la scomparsa del vaiolo grazie alla vaccinazione.

Famose furono le esperienze fatte in Inghilterra, che introdusse il vaccino antivaioloso fin dal 1798 e lo rese obbligatorio nel 1853 con il Compulsory Vaccination Act inasprito da una Legge ancor più costrittiva nel 1867 per vincere le resistenze popolari. Nell’Italia post-risorgimentale, conseguita l’unità della Nazione, la vaccinazione antivaiolosa fu resa obbligatoria nel 1888.

Nel bellissimo e documentatissimo libro di Benatti et al. si trova traccia del fallimento di questa vaccinazione. Se si esaminano le statistiche epidemiologiche attentamente, scopriamo che tra il 1870 e il 1872, 18 anni dopo l’introduzione della vaccinazione obbligatoria, quattro anni dopo lo sforzo coercitivo per vaccinare tutta la popolazione [con forti penalità per i trasgressori] e il 97,5% della popolazione ormai vaccinato, l’Inghilterra ebbe la peggiore epidemia di vaiolo del secolo, che mieté più di 44.000 vittime. Infatti a quell’epoca morì di vaiolo il triplo delle persone rispetto a quelle morte in un’epidemia precedente verificatasi quando meno persone erano state vaccinate.

L’incidenza del vaiolo e le percentuali di morti durante l’epidemia del 1870 convinsero la popolazione della città di Leicester che il vaccino non funzionava e questa, dopo il 1871, rifiutò la vaccinazione [Durbach, Nadja. 2004. Bodily Matters: The Anti-Vaccination Movement in England, 1853–1907. ISBN-10: 0822334127].

Nell’epidemia successiva del 1892, Leicester si affidò esclusivamente a migliori condizioni igieniche e alla quarantena. La città ebbe solo 19 casi di vaiolo e un morto, su una popolazione di 100.000 persone, rispetto alla città di Warrington, che ebbe un numero di casi sei volte superiore e un numero di morti 11 volte superiore di quelle di Leicester, anche se il 99% della popolazione era stata vaccinata.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sottolineato che la soluzione per sradicare le malattie in molte parti dell’Africa Occidentale e Centrale sarebbe passare dall’immunizzazione di massa, che non sta dando buoni frutti, ad una campagna di sorveglianza, che potrebbe contenere la malattia attraverso procedimenti di isolamento.

L’esperienza della Sierra Leone dimostra inoltre che la vaccinazione non è stata responsabile della scomparsa del vaiolo. Alla fine degli anni ’60, la Sierra Leone aveva il tasso più alto di vaiolo nel mondo. Nel gennaio del 1968 il paese iniziò la sua campagna per sradicare la malattia e tre delle epidemia più ampie furono controllate identificando e isolando i casi singoli, senza immunizzazione. Quindici mesi più tardi, l’area registrò il suo ultimo caso di vaiolo.

Non meno interessanti furono le esperienze tedesche dove, grazie agli studi di un noto medico e fisico [Dr. Gerhard Buchwald], emerge incontestabilmente che la vaccinazione antivaiolosa servì, come era accaduto in Inghilterra, a diffondere la malattia e ad aumentare la mortalità, perchè la popolazione tedesca, negli anni che vanno dal 1947 al 1974, registrò un aumento sia dei casi di malattia che dei casi letali in tutti coloro che erano stati vaccinati e in particolare in tutti coloro che avevano avuto da uno a tre richiami di vaccino.

Per quanto riguarda l’Italia, come al solito, non si conosce nulla dei tassi di incidenza e di mortalità per vaiolo prima del 1892 e cioè l’anno in cui la Legge ha imposto la vaccinazione antivaiolosa a bambini di 2 anni di età. Non si conoscono neppure le coperture vaccinali raggiunte, ma se il trend di quel secolo era identico agli altri paesi ciò lascia immaginare che l’effetto del vaccino non era così miracoloso e non servì a scongiurare le epidemie negli anni successivi: 1901-1905, 1910-1912, 1918-1921.

In un editoriale di una rivista scientifica tedesca, il suo direttore, Prof. Lang, affermò che senza una adeguata copertura vaccinale una popolazione sarebbe stata alla mercè di epidemie di vaiolo, ma nonostante siano più che sufficienti i dati pubblicati poco sopra per smentirlo, è interessante sapere che proprio nella rivista ufficiale dell’OMS “Weekly Epidemiological Record” fu pubblicata questa affermazione: “L’esperienza insegna che una malattia infettiva così grave come il vaiolo è stata fatta scomparire attraverso misure quali la quarantena e l’isolamento”.

Non è interessante che un vaccino come quello antivaioloso, che sfida le leggi della scienza proteggendo contro tutti i tipi di virus del vaiolo, in realtà non ci ha protetto per nulla contro la varicella? … Riuscite ad immaginare, al giorno d’oggi, cosa accadrebbe se un ricercatore vaccinale suggerisse che una malattia può essere evitata utilizzando un virus poco correlato?…

I vaccini moderni, quelli che somministrano e combinano disastri ai nostri figli, contengono numerosi ceppi e tipi dello stesso organismo. Il vaccino antipolio contiene 3 differenti antigeni poliovirus, il vaccino anti-influenzale contiene 3 differenti antigeni, il vaccino esavalente contiene 6 differenti antigeni, il vaccino anti-morbillo contiene 3 differenti antigeni, il vaccino anti-pneumococcico contiene [a seconda del venditore] da 7 a 13 differenti antigeni, e così via. Ma il vaccino anti-vaioloso ancora oggi contiene uno dei tanti ceppi di un virus correlato, nemmeno il Variolavirus e tutti gli altri.

Ai tempi di Edward Jenner tutti si domandavano quale genere di virus era finito nel vaccino, considerato che non erano disponibili metodi di tipizzazione. Tuttavia, con questo genere di porcata vaccinale c’è ancora chi sostiene che il vaiolo è stato debellato grazie alla vaccinazione.

Gli scienziati che si sono susseguiti negli anni, dal 180o alla prima metà del 1900, non avevano modo di differenziare il vaiolo, il vaiolo bovino, il vaiolo delle scimmie, e la maggior parte delle altre malattie simili al vaiolo che si verificavano nell’essere umano. Non vi è stato alcuno sforzo scientifico per differenziare, fino a quando la malattia è stata dichiarata eradicata. E il medesimo caso si è ripetuto per la Polio: tutto ciò che sembrava Polio, ma non causato dal Poliovirus bensì dal danno vaccinale, è stato definito Paralisi flaccida acuta.

Guardate queste due fotografie, il vaiolo delle scimmie [sinistra] è identico al vaiolo [destra].

Probabilmente nessuno di voi è in grado di dire le differenze tra le due patologie, me nemmeno un medico [riferito soprattutto a quegli anni privi di Test specifici].

Edward Jenner e tutti i medici che si sono susseguiti negli anni, dal 180o alla prima metà del 1900, probabilmente erano dotati di “superpoteri” perchè sono stati in grado di distingue il vaiolo [maggiore e minore], il vaiolo delle scimmie, il vaiolo bovino e perfino la varicella.

Quando il vaiolo delle scimmie si manifesta nell’essere umano, può essere clinicamente indistinguibile dal vaiolo, dalla varicella e dalle altre forme di rash vescicolo-pustolosi” [Lancet Review. Jan 2004. Monkeypox. vol 4. pp 21-25].

E’ ormai noto che molti casi di vaiolo sono stati lievi. Questi casi sono stati definiti vaiolo minore. Variolavirus maggiore e minore sono tutt’oggi indistinguibili anche con il Test PCR e pertanto rappresentano lo stesso agente infettivo [Loveless BM. 2009. Differentiation of Variola major and Variola minor variants by MGB-Eclipse probe melt curves and genotyping analysis. Mol Cell Probes. 2009 Jun-Aug;23(3-4):166-70. Epub 2009 Apr 5]. Senza ombra di dubbio Edward Jenner e tutti i colleghi che lo hanno seguito avevano il dono dei superpoteri.

Pensate che il vostro medico/pediatra sia in grado distinguere il vaiolo maggiore dal vaiolo minore a occhio nudo?… Oppure, nel dubbio, diagnosticherebbe la varicella? … Pensate che il vostro medico/pediatra sospetterebbe il vaiolo ben sapendo che è stato eradicato? … Ci sono mezzi clinici per comprendere la differenza ma pochi medici ci pensano bene molto prima di utilizzarli, perchè oltre ad essere uno smacco al sistema vaccinazione, metterebbe a repentaglio la carriera dell’onesto professionista.

Molti credono che il vaiolo è stato eradicato dal pianeta grazie alla vaccinazione. Anche io ho creduto una volta a questa pazza idea che mi è stata insegnata durante il corso professionale di studi, ma ho poi compreso che ero finito in una specie di esercito di pappagalli convenzionali che non hanno imparato nulla dalla storia. Non mi sarei mai augurato di svegliarmi a causa di un danno vaccinale a carico di mio figlio, perchè con un po’ di ricerche è risultato subito evidente che, anche se il vaiolo sembra scomparso, questo non è stato il risultato ottenuto dalla vaccinazione di massa.

E’ ovvio che i vaccini dal 1796 al 1900 non sono stati purificati nè erano uniformi, ma servivano come base per rafforzare un concetto di efficacia. Sono stati prodotti dalle aziende farmaceutiche andando a raschiare il ventre delle mucche infette, grossolanamente filtrati, e mixati nella glicerina. Mentre il prodotto vaccinale di oggi può essere costruito in modo molto più meticoloso, il CDC ammette che la scienza che si nasconde dietro alle raccomandazioni [anche moderne] in merito al vaiolo è stata poco più che un’ipotesi.

“… i dati sulla durata della protezione e raccomandazioni sulla periodicità delle vaccinazioni sono limitati, e si basano in larga misura su un precedente storico e la perizia utilizzata per sviluppare le raccomandazioni ACIP per la vaccinazione contro il vaiolo per i lavoratori dei laboratori che utilizzano Orthopoxvirus” [US CDC Emergency preparedness and response. CDC Interim Guidance for Revaccination of Eligible Persons who Participated in the US Civilian Smallpox Preparedness and Response Program].

E il CDC non ha idea di quale titolo anticorpale sia effettivamente protettivo.

I livelli di anticorpi riportati da qeusti test indicano solo l’esposizione alla malattia, e il titolo anticorpale protettivo contro le infezioni da vaiolo è sconosciuto” [US CDC. Emergency preparedness and response. Questions and Answers About Post-event SmallpoxVaccination]

Essi suppongono che il vaccino fornisce un elevato livello di immunità per 3 – 5 anni.

Ecco un grafico di decessi a causa della vaccinazione antivaiolosa e decessi a casua del vaiolo, dall’Inghilterra, relativamente al periodo 1906-1922

La vaccinazione associata ai decessi è vistosamente alta, circa a metà del tasso dei decessi a causa del vaiolo.

Il Dr. Charles T. Pearce in un suo saggio sulla vaccinazione del 1868 scrive:

E’ un fatto notevole che il primo figlio di Edward Jenner [l’inventore della vaccinazione antivaiolosa], suo figlio maggiore sul quale ha sperimentato il vaccino è morto di tubercolosi a seguito delle ripetute somministrazioni delle stesso. Un altro dei suo soggetti, James Phipps, morì anche lui a seguito delle ripetute somministrazioni

Coloro che sono stati vaccinati contro il vaiolo sono stati correlati al fatto di essere maggiormente e gravemente colpiti dal vaiolo e dalla tubercolosi.

Il vaiolo si manifesta in forma differente [ordinaria, modificata, maligna e emorragica]. Geneticamente le forme maggiori e minori correlate tra loro sono indistinguibili con il Test PCR. La suscettibilità individuale, piuttosto che il virus, fanno la differenza più grande [come nell’autismo danno da vaccino]. Infatti, la suscettibilità aumenta dopo l’iniezione di vaccini sporchi che contengono miriadi di batteri e virus.

La cosa più probabile è che la comparsa e la scomparsa delle epidemie aveva molto a che fare con la costituzione, l’igiene e la cura della popolazione di quei tempi. Lo scorbuto era comune nelle zone colpite da vaiolo emorragico. Questa non è una sopresa per chi conosce l’intero spettro della funzione dell’acido ascorbico nel corpo, in particolare sui vasi sanguigni.

L’epidemia di vaiolo è diminuita a seguito del risanamento e miglioramento della nutrizione e va da sè che in questo momento storico dove ci intossicano i figli con sempre più vaccini e ci propinano cibi sembre più lavorati, qualcosa di negativo prima o poi accade. Durante l’era del vaiolo la maggior parte delle persone vivevano nello squallore, non magiavano cibi freschi ma carne avariata e latte marcio, bevevano acqua di fogna, vivevano nella sporcizia tra i roditori, e lavoravano molte ore per una paga irrisoria. Il virus del vaiolo è antichissimo ma si è evoluto come una malattia letale grazie a questi presupposti che gettavano la popolazione al limite della disperazione.

Ho già riportato sopra le evidenze storiche della grande protesta che condusse i genitori a rifiutare la vaccinazione per i propri figli, fino a scegliere di finire in carcere. Intere città e quartieri si ribellarono, molto prima che la malattia venisse dichiarata debellata, perchè la popolazione si rese conto dei danni letali correlati alla vaccinazione.

La vaccinazione di massa contro il vaiolo si è conclusa negli anni 1980 perchè il vaiolo era diminuito e perchè la vaccinazione era altamente pericolosa. Questo stesso problema si è verificato, come abbiamo visto, nel 2003 con vaccini di nuova generazione. C’è solo da chiedersi quanti problemi ha causato il vecchio vaccino, che aveva un lungo elenco di contaminanti, a causa del suo metodo di preparazione. Dopo le vaccinazioni del 2003 sono stati riportati casi di danni generalizzati da vaccinia virus, malattie autoimmuni, eritema multiforme, miopericardite, danni oculari, e encefaliti post vaccinali.

La vaccinazione è stata quindi una delle principali cause di epidemie di vaiolo, e solo una piccola parte della mandria non è stata mai vaccinata. Considerando tutto questo, come si può credere che il vaiolo è stato eradicato da un vaccino?

Trasferendo il concetto che ogni malattia è sopprimibile con un vaccino, il livello di isteria globale dipenderà dalla disponibilità o meno di quel vaccino. Più di una volta che il vaccino era disponibile, la malattia si è resa subito più problematica. L’esempio lampante è la varicella, che è diventata improvvisamente più pericolosa dopo che è stato sviluppato il vaccino e proprio in questi giorni la pertosse.

PERTOSSE

La pertosse è ora nel suo momento più caldo a seguito delle notizie che giungono dagli Stati Uniti, dove è in atto la peggiore epidemia di pertosse degli ultimi 50 anni.

A questo link potete leggere le statistiche riportate dall’OMS fino al 2010: considerato che i vaccini di nuova formulazione sono praticamente tutti multivalenti, come è possibile che solo la pertosse è improvvisamente sfuggita al controllo? … Solo dei geni possono trovare rimedio nel proseguire a vaccinare quando è palese che il vaccino non funziona e l’epidemia nasce dai soggetti vaccinati.

La popolazione non vaccinata sembra non contribuire in modo significato all’aumento della pertosse. Sorprendentemente, la più alta incidenza della malattia si è verificata tra i bambini precedentemente vaccinati di età compresa tra gli 8 e i 12 anni” [Witt M et al. 2012. Unexpectedly Limited Durability of Immunity Following Acellular Pertussis Vaccination in Pre-Adolescents in a North American Outbreak. Clin Infect Dis. Clin Infect Dis. 2012 Jun;54(12):1730-5. PMID:22423127].

Quello che ho inserito è lo studio più recente, ma non è l’unico, che dimostra come l’86% dei casi comprovati di pertosse si è verificato in soggetti vaccinati. Come è possibile pensare di ottenere un’immunizzazione di massa con questi vaccini?

CDC e National Institutes of Health proseguono a insistere sulla necessità di vaccinarsi col vaccino anti-pertosse a dispetto delle informazioni che confermano come la vaccinazione sta contribuendo a generare una nuova forma di pertosse, 10 volte più mortale di quella vecchia, a tal punto che il vaccino risulta inefficace in termini di protezione, causa gravi danni permanenti e addirittura il decesso.

POLIOMIELITE

Più di ogni altro, il vaccino per la poliomielite è indicato con orgoglio da ogni Governo come la prova definitiva che la vaccinazione di massa funziona. Tralasciando l’evidenza che  in India sono stati segnalati oltre 47.000 casi di paralisi flaccida acuta non polio [NPAFP] nel 2011 riconducibile alla somministrazione di vaccino orale anti-polio. il governo statunitense prosegue a far notare che durante gli anni peggiori della poliomielite, in America si verificarono 20.000-30.000 casi, rispetto ai 10-20 casi all’anno del giorno d’oggi.

Tuttavia, molti medici di Sanità Pubblica, proseguono ad affermare che i casi di polio aumentarono del 50% tra il 1957 e il 1958 e dell’80% dal 1958 al 1959, dopo l’introduzione dell’immunizzazione di massa. A causa del panico generato dai casi di polio negli anni ’50, nella campagna di informazione che venne fatta, le statistiche furono manipolate dalle autorità sanitarie per dare l’impressione opposta a far passare l’idea di aver trovato la formula magica e miracolosa.

Un modo per risolvere il problema fu quello di dare alla vecchia malattia un nuovo nome: meningite virale o asettica.

Malattie come la poliolielite operano in modo ciclico. La grande epidemia di polio si verificò nel 1910, negli anni 1930 e negli anni 1950; poi i casi diminuirono grandemente fino a raggiungere quasi lo zero. Ma durante l’epidemia degli anni ’50 dopo che che venne introdotto il vaccino, “il vaccino si prese il merito al posto della natura“.

Il critico medico americano, il Dr. Robert Mendelsohn, una volta notò: “Le malattie sono come la moda, vanno e vengono”. Molti programmi di vaccinazioni sostengono di avere il merito di quella che è semplicemente una tendenza delle malattie ad aumentare e diminuire.

Non è la scienza ad avere il merito di aver cancellato la polio o la tubercolosi, entrambe le malattie hanno deciso, un certo numero di anni fa, di prendere respiro e ora stanno ritornando: la tubercolosi in molti paesi occidentali, la polio in molte parti del Canada e dell’India [complice Bill Gates] e la difterite in Russia e nell’Est in genere.

PAROTITE

Il vaccino per la parotite era noto per essere inefficace dopo due gravi epidemie sviluppatesi nella popolazione vaccinata negli Stati Uniti. Eppure la soluzione intrapresa è stata quella di raddoppiare i richiami nei bambini con un vaccino inefficace, come sostenuto anche da alcuni ex virologi della Merck.

CONCLUSIONI

La promessa iniziale di Edward Jenner era “noi abbiamo un vaccino che ti proteggerà per tutta la vita con una sola iniezione“.

Ebbene, dopo tutto quello che ho dovuto imparare a spese della salute di mio figlio oggi posso scrivere serenamente che “voi avete un vaccino che rovinerà l’esistenza di un bambino per tutta la vita con una sola iniezione da 0 a 100 anni“.

C’è un nuovo vaccino in cantiere da somministrare per via nasale che sarà affiancato all’inefficace vaccino contro la pertosse. Sarà pubblicizzato come una meravigliosa combinazione, così come è già pubblicizzato il vaccino anti-influenzale per via nasale che sarà somministrato a tutti i bambini del Regno Unito: le stanno studiando tutte pur di farci ammalare e fate attenzione quando vi sono queste iniziative vaccinali a scuola!

Le date di eradicazione delle malattie proseguono altresì ad essere spostate sempre più in avanti, pur di accusare i più riottosi alle vaccinazioni. Nel migliore dei casi si viene apostrofati come talebani, terroristi, ciarlatani, fanatici religiosi e quanto altro di più becero.

Personalmente, per quanto mi riguarda, tutto ciò non mi tange e proseguirò nella mia opera informativa [supportata da ottime fonti] in primo luogo per dovere di giustizia per mio figlio ma anche per tutti coloro che, come lui e noi, stanno conoscendo una vita piena di sofferenze causate dalle vaccinazioni.

Credo fermamente che quando le malattie scompaiono non è certo merito dei vaccini. Il vaccino ottiene sempre il merito, perchè la fede nel sacro dogma dell’immacolata vaccinazione è prioritaria rispetto all’evidenza scientifica totalmente contraria.

La prova contraria del valore delle vaccinazioni è costantemente censurata, spenta e tenuta lontana dai media, in modo che il branco non sia allertato sulla verità. La popolazione riceve il campanellino soave dell’immunità del gregge, ciò che dà credito al rapporto rischio-beneficio legato alle vaccinazioni.

All’interno del web si trovano mezze verità e disinformazione, e deve essere capacità del singolo saper scegliere, filtrare, confrontare, verificare le informazioni, esporsi anche al pubblico risentimento per alleviare il timore del non vaccinato nei confronti della religione vaccinale.

Meno male che c’è GOOGLE … che ci consente di consultare le migliori bioblioteche scientifiche del mondo, così ci si può rendere conto che la scienza della vaccinologia è morta [se mai è esistita] e con essa rischia di seppellire la vita dei nostri figli.

115 antigeni iniettati dalla nascita fino ai 2 anni negli Stati Uniti e da buona imitatrice l’Italia sta seguendo la stessa strada col calendario vaccinale da 0 a 100 anni: vi siete mai chiesti perché ci sono così tanti bambini con difficoltà di apprendimento, ADD, ADHD, Autismo, tumori, diabete e malattie autoimmuni?

Spero di avervi offerto un ulteriore importante contributo che vi aiuti consapevolmente ad aprire gli occhi.

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Informazioni su Gabriele Milani 353 Articoli
infermiere, divenuto freelance per dovere di informazione, ma soprattutto padre di un bambino che ha presentato reazione avversa alla somministrazione dei vaccini anti-infettivi nella forma di ENCEFALOPATIA IMMUNO-ALLERGO-TOSSICA, che ha danneggiato lo sviluppo cerebrale ed evolutivo del bambino, sino a realizzare nel tempo il quadro clinico di disturbo autistico con grave deficit cognitivo.

2 Commenti

  1. Cara Laura,
    non c’è motivo di proteggere i bambini da morbillo e parotite, perché il loro organismo sa proteggersi da solo. Sono un medico, sono stata una sanissima bambina non vaccinata (da genitori medici), mi sono fatta tutte le mie sacrosante malattie infettive e sono ancora qua, viva e vegeta.

  2. ” per una scelta consapevole”, dite.
    Ma qual e’ la scelta consapevole? Non vaccinare affatto?
    Io, ignorando tutte le controindicazioni sui vaccini, ho cominciato a vaccinare miei figli secondo il calendario vaccinale.
    Non appena ho cominciato ad avere dubbi, grazie ad alcuni articoli letti da internet, mi sono fermata. Ma i dubbi restano tali:
    devo fare il richiamo dell’esavalente (la tetravalente)? Alcuni contrari ai vaccini dicono si’, ma fagli fare un solo vaccino per volta.
    Poiché non girano più infezioni come il morbillo e la parotite, i miei bambini non hanno preso queste malattie da piccoli e probabilmente non le prenderanno. Cosa devo fare? Qualcuno dice: aspettare l’età prepuberale e fargli il solo vaccino contro la parotite.
    Oppure non fare più nulla?
    Quando sento che nella mia città si e’ verificato un caso di morbillo o di parotite mi viene voglia di far venire a contatto i miei figli con la malattia perché si immunizzino da piccoli…insomma, altro che scelta consapevole, solo dubbi!! E il pentimento di aver effettuato le precedenti vaccinazioni…