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Autismo, vaccini e infiammazione cerebrale

Dr. Harold Buttram - specialista in Medicina Generale, Università Oklahoma City

L'infiammazione è un processo biochimico derivante da agenti patogeni, irritanti, o cellule danneggiate. L'infiammazione non deve essere confusa con l'infezione, sebbene l'infiammazione può derivare da infezioni.

Una cascata di eventi biochimici propaga e fa maturare la risposta infiammatoria, che coinvolge il sistema vascolare locale, il sistema immunitario e varie cellule all'interno del tessuto danneggiato. [riferimenti]

Molte malattie hanno la loro origine nel processo infiammatorio: Alzheimer [riferimenti], malattia coronarica [riferimenti 12 ;  34] e cancro [riferimenti 1 ; 2].

Altri disturbi a cui è associata l'infiammazione includono acne vulgaris, asma, malattie autoimmuni, prostatite cronica, glomerulonefrite, ipersensibilità, malattie infiammatorie intestinali, malattia infiammatoria pelvica, danno da riperfusione, artrite reumatoide, rigetto di trapianto, vasculite, cistite interstiziale. L'infiammazione, pertanto, è ben nota nell'eziologia della malattia. Inoltre, l'infiammazione è un tentativo di protezione dell'organismo per rimuovere stimoli nocivi ed è caratterizzata dall'aumentato movimento di plasma e di leucociti [soprattutto granulociti] per avviare la guarigione [riferimenti].

L'encefalite è un'infiammazione acuta del cervello, di solito associata a meningite. Alcuni sintomi associati all'encefalite includono febbre, sonnolenza, affaticamento e convulsioni. La procedura diagnostica primaria è una puntura lombare con rimozione del liquido cerebrospinale per la cultura e l'analisi microscopica.

Un altro aspetto dell'encefalite, conosciuto come "encefalite di Rasmussen", provoca infiammazione cronica con infiltrazione di linfociti T nel cervello che conducono ad atrofia ed epilessia.

Diversi virus della polio, del morbillo, della varicella e del Nilo Occidentale sono in grado di causare encefalite.

Anche una reazione allergica alle vaccinazioni, secondo il National Institutes of Health degli Stati Uniti, può causare encefalite con gonfiore del cervello. L’encefalite è stata inclusa come una delle tante reazioni avverse da vaccino suscettibile a indennizzo dal National Childhood Vaccine Injury Act degli Stati Uniti nel 1986. [riferimenti]

Vulnerabilità del cervello infantile: suscettibilità univoca alla perossidazione lipidica

A titolo di spiegazione, il termine “perossidazione” si riferisce alla degradazione dei lipidi derivanti dalla generazione di radicali liberi da una serie di reazioni a catena pro-infiammatorie, che può essere molto dannoso se il processo è prolungato. “I radicali liberi” a loro volta si riferiscono agli atomi con elettroni spaiati, con conseguente accresciuta instabilità e reattività. Il risultato finale di un’anormale e prolungata lipido-perossidazione può essere un’anormale infiammazione del cervello con edema cerebrale secondario [gonfiore].

Di tutti gli organi del corpo, il cervello è il più suscettibile al degrado dell’ossidazione, comunemente denominata “perossidazione“. Anche se il cervello di un bambino riceve il 15% della gittata cardiaca normale, utilizza quasi il 25% di ossigenazione del corpo [riferimenti]. Come livelli elevati di ossigeno nell’ambiente portano un aumento del rischio di esplosioni o incendi, altrettanti paragonabili rischi fisiologici esistono nel cervello. Oltre ad essere un organo altamente ossigenato, il cervello umano ha un’accresciuta vulnerabilità all’effetto nocivo della perossidazione perché il cervello ha di gran lunga il più alto contenuto di grasso di qualsiasi altro organo del corpo, con i lipidi di membrana che costituiscono il 60% della materia solida [riferimenti]. Inoltre, il cervello e la retina contengono una percentuale relativamente elevata di acidi grassi polinsaturi Omega-3, acido arachidonico [ARA] e acido docosaesaenoico [DHA] [riferimenti 1 ; 2 ; 3 ; 4 ; 5 ; 6 ; 7 ; 8 ; 9 ; 10] che servono come un blocco di costruzione primario delle membrane di queste strutture. DHA e ARA sono ricchi in energetica, ma sono molto più instabili e vulnerabili alla perossidazione pro-infiammatoria [degradazione ossidativa dei lipidi] di grassi saturi. [riferimenti 1 ; 2 ; 3 ; 4 ; 5 ; 6 ; 7 ; 8; 9 ; 10]

In sostanza, il cervello potrebbe essere paragonato a un’erba secca altamente infiammabile o a una spazzola racchiusa in un’area con elevati livelli di ossigeno, che necessitano di una sola scintilla per scatenare una conflagrazione di perossidazione lipidica infiammatoria. Gli adiuvanti dei vaccini forniscono questa scintilla molto più spesso di quanto si pensa in generale.

Lo studio di Pourcyrous: una pietra miliare nella storia medica

Uno studio sull’immunizzazione primaria di 239 bambini prematuri con età gestazionale inferiore a 35 settimane effettuato da M. Pourcyrous et al [Journal of Pediatrics, 2007] è stato condotto per determinare l’incidenza di eventi cardio-respiratori e anormali elevazioni di proteina C-reattiva [PCR] associati con la somministrazione di un vaccino singolo o più vaccini contemporaneamente a circa due mesi di età. I vaccini dati erano: DTaP [Infanrix], Hib [ActHIB]), HBV [Engerix-B], IPV [Inattivato IPOL ™] e PCV7 [Prevnar].

PCR è un test indicatore standard del sangue per valutare l’infiammazione del corpo, che, nel presente studio, rappresenterebbe l’infiammazione del cervello. Livelli di PCR e manifestazioni cardio-respiratorie sono stati monitorati per tre giorni seguenti alle vaccinazioni in un’unità di terapia intensiva neonatale promossa dalla University of Tennessee. Elevazioni dei livelli di PCR si sono verificati nel 70% dei neonati ai quali sono stati somministrati vaccini mondose e nell’85% di quelli ai quali sono stati somministrati vaccini multipli, di cui il 43% ha raggiunto livelli anormali.

Come ha notato lo studio Pourcyrous,

Una spiegazione plausibile per la variazione della grandezza delle risposte PCR alla immunizzazione può essere attribuita alla stimolazione virale rispetto alla stimolazione antigenica batterica, alla minore variabilità nella quantità di antigeni nei diversi lotti di vaccino, al componente antigenico multiplo di un vaccino, alla presenza e alla quantità di adiuvante di alluminio, al polimorfismo genetico o alla diminuzione delle risposte immunitarie in alcuni neonati pretermine.

Nel complesso, il 16% dei neonati ha manifestato un evento potenzialmente letale associato al vaccino; evento cardio-respiratorio con episodi di apnea [cessazione della respirazione] e/o bradicardia [anormale rallentamento della frequenza cardiaca]. Emorragie Intraventricolari [cervello] si sono verificate nel 17% di quelli che hanno ricevuto i vaccini singoli e nel 24% di quelli che hanno ricevuto vaccini multipli.

Pourcyrous, et al. hanno ulteriormente indicato che

Altri ricercatori hanno anche riferito di eventi cardiorespiratori dopo immunizzazione con vaccini plurivalenti DTaP singolo o quando DTaP è stato somministrato contemporaneamente con altri vaccini. Omenaca et al., dopo aver escluso dal loro studio bambini con malattie croniche hanno utilizzato una serie di combinazioni di vaccini, e hanno osservato eventi cardiorespiratori nel 42% dei neonati con basso peso [< 1000 g].

Inoltre, lo studio Pourcyrous ha osservato che il vaccino DTaP è stato associato alla più alta incidenza di evento cardio-respiratorio in tutti quei neonati ai quali è stato somministrato un singolo vaccino.

  1. Infiammazione del cervello come indicato dal test PCR elevato.
  2. Gonfiore [edema] come uno dei segni cardinali dell’infiammazione del cervello.
  3. Evento cardio-respiratorio potenzialmente letale.
  4. Emorragia cerebrale.

Lo studio Pourcyrous genera anche una domanda. Perché nello studio Pourcyrous si sono verificate quasi invariabilmente emorragie cerebrali  a livello intraventricolare anziché subdurale?, episodio quest’ultimo che viene attribuito alla Shaken Baby Syndrome/Non-Accidental Injury [SBS/NAI – Sindrome del bimbo scosso non traumatica] nelle sale di emergenza degli ospedali americani in assenza di un noto grave trauma accidentale. La risposta è che lo studio di Pourcyrous è stato eseguito su neonati prematuri, alcuni nati meno del termine di 30 settimane, nelle quali le emorragie intraventricolari sono note per essere caratteristiche. Questo può essere dovuto, almeno in parte, alle interazioni cervello/cranio infantile nelle diverse fasi di sviluppo. Nei neonati pretermine il cranio sarebbe altamente flaccido, fornendo poca se non alcuna resistenza a un cervello che si gonfia [edema].

Primi studi su animali hanno dimostrato che l’infiammazione del cervello frequentemente scatenata dopo i vaccini è anche comunemente associata a emorragie cerebrali [riferimenti 1 ; 2 ; 3]. In neonati a termine, a differenza delle nascite pretermine, la superficie interna del cranio presenta una superficie relativamente stabile, e quando il gonfiore e l’infiammazione del cervello avvengono a causa dei vaccini, basterebbe poco gonfiore alla superficie esterna del cervello per impattare contro la superficie interna del cranio che, come un laccio emostatico, blocca il deflusso passivo del sangue nella rete venosa subdurale. Col sangue arterioso craniale, che arriva a pressioni molto più alte, prevedibilmente questo fenomeno causa un aumento brusco della pressione intra-cerebrale, la vera causa di molte emorragie subdurali e dell’improvviso scatenarsi di epistassi post-vaccinali

Secondo un rapporto di Squier W. e J. Mack [2009], la maggior parte delle emorragie subdurali dell’infanzia vengono identificate nei bambini da 0-4 mesi di età, un tempo in cui il compartimento subdurale consiste di 10-15 strati di scaglie disposte liberamente a fiocchi, con presenza di fluido interstiziale, tra le cellule, e poche giunzioni intercellulari [ulteriori riferimenti]. In questa condizione altamente permeabile è prevedibile che un rapido aumento di pressione venosa intra-cerebrale costringerebbe il sangue a spostarsi dalla rete venosa subdurale in queste membrane subdurali vagamente collegate, la vera causa di molte emorragie subdurali spesso erroneamente attribuite alla Shaken Baby Syndrome/Non-traumatica.

Adiuvanti proinfiammatori dei vaccini

Definizione degli adiuvanti

Gli adiuvanti dei vaccini sono sostanze aggiunte alla formulazione del vaccino durante il processo di fabbricazione e sono progettati per aumentare e prolungare le risposte immunologiche in generale ai vaccini. Questo si traduce in un innesco di cellule immunitarie del cervello, le microglia e astrociti, seguito da intense reazioni di microglia e astrociti ad ogni successiva serie di vaccinazioni. Come rivisto da Viera Scheibner, ci sono tre classi generali di coadiuvanti:

  1. Alluminio: fosfato di alluminio, idrossido di alluminio, idrossifosfato solfato di alluminio e potassio solfato di alluminio
  2. Oli vari: tra cui olio emulsionato di Freund, olio minerale, emulsionate olio di arachide [adiuvante 65] e lo squalene [olio di squalo],
  3. Prodotti batterici: Bordettella pertosse [pertosse], Mycobacterium [tubercolosi], tossina del colera, e altri [riferimenti]. Gli adiuvanti dei vari vaccini sono elencati sul foglietto illustrativo del vaccino [riferimenti].

In quella che potrebbe essere la revisione più completa ad oggi sulla Fisiopatologia delle reazioni avverse al vaccino, il neurochirurgo Russell Blaylock ha raccolto una massa di prove che comprovano i risultati della stimolazione del sistema immunitario del cervello e le intense reazioni di microglia e astrociti ad ogni serie successiva di vaccinazioni. Questo è principalmente il risultato degli adiuvanti del vaccino che sono aggiunti espressamente per scopi di stimolazione immunitaria. [riferimenti 1 ; 2 ; 3]

Nella spiegazione, microglia e astrociti sono cellule della prima linea immunologica di difesa che si trovano nel cervello e sono deputate alla difesa contro gli invasori stranieri infettivi. Questa risposta, tale di un’infezione virale, è normalmente di durata limitata e innocua per il cervello. Tuttavia, quando le microglia e gli astrociti sono stimolati per periodi prolungati, scopo per il quale sono progettati gli adiuvanti dei vaccini, questa estesa attivazione può essere molto distruttiva per il cervello causando infiammazione e/o sanguinamento, encefalite con evoluzione in encefalopatia.

A causa della dipendenza critica del cervello in via di sviluppo in una sequenza temporizzata di citochine e fluttuazioni di aminoacidi eccitatori, secondo Blaylock, le vaccinazioni sequenziali possono causare alterazioni di questo processo critico che comporterà non solo la perdita sinaptica e dendritica, ma lo sviluppo anormale nel percorso nervoso.

Quando le microglia sono eccessivamente attivate dai vaccini, soprattutto in modo cronico, secernono un certo numero di citochine proinfiammatorie, radicali liberi, prodotti di perossidazione lipidica e le due eccitossine, glutammato e acido quinolinico, che possono diventare pro-inflammatorie e altamente distruttive quando sono attivate per periodi prolungati.

Questo processo è stato suggerito come il meccanismo di principio con conseguente caratteristiche patologiche e cliniche dell’Autismo ovvero ENCEFALOPATIA.

Per valutare un potenziale legame tra vaccini, infiammazione del cervello e l’autismo, Diana Vargas e colleghi hanno esaminato il cervello da autopsie di 11 pazienti autistici che variavano nell’età da 5 a 44 anni, in cui hanno trovato l’ampia presenza di attivazione delle microglia e degli astrociti [cellule immunitarie del cervello] insieme a numerose citochine pro-infiammatorie.

Normalmente dormienti, le microglia e gli astrociti possono diventare molto distruttivi quando sovrastimolati per periodi prolungati di tempo, scopo per il quale sono progettati gli adiuvanti dei vaccini. Come con lo studio di Pourcyrous, quest’ultimo fu il primo studio del genere che documentava scientificamente e molto chiaramente un’associazione significativa tra l’autismo e l’infiammazione cerebrale.

Da molti anni due forme di alluminio, idrossido di alluminio e fosfato di alluminio, sono gli unici composti specificamente autorizzati dalla FDA per essere utilizzati come adiuvanti nei vaccini. Questi composti di alluminio praticamente insolubile servono ad attivare drasticamente e cronicizzare nel tempo la reazione immunitaria alla vaccinazione mediante l’attivazione prolungata macrofagica del sub-sistema immunitario in alcune persone [riferimenti 123456789101112 ; 13]. Attualmente quattro forme sono utilizzate nei vaccini secondo il Centers for Disease Control and Prevention [CDC].

Siccome gli adiuvanti nei vaccini sono progettati per produrre una prolungata stimolazione immunitaria, è ovvio che comportano un rischio particolarmente elevato per il sistema nervoso. Gli studi hanno dimostrato che l’attivazione immunitaria dopo la vaccinazione può durare fino a due anni, il che significa che un eccesso di stimolazione distruttiva di microglia può essere innescato anche per questa lunghezza di tempo se non di più. Inoltre, è noto che l’alluminio si accumula nel cervello e che questo accumulo è associato alle malattie di Alzheimer, al Morbo di Parkinson e alla  Sindrome della Guerra del Golfo. [riferimenti 1 ; 2 ; 3]

Come sottolineato da L. Tomljenjovic e CA Shaw:

L’alluminio è una neurotossina sperimentalmente dimostrata e l’adiuvante più comunemente utilizzato nei vaccini. Nonostante i quasi 90 anni di uso diffuso degli adiuvanti in alluminio, la comprensione medica e della scienza medica in merito al meccanismo di azione è ancora notevolmente scarsa. C’è anche una notevole scarsità di dati al riguardo della tossicologia e farmacocinetica di questi composti. Nonostante questo, la nozione che l’alluminio nei vaccini è sicuro sembra essere ampiamente accettata“.

La ricerca sperimentale, al contrario, dimostra chiaramente che l’alluminio in forma di adiuvante comporta un rischio per l’autoimmunità, di infiammazione del cervello a lungo termine e complicanze neurologiche successive che possono così avere complicazioni di salute avverse, profonde e diffuse.

Olio di arachide senza etichetta

In un recente libro, La storia dell’epidemia di allergia alle arachidi, Heather Fraser documenta accuratamente come è altamente allergenico l’olio di arachide prodotto per essere utilizzato nelle vaccinazioni senza essere elencato sul foglietto illustrativo. Con il suo background storico, oltre che madre di un bambino che ha richiesto ripetuti ricoveri per grave allergia alle arachide, Heather Fraser ha scritto un libro derivato dall’esperienza e conoscenza personale.

Il primo uso di olio di arachidi nei vaccini è stato segnalato nel 1964 da The New York Times, che annunciava come il gigante  farmaceutico Merck aveva iniziato ad utilizzare un nuovo ingrediente nel vaccino che prometteva di estendere l’immunità contro l’influenza, la polio e altre malattie. Quando iniettato per via intramuscolare, l’olio è gradualmente metabolizzato dall’organismo e fornisce un rilascio prolungato di altri ingredienti con  produzione di livelli di anticorpi 13 volte più elevata rispetto alle precedenti formulazioni acquose del vaccino [riferimenti]

Negli anni settanta e ottanta, seguenti alle modifiche dell’originale adiuvante 65-4, l’uso di olio di arachidi nei vaccini è diventato pratica comune [riferimenti 1 ; 2 ; 3]

Come evidenziato nei tabulati da Heather Fraser, è stato durante questo periodo di tempo che l’incidenza di allergie alle arachidi ha cominciato a salire in proporzioni esponenziali, così come è salita contemporaneamente l’incidenza della Sindrome di Guillain-Barré [riferimenti]

Prodotti chimici tossici ambientali e il lavoro di Rachel Carson

Negli anni sessanta Rachel Carson causa un brivido alla spina dorsale degli Stati Uniti, dal momento in cui avverte in merito al crescente caos ambientale provocato dalla nostra tecnologia più avanzata, in gran parte coinvolgendo centinaia di prodotti derivati petrolchimici [pesticidi, ecc.] che sono liposolubili e quindi fonte di pericolo soprattutto per il cervello e il sistema nervoso. Anche se c’è stato qualche riconoscimento dei pericoli derivanti da queste sostanze chimiche, ci sembra essere poca consapevolezza in merito al fatto che le sostanze chimiche tossiche ambientali di origine commerciale possono sostituirsi ai microrganismi infettivi come la principale minaccia per la salute umana e la vita su questo pianeta [riferimenti]. Una ricerca relativa a questi pericoli  ha dimostrato graficamente, attraverso studi condotti su animali, la perdita di neuroni cerebellari e di cellule di Purkinje derivanti dalla gestione di alcol e/o OX-saporina. [riferimenti 1 ; 2]

Vitamina C e malattia cardiovascolare

Come riportato da Levy LE in “Vitamina C e malattia cardiovascolare“, l’autore suppone che la malattia aterosclerotica coronarica inizia con grave deplezione di Vitamina C in intima [tessuto connettivo e collagene] della parete arteriosa coronarica. Nello stato degenerativo dell’aterosclerosi, c’è sempre una perdita della natura della membrana basale arteriosa.

Come descritto da Levy:

Lo stato proliferativo di aterosclerosi comprende la fase più lunga o più estesa dello sviluppo della placca. Una volta che la membrana basale ha perso la sua natura, lo strato di cellule endoteliali diventa più poroso e la sua maglia di collagene perde molta della sua integrità, c’è una costante invasione di soluti del sangue come calcio, lipidi, grassi e microbi patogeni anche con tossine associate. Tali microbi spesso, ma non invariabilmente, provengono da foci dentali“.

Se le informazioni di cui sopra vengono applicate all’area di infiammazione del cervello, con gli adiuvanti pro-infiammatori dei vaccini che riducono rapidamente la Vitamina C, che è già marginale in una gran parte della nostra società [riferimenti], abbiamo una spiegazione pronta per le elevazioni del 70% di Proteina C-Reattiva derivante dall’inoculazione di singoli vaccini e l’85% derivante dalla somministrazione di vaccini multipli. Per questi motivi lo studio Pourcyrous resterà incompleto fino a che non saranno testati nel plasma anche i livelli di Vitamina C considerando i vaccini come parte dello studio.

Come lo studio Pourcyrous sottolinea, eventi cardio-respiratori si sono verificati entro le 48 ore nei neonati pretermine vaccinati mentre erano in ospedale, il che indica che non ci sono stati incidenti, né Shaken Baby Syndrome, né lesioni Non accidentali che potevano influenzare tali eventi cardio-respiratori; eventi che i genitori sperimentano a casa propria dopo che i bambini sono stati vaccinati e per i quali essi cercano cure ospedaliere rivolgendosi al pronto soccorso per il loro bambino.

Vaccini, deplezione di Vitamina C, infiammazione del cervello e l’attuale epidemia di autismo infantile

Come descritto sopra, è ben consolidato che l’infiammazione cronica del tessuto tende ad essere associata con la distruzione di tessuto e/o degenerazione maligna. La sezione sulla malattia cardiovascolare di LE Levy, che mostra una correlazione tra il degrado del tessuto delle arterie coronarie e la deplezione di Vitamina C, fornisce un avanzamento importante nella nostra comprensione che a lungo è stata sottolineata dai precedenti pionieri in questo campo. Sebbene la ricerca scientifica sul potenziale ruolo terapeutico della Vitamina C per le malattie degenerative rimane nella “sua” infanzia, alcune cose sono già note ivi compresi gli studi che dimostrano come l’idrossilazione [ossidazione] di prolina e lisina in procollagene avviene tramite l’enzima Prolil idrossilasi, che richiede la Vitamina C come cofattore [riferimenti 1 ; 2 ]

Anche se mancano prove e test di sicurezza significativi sui vaccini sponsorizzati dal National Institutes of Health fino ad oggi, c’è un notevole corpo di prove indiziarie che i vaccini sono la causa della corrente epidemia di autismo infantile, e la somma totale di queste prove sposta l’equilibrio in “più probabile che non all’interno di un ragionevole grado di certezza medica“.

  • Diverse zone libere da autismo esistono negli Stati Uniti in quello che è altrimenti un mare di autismo infantile. Più importanti tra questi sono le comunità Amish in Pennsylvania e Ohio, dove i genitori raramente vaccinano i loro bambini. Le uniche eccezioni sono rappresentate da diversi bambini vaccinati che sono stati adottati [riferimenti 1 ; 2].
  • L’analisi constata l’evidenza di autismo in molti casi di rezioni avverse ai vaccini. Per anni, i funzionari della salute del governo e la maggior parte delle altre autorità mediche hanno respinto l’idea che l’autismo potrebbe essere legato ai vaccini dell’infanzia; e il Tribunale speciale istituito dal Congresso Americano per risarcire le persone danneggiate dai vaccini ha negato migliaia di attestazioni nell’ultimo decennio a genitori che hanno sostenuto che i loro figli hanno sviluppato autismo a causa delle vaccinazioni. Ma un nuovo rapporto apparso sul giornale di una scuola di giurisprudenza di New York, The Pace Environmental Law Review, potrebbe riaccendere il dibattito spesso accalorato sulla questione. Infatti, dal punto di vista giuridico si afferma chesiccome il disturbo autistico è definito tale a seguito di un’aggregazione di sintomi, non c’è alcuna differenza significativa tra il termine autismo e sintomi simil-autistici“. Basato su un campionamento di casi in cui i querelanti hanno vinto le cause e relativi indennizzi, gli autori hanno trovano che molte delle vittime hanno dimostrato l’evidenza con l’autismo anche se — esclusivamente come tattica legale — le loro cause hanno sottolineato anche altre lesioni. Dei 170 casi esaminati nella relazione degli autori, 32 [19%] hanno fornito documentata evidenza di autismo o sintomi simil-autismo. Le prove includevano alcune che la Corte ha messo agli atti come “prove di autismo” o “sintomi simil-autismo”… o che i registri delle commissioni mediche, educatori o terze parti hanno confermato come disturbo autistico.
  • Fox Morning News, 11 maggio 2011, 8:27: [Fox25/MyFoxBoston.com]: Il Congresso terrà audizioni giovedì, circa un possibile legame tra l’autismo infantile e vaccinazione — un pensiero che molti pensavano fosse stato messo a riposo all’inizio dell’anno quando i Centers for Disease Control and Prevention hanno pubblicato uno studio che suggerisce che la ricerca non suggerisce un’associazione tra le due. Ma secondo informazioni scoperte nei documenti di Safeminds.org, almeno 83 famiglie hanno ricevuto un indennizzo federale per lesioni da vaccino, e ognuno di questi 83 bambini soffriva di autismo.
  • Pochi sono consapevoli del fatto che i vaccini morbillo, parotite e rosolia sono stati somministrati separatamente per un certo numero di anni negli USA con solo lievi aumenti nell’incidenza di autismo infantile prima dell’introduzione del vaccino trivalente nel 1979. Fu solo in seguito all’introduzione di questo vaccino trivalente che l’incidenza dell’autismo infantile ha mostrato un aumento forte e drammatico.

Carenze nei test di sicurezza del vaccino e dello stato dell’arte

Durante le audizioni del Congresso sulla sicurezza del vaccino [1999-dicembre 2004], a un Comitato della FDA è stato chiesto ripetutamente, “Dove sono i tuoi studi sulla sicurezza?“. Il Comitato non poteva non rispondere con risposte soddisfacenti come, “Sarebbero molto costosi“. Tuttavia, è dal 14 gennaio 2009 che è diventato evidente come l’evasione sugli studi di sicurezza del vaccino è semplicemente un “criterio stabilito” dal National Institutes of Health, l’agenzia federale responsabile del finanziamento e della ricerca sanitaria negli Stati Uniti, come segnalato dal gruppo di Age Of Autism.

Basandoci su queste rivelazioni, le affermazioni delle autorità sanitarie che non c’è alcuna prova di una relazione tra vaccini e autismo sono state tecnicamente corrette, ma questo è solo perché i test che potrebbero dimostrare tale rapporto sono stati sistematicamente e deliberatamente evitati dal NIH e altre agenzie goverantive della salute per un periodo di molti anni.

Tuttavia, poiché le audizioni al Congresso degli Stati Uniti in merito alla sicurezza del vaccino [1999-2004] hanno trovato immense carenze sui test in merito alla sicurezza del vaccino, un numero sempre crescente di studi altamente affidabili sono stati pubblicati nella letteratura medica che indicano quale danno significativo può essere causato dagli attuali programmi vaccinali dell’infanzia. Lo studio di Pourcyrous, citato in apertura, è offerto come un primo esempio.

Raccomandazioni di sicurezza per i genitori che scelgono di vaccinare i loro bambini, basate sulle linee guida dell’Autism Research Institute

  1. Mai vaccinare un bambino malato, anche se ha solo un banale raffreddore causato da un’infezione virale, perchè tutti i virus sono immunosoppressori e rendono il bambino più vulnerabile alle reazioni avverse del vaccino.
  2. Non consentire MAI più di due vaccini per ogni seduta; evitare tutti i vaccini in combinazione.
  3. Somministrare Vitamina C prima e dopo ogni vaccinazione. Anche dare Vitamina A in dosi standard.
  4. Tutte le forme di zucchero dovrebbero essere evitate per diversi giorni prima e dopo i vaccini, perchè è stato dimostrato che lo zucchero diminuisce l’attività protettiva del sistema immunitario influendo sulla capacità di difesa dei globuli bianchi [riferimenti].

Conclusioni

Lo studio di Pourcyrous conferma eventi cardio-respiratori occorsi entro 48 ore dalla vaccinazione per i neonati pretermine in un’unità di terapia intensiva neonatale ospedaliera dove nessun’altra condizione, quali Shaken Baby Syndrome [SBS] o lesioni Non accidentali [NAI], si erano presentate. Tale studio indica anche che una prova medica standard, quale la Proteina C-Reattiva, può essere utilizzata per verificare e confermare l’infiammazione associata a insulti cerebrali derivanti da reazioni avverse al vaccino quale è l’evento cardio-respiratorio.

Anche il ruolo dietetico prenatale di Vitamina C e traumi alla nascita devono essere considerati da parte dei medici nelle anomalie del cervello infantile, invece della Shaken Baby Syndrome o lesioni Non accidentali [NAI], al contrario di ciò che avviene spesso negli ospedali dove sono sempre pronti a fornire queste o altre fantasiose diagnosi nei bambini che soffrono di reazioni avverse al vaccino, soprattutto quando nessun trauma fisico è presente sul corpo.

Insistete nel visionare il foglietto illustrativo del vaccino, perchè eventi cardio-respiratori come quelli documentati nello studio Pourcyrous [per esempio, apnea, bradicardia, malattia da reflusso gastroesofageo, emorragia / infiammazione del cervello e desaturazione di ossigeno] sono spesso elencate nelle controindicazioni o reazioni avverse.

Livelli ematici di Vitamina C possono essere utili nel determinare le suscettibilità di infiammazione cerebrale post-vaccinazione. Inoltre, l’importanza dei corretti livelli ematici di Vitamina C è suggerita come possibile prevenzione di evento cardio-respiratorio post-vaccinale nei neonati pretermine e a termine. La Vitamina C si correla direttamente con la nutrizione prenatale e la dieta della madre, ricca di nutrienti in frutta e verdura fresca.

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2 Commenti su Autismo, vaccini e infiammazione cerebrale

  1. Gentile lettore,
    crediamo che il calcolo debba essere formulato sui vaccini citati altrimenti si incorre in un palese errore concettuale. Infatti, Lei ha considerato giustamente il numero quattro riferito ai vaccini obbligatori ma nello studio i quattro vaccini, in formulazione monovalente, non corrispondono ai quattro vaccini obbligatori.

    I vaccini monovalenti citati nello studio 2007 sono:
    – Hib [ActHIB], vaccinazione facoltativa
    – HBV [Engerix-B], vaccinazione obbligatoria
    – IPV [Inattivato IPOL ™], vaccinazione obbligatoria
    – PCV7 [Prevnar]. vaccinazione facoltativa fra l’altro non più in commercio e sostituita dalla formulazione 13-valente

    Le vaccinazioni obbligatorie per tutti i nuovi nati in Italia sono le seguenti:
    • vaccinazione contro la difterite
    • vaccinazione contro il tetano
    • vaccinazione contro la poliomielite
    • vaccinazione contro l’epatite virale B
    In Italia non è in commercio un vaccino monocomponente contro la difterite né un vaccino bivalente contro la difterite e il tetano. Pertanto, nella migliore delle ipotesi dei soli quattro vaccini obbligatori per Legge, sua figlia riceverebbe il vaccino trivalente DTaP [nello studio è citato il vaccino trivalente DTaP Infanrix], più il vaccino monocomponente HBV [ovvero 24% + 17% del vaccino singolo].

    Crediamo che il suo 52,5% sia decisamente da rivedere.

    Cordialità

  2. Ho una domanda stupida, in base a cosa raccomandate di non fare mai vaccini combinati? Se è solo in base alle percentuali di emorragie dello studio del 2007 del 24% invece che 17% del singolo vaccino, i conti non mi tornano. Perchè mia figlia deve fare come minimo 4 vaccini obbligatori, quindi preferisco di gran lunga un 24% che quattro volte un 17% = 52,5% che almeno uno dei vaccini provochi emorragie.

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