Sostegno scolastico

Fra qualche giorno riapriranno le scuole e non mancheranno le immancabili proteste. Nonostante l’impegno degli Stati membri dell’UE, da una recente relazione della Commissione Europea, emerge che i bambini e gli adulti disabili ancora oggi spesso si ritrovano in Istituzioni segregate o con sostegno non adeguato.

Permane una notevole diversità tra gli Stati membri, sia nel modo di identificare i bambini con bisogni educativi specifici, sia nel loro collocamento nell’istruzione: se in Belgio, attualmente il 5,2% frequenta scuole speciali, in Italia resiste invece la completa inclusione nelle classi comuni malgrado un silente orientamento a favore della reintroduzione delle scuole speciali. Ovvero, parcheggiare il disabile!

Il MIUR e il Ministero della Salute hanno siglato recentemente un Protocollo d’Intesa per la tutela del diritto allo studio e alla salute degli studenti con disabilità. L’obiettivo principale dell’accordo è quello di promuovere, sostenere e sviluppare iniziative per la tutela dei bambini e studenti con disabilità e con disturbi evolutivi specifici.

In particolare l’intesa rafforza la collaborazione istituzionale tra i due ministeri per favorire la diagnosi precoce di disabilità nei bambini in età prescolare; sostenere iniziative per l’integrazione scolastica; promuovere l’applicazione del modello “International Classification of Functioning” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità; esaminare la normativa di settore; promuovere ricerche e studi di tipo epidemiologico e favorire iniziative di formazione congiunta tra personale sanitario e scolastico.

La Costituzione Italiana sancisce il diritto allo studio per tutti i cittadini, compresi quelli piu svantaggiati [artt. 33 e 34].

Per quanto riguarda la scuola dell’obbligo si è passati dalle scuole speciali per i ragazzi con handicap al loro inserimento nelle scuole aperte a tutti mediante interventi di sostegno sia agli studenti che al personale docente.

La Legge 104/92 sancisce che in ogni contesto scolastico, dall’asilo fino all’università, devono essere garantite pari opportunità di inserimento, nonché facilitazioni relative agli ambienti, ai programmi, alle forme di valutazione.

L’insegnante di sostegno viene assegnato dal Provveditorato agli Studi alla classe in cui è inserito un alunno disabile [in passato era costituito da un insegnante ogni 4 alunni disabili, dopo la Sentenza n. 80/2010 della Corte Costituzionale e i numerosi ricorsi ai Tribunali Civili e ai TAR è legittimo richiedere il rispetto del rapporto 1:1 e la continuità del sostegno nel caso di alunno con autismo grave e relativa certificazione Art 3 Comma 3 Legge 104/92], collabora con gli insegnanti nelle attività educative e didattiche, lavora per I’autonomia dell’alunno, stimola la comunicazione personale, accompagna e assiste I’alunno negli spostamenti interni o fuori sede; nella scuola dell’obbligo partecipa alla valutazione di tutta la classe in cui opera; nella scuola media superiore valuta solo l’alunno o gli alunni disabili cui è stato assegnato.

Quali sono i numeri che interesseranno la scuola nell’anno 2012-2013?

A fare delle proiezioni ci ha pensato a gennaio 2012 il mensile Tuttoscuola, secondo cui saranno 195 mila i bambini e ragazzi disabili iscritti a scuole statali italiane. Il dato dice quindi che il numero è in crescita costante, considerando che nell’anno 2011/2012 erano circa 191 mila. Il balzo si fa ancora più consistente se il confronto è fatto con il 2000/2001, quando la cifra si attestava sui 116 mila: il 70% in meno! A questi dati, lo speciale di Tuttoscuola affianca quelli sul numero dei docenti di sostegno, tema quanto mai caldo. Secondo il mensile, saranno nominati 97 mila docenti di sostegno, numero che risente anche di molte sentenze del TAR, sempre più chiamato in causa per le questioni legate a un numero insufficiente di ore garantite agli studenti disabili. Il che significa che già in partenza dovrebbe essere garantito un docente di sostegno ogni due bambini. Però, in sintesi, tale rapporto varia non solo da regione a regione ma anche in merito alla Sentenza sopra citata che riconosce un diritto costituzionale e quindi indica a tutti coloro che ritengono di trovarsi in una situazione simile, di percorrere la stessa strada.

ASSEGNAZIONE INSEGNANTE DI SOSTEGNO

ln primavera, sulla base delle iscrizioni nella propria scuola, il Dirigente Scolastico è tenuto a richiedere al CSA [Centro Servizi Amministrativi, ex Provveditorato agli studi] l’assegnazione complessiva per il proprio istituto di un adeguato numero di insegnanti di sostegno, in base a quanto emerso per gli alunni con disabilità dalla diagnosi funzionale e da un primo embrionale PEI.

Prima dell’inizio dell’anno scolastico il Dirigente, dopo aver ricevuto la comunicazione del contingente degli insegnanti di sostegno assegnato, procede, in collaborazione con il GLH.i [composto da dirigente, insegnanti di sostegno, rappresentanti dei genitori, rappresentanti degli operatori socio-sanitari e degli alunni – quest’ultimi solo nella scuola superiore] alla ripartizione di tali risorse.

Nel caso non l’abbia già fatto, il Dirigente Scolastico deve immediatamente avanzare richiesta di deroghe per i casi certificati in situazione di gravità [ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/92], secondo quanto stabilito anche Decreto Legge 98/2011 [Manovra Finanziaria Correttiva] che ha confermato quanto previsto dalla Sentenza di Corte Costituzionale n. 80/2010.

Cosa fare in caso di violazioni? – Se l’insegnante di sostegno non viene assegnato o se le ore sono insufficienti la famiglia, non appena a conoscenza di quanto assegnato, può presentare ricorso al TAR [Tribunale Amministrativo Regionale] avverso l’Istituto Scolastico, il CSA ed il Ministero dell’Istruzione mettendo in evidenza la grave lesione di un diritto costituzionalmente garantito [oggi ulteriormente sancito dalla Sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2010], quale quello dell’istruzione scolastica, e la richiesta di un’ordinanza d’urgenza di assegnazione del sostegno così come già richiesto.

Nella scuola italiana il personale docente viene comunemente distinto in organico di diritto [personale a tempo indeterminato] ed organico di fatto [docenti con nomina annuale]. Le situazioni legate al numero eccessivo di allievi per classe in presenza di alunni con disabilità vengono generalmente risolte in organico di fatto, dato che all’occorrenza deve essere nominato il personale necessario. In presenza delle condizioni individuate dalle norme, occorre infatti sdoppiare o ridurre di numero le prime classi con alunni con disabilità, le quali non possono avere più di 20 alunni, elevabili a 22, come stabilito dagli artt. 4 e 5 del DPR n. 81/09. Anche per le classi successive alla prima, in caso di accorpamenti di due classi, occorre rispettare la medesima logica di tale decreto.

A tal proposito riportiamo brevemente cosa stabiliscono LE RECENTI CIRCOLARI MINISTERIALI.

La Circolare Ministeriale 25/2012 recita “Le classi delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità, sono costituite secondo i criteri e i parametri di cui all’art. 5 del Regolamento sul dimensionamento. Si raccomanda la massima attenzione nella costituzione delle classi con alunni disabili, nel senso di limitare, per quanto possibile, in presenza di grave disabilità, la formazione delle stesse con più di 20 alunni“.

Nel caso in cui nella stessa classe siano presenti più di due alunni con disabilità o siano presenti alunni certificati con gravità, la classe deve fermarsi a venti alunni, come stabilito già in precedenza dalla Circolare Ministeriale 21/2011 poi ripresa dalla più recente e sopra citata Circolare Ministeriale 25/2012. Solo in tali condizioni è infatti pensabile il progetto di integrazione e inclusione individuale previsto dalle Linee Guida Ministeriali. Tutto ciò è stato ribadito anche dalla Circolare Ministeriale 63/2011, nella quale viene riaffermato il limite di 20 alunni in presenza di due allievi disabili o di disabilità grave, nonché il diritto ai posti in deroga, in applicazione della Sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2010.

A fine luglio, quando gli Ambiti Territoriali [ex Provveditorati agli Studi] comunicano i posti di sostegno effettivamente assegnati ad ogni scuola, i genitori possono chiedere ai Dirigenti Scolastici che vengano comunicate loro le ore effettivamente assegnate al proprio figlio, per poter verificare se esse rispondono alle effettive esigenze previste in sede normativa ed eventualmente richiedere le necessarie ore di sostegno in deroga, nonché le ore di assistenza per l’autonomia e la comunicazione. In caso di inadempienze, sarà necessario ricorrere al Tribunale Amministrativo (TAR). I genitori hanno inoltre il diritto di conoscere il numero di alunni previsto per la classe di riferimento, delle singole classi, nonché il numero di alunni con disabilità presenti in ciascuna di esse e potranno richiederne eventuale sdoppiamento o distribuzione in altre classi, nel caso in cui si superino i limiti citati. Dopo il 31 agosto la composizione delle classi non può essere più modificata e pertanto, i genitori che non avessero ottenuto quanto richiesto nell’imminenza di tale scadenza, potranno eventualmente presentare ricorso al TAR, sempre non oltre tale data.

Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità

Nella seduta del 24 febbraio 2009 la Camera dei Deputati approvava il ddl poi convertito in Legge di ratifica 3 marzo 2009 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, siglato a New York il 13 dicembre 2006, e di istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.

Di fondamentale importanza i principi generali della Convenzione:

  1. il rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte, e l’indipendenza delle persone;
  2. la non discriminazione;
  3. la piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società
  4. il rispetto per la differenza e l’accettazione delle persone con disabilità come parte della diversità umana e dell’umanità stessa;
  5. la parità di opportunità;
  6. l’accessibilità;
  7. la parità tra uomini e donne;
  8. il rispetto dello sviluppo delle capacità dei minori con disabilità;
  9. il rispetto del diritto dei minori con disabilità a preservare la propria identità.

La Convenzione, che riguarda oltre 650 milioni di persone che in tutto il mondo sono costrette a convivere con le difficoltà legate alla loro condizione e alle discriminazioni più diverse, riafferma i diritti inalienabili che appartengono a ciascun individuo e che non possono essere negati proprio alla parte più fragile della popolazione.

Articolo 7 – Minori con disabilità

  1. Gli Stati Parti adottano ogni misura necessaria a garantire il pieno godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali da parte dei minori con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri minori.
  2. In tutte le azioni concernenti i minori con disabilità, il superiore interesse del minore costituisce la considerazione preminente.
  3. Gli Stati Parti garantiscono ai minori con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri minori, il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni su tutte le questioni che li riguardano e le loro opinioni sono debitamente prese in considerazione, tenendo conto della loro età e grado di maturità, assicurando che sia fornita adeguata assistenza in relazione alla disabilità e all’età, allo scopo di realizzare tale diritto.

Articolo 24 – Educazione

1. Gli Stati Parti riconoscono il diritto all’istruzione delle persone con disabilità. Allo scopo di realizzare tale diritto senza discriminazioni e su base di pari opportunità, gli Stati Parti garantiscono un sistema di istruzione inclusivo a tutti i livelli ed un apprendimento continuo lungo tutto l’arco della vita, finalizzati:

(a) al pieno sviluppo del potenziale umano, del senso di dignità e dell’autostima ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e della diversità umana; (b) allo sviluppo, da parte delle persone con disabilità, della propria personalità, dei talenti e della creatività, come pure delle proprie abilità fisiche e mentali, sino alle loro massime potenzialità; (c) a porre le persone con disabilità in condizione di partecipare effettivamente a una società libera.

2. Nell’attuazione di tale diritto, gli Stati Parti devono assicurare che:

(a) le persone con disabilità non siano escluse dal sistema di istruzione generale in ragione della disabilità e che i minori con disabilità non siano esclusi in ragione della disabilità da una istruzione primaria gratuita libera ed obbligatoria o dall’istruzione secondaria; (b) le persone con disabilità possano accedere su base di uguaglianza con gli altri, all’interno delle comunità in cui vivono, ad un’istruzione primaria, di qualità e libera ed all’istruzione secondaria; (c) venga fornito un accomodamento ragionevole in funzione dei bisogni di ciascuno; (d) le persone con disabilità ricevano il sostegno necessario, all’interno del sistema educativo generale, al fine di agevolare la loro effettiva istruzione; (e) siano fornite efficaci misure di sostegno personalizzato in ambienti che ottimizzino il progresso scolastico e la socializzazione, conformemente all’obiettivo della piena integrazione.

3. Gli Stati Parti offrono alle persone con disabilità la possibilità di acquisire le competenze pratiche e sociali necessarie in modo da facilitare la loro piena ed uguale partecipazione al sistema di istruzione ed alla vita della comunità. A questo scopo, gli Stati Parti adottano misure adeguate, in particolare al fine di:

(a) agevolare l’apprendimento del Braille, della scrittura alternativa, delle modalità, mezzi, forme e sistemi di comunicazione aumentativi ed alternativi, delle capacità di orientamento e di mobilità ed agevolare il sostegno tra pari ed attraverso un mentore; (b) agevolare l’apprendimento della lingua dei segni e la promozione dell’identità linguistica della comunità dei sordi; (c) garantire che le persone cieche, sorde o sordocieche, ed in particolare i minori, ricevano un’istruzione impartita nei linguaggi, nelle modalità e con i mezzi di comunicazione più adeguati per ciascuno ed in ambienti che ottimizzino il progresso scolastico e la socializzazione.

4. Allo scopo di facilitare l’esercizio di tale diritto, gli Stati Parti adottano misure adeguate nell’impiegare insegnanti, ivi compresi insegnanti con disabilità, che siano qualificati nella lingua dei segni o nel Braille e per formare i dirigenti ed il personale che lavora a tutti i livelli del sistema educativo. Tale formazione dovrà includere la consapevolezza della disabilità e l’utilizzo di appropriate modalità, mezzi, forme e sistemi di comunicazione aumentativi ed alternativi, e di tecniche e materiali didattici adatti alle persone con disabilità.

5. Gli Stati Parti garantiscono che le persone con disabilità possano avere accesso all’istruzione secondaria superiore, alla formazione professionale, all’istruzione per adulti ed all’apprendimento continuo lungo tutto l’arco della vita senza discriminazioni e su base di uguaglianza con gli altri. A questo scopo, gli Stati Parti garantiscono che sia fornito alle persone con disabilità un accomodamento ragionevole.

COME DIFENDERSI DALLO SFASCIO APPELLANDOSI ALLE LEGGI

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1 Commento

  1. Buonasera ci voleva proprio questo articolo
    Mio figlio nonostante la diagnosi di disturbo pervasivo  dello sviluppo con 104 art 3 comma 3 più avendo tutta la documentazione dove dicevano che aveva bisogno di un rapo 1-1.  L’altranno  in prima elementare aveva 11 ore che divideva con un altro bimbo meno grave ci fu una discussione dove mi chiamó la dirigente in quanto cambiai scuola al bambino mettendolo sempre nello stessa circolo in quanto veniva preso in giro subendo dispetti  
    E perché ho mandato una lettera da un avv del sindacato dove non ha avuto successo e mi disse visto che il bambino non appartiene a quel comune (x pochi  metri  siamo di un altro  comune) lei poteva annullare la frequenza in quella scuola   Alla fine ho lasciato tutto così  tanto che ho saputo che io posso iscrivere mio in figlio in qualsiasi parte anche che la ns residenza e di un altra comune x finire è da meta agosto che sto chiamando x farmi dire quante ore mi hanno assegnato ma non risp e domani vado di persona speriamo bene  ma io non posso fare ormai il ricorso x l’anno passato chiedendo i danni morali e economici avendo   Avuto dei gravi disagi che hanno creato a mio figlio e a noi aumentando le terapie e i pom di piccole ripetizioni  x il suo bene ma sempre purtroppo i ns limiti 
     Grazie mille x tutte le email che ci mandi buonaserata