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VACCINAZIONI: il mondo medico si divide

Non usa giri di parole Giuseppe Mele, presidente della Federazione italiana medici pediatri [Fimp], membro del BOARD SCIENTIFICO che promuove le VACCINAZIONI DA 0 a 100 ANNI [esclusi i defunti] e manifesta a Panorama.it  tutta la sua convinta adesione alle campagne di vaccinazione in Italia con un'affermazione a favore del sacro dogma dell'immacolata vaccinazione: "I vaccini sono un dono di Dio, la scoperta più importante in campo scientifico".

Affermare che i vaccini siano "un dono di Dio", i farmaci più sicuri e testati, alla luce di quanti di essi sono stati ritirati dal commercio in tutti questi anni per aver causato una sequela di encefalopatie post-vaccinali nei bambini, è un’affermazione assolutamente destituita di ogni fondamento scientifico e d’intelligenza, arrogante e irrispettosa nei confronti di coloro che sono stati resi invalidi in modo permanente fin dai primi anni di vita e delle loro famiglie che supportano il totale carico assistenziale.

Il successo delle vaccinazioni è basato fondamentalmente su elementi che si danno per scontati. Anche se il tasso di incidenza e di morte di molte malattie infettive è diminuito radicalmente nel momento in cui si registrava un miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, delle condizioni abitative, dell’alimentazione e delle procedure di isolamento, poichè nello stesso periodo sono stati introdotti i vaccini, la medicina ha dato per scontato che la vaccinazione da sola sia interamente responsabile della scomparsa di queste malattie. Tutto questo è ampiamente documentato nel nostro articolo Immunità di gregge: scienza imperfetta e fallimento della vaccinazione di massa.

Una posizione più critica verso i vaccini la assume la Medicina antroposofica, che è un ampliamento della medicina convenzionale sviluppata, a partire dal 1920, da Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia, in collaborazione con Ita Wegman e altri medici. Anzi, una posizione “non nettamente contraria”, come sottolinea a Panorama.it Laura Borghi, presidente della Società italiana di medicina antroposofica [Sima] che aggiunge come “non siano ancora state emesse da noi delle linee guida su questa tematica anche la posizione della medicina antroposofica è quella di lavorare in modo integrativo con il paziente, che riteniamo essere il fulcro delle scelte mediche”.

In pratica l’antroposofia inaugura un metodo conoscitivo, fondato su una propria epistemologia, che guida la ricerca delle leggi che stanno a fondamento delle manifestazioni della vita, dell’anima e dello spirito nell’uomo e nella natura. “Valutiamo caso per caso le situazioni che si presentano nei nostri studi e decidiamo quale sia il meglio per i pazienti. Come non esiste  l’antibiotico antroposofico o omeopatico naturale paragonabile a quello di sintesi, così non ci può essere un vaccino alternativo. Noi puntiamo alla prevenzione in modo che il bambino sviluppi in modo naturale il proprio sistema immunitario, cerchiamo di fornire indicazioni corrette, ma lasciamo ai genitori la decisione finale sulle vaccinazioni – aggiunge la Borghi -. Siamo anche consapevoli che in alcune situazioni e in alcuni paesi la prevenzione con la vaccinazione e la profilassi va accettata, per esempio dove ci sono epidemie di morbillo o dove l’Hiv è molto forte. In quei casi la nostra posizione è diversa”.

Dunque, prevenzione e attenzione della persona. Per passare dalla patologia alla terapia, si tratta sempre di appurare concretamente in che modo interagiscono, nella persona ammalata, la componente organica, emozionale e spirituale. L’indagine antroposofica permette di conoscere con esattezza tali corrispondenze e di verificarne la reale portata. Da questo punto di vista la somministrazione di un medicamento acquista una dignità e un valore che trascendono il caso singolo, permettendo di riconsiderare l’antico rapporto tra macrocosmo e microcosmo. “Prendiamo ad esempio le malattie da raffreddamento invernali. Il nostro approccio è quello di non reprimere la febbre, se non ci sono motivi che lo rendono necessario, ma di trattare in modo adeguato la malattia – sottolinea la presidente Sima -. Ma soprattutto, come ho già detto, puntiamo alla prevenzione, rispettando gli stili di vita del bambino, per esempio in una corretta alimentazione e nel ritmo del sonno, e facendo prevalere tutti gli elementi di salutogenesi”.

L’argomento dei vaccini, però, ci riporta all’attualità. I risarcimenti imposti da due tribunali in favore di bambini con una correlazione tra la somministrazione di un vaccino e l’autismo è una strada giusta? “Anche qui va valutato caso per caso – conclude la dottoressa Borghi -. Una correlazione dal nostro punto di vista è ipotizzabile anche se non ancora confermata nel mondo scientifico, perciò i medici non possono pronunciarsi in via teorica ma eventualmente solo su casi specifici e quello dei risarcimenti è comunque un problema giuridico o, se si vuole, medico-legale, ambito medico in cui la Sima non è coinvolta direttamente. Come detto, in generale siamo per praticare anche strade di integrazione, come la prevenzione o un impostazione diversificata dell’uso dei farmaci, nel rispetto della persona e delle sue scelte per la salute”.

L’encefalopatia post-vaccinale provoca sbalzi d’umore, provoca dolore estremo, causa disattenzione e impulsività, provoca aggressività, provoca problemi di equilibrio e difficoltà relative al proprio ambiente. Pertanto non vi è alcuna differenza tra un soggetto affetto da encefalopatia e un soggetto etichettato come “autistico” per i suoi comportamenti anomali, ben giustificati dalle problematiche poc’anzi espresse: questa è la PROVA che non si vuole ammettere e si prosegue colpevolmente a censurare!

I BAMBINI SONO UN DONO DI DIO e non vanno sacrificati con i vaccini.

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2 Commenti su VACCINAZIONI: il mondo medico si divide

  1. quest’uomo è Pazzesco, Come fa a dormire di notte!!

  2. Paola Rossetti // 25 settembre 2012 alle 20:22 //

    i bambini sono un dono di dio e non vanno sacrificati con i vaccini! mi piace molto! prendere coscienza e imparare a prendersi la propria responsabilità! L’informazione è libera , ci vuole coraggio.

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