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Scienziati o ciarlatani?

Particella di Silicio e Alluminio in un vaccino antinfluenzale

Il paio di articoli divulgativi che ho scritto e che Autismo & Vaccini ha pubblicato hanno scatenato una piccola valanga di e-mail. E allora è indispensabile fare chiarezza su qualche punto che, mi pare, non è stato còlto come si dovrebbe.

Si deve tener presente che noi abbiamo analizzato 20 campioni di vaccini diversi e non, invece, tutti i lotti di quei 20 vaccini. Dunque, anche se, quanto a campioni trovati inquinati, un 20 su 20 è indubbiamente preoccupante e nemmeno poco, chiedermi quali vaccini siano “sicuri” in generale e quali non lo siano altrettanto in generale non può trovare risposta.

Mi rendo conto che la cosa resta ignota ai più, ma il fatto è che Beppe Grillo ci fece sottrarre il microscopio elettronico indispensabile per le nostre analisi, e questo avvenne l’ormai lontano 22 gennaio 2010. Senza quello strumento i 20 vaccini singoli analizzati resteranno quelli per omnia saecula saeculorum e, dunque, io non ho ora né avrò in seguito alcuna informazione aggiuntiva da dare. Se si vuole che riprendiamo a lavorare su qualcosa che l’establishment non gradisce, si faccia in modo che noi possiamo disporre di un microscopio elettronico che sostituisca quello sottratto. Altrimenti, si resti con il dubbio e con la curiosità.

Cambiando appena argomento, nelle e-mail mi si chiede un parere sui cancri di cui soffrono con una certa frequenza i militari. Poiché esiste un movimento che dell’origine di questi addossa la responsabilità ai vaccini, la domanda che mi si pone è se l’accusa risponda a verità.

Il mio parere sui vaccini è noto e la mia scarsa simpatia si aggrava quando questi vengono somministrati congiuntamente e senza indagini preliminari sul soggetto ricevente, tanto che, almeno per un certo periodo, l’organismo non potrà che risultare debilitato e non completamente all’altezza di reagire ad eventuali attacchi d’inquinanti o, comunque, di patogeni.

Naturalmente io non posso sapere che cosa effettivamente ci sia in ciascuno di quei prodotti, stante l’insufficienza dei controlli e, per quelli effettuati, la loro inaffidabilità, ma bisogna tener conto di fatti puramente scientifici senza cedere a tentazioni da tifosi di calcio. E i fatti dicono che in pochi centimetri cubici di farmaco la quantità di polveri eventualmente contenute non può essere particolarmente rilevante.

A mio parere, solo nel caso in cui quelle particelle entrassero nel nucleo delle cellule, cosa la cui possibilità noi abbiamo dimostrato già nel 2001, si avrebbe una probabilità di scatenare un cancro per interferenza con il DNA. Questo meccanismo è diverso da quello, decisamente più comune, di una cancerogenicità dovuta alla formazione di un tessuto infiammatorio che circonda e isola accumuli di particelle inorganiche e non biodegradabili come avviene per gl’inquinamenti da aria e da cibo. In questo caso, perché la malattia si evidenzi le quantità di particolato devono essere ben maggiori di quelle che possono essere inoculate con un’iniezione.

Altra cosa è per le patologie neurologiche come, per esempio, Alzheimer, Parkinson, autismo, o difficoltà di apprendimento. In quei casi, sempre a mio parere, bastano quantità relativamente ridotte di polveri per innescare la malattia. Se si ha la scalogna che queste raggiungano certe zone del cervello, allora insorgono i guai.

Sempre restando al quello che è un parere, incolpare i vaccini dei cancri nei militari (ho detto cancri e non altre malattie) è cosa che non ha la minima base scientifica e manca anche il barlume di qualche indizio credibile. Sostenere tesi di questo genere rischia di squalificare chi sui vaccini e sulle loro controindicazioni lavora con obiettività, visto che chi non gradisce dubbi su un business colossale non esiterà a fare d’ogni erba un fascio, omologando scienziati a ciarlatani.

Una concezione distorta del concetto di democrazia porta non di rado a ritenere che uno valga uno, per dirla con i grillini. Purtroppo non c’è nulla di più antidemocratico della Scienza – la Scienza vera, intendo – e questa ha regole precise e ferree. Ogni assunto va dimostrato a suon di prove ripetibili, altrimenti si resta nel campo delle ipotesi quando non, più spesso, della chiacchiera da bar.

Temo che questo sia il caso di quanto una tale Vittoria Iacovella ha pubblicato su Repubblica sotto il titolo Vaccinati a Morte (http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/10/06/news/vaccini-43980837/).

Le opinioni di una mamma che ha perso il figlio militare o di un politico che si commuove o di qualcuno che, chiunque sia e comunque sia dipinto, non ha uno straccio di prova scientifica da esibire sono pericolosissime quando vengono prese per verità rivelate. Sono pericolosissime perché portano fuori strada e ostacolano il cammino verso la soluzione di un problema per il quale si era già sulla buona strada.

Dunque, lungi dall’assolvere le pratiche vaccinali così come vengono eseguite sui militari, pratiche che andrebbero immediatamente cancellate perché senza razionale e senza controlli, credo sia opportuno attribuire le colpe a chi ce le ha effettivamente e che questo sia fatto a fronte di prove stringenti.

Guardandola oggettivamente, la situazione di oggi è la seguente: da una parte la cosiddetta Big Pharma bulimicamente affamata di quattrini con i vaccini che sono una splendida vacca da mungere, la scarsa informazione scientifica di troppi medici la cui cultura viene quasi in toto dalle case farmaceutiche e che diventano i migliori terroristi a favore dei vaccini e, dunque, di un giro d’affari gigantesco che non si deve fermare, e le istituzioni di controllo che prendono per oro colato ciò che l’industria afferma rilasciando placet, diffondendo notizie e raccomandazioni ed eseguendo poi controlli che mi limiterò a definire del tutto parziali.

Dall’altra parte, posizioni di persone, indubbiamente in buona fede, che, però, non hanno la minima competenza e che accusano i vaccini di tutti i mali del mondo, “luminari” autoreferenziali che, senza una sola prova, danno loro man forte insieme con mezzi di comunicazione in cui i giornalisti passano a trattare con uguale leggerezza di qualunque argomento, approfondendolo per cinque minuti.

È indispensabile rendersi conto che le ciarlatanerie fanno solo il gioco delle case farmaceutiche per le quali controbattere scientificamente le tesi peregrine di qualche sedicente scienziato è un gioco da ragazzi, con questo segnando un punto pesantissimo a loro favore. Ciò di cui c’è bisogno, invece, è di verità.

Come sempre, l’unica maniera per uscire da questa che sta diventando una guerra combattuta in un vicolo cieco, non c’è altro che l’informazione, quella che non ha padroni, quella che non è sponsorizzata, quella basata esclusivamente su fatti dimostrati. Simpatie o antipatie, denaro, potere… Non possono stare di casa qui.

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