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Cancri dei militari e vaccini

Riceviamo e pubblichiamo l'articolo che la Dott.ssa Antonietta Morena Gatti aveva inviato prima a La Repubblica e poi a Il Fatto Quotidiano [di cui la Dottoressa è blogger] e inspiegabilmente non pubblicato da entrambi i giornali.

Cancri dei militari e vaccini

- di Antonietta Morena Gatti -

Dopo 14 anni dall’inizio della guerra dei Balcani e 22 da quello della guerra del Golfo siamo ancora a chiederci come mai alcuni dei soldati che hanno servito anche solo in missioni di pace, ritornando, si ammalano di patologie tumorali ed alcuni ne muoiono. Il fenomeno, purtroppo, non è finito con la fine delle guerre.

L’articolo di Vittoria Iacovella “Vaccinazioni sbagliate e fatte male dietro i tumori dei soldati italiani” (http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/10/06/news/vaccini-44012069/) pubblicato da Repubblica identifica nella somministrazione non idonea (multipla e ravvicinata nel tempo) dei vaccini ai soldati la causa di queste patologie in soldati giovani ed in buona salute.

Fino a poco tempo fa il killer era la radioattività dell’Uranio impoverito, ora sono i vaccini.

L’esposizione alle radiazioni dell’Uranio impoverito erano state ipotizzate quali origine delle malattie pure da giornalisti dopo la fine della guerra dei Balcani. Questo avrebbe dovuto spiegare l’insorgere di casi di soldati che sviluppavano linfomi, leucemie e altri tipi di cancro dopo la missione di pace cui avevano partecipato. Avendo alcuni giornalisti saputo che l’esercito americano aveva sganciato nei Balcani bombe all’Uranio impoverito e ricordandosi di Hiroshima e Nagasaki bombardate con la bomba atomica e investite da alte concentrazioni di radioattività, avevano  dedotto che ci fosse una correlazione con le patologie.

Questa informazione comunicata attraverso i media è stata percepita come credibile fino, a volte, a diventare verità accettata come scientifica.

Peccato che le misure di radioattività oggettive eseguite nei Balcani e nel Poligono militare sardo di Quirra (ora sotto inchiesta per le patologie degli abitanti della zona) abbiano smentito questo assunto. Di fatto non è stata misurata una radioattività allarmante e, a volte, non si è rilevata alcuna radioattività che debordasse da quella che è la norma planetaria. Perfino la Commissione monocamerale “Uranio impoverito” ha cancellato questo concetto dal suo titolo e ora fa riferimento “ad agenti patogeni”.

L’articolo della Iacovella sposa con un certo entusiasmo l’ipotesi dei vaccini (si veda anche http://autismovaccini.com/2012/10/08/scienziatiociarlatani/) ma non spiega come mai anche la popolazione civile, ad esempio quella di Sarajevo, abbia sofferto durante e dopo i bombardamenti ed ancora adesso soffra di queste e di altre patologie di cui pare non si voglia tenere conto nonostante la loro diffusione. La giornalista non mette in evidenza come anche attorno al Poligono di Quirra ci siano pastori, e nemmeno pochi, se si considera la scarsità della popolazione, morti di leucemia. Se ci s’informa, si scopre che queste persone non hanno mai subito vaccinazioni, multiple o singole che siano, se si eccettuano, magari, quelle ricevute nell’infanzia.

Quindi, l’articolo che non presenta nessuna prova per la validazione dell’assunto rimane un esercizio di letteratura giornalistica che non ha nulla di scientifico. Purtroppo, però, quando i media s’impossessano di un’informazione non la verificano più di tanto e, soprattutto, rimangono estranei ad un suo collocamento in un contesto solidamente scientifico o, più in  generale, logico. Però, un po’ alla Goebbels (“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte diventerà una verità), la diffusione del mezzo di comunicazione fa diventare un assunto, per palesemente infondato che sia, quello che è percepito come realtà.  Eppure, basterebbe semplicemente osservare le incongruenze per smontare gli assunti.

Per capire le patologie dei soldati, dei giornalisti al seguito, degli operatori umanitari e della popolazione civile, anche quella attorno ai poligoni di tiro, occorre chiedersi: qual è il fattore comune di tutti questi luoghi? Un’ipotesi più concreta e verificabile fa riferimento alle polveri “belliche” che in tutti questi luoghi si sprigionano a causa dell’esplosione di bombe ad alta tecnologia comprese quelle all’Uranio impoverito, al Tungsteno e quelle ancor più moderne. L’alta temperatura di combustione (più di 3.000°C) aerosolizza i materiali della bomba e del bersaglio. La piccolissima dimensione, spesso a livello nanometrico, fa sì che queste polveri con una composizione chimica nuova, una volta inalate o ingerite, superino tutte le barriere fisiologiche ed entrino anche nelle parti per altri versi più protette del corpo umano e lì, accumulandosi, possano estrinsecare la loro tossicità. La verifica dell’assunto è semplice: ritrovare queste polveri con la chimica “strana” all’interno dei tessuti patologici. Ebbene, nel 96% dei casi le nanoparticelle si ritrovano. Queste pallottole invisibili vengono identificate, fotografate ed analizzate chimicamente e le prove della loro patogenicità sono scientificamente disponibili non solo scientificamente ma anche giuridicamente (si vedano, ad esempio, le leggi che limitano la concentrazione delle cosiddette polveri sottili). Quali prove oggettive ci siano a carico dei vaccini resta tutto da illustrare. E’ vero le nanoparticelle sono meno romantiche dell’Uranio impoverito e meno fantasiose dei vaccini, ma sono reali, visibili ed estremamente tossiche essendo costituite di metalli pesanti, elementi già riconosciuti dalla tossicologia corrente come agenti cancerogeni. In più, si tratta di corpi estranei, e da qualche millennio la Medicina sa che un corpo estraneo non biodegradabile inserito nell’organismo innesca effetti deleteri.

Tutto questo non certo per assolvere le pratiche vaccinali. I controlli sui farmaci e sugli eventuali additivi e, ancor di più sugli altrettanto eventuali inquinanti contenuti non sono sufficienti, le vaccinazioni multiple abbassano le difese immunitarie e, per di più, non vengono effettuate verifiche sanitarie sul soggetto candidato alle vaccinazioni, in questo modo restando all’oscuro della sua potenziale capacità di reggere l’assalto di una serie di malattie “simulate”. Il che non significa, però, che i vaccini siano necessariamente i responsabili di tutti i mali del mondo e può ragionevolmente accadere che questi non c’entrino con qualche guaio.

Se si vuole arrivare ad un obiettivo virtuoso, la scienza e i media devono stringere un’alleanza, perché solo così si possono cominciare a mettere in atto forme efficaci di prevenzione per tutti: per i soldati, per i civili che vivono in zona e per i giornalisti stessi che vanno sui teatri di guerra. Da ultimo, un’ulteriore prova di quanto sia inconsistente l’ipotesi dei vaccini: delle patologie dei militari si possono ammalare anche le loro compagne per trasmissione sessuale di particelle finite nel liquido spermatico. Nessuno lo dice ma la guerra, per  missione di pace che sia, può entrare anche in casa a tanti chilometri di distanza.

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9 Commenti su Cancri dei militari e vaccini

  1. sono un militare in pensione ,in servizio ero nella categoria Sanità ho partecipato a tutte le missioni dell’AM nel periodo 1991-2003 somalia, albania-kosovo-eritrea-afghanistan-iraq ,ho preso parte alle vaccinazioni,e ne ho subite anche io, le stesse per paesi ad alto rischio erano molteplici(colera -antimeningococcica-febbre gialla-antitetanica-antitifica-profilassi antimalarica etc.) con modalità di assunzione diverse una dall’altra ma che prevedevano uno spazio temporale lungo:: a volte tra l’assegnazione al teatro operativo e la partenza l’intervallo non era ragionevolmente lungo da permettere in modo diluito l’assunzione di detti vaccini:

  2. … sicuramente le malattie a carico del sistema immunitario sono debilitanti ma da qui a dire che causano il cancro è tutto da dimostrare, e a volte è fin troppo spinto da qualche personaggio alla ricerca di notorietà. La domanda da porsi è quanti militari hanno manifestato nell’immediatezza problemi neurologici, encefalopatie o addirittura sono regrediti nell’autismo alla stregua dei bambini?

  3. ….. ho letto la relazione del dott.Montanari sulle nanoparticelle, e tutto ciò che ne consegue, e al fatto che in tutti i vaccini da lui esaminati si sono riscontrati in essi. Quindi mi domando, i militari che devono fare decine di vaccini, e poi in fondo vero che intaccano la loro salute irrimediabilmente provocando ogni sorta di malattia !

  4. Gent.li, con queste risposte comprendo di essere stata capita nella mia domanda.. non so che dire, se non che ai militari vengono fatti cmq troppi vaccini. Ma capisco la vostra spiegazione e la ritengo molto chiara. Ma che il vaccino sia un’arma in mano di …… io ne sono convinta, e lo eliminerei completamente dalla società. Penso anche che ogni fisico reagisce a suo modo, unico e inconfondibile, legato a tutta la sua verità, che è appunto unica.. Noi non possiamo sapere fino in fondo come reagirà oggi o fra quarant’anni un corpo fisico danneggiato,e nel caso dei vaccini in maniera così diretta! C’è una frase che ricordo sempre: ” In realtà sono le teorie che fanno avanzare la scienza”. Ben vengano, ma è così . Oltre questo Vi ringrazio caldamente, sempre molto interessata a ciò che comunicate.

    P.S. leggo ora la risposta di Nuovorisorgimentoblog, Sono perfettamente d’accordo con lui! ! Capisco ciò che la Redazione risponde, lo capisco, ma ciò che viene dichiarato da lui è qualcosa di veramente terribile, chiunque conosca la verità sui vaccini a questa rivelazione, non può che disperarsi nella sua compassione, sapendo ciò che ha comportato questo a tutte quelle “povere” persone. E’ chiaro che poi quello che viene fatto ai neonati è altrettanto terribile. TERRIBILE. E’ proprio per questo che ho agito quando è nato l mio nipotino. Ho chiesto il coraggio al Divino e ho agito.
    Non dimentichiamo la frase di Ghandi: Un individuo cosciente ed in piedi è più pericoloso per il potere di 10.000 individui addormentati e non coscienti.

    Non smetto di aver fiducia in ciò che E’ !

  5. meritano rispetto e non vanno trattati come bestie!

    Siamo perfettamente concordi ma se si pretende credibilità, bisogna essere credibili su tutta la questione che coinvolge non solo i vaccini ma anche bombe, poligoni di tiro, scenari di guerra e quanto altro ancora.

    Accusare solo i vaccini squalifica la posizione di coloro che lavorano seriamente sulla complessità dei danni vaccinali, soprattutto legati all’infanzia, e che deve essere al di sopra di ogni possibile critica.

    Mischiare le evidenze lampanti dei tanti danni vaccinali dell’infanzia [danni neurologici] con le molte ipotesi correlate ai danni riportati dai militari [tumori] comporta una perdita di credibilità per coloro che denunciano i primi e una sorta di etichettatura per coloro che denunciano i secondi, tutto a beneficio di coloro che giocano e lucrano sulla salute di entrambi.

    Per questo motivo l’informazione deve essere disinteressatamente a 360°, nel pieno rispetto del cittadino che ha tutto il diritto di conoscere come stanno realmente le cose, dalla viva mano di chi, come la Dott.ssa Gatti, vive in prima persona tutte le valutazioni del caso e delle quali vengono rese note solo questioni di comodo.

    Tutti meritano rispetto e giustizia a favore della verità!

  6. nuovorisorgimentoblog // 20 ottobre 2012 alle 14:23 //

    Io nell’esercito ci sono stato per svariati anni, ho vaccinato decine di mlitari (lavoravo in infermeria) e molto speso somministravo nello stesso giorno (perchè costretto) MORUPAR (morbillo,paroite,rosolia) antinfluenzale, epatite b, antimeningococcica ed antitifica (la pillolina), tutto per accelerare i tempi, mettere in regola i militari dal punto di vista sanitario e renderli idonei alla missioni estere (si fà per dire). E’ uno schifo…………..i soldati sono carne da macello al servizio della Nato, della loro salute non importa niente a nessuno. Non dimentichiamoci che i militari sono i figli dei poveri che, non trovando nulla di meglio da fare, sono costretti ad arruolarsi (questa è la verità non prendiamoci per i fondelli)………quindi meritano rispetto e non vanno trattati come bestie!

  7. Buongiorno Sig.ra Isabella, confermiamo quanto esposto da Gabriele.

    penso ci sia qualcosa che nn va in quest’articolo!!

    Noi vediamo “qualcosa che non va” nel fatto che due quotidiani come La Repubblica e Il Fatto Quotidiano [di cui la Dott.ssa Gatti è anche blogger] non hanno pubblicato questo articolo. Perchè?

    Non è nostro compito trovare la risposta.

  8. Buongiorno Sig.ra Isabella

    Premesso che la Redazione non è solo il sottoscritto, e mi fornisce lo spunto per informare i lettori che sono coinvolti in questo progetto anche miei colleghi che non appaiono nell’elenco pubblico dello Staff, potrebbe gentilmente spiegare cosa non va in questo articolo?

    Provo a fornire una risposta richiamando lo scritto del Dott. Montanari:

    […] mi si chiede un parere sui cancri (ho detto cancri e non altre malattie) di cui soffrono con una certa frequenza i militari. Poiché esiste un movimento che dell’origine di questi addossa la responsabilità ai vaccini, la domanda che mi si pone è se l’accusa risponda a verità.

    Il mio parere sui vaccini è noto e la mia scarsa simpatia si aggrava quando questi vengono somministrati congiuntamente e senza indagini preliminari sul soggetto ricevente, tanto che, almeno per un certo periodo, l’organismo non potrà che risultare debilitato e non completamente all’altezza di reagire ad eventuali attacchi d’inquinanti o, comunque, di patogeni.

    Naturalmente io non posso sapere che cosa effettivamente ci sia in ciascuno di quei prodotti, stante l’insufficienza dei controlli e, per quelli effettuati, la loro inaffidabilità, ma bisogna tener conto di fatti puramente scientifici senza cedere a tentazioni da tifosi di calcio. E i fatti dicono che in pochi centimetri cubici di farmaco la quantità di polveri eventualmente contenute non può essere particolarmente rilevante.

    A mio parere, solo nel caso in cui quelle particelle entrassero nel nucleo delle cellule, cosa la cui possibilità noi abbiamo dimostrato già nel 2001, si avrebbe una probabilità di scatenare un cancro per interferenza con il DNA. Questo meccanismo è diverso da quello, decisamente più comune, di una cancerogenicità dovuta alla formazione di un tessuto infiammatorio che circonda e isola accumuli di particelle inorganiche e non biodegradabili come avviene per gl’inquinamenti da aria e da cibo. In questo caso, perché la malattia si evidenzi le quantità di particolato devono essere ben maggiori di quelle che possono essere inoculate con un’iniezione.

    Altra cosa è per le patologie neurologiche come, per esempio, Alzheimer, Parkinson, autismo, o difficoltà di apprendimento. In quei casi, sempre a mio parere, bastano quantità relativamente ridotte di polveri per innescare la malattia. Se si ha la scalogna che queste raggiungano certe zone del cervello, allora insorgono i guai.

    Sempre restando a quello che è un parere, incolpare i vaccini dei cancri nei militari (ho detto cancri e non altre malattie) è cosa che non ha la minima base scientifica e manca anche il barlume di qualche indizio credibile. Sostenere tesi di questo genere rischia di squalificare chi sui vaccini e sulle loro controindicazioni lavora con obiettività, visto che chi non gradisce dubbi su un business colossale non esiterà a fare d’ogni erba un fascio, omologando scienziati a ciarlatani. […]

    Anche a mio avviso, fare d’ogni erba un unico fascio, comporta un pericolo totale che si ripercuote esclusivamente a discapito dei danni vaccinali che insorgono nell’infanzia.

    Vorrei invitarla a trovare il denominatore comune che si occupa in Italia di “militari-vaccini-autismo”: il nome di quel denominatore corrisponde sempre alla stessa persona!

    Sarà un caso?

    A volte, per raggiungere l’oro di importanti cariche Istituzionali, è molto più conveniente creare confusione anzichè esprimere una posizione critica e scientifica come è sempre stata la mission di questo sito nei confronti dei danni vaccinali nell’infanzia.

    La Dott.ssa Antonietta Morena Gatti [moglie del Dott. Montanari] “non assolve le pratiche vaccinali” e porta a conoscenza dei lettori [a differenza de La Repubblica e Il Fatto Quotidiano] altri aspetti della vicenda legata ai cancri [ripeto cancri e non altre malattie] insorti nei militari. Aspetti che, per l’appunto, non hanno nulla a che vedere con i danni vaccinali dell’infanzia in bambini di 3 mesi.

    In seno alla Commissione Uranio Impoverito la Dott.ssa Antonietta Morena Gatti ha sostenuto che gli effetti delle bombe all’uranio come quelle al tungsteno non fanno bene alla salute nè dell’uomo nè dell’ambiente. Ha pure sostenuto che c’è la possibilità che vaccinazioni multiple possano dare effetti collaterali.

    Il problema è che i nostri soldati sviluppano tumori, leucemie, linfomi, ma mai nessuno è caduto nell’autismo regressivo, inteso come encefalite/encefalopatia post-vaccinale.

    Se questi danno effetti collaterali i sintomi si sviluppano velocemente, anche nelle prime 48 ore per poi evolvere in encefalopatia [spesso non diagnosticata e nemmeno sospettata nel bambino per le ovvie differenze con un soggetto adulto] e non dopo molti anni come nel caso dei soldati che tra l’altro non presentano encefalopatie, disturbi dell’apprendimento o quanto altro di neurologico rilevato nei bambini!

    Ci sono troppe differenze lampanti per cui il caso di tanti bambini non si può paragonare alle malattie dei soldati o agli abitanti di Quirra.

  9. Gabriele nn capisco, penso ci sia qualcosa che nn va in quest’articolo!!

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