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AUTISMO: l’Italia s’è desta!

Ci sono più bambini con autismo di quelli colpiti da diabete, aids, cancro, paralisi cerebrale, fibrosi cistica, distrofia muscolare e sindrome di down messi insieme.

E' triste dirlo ma questa è una frase che a noi suona familiare, e le Istituzioni hanno impiegato qualcosa come 3 anni da quando l'abbiamo pronunciata per la prima volta a voce del nostro collega Gabriele Milani.

Si stima che il numero di soggetti coinvolti da questa sindrome raddoppi ogni 6 anni e che tra 5 anni potrebbe colpire 1 bambino su 50, ovvero un maschietto ogni 31.

Sono numeri da far rabbrividire chiunque anche i più incalliti dei debunkers che sono scappati a gambe levate ogni volta che hanno cercato di ostacolare il nostro percorso informativo. L'ipotesi che nel 2020 la patologia colpisca 1 bambino ogni 10 è tutt'altro che allarmistica: quanto pensate che siamo stupidi?

Paola Binetti, Udc, ha promosso il convegno "Autismo oggi. Lo stato dell’arte", per riaccendere l’attenzione su un disturbo in continua espansione e che compromette la capacità di una persona di interagire e di comunicare con gli altri, interferendo con gli aspetti più significativi dell’essere umano. Il Convegno si è svolto in data 4 ottobre presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini a Roma.

Le comunità scientifica e politica “devono essere sensibili a queste problematiche – ha sottolineato la deputata – è importante legittimare gli approcci proposti con rigore e serietà, garantendo ad operatori responsabili la possibilità di accedere alle differenti terapie”.

Per la Binetti  [e non solo] le recenti Linee Guida presentate dall’ISS lo scorso gennaio “sembrano sbilanciate, non essendo capaci di garantire i diversi modelli di trattamento. Sono convinta della necessità di integrare i modelli terapeutici seri nelle varie fasi del percorso evolutivo del soggetto autistico”.

La comunità scientifica “valorizzi ciò che c’è di buono negli approcci proposti perché occorre una risposta multipla e integrata – ha concluso Binetti – la politica deve fare la sua parte, garantendo la pluralità dei modelli terapeutici definiti in un contesto responsabile e trovando risorse economiche per aiutare le famiglie nel rispetto della loro volontà”.

Tutto ciò che è seguito dopo, e che non riportiamo per rispetto dei soggetti e delle famiglie coinvolte, riguardava i soliti interventi di presunti esperti in rappresentanza dei vari interessi da bottega gestiti dai soliti quattro burattinai.

A questi quattro burattinai inviamo un messaggio molto chiaro: “cambiate la vostra ideologia, non sottovalutate la corrente innovativa che giunge dall’interno degli ospedali e dai professionisti impegnati quotidianamente all’assistenza di questi bambini, tutt’altro che malati psichiatrici a cui destinare opinabili psicofarmaci. Impegnatevi seriamente, non per le vostre poltrone, a impedire la prosecuzione di un “avvelenamento” dei bambini indotto da scriteriate campagne vaccinali, altrimenti sarete considerati gli unici responsabili per aver contribuito a rovinare un’intera generazione di bambini. Arriverà presto il giorno in cui dovrete rispondere ai genitori del vostro operato, per esservi resi complici di questi crimini contro l’umanità”.

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6 Commenti su AUTISMO: l’Italia s’è desta!

  1. Se posso inserirmi, basta leggere uno dei tanti studi che analizza una delle tante ipotesi in merito a come i vaccini coniugati possono predisporre i bambini allo spettro autistico http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21993250. Credo che ormai siamo di fronte al segreto di pulcinella.

  2. Buonasera Sig. Simone,
    certamente le Sue conoscenze in merito al sequenziamento di DNA non La rendono così estraneo ai lavori. Inoltre, non esiste alcun inesperto quando ci si interessa alla problematica. A volte sono molto più esperti coloro che, dotati di buon senso, amano definirsi inesperti, rispetto a coloro che invece adorano sentirsi esperti: è sempre una questione di approccio individuale.

    Lei scrive giustamente che l’autismo, e ci è voluto un bel po’ di tempo per arrivare a questo concetto, è principalmente causato da “fattori ambientali”. Pertanto, La Sua domanda non è affatto provocatoria, è pertinente ma necessità comunque di alcuni approfondimenti.

    La variazione delle statistiche è possibile correlarla alle vaccinazioni a seguito dei numeri sempre più frequenti di vaccini che vengono inoculati nei bambini, infarciti di varie sostanze le cui proprietà terapeutiche sono tutt’altro che dimostrate.

    Come spiegava magistralmente il Dott. Montanari in un Suo intervento

    Un concetto fondamentale che, pur semplice e alla portata di chiunque, pare sfuggire alla considerazione è la difficoltà, fino non di rado all’impossibilità, di prevedere quali possano essere gli effetti reali di una mistura di composti chimici quando li s’introduce in un corpo vivente. Più un organismo è complesso – e quello umano è, in assoluto, il massimo della complicazione su questo pianeta – più marcata diventa l’imprevedibilità. Per rendersi conto di questo ricorrendo all’esperienza comune, basta considerare il fenomeno delle allergie e delle sensibilità. Ecco, allora, che i conservanti, gli stabilizzanti, gli adiuvanti, gli antibiotici e gli eccipienti vari che formano ormai di regola la composizione dei vaccini disponibili complicano il pronostico relativo alle reazioni del vaccinando. Non mi soffermo su componenti come i composti già usatissimi di Mercurio e quelli di Alluminio perché anche le autorità di controllo sono state costrette da evidenze pagate a suon di complicanze irreversibili a limitarne l’impiego. Ma le complicazioni non si fermano qui. La pratica corrente è quella di somministrare vaccini polivalenti, cioè mirati contro non una ma una serie di malattie, con questo obbligando l’organismo a qualcosa che non esiste nel suo bagaglio naturale: contrarre contemporaneamente un elenco di patologie e produrre gli anticorpi del caso.

    Con le recenti disposizioni in materia vaccinale si parte già dal primo giorno di vita a somministrare il vaccino anti-epatite B: quante probabilità avrà mai un neonato di 1 giorno di scambiarsi sangue infetto o avere rapporti sessuali non protetti?
    Nei primi giorni di permanenza in ospedale, il neonato viene sottoposto ad esami di screening obbligatori, tra i quali il test di Guthrie per escludere la fenilchetonuria, l’analisi per l’ipotiroidismo congenito e per la fibrosi cistica. Solitamente se tutto è a posto il neonato torna velocemente a casa propria.

    Quale è l’alimento principe? Il latte materno, a volte il latte artificiale. In entrambi i casi, bugiardino o non bugiardino, l’alimentazione è questa ed è ipercontrollata dalla fantastica sensibilità di genitori attenti e premurosi.

    Arriviamo così ai 3 e 4 mesi d’età, fatidico momento in cui iniziano le inoculazioni del primo esavalente e del secondo esavalente. Soprattutto con l’inoculo del secondo esavalente iniziano a manifestarsi i fenomeni di “positive re-challenge”, soprattutto a carico del sistema immunitario, che destabilizzano la naturale fisiologia del bambino. Iniziano a manifestarsi candidosi, otiti ricorrenti, gastroenteriti, reflussi gastro-esofagei, disfunzioni immunitarie, disfunzioni sensoriali, allergie, tutta una serie di situazioni che influiscono sul benessere psicofisico del neonato. Purtroppo non è tutto così “normale” come spesso affermano i Pediatri. I neonati non possono mangiare un pomodoro, oppure del formaggio grana, almeno fino ai 6 mesi però due esavalenti in meno di 60 giorni sono consigliati? Difficile non cogliere il controsenso scientifico.

    Il pomodoro attiva sostanze simili all’istamia e può produrre orticaria, il vaccino anche può produrre allergie qualora il soggetto è sensibile a uno dei componenti del vaccino? Come facciamo dunque a sapere se il soggetto manifesterà allergie a questi componenti se, a volte, nemmeno coloro che inoculano i vaccini ne conoscono il contenuto? Sarebbe auspicabile, come pensiamo noi, poter garantire dei test di screening pre-vaccinali così si valutano le suscettibilità immunitarie dei riceventi e i genitori possono decidere in tuttà serenità.

    Le femminucce sono più brave a combattere certe “sostanze cattive” per una questione di ormoni, ma possiamo anche informarLa sul fatto che una femminuccia autistica ha complessità molto più gravi di un maschietto autistico.

    Se un neonato parte con notevoli “disfunzioni e fragilità biologiche” a carico del proprio organismo è più che naturale che rimarrà esposto a una serie di insulti [i famosi “fattori ambientali”] che proseguiranno ad acuire il suo precario stato di salute. Un neonato, a differenza di un adulto, non acquisisce da subito il linguaggio ed è per questo che non è possibile avere un metro di paragone per stabilire con matematica certezza il momento in cui si verifica l’impatto negativo. Provi a pensare a quando un adulto è colpito da un ictus. I problemi neurologici saltano subito all’occhio per le difficoltà del linguaggio, le deviazioni dello sguardo, la perdità di tonicità muscolare e altro ancora di correlato. Nei neonati è molto difficile comprendere questo insulto, a meno che non si verifichi un evento talmente tragico che preferiamo non raccontare in questa sede.

    Tutto questo ragionamento può essere assunto e riassunto come prova scientifica? La risposta è SI’ e lo spiega anche la Merck.

    La Merck afferma nel suo complesso manuale che

    “l’encefalite è l’infiammazione del cervello che si verifica quando un virus infetta direttamente il cervello o quando un virus o qualche altra cosa innesca l’infiammazione. L’encefalite può avvenire in diversi modi. Un virus infetta direttamente il cervello. Un virus che ha causato un’infezione in passato si riattiva e danneggia direttamente il cervello. Un virus o un vaccino innescano una reazione che rende il tessuto cerebrale attaccabile dal sistema immunitario (reazione autoimmune)“

    L’Autismo e la Sindrome da Morte in Culla (ovvero Sudden Infant Death Syndrome – SIDS) sono elencati nello stesso manuale come “eventi avversi segnalati durante l’uso post-approvazione“ dei vaccini. “Gli eventi sono stati inclusi in questa lista per la loro gravità o per la frequenza di segnalazione“. Questo è un potente atto d’accusa!

    L’unico bugiardino al mondo che riporta l’Autismo come reazione avversa in fase post-approvazione è il TRIPEDIA della Sanofi. E’ un caso isolato?
    Non è un caso isolato perchè negli Stati Uniti vi sono bugiardini di alcuni vaccini che riportano una dizione che è tutta un programma:”l’encefalite è una reazione – rara – con possibile sequela evolutiva nell’autismo“.

    Non spetta a noi spiegare perchè in Italia c’è una progressiva omissione di informazioni e soprattutto manca da sempre un registro di report dei danni vaccinali. E’ certo che i danni cerebrali, come l’Autismo, hanno la loro base d’impianto primaria nelle scriteriate campagne vaccinali che sono proposte ai nostri figli e qualcosa va rivisto, poi arriva tutto ciò che chiamiamo “fattori ambientali”.

    Cordialmente, auguriamo una buona serata!

  3. Premessa: lavoro in un istituto di ricerca di base che effettua principalmente sequenziamento di DNA. Sono un informatico, con laurea e dottorato in informatica. Non ho mai seguito alcun corso di medicina. Mi sembra poco scientifico inferire che il dominio appliedgenomics mi renda un addetto ai lavori.

    Sempre da inesperto, inferisco dalle informazioni riportate al commento precedente che l’autismo non e’ dovuto da una mutazione genetica ma da una “contaminazione” ambientale. La mia domanda forse poteva sembrare provocatoria ma, sempre da inesperto, non vedo perche’ la variazione delle statistiche sull’autismo sia da correlarsi ai vaccini. Non potrebbe essere l’ambiente ed i materiali che circondano i bambini che stanno cambiando (si veda l’esclusivita’ di produzione di giocattoli in un solo paese al mondo, con regole quasi nulle; e poi non dimentichiamoci degli alimenti che sono molto meno controllati dei farmaci: chi ha mai aperto una confezione alimentare e si e’ ritrovato all’interno un bugiardino?).

    Se poi mi si dice che “cambia la diffusione [prevalenza] della malattia tra maschi e femmine [4 a 1]” allora mi viene da escludere i vaccini come possibili fonti di causalita’ in quanto i vaccini sono dati a tutti, maschi e femmine, anche se non escludano che le femminucce possano essere piu’ brave a combattere le “sostante cattive”.

    Con questo non voglio dire che i vaccini non possano essere una causa, voglio solo capire se c’e’ una prova scientifica (senza entrare nel merito del perche’ ci sia o meno tale prova).

    Concludo ringraziando gli autori del sito che mi hanno fatto meditare sui vaccini e sul pericolo attuale sull’esavalente distribuito in Italia e fatto almeno posticipare di due mesi il vaccino alla mia piccola di due mesi (ci avevano fissato l’appuntamento a due mesi e 4 giorni, ora e’ stato spostato a 4 mesi di eta’).

  4. Ill.mo Sig. Simone, affermare di conoscere pochissimo l’argomento quando si presenta con un dominio “appliedgenomics.org” crediamo sia inappropriata come affermazione. Noi apprezziamo i confronti chiari, senza giochetti a nascondino.

    Comunque, per rispondere alla Sua domanda, partiamo appunto dall’argomento principe di questo sito. La correlazione causale esiste, non solo in ragione del “principio del ragionevole dubbio” enunciato dai numerosi riconoscimenti di danno vaccinale a livello mondiale, ma anche per una questione di terminologia che in Italia è utilizzata in modo folkloristico e spesso a sproposito.

    L’autismo è una diagnosi prettamente comportamentale, ma “biologicamente determinata”. Da che cosa? Possibile che alle soglie del 2012, malgrado gli ingenti cpaitali investiti nella ricerca, ancora nessuno effettui esami approfonditi sull’aspetto biologico di ogni singolo individuo? Possibile che la correlazione è determinata esclusivamente da studi indipendenti non allineati alle cosiddette Big Pharma?

    I vaccini causano encefaliti, encefalopatie, crisi epilettiche, carenze del sistema immunitario, problemi gastrointestinali: quando incorrono tutte insieme nello stesso soggetto, non sono forse segnali di un disordine biologico?
    Quale differenza possiamo mai riscontrare tra un soggetto etichettato come autistico e un soggetto affetto da encefalopatia, intesa come patologia cerebrale? Ebbene, nessuna!
    L’encefalopatia post-vaccinale provoca sbalzi d’umore, provoca dolore estremo, causa disattenzione e impulsività, provoca aggressività, provoca problemi di equilibrio e difficoltà relative al proprio ambiente, ovvero tutte caratteristiche che sono proprie di un soggetto definito “autistico”.
    L’Encefalopatia letteralmente significa malattia del cervello, in campo medico rientra nella categoria delle malattie metaboliche, tossiche, immunitarie, allergiche, neoplastiche e degenerative del cervello.
    L’Encefalopatia altera le funzioni del cervello, ciò può essere causato da agenti infettivi, malfunzione dell’organismo, tumore, prolungata esposizione ad elementi tossici, denutrizione, emorragia, inoculazione indotta di agenti infettivi, sostanze neurotossiche proprie dei vaccini e anche inquinanti presenti nei vaccini come quelli trovati dall’équipe del Dott. Montanari.
    Per le patologie neurologiche come, per esempio, Alzheimer, Parkinson, Autismo o difficoltà di apprendimento, bastano quantità relativamente ridotte di polveri per innescare la malattia. Se si ha la scalogna che queste raggiungano certe zone del cervello, allora insorgono i guai.
    Negli ultimi decenni l’Autismo è in crescita costante con un incremento annuo del 13% a tal punto che, attualmente, negli Stati Uniti si stima 1 bambino ogni 29 per la fascia d’età dei 3 anni: maschi, in misura crescente, e sempre più giovani. Per l’Italia siamo arrivati, come sempre, molto tardi a svegliarci.
    Se la componente fondamentale fosse genetica [come invece vogliono farci credere], avremmo una percentuale e anche una distribuzione stabile della malattia in entrambi i sessi.
    Invece aumenta nel tempo il numero di persone con Autismo e cambia la diffusione [prevalenza] della malattia tra maschi e femmine [4 a 1].
    Proseguiremo all’infinito a richiamare l’attenzione sul fatto che perché una malattia possa definirsi “genetica”, deve essere causata dalla MUTAZIONE di uno specifico gene, cioè una modificazione della struttura del gene che abbia un impatto sulla funzione del gene stesso. Inoltre tale mutazione deve essere riscontrata in tutte le persone che esprimono clinicamente la patologia!
    Nonostante gli ingenti capitali investiti nella ricerca in tutto il mondo, ad oggi, non è stata identificata alcuna MUTAZIONE GENETICA specifica per l’Autismo regressivo.
    Il riscontro sporadico di polimorfismi di geni, per lo più implicati nei sistemi di naturale detossificazione, rafforza ulteriormente la tesi dell’origine non genetica della malattia.
    Il polimorfismo di un gene, infatti, rappresenta una variante sub-strutturale di un gene che non ha impatto sul buon funzionamento del gene stesso.
    Tale aumento di casi non può essere imputato nemmeno ad una miglior diagnosi, visto che la diagnosi è tutt’ora clinica, quindi non richiede esami di laboratorio nè di imaging neurologica o di elettroneurofisiologia di recente messa a punto; manca, inoltre, un corrispondente numero di autistici in età matura, contrariamente a quanto dovrebbe accadere se si trattasse di una malattia sempre esistita nella presente misura. Da ultimo all’aumento dei casi diagnosticati non ha fatto seguito la diminuzione di altre diagnosi neuropsichiatriche.
    I vaccini sono veicolo di numerose e svariate sostanze tossiche biologiche e di molecole inorganiche ed organiche altamente tossiche come mercurio [mai eliminato del tutto, ancora presente da 0,5 a 25 mcg], alluminio [la dose tossica è di 60 mcg/kg – un esavalente ne contiene 935 mcg], oltre a formaldeide, gelatine, polisorbati, antibiotici, inquinanti e soprattutto DNA estraneo.
    Il DNA estraneo, chiamato anche DNA ricombinante [rDNA], è un termine che chi assume farmaci non conosce, tuttavia basta solo il buon senso per capire la sua pericolosità e il vaccino esavalente illegale che somministrano nell’infanzia è prodotto con la tecnica a DNA ricombinante.
    L’American Biologic Safety Association [ABSA] ha classificato il DNA ricombinante [rDNA] come un rischio biologico e ha fornito delle direttive specifiche sul suo utilizzo.
    I metalli pesanti esercitano un effetto tossico diretto sul cervello, distruggendo sistemi enzimatici e organuli cellulari e creando una sorta di crisi energetica delle cellule. La loro tossicità aumenta con l’aumentare delle dosi ricevute e quindi con il loro accumulo.
    I vaccini virali contengono inoltre virus neurotossici vivi, seppur attenuati. E’ noto da tempo che essi possono causare malattia neurologica quando somministrati in soggetti immuno-compromessi o nel caso in cui il virus vaccino si rivirulenti. I vaccini possono anche diventare veicolo di altri virus e/o di batteri che infettino le colture cellulari usate per la produzione, tant’e’ che nella filiera produttiva vengono impiegati antibiotici, disinfettanti, tra cui il più potente tossico biologico presente in natura: il mercurio.
    Rispetto a molti anni fa, i vaccini anti-infettivi per l’infanzia, vengono altresì somministrati più precocemente [da 0 anni] e in numero assai elevato, senza molti riguardi per i bambini riceventi, visto che, in pratica nessuna fascia di età, condizione di fragilità o di malattia conclamata della popolazione infantile è considerata a rischio di reazioni avverse o complicanze, come si può evincere dalle più recenti indicazioni e raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità.
    Colpisce negativamente che la manifestazione di sintomi neurologici gravi come le convulsioni, la mancata progressione dello sviluppo psicomotorio o il suo arresto, oltre a malattie neurologiche identificate e conclamate, non siano considerate situazioni di rischio per lo sviluppo di reazioni avverse alla somministrazione di farmaci intrinsecamente neurotossici come i vaccini anti-infettivi.

    Il nesso temporale va valutato caso per caso e la prova scientifica è possibile stabilirla anche tramite altri criteri, tra cui ad esempio “il caso controllo di se stesso” [case crossover – ndr] che si applica ad un singolo soggetto che assume al tempo stesso il ruolo di caso e di controllo di se stesso.

    Le scientificità degli eventi causali, sono arbitrariamente definite dalla medicina accademica attraverso metodologie “eticamente discutibili” che abbiamo ampiamente trattato e che La invitiamo a consultare.

    Grazie per la visita.

  5. Salve, tiriamo in ballo l’argomento principe di questo sito. Correlazione causale tra autismo e vaccini.

    Vorrei sapere se esistono correlazioni causali tra i vaccini che iniettano nei nostri bimbi e l’autismo.
    La parola causale l’ho aggiunta per esplicitare che se l’autismo, per ipotesi (ne so pochissimo a riguardo), si sviluppasse a 1-1,5 anni per cause naturali e/o indipendenti dai vaccini, allora si potrebbe cadere in tentazione di dire che i vaccini causano l’autismo perche’ iniettati pochi mesi prima.

    Il nesso temporale non implica vera causalita’ e non mi sembra una prova scientifica. Vorrei sapere se esistono prove scientifiche di causalita’ tra vaccini ed autismo.

  6. eeeeh… si. !

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