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I ceppi di cellule umane nello sviluppo dei vaccini

Le terminologie di ceppo cellulare e di linea cellulare sono spesso utilizzate in modo intercambiabile in molti articoli che riguardano le vaccinazioni.  In questo articolo, il termine ceppo cellulare è utilizzato per descrivere la coltura di un unico tipo di cellula. Invece, il termine linea cellulare è utilizzato per descrivere una coltura immortale di un unico tipo di cella, ovvero una cellula che si replica all'infinito, come la nota linea cellulare HeLa [prime cellule umane immortalizzate propagate in vitro] avviata da cellule tumorali prelevate da Henrietta Lacks [morta nel 1951 a causa di un cancro della cervice uterina].

Gli animali sono stati prevalentemente utilizzati nella produzione di vaccini umani quando nel 1800 iniziarono a organizzarsi coloro che, nell'esercizio di questa pratica [non erano medici], raccoglievano il virus del vaiolo bovino dalle croste delle mammelle delle vacche malate e le insufflavano nel naso dei soggetti umani. Da quel momento, e fino alla prima metà del 20° secolo, la maggior parte dei vaccini prosegue ad essere sviluppata con l'uso di animali, attraverso l'utilizzo di cellule animali o di animali vivi potenzialmente patogeni.

Molti vaccini e prodotti anti-tossine sono stati sviluppati con la convinzione del successo, anche se l'utilizzo specifico di animali - soprattutto vivi - nello sviluppo dei vaccini non è mai stato l'ideale. Gli animali destinati alla ricerca sono costosi e richiedono un monitoraggio estensivo, sia per garantire la loro salute che la validità scientifica della ricerca. Essi possono essere portatori di altri batteri e virus che possono contaminare il ciclo finale, come avvenne con i vaccini antipolio alla fine del 20° secolo che erano prodotti con le cellule di scimmia, dove fu rilevata la presenza del virus SV40 [Simian Virus 40]. Inoltre, alcuni agenti patogeni, come il virus della varicella, non crescono bene nelle cellule animali.

Lo sviluppo dei vaccini attuato attraverso l'utilizzo di prodotti di origine animale e non di animali vivi, come ad esempio il vaccino antinfluenzale coltivato nelle uova di pollo, può essere ostacolato o interrotto se scende la disponibilità di prodotti di origine animale. Se, per esempio, una malattia dovesse colpire i produttori di uova di pollo, potrebbero calare drasticamente le quantità di uova da destinare allo sviluppo dei vaccini  antinfluenzali stagionali, portando a una grave carenza di vaccini.

Per queste ed altre ragioni, utilizzare tecniche di coltura cellulare per produrre virus vaccinali in ceppi cellulari umani ha rappresentato un significativo passo in avanti per le industrie farmaceutiche.

Come lavorano le colture cellulari

Le colture cellulari coinvolgono una serie di cellule che crescono su una piastra di coltura, spesso con un mezzo di supporto per la crescita costituito da collagene. Una coltura cellulare primaria consiste in cellule prelevate direttamente dal tessuto dell’organismo vivente, può contenere più tipi di cellule come i fibroblasti, le cellule epiteliali e le cellule endoteliali.
I ceppi cellulari, comunque, sono progettati per essere una coltura che contiene un solo tipo di cellula. Tutto ciò viene effettuato prendendo sottocolture, dalla coltura originale, fino a quando rimane solo un tipo di cellula. Le colture primarie possono essere manipolate in molti modi differenti allo scopo di isolare un unico tipo di cellule; per esempio, è possibile centrifugare la coltura per separare le cellule di grandi dimensioni da quelle di piccole dimensioni. Al termine del procedimento, quando rimane un unico tipo di cellula, i ricercatori possono cercare di stabilire la linea cellulare. Le linee cellulari consentono un’osservazione continua e un’azione di controllo che non possono essere eseguite in colture tissutali di maggiori dimensioni.

Le linee cellulari possono essere soggette al limite di Hayflick, una regola determinata dal ricercatore Leonard Hayflick, che impone un numero massimo di divisioni cellulari [circa 50] a cui possono andare incontro le cellule. Infatti, Hayflick ha determinato che una popolazione di cellule normali si riproducono solo un numero finito di volte prima di terminare a riprodursi. Tuttavia, in contrasto con questa regola, alcune cellule possono essere immortalate. Tutto questo avviene solo quando le cellule subiscono una qualche mutazione che permette loro di riprodursi all’infinito, come per la cosiddetta linea cellulare HeLa descritta all’inizio.

Utilizzando ceppi cellulari e linee cellulari, i ricercatori possono crescere virus patogeni umani in un particolare tipo di cellula per attenuarli e indebolirli. Un modo, per adattare i virus all’utilizzo nei vaccini, consiste nell’alterarli a tal punto da non essere più in grado di riprodursi nell’organismo umano. Ciò può essere fatto, per esempio, premendo ripetutamente il virus che sta crescendo nelle cellule umane tenute in coltura a temperatura molto più bassa della normale temperatura corporea. Al fine di mantenere la replicazione virale, il virus si adatta a migliorare la propria crescita a temperature basse, perdendo così la sua originale capacità di crescere a temperature corporee normali.

Grazie a questo meccanismo, tutt’altro che validato scientificamente e immune da inquinamento di ogni genere, le aziende farmaceutiche [solo loro e sempre loro] rassicurano che quando il virus è utilizzato in un vaccino e iniettato nel corpo umano a temperatura normale provoca ancora una risposta immunitaria, ma non può replicarsi a tal punto da causare la malattia.

Bene, a giudicare dai danni manifesti causati a un numero inquantificabile di bambini, penso che qualcosa vada rivisto in merito a questo procedimento.

Vaccini sviluppati con l’utilizzo di ceppi cellulari umani

Il primo vaccino utilizzato con l’uso di ceppi cellulari umani è stato il vaccino per la rosolia creato da Stanley Plotkin al Wistar Institute di Philadelphia.

Nel 1941, l’oculista australiano Norman Gregg si rese conto per primo che la cataratta congenita nei bambini è causata dall’infezione di rosolia contratta dalle madri durante la gravidanza. Nel corso del tempo è stata arricchita la lista degli eventi, arrivando all’attuale definizione di Sindrome da rosolia congenita, che potrebbe causare sordità, malattie cardiache, encefalite, ritardo mentale, polmonite e condizioni ad esse associate. Al culmine di un’epidemia di rosolia che iniziò in Europa e si diffuse negli Stati Uniti a metà negli anni ’60, Plotkin stimò che l’1% di tutte le nascite avvenute al Wistar Institute di Philadelphia erano affette da Sindrome da rosolia congenita. In alcuni casi, le donne che avevano contratto la rosolia durante la gravidanza interruppero volontariamente la stessa per non esporre il nascituro alla sindrome.

Durante questi percorsi abortivi, i feti vennero inviati presso il laboratorio di Plotkin dove si studiava il vaccino anti-rosolia. Analizzando i reni dei feti, Plotkin trovò e isolò il virus della rosolia. Separatamente, Leonard Hayflick [che lavorava anche lui per il Wistar Institute in quei tempi] sviluppò un ceppo cellulare da feto abortito. Molti virus, incluso quello della rosolia, crebbero bene nel ceppo cellulare risultante, rivelandosi esenti da contaminanti. Il ceppo fu chiamato WI-38.

WI-38 [Istituto di Wistar 38], contenente fibroblasti diploidi di polmone umano provenienti da un feto femmina che è stato abortito perché “la famiglia aveva troppi bambini” [G. al di et di Sven., 1969], come descritto nell’articolo Riflessioni morali sui vaccini preparati con cellule di feti abortiti, fu preparato e sviluppato da Leonard Hayflick nel 1964 [L. Hayflick, 1965; G. al di et di Sven., 1969] e fu catalogato come biomateriale al registro ATCC numero CCL -75. WI-38 è usato per la preparazione del vaccino storico RA 27/3 contro la rosolia [S.A. Al di et di Plotkin 1965].

Plotkin, dopo averlo isolato, crebbe il virus della rosolia nella linea cellulare WI-38 mantenuta a 86° Fahrenheit [30° C], in modo tale che crescesse molto poco rispetto alla normale temperatura corporea, e scelse questo approccio seguendo le precedenti esperienze dei poliovirus attenuati. Dopo che il virus venne coltivato attraverso le varie cellule, a temperature 25 volte più basse, non era più in grado di replicarsi sufficientemente a causare malattia ad una persona sana ma era ancora in grado di sviluppare una risposta immunitaria.

Questo vaccino della rosolia è ancora utilizzato negli Stati Uniti come parte del vaccino combinato MMR. Pochi sono consapevoli del fatto che i vaccini morbillo, parotite e rosolia sono stati somministrati separatamente per un certo numero di anni negli USA con solo lievi aumenti nell’incidenza di autismo infantile prima dell’introduzione del vaccino trivalente nel 1979. Fu solo in seguito all’introduzione di questo vaccino trivalente che l’incidenza dell’autismo infantile ha mostrato un aumento forte e drammatico.

Per l’Italia è utilizzato attualmente il trivalente Priorix della GalxoSmithKline che contiente la seconda linea cellulare umana MRC-5 [Consiglio di Ricerca Medico 5] [umano, polmone, embrionale] [ATCC numero CCL -171], con fibroblasti di polmone umano che provengono da un feto maschio di 14 settimane abortito per “ragioni psichiatriche” da una donna di 27 anni nel Regno Unito. MRC-5 è stato preparato e sviluppato da J.P. Jacobs nel 1966 [J.P. Al di et di Jacobs 1970].

Questioni etiche riguardanti l’uso di colture cellulari umane

Anche se il vaccino contro la rosolia è stato utilizzato per più di 30 anni negli Stati Uniti, il vaccino di Plotkin fu inizialmente ignorato a favore dei vaccini prodotti nelle cellule embrionali di anatra e nelle cellule embrionali di rene di cane. Alla fine del 1960, vi era la preoccupazione diffusa [si rivelò poi esatta] che un vaccino prodotto in una linea cellulare umana potesse essere contaminato da altri agenti patogeni anche se fino ad allora nessuna documentazione comprovava tale timore. Solamente dopo la contaminazione dei vaccini antipolio i ricercatori si orientarono all’uso di linee cellulari umane.

Il vaccino di Plotkin fu autorizzato in Europa nel 1970  e fu utilizzato negli Stati Uniti fino al 1979, data in cui comparve il famigerato trivalente MMR della Merck. Ciò che è decisamente singolare è che dal 2005 il CDC ha dichiarato ufficialmente debellata la rosolia negli Stati Uniti, permane la minaccia di casi importati da altri stati e soprattutto permane in circolazione questo vaccino MPR: il più grande scandalo della medicina.

I gruppi che si oppongono all’aborto hanno sollevato questioni etiche al riguardo del vaccino anti-rosolia di Plotkin e di tanti altri vaccini sviluppati con simili ceppi cellulari umani nel corso degli anni [Riflessioni morali sui vaccini preparati con cellule di feti abortiti].

A causa della loro posizione sull’aborto, i membri della Chiesa cattolica hanno più volte chiesto spiegazioni in merito all’utilizzo di vaccini sviluppati in linee cellulari prelevate da tessuti fetali. Questi vaccini includono il vaccino trivalente MPR, il vaccino contro la varicella, il vaccino contro l’epatite A e alcuni vaccini anti-rabbia. La posizione ufficiale del Centro Nazionale Cattolico di Bioetica degli Stati Uniti è che gli individui dovrebbero, quando possibile, non utilizzare tali vaccini. Tuttavia, se il vaccino è sviluppato secondo questo approccio solamente contro una particolare malattia, il Centro di Bioetica afferma che:

Un individuo è moralmente libero di utilizzare il vaccino a prescindere dalla sua convinzione storica in merito all’aborto. La ragione è che il rischio per la salute pubblica, nella scelta di non vaccinare, prevale sulla preoccupazione legittima al riguardo dell’orgine dello stesso.

Il Centro di Bioetica fa notare che i cattolici dovrebbero incentivare le aziende farmaceutiche a sviluppare vaccini futuri senza l’uso di ceppi cellulari provenienti da feti abortiti.

Per affrontare meglio i problemi legati all’utilizzo di ceppi cellulari provenienti da feti abortiti è bene ricordare anche la questione ingredienti, perchè molti affezionati ai lavori faranno notare che le cellule fetali sono utilizzate inizialmente per attivare i ceppi cellulari che serviranno successivamente per la preparazione del virus vaccinale.

Solo le cellule discendenti sono quelle in cui vengono preparati i vaccini. Le linee cellulari in questione sono nate da cellule prelevate da feti abortiti più di 40 anni fa. Da allora le linee cellulari sono cresciute in modo indipendente nelle varie aziende. Le cellule discendenti non sono provenienti dal bambino abortito. Queste cellule non sono formate da una parte del corpo della vittima.

Però, esiste un però molto forte e ben descritto nel libro del Dr. Peter McCullogh, The Foetus As Transplant Donor: The Scientific, Social, and Ethical Perspectives, che descrive i metodi utilizzati per la raccolta di tessuto fetale durante la pratica chirurgica dell’interruzione volontaria di gravidanza in Svezia.

Tengo a sottolineare “Svezia” in quanto l’Interruzione Volontaria di Gravidanza [I.V.G.] in Italia è regolata dalla Legge 194 del 22 maggio 1978, di regola si attua entro i primi 90 giorni al contrario di quanto descritto nella diapositiva qui accanto dove emerge una pratica brutale e non propriamente etica per lo sviluppo dei vaccini, e non ho mai assistito a situazioni del genere

Forano il sacco vitellino di una donna incinta tra le 14  e le 16 settimane, mettono un morsetto alla testa del bambino, tirano la testa in giù nel collo dell’utero, praticano un foro nella testa del bambino e collegano un aspiratore per rimuovere le cellule cerebrali. Da 16 a 21 settimane, dovrebbero somministrare la prostaglandina attraverso l’iniezione nell’utero di una sostanza chimica che induce l’aborto. Nel 50% dei casi, il bambino potrebbe essere vivo, ma questo non li ferma. Aprirebbero semplicemente l’addome del bambino senza anestesia e preleverebbero il fegato, i reni, etc.

In sostanza, se da un lato la storia della produzione dei vaccini trova la sua origine più di 40 anni fa da due soli feti [per scelta materna], questo libro lancia pesanti accuse sulla pratica abortiva eseguita allo scopo della produzione vaccinale.

Vaccini sviluppati utilizzando ceppi di cellule umane

Come abbiamo visto vi sono due linee di cellule diploidi umane che furono originariamente preparate da tessuti di feti abortiti [nel 1964 e 1970] e sono tutt’ora usate per la preparazione di vaccini basati su virus vivi attenuati:

  1. linea WI-38 [Istituto di Winstar 38] contenente fibroblasti diploidi di polmone umano, provenienti da un feto femmina che è stato abortito perché “la famiglia aveva troppi bambini” [G. al di et di Sven., 1969]. Fu preparato e sviluppato da Leonard Hayflick nel 1964 [L. Hayflick, 1965; G. al di et di Sven., 1969] e fu catalogato come biomateriale al registro ATCC numero CCL -75. WI-38 è usato per la preparazione del vaccino storico RA 27/3 contro la rosolia [S.A. Al di et di Plotkin 1965];
  2. la seconda linea di cella umana è MRC-5 [Consiglio di Ricerca Medico 5] [umano, polmone, embrionale] [ATCC numero CCL -171], con fibroblasti di polmone umano che provengono da un feto maschio di 14 settimane abortito per “ragioni psichiatriche” da una donna di 27 anni nel Regno Unito. MRC-5 è stato preparato e sviluppato da J.P. Jacobs nel 1966 [J.P. Al di et di Jacobs 1970];
  3. le altre linee di cella umane sono state sviluppate per le necessità farmaceutiche, ma non sembrerebbero coinvolte nei vaccini disponibili.

Potete consultare i nomi dei vaccini attuali in questo documento ABORTED FETAL CELL LINE PRODUCTS AND ETHICAL ALTERNATIVES che riporta l’elenco dei vaccini dedicati principalmente al mercato degli Stati Uniti e del Canada. Ciò non esclude che non siano presenti anche in Europa, qualche esempio:

  1. i vaccini monovalenti contro la rosolia Meruvax® [Merck U.S.], Rudivax® [Sanofi Pasteur, Fr.], ed Ervevax® [fuori commercio – GlaxoSmithKline, Belgio];
  2. il vaccino combinato MMR [morbillo, parotite, rosolia] contro la rosolia, gli orecchioni ed il morbillo, introdotto sul mercato sotto il nome di M-M-R® II [Merck, Stati Uniti], Trimovax® [Sanofi Pasteur, Fr.], e Priorix® [GlaxoSmithKline Regno Unito];
  3. il vaccino combinato del morbillo, della parotite, della rosolia e della varicella [vivo] PROQUAD [Merck, U.S.];
  4. due vaccini contro l’epatite A. Uno prodotto dalla Merck [VAQTA] e l’altro prodotto dalla GlaxoSmithKline [HAVRIX], entrambi sono preparati con la linea MRC-5 che figura anche in parte del TWINRIX [vaccino contro epatite A e B] della GlaxoSmithKline;
  5. un vaccino contro la varicella, Varivax®, prodotto da Merck che usa WI-38 e MRC-5;
  6. il vaccino contro l’Herpes Zoster [fuoco di Sant’Antonio] ZOSTAVAX® [Merck];
  7. un vaccino contro la rabbia, Imovax®, prodotto da Aventis Pasteur, raccolto da celle diploidi umane ed infette con ceppo di MRC-5, non somministrato routinariamente;
  8. un vaccino contro la rabbia , prodotto da Novartis, raccolto da celle diploidi umane
  9. il vaccino orale contro Adenovirus Tipo 4 e Tipo 7  [Barr Labs] non somministrato routinariamente
  10. un vaccino contro il vaiolo, AC AM 1000, preparato da Acambis con MRC-5.

Per rimanere nella più recente attualità la Crucell, salita alla ribalta in questi ultimi giorni per il ritiro preventivo dei vaccini anti-influenzali, utilizza questo genere di procedimento. La Crucell ha linee multiple di materiale cellulare umano, chiamate PER.C6® technology, commercializzate per produrre su larga scala prodotti biofarmaceutici, come vaccini, anticorpi monoclonali e prodotti di terapia genica.

Della stessa linea PER.C6® technology beneficia la Sanofi Pasteur MSD, fresca di autorizzazione alla commercializzazione di un innovativo vaccino pediatrico esavalente nell’ambito del territorio Europeo di sua competenza. Se l’innovazione è costituita dalle linee cellulari di feti abortiti, possiamo stare certi che aumenteranno le disabilità cognitive nei bambini.

L’unica buona notizia [si fa per dire] arriva dalla Novartis che, seppur anche lei salita alla ribalta in questi ultimi giorni per il ritiro preventivo dei vaccini anti-influenzali e riabilitati velocemente a dispetto degli inquinanti rivenuti in essi, in netta controtendenza abbandona le linee di materiale umano denominate HDCV, utilizzando tecnologie basate sull’impiego di linee cellulari derivate dalle piante [sulla base della linea eugenetica della società canadese Medicago.Inc] per la produzione di vaccini antinfluenzali e per produrre vaccini in caso di emergenza.

Riproduzione riservata ©

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