Reazioni avverse ai farmaci in ambito pediatrico: uno studio interessante

– di Sergio Sussarello –

Di seguito il riassunto di un recente studio pubblicato su Pubmed (1) sugli effetti avversi ai farmaci, dove viene sottolineato anche il rapporto di dipendenza tra industrie farmaceutiche e ricercatori.

L’obiettivo di questo studio  è stato quello di realizzare una review di studi che riportavano informazioni relative alle reazioni avverse da farmaci (ADR) associate all’utilizzo di farmaci per il trattamento della sintomatologia della sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD) nella popolazione pediatrica.

In questo studio sono stati utilizzati i database Pubmed, Embase e PsycINFO fino a giugno 2011. Sono stati inclusi gli studi che riportavano ADR da derivati di amfetamine, atomoxetina, metilfenidato e modafinil nei bambini dalla nascita fino a 17 anni.

Sono stati identificati 43 articoli che riportavano ADR associate a psico-stimolanti nella popolazione pediatrica. La maggior parte degli studi è stata condotta negli Stati Uniti (USA), gli altri in Australia, Canada, Europa, Iran e America Latina.

  • Si trattava di studi randomizzati a gruppi paralleli (N = 28), studi cross-over randomizzati (N = 6) e studi in aperto (N = 9). La maggior parte degli studi è stata condotti in ambienti quali casa e scuola (N = 38).
  • I dosaggi testati variavano da 10 a 70 mg/die per le anfetamine, da 5 a 72 mg/die per il metilfenidato, da 10 a 90 mg/die per l’atomoxetina e da 100 a 425 mg/die per il modafinil. Nella maggior parte degli studi (N = 28) il comparator era rappresentato dal placebo, mentre in 9 studi è stato utilizzato un comparator attivo. Sette studi in aperto non avevano incluso un gruppo di controllo.
  • La durata del trattamento farmacologico variava da 1 a 32 settimane. In particolare variava da 2 a 4 settimane negli studi sull’anfetamina, da 1 a 10 settimane negli studi sul metilfenidato, da 3 a 32 settimane negli studi sull’atomoxetina e da 4 a 9 settimane in studi sul modafinil.
  • Un totale di 8512 bambini sono stati inclusi negli studi clinici, di questi 7244 bambini avevano completato il trattamento: amfetamina (1076), metilfenidato (2092), atomoxetina (3127) e modafinil (949). Le ragioni del mancato completamento del trattamento erano molte, ma le più frequenti erano rappresentate dalla mancanza di efficacia e dall’insorgenza di reazioni avverse. L’età dei bambini inclusi variava da 4 a 17 anni (in media 6-12 anni) e la percentuale di pazienti di sesso maschile negli studi variava da 0 a 100% (mediana 69%).
  • Le informazioni sulle ADR sono state valutate dai genitori dei pazienti in 20 studi, da 54 pazienti in 15 studi e una combinazione di insegnanti/genitori (5 studi) e di pazienti/genitori (tre studi).
  • In quasi tutti gli studi la fonte del finanziamento era rappresentata dalla casa farmaceutica dei rispettivi farmaci e solo 4 studi sono stati finanziati con fondi pubblici. La maggior parte degli autori ricevevano contributi da parte delle ditte produttrici dei farmaci in cambio di attività, quali consulenze scientifiche e presentazione di comunicazioni orali e poster a congressi scientifici.
  • Le ADR di tipo simile sono state aggregate in categorie comuni: variazioni di peso, dolori gastrointestinali, ansia, influenza, tic, alterazioni dei valori di pressione arteriosa, problemi di sonno ed alterazioni della frequenza cardiaca. Le ADR più frequentemente associate a tutti e quattro gli psicostimolanti sono rappresentate da diminuzione dell’appetito, dolori gastrointestinali e cefalea.
  • La maggior parte delle ADR riportate è stata classificata dagli autori come “non grave”. I casi gravi includevano aggressione (amfetamina, metilfenidato), ansietà (amfetamina), disturbi emotivi (amfetamina), insonnia (amfetamina, modafinil) e tentato suicidio (amfetamina).

Conclusioni dello studio: ADR, riferite all’uso di psicostimolanti nei bambini, sono state riscontrate nei test clinici di breve durata. Poiché i farmaci di ADHD sono prescritti per il trattamento a lungo termine si evidenzia un’esigenza di studiarne la sicurezza in questo senso. Le ditte farmaceutiche dovrebbero dare tutte le informazioni sulle ADR per questi farmaci accessibili al pubblico e sarebbero necessari controlli sulle commistioni fra i ricercatori ed i produttori dei rispettivi prodotti.

(1)  http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3256000/

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Informazioni su Laura Caselli 17 Articoli
Amministratrice e cofondatrice del gruppo “Lo Sai“, gruppo nato con lo scopo di denunciare lo sporco gioco di chi sta al potere. Blogger su L'Alternativa e "complottista x caso" su youtube. Figlia di medico chirurgo spec. in Farmacologia Applicata, da qualche anno è impegnata nella ricerca approfondita in ambito vaccinale.

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