Vaccini e cancri

Credo che la mia posizione sui vaccini, almeno così come sono prodotti e somministrati oggi, sia chiara. A dispetto delle ingenuità sparacchiate da qualche tromboncino dell’Istituto superiore di sanità, continuare a trovare inquinanti particolati non biodegradabili né biocompatibili nelle fiale o nelle siringhe preconfezionate è un fatto che non dovrebbe far dormire sonni così tranquilli ai burocrati. Oggi, per quel po’ che riusciamo a fare in laboratorio, siamo a 22 casi positivi, vale a dire 22 rilevamenti d’inquinamento da particelle, su 22 prodotti analizzati e, se chi istituzionalmente è chiamato a controllare se ne infischia bellamente, beh, forse è meglio che cambi mestiere perché certo noi non abbiamo bisogno di personaggi cui passiamo non proprio trascurabili stipendi e di cui abbiamo il diritto di poterci fidare.

Che le case farmaceutiche siano le detentrici quasi assolute di quella che si continua a chiamare ricerca, distorcendo con questo la cultura dei medici, è un fatto assodato che io ho denunciato ripetutamente, e che le vaccinazioni praticate nei bambini rasentino o superino la soglia del crimine è mia opinione più volte espressa.

Ciò che temo, tuttavia, è l’integralismo becero. Ancor di più se questo integralismo è di comodo.

I vaccini, con tutti i loro limiti e le loro malefatte, non possono essere chiamati a rispondere di tutti i mali del mondo e, soprattutto, quando li si accusa di qualcosa è indispensabile disporre di prove scientifiche.

Dopo aver negato per anni l’evidenza, ora anche le autorità militari e i politici paiono concordi ad ammettere che i soldati si ammalano di cancro con una frequenza a dir poco inconsueta, specie se si considera il fatto che a prestare servizio militare sono persone giovani selezionate in ottima salute. Bisogna, allora, trovare un responsabile.

Nel tempo si sono succeduti vari colpevoli presunti, nessuna delle accuse a loro carico, però, sostenuta da un supporto scientifico e ora, da un po’ di tempo, tocca ai vaccini, non solo sistemati sul banco degl’imputati ma molto vicini alla condanna.

Può essere interessante vedere chi sono gli accusatori e i giudici. Lasciando da parte giornalisti la cui cultura specifica è di levatura modesta – e questo per non andare oltre – tra chi accusa c’è qualcuno che si atteggia a uomo di scienza. Ma un uomo di scienza deve almeno conoscere le regole di base del gioco, regole che pretendono ricerche svolte di persona e svolte con metodo scientifico. Inventare dati non è accettabile e altrettanto, se non di più, inaccettabile è tirare conclusioni da quei dati. Quando, poi, non ci sono nemmeno i dati, allora la cosa diventa imbarazzante.

Di fatto, non esiste la minima prova scientifica che anche un solo soldato abbia contratto un cancro a causa del bombardamento di vaccini ricevuto. Certo ciò che ha subito non gli avrà fatto bene, certo la pratica vaccinale a livello dei militari è un’assurdità biologica, ma non c’è traccia di un’origine anche di un solo tumore. Se qualcuno ha dei sospetti, s’impegni a mettere in pista una ricerca vera con cui dimostrare l’assunto.

Io sono pronto ad accettare che la letteratura medica scientificamente solida, così come stanno le cose, non riporti nulla a proposito di quella presunta origine: se si tratta di una scoperta, è ovvio che sia così. Ma una base credibile ci deve per forza essere e, ad oggi, ci sono solo chiacchiere. Basterebbe dare un’occhiata ai pastori leucemici di Perdasdefogu e dintorni per mettersi più di un dubbio: nessuno di loro è stato oggetto di vaccinazioni. E così in quella che fu la Jugoslavia. E che dire degli animali? Una teoria scienfica non può ammettere eccezioni.

Il motivo per questa crocifissione dei vaccini a me pare chiara. Quando un militare ammalato si presenta in tribunale con la scorta di prove scientifiche dell’origine della sua patologia documentate non in generale ma sul caso specifico, imbattendosi in un giudice corretto è inevitabile che ottenga dallo Stato il risarcimento che gli spetta e, trattandosi di salute minata in modo tanto palesemente grave quando non addirittura di morte, il risarcimento è corposo, potendo superare il milione di Euro.

È un dato di fatto che lo Stato non ha un quattrino e i malati, stando all’Osservatorio Militare, sono all’incirca 3.000. Dunque, una catastrofe per le casse esangui del nostro sgangherato paese.

Trovare un capro espiatorio nei vaccini è comodissimo. Il soldato si rivolge al tribunale. Il tribunale gli chiede di dimostrare l’origine da vaccino con delle prove scientifiche e, nel caso specifico così come in tutti i casi, le prove, ovviamente, non ci sono. Conclusione: ti sei ammalato perché era destino. Dunque, non un centesimo.

Già l’anno scorso fu allestita una farsa a dir poco ignobile per annullare quella che, ormai da anni, è una verità scientifica universalmente accettata e, addirittura, riconosciuta dalla legge. Un salottino di sedicenti scienziati, presentando sperimentazioni che, senza insistere sul loro dilettantismo, nulla avevano a che fare con il fenomeno, stabilì che le polveri inorganiche, non biodegradabili e non biocompatibili prodotte dalle esplosioni ad alta temperatura, per esempio, quelle da Uranio impoverito, non fanno male. Anzi, non si sa. A nessuno di quei geni è venuto in mente di chiedersi perché, allora, veniamo disturbati con le norme sul PM10 e, tra pochissimo, con quelle del PM2,5. A nessuno di quei dilettanti allo sbaraglio travestiti da scienziati è passato per il cervellino di leggersi qualcosa sull’econanotossicologia, una branca della scienza su cui da anni si tengono congressi in tutto il mondo e si fanno ricerche finanziate pubblicamente.

Insomma, bisognava preparare la strada per una scappatoia, e ora la scappatoia più comoda sono i vaccini.

Un effetto collaterale di questa palliata è quello di squalificare chi rivolge uno sguardo critico ai vaccini pretendendo che sia le industrie farmaceutiche sia gli enti di stato presentino prove non taroccate riguardanti l’efficacia e la sicurezza di quei farmaci e pretendendo di conoscere davvero tutti i componenti che si trovano nella siringa, cosa che oggi siamo lontanissimi dal conoscere. Se una parte di questo movimento che rientra a pieno titolo nei diritti di tutti come sancito dall’articolo 32 della Costituzione per calpestato che sia diventerà appannaggio di ciarlatani di regime, faremo tutti una scivolata indietro.

Insomma, noi vogliamo solo la verità e non umilianti condanne di comodo che, prima o poi, saranno inevitabilmente sbugiardate da scienziati non da Carnevale.

http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2427-vaccini-e-cancri.html

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3 Commenti

  1. Il mio laboratorio è inserito dalla Comunità Europea tra i 100 di punta dell’unione. A giugno mia moglie (che esegue le analisi al microscopio elettronico) è stata inclusa dai suoi colleghi a livello mondiale (qualche decina di migliaia di scienziati) tra i 32 scienziati top al mondo. Noi siamo consulenti della NATO (abbiamo appena pubblicato un capitolo in un loro libro, cosa che avevamo già fatto altre due volte), lavoriamo con la FAO, con l’ISO, con il Ministero della Difesa, con l’Osservatorio Militare Italiano, con varie istituzioni scientifiche qua e là nel mondo… Potrei continuare ma non voglio annoiare nessuno.
    Mi chiedo di quali prove scientifiche si parli. Se qualcuno vuole rifare le analisi dei vaccini e contraddirmi, lo faccia. La Sanofi Pasteur, con cui io non sono certo stato tenero, ha ammesso che le mie sono analisi serie (Il Salvagente n. 38, pagine 38 e 39).
    Certo i vaccini, così come sono fatti e somministrati correntemente, sono qualcosa su cui aprire occhi e cervello, ma non sono i responsabili di tutti i mali del mondo. Per quanto riguarda le malattie dei militari, che siano i vaccini ad innescarle è frutto di fantasia, non essendoci una sola prova scientifica in proposito. Purtroppo giornalisti che si occupano “un po’ di tutto”, personaggi del tutto estranei alla materia in cerca di qualcosa di non propriamente onesto, pseudoscienziati che non hanno mai presentato prove perché non hanno mai eseguito ricerche stanno confondendo le acque, e questo va ad inficiare il lavoro serio di chi si batte per mettere il problema dei vaccini, perché di problema si tratta, su un piano obiettivo.
    La scienza non funziona a chiacchiere.

  2. Le prove scientifiche vanno richieste a ‘La Repubblica’ che sta svolgendo un’inchiesta molto discutibile.
    A quanto pare i militari, con tutto il rispetto che nutriamo per loro, fanno più notizia dei bambini.
    Questi ultimi però non hanno a che fare con guerre, uranio impoverito, poligoni di tiro e quanto di più insalubre circola nel contesto militare.
    La voglia di protagonismo di qualche ufficiale in pensione sta contribuendo a ingigantire questa telenovela a discapito di chi ha sguardo critico nei confronti dei vaccini dell’infanzia, ha raccolto molteplici prove scientifiche della loro pericolosità, pretende che sia le industrie farmaceutiche sia gli enti di stato presentino prove non taroccate riguardanti l’efficacia e la sicurezza di questi farmaci, e pretende di conoscere davvero tutti i componenti che si trovano nella siringa, cosa che oggi siamo lontanissimi dal conoscere.

    Cordialità

  3. Ma dove stanno le prove scientifiche? Montinari a parte uscire sulle cronache nazionali non mi sembra che abbia mai ottenuto un risultato scientifico di rilievo.