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Strage di Newtown: quotidiani da Psichiatria

esame-psichiatriaUltimamente abbiamo l’idea che chiunque abbia non solo titolo, ma autorità, per disquisire di qualunque argomento, è portato a scrivere stupidamente solo ciò che l'imboccatore di biada gli suggerisce.

Da qualche anno assistiamo impotenti a una sequela di danni vaccinali sottaciuti e complicanze che rovinano il cervello e la vita dei nostri figli senza ricevere menzione alcuna dalla stampa, se non in casi molto ristretti e per episodi così eclatanti che solo dei babbei [peraltro molto attivi] potrebbero contestarne l'evidenza, ed oggi dobbiamo anche assistere a un linciaggio mediatico senza proporzioni dove si sprecano etichette, stereotipi, approcci superficiali, teorie che spingono a forzare la realtà nel nome dello scoop.

Esprimiamo cordoglio per le vittime, e il nostro pensiero va a tutti quei piccoli innocenti, ma oggi abbiamo letto delle cose allucinanti, scientificamente scorrette, che mostrano la completa ignoranza di persone che dovrebbero piuttosto occuparsi di rotocalchi, e lasciare la scienza a chi la vive per esperienza e sulla sua stessa pelle.  I danni di tutto ciò saranno incalcolabili, rischiano di vanificare l'opera di sensibilizzazione che in molti abbiamo fatto finora, con pochi, demagogici, a volte offensivi, titoli di giornale.

Non possiamo esimerci dal ribadire concetti già espressi e porgere una domanda a certi giornalisti disinformati: quanti assassini sono autistici e quanti invece non lo sono?

Per esempio il Corriere della Sera, che ha già abilmente modificato l’articolo a seguito delle varie lamentele, esordiva interrogandosi in merito a “come si diventa assassini di massa?

corriere autismo

Siete così privi di immaginazione da non arrivare autonomamente alla risposta? Secondo voi, per divenire assassini di massa, si fa parte di qualche associazione per autistici oppure di qualche associazione per delinquere? Probabilmente, non possedendo gli attributi per scaraventare la stessa massa di letame su clan malavitosi, che vi recapiterebbero un bel pacco dono sopra la vostra scrivania, ecco che l’articolo spettacolare su commissione psichiatrica assume le sembianze del pandoro natalizio, per voi, e falcia le gambe di migliaia di famiglie, lasciate sole a se stesse, che vivono quotidianamente la problematica dei propri figli.

Ogni essere umano può uccidere un altro essere umano, forse anche un autistico può uccidere come tutti noi “esseri normali”, ma è molto più facile che un autistico uccida se stesso anzichè gli altri. È molto più facile che sia vittima, come tanti bambini sono vittime di scriteriati programmi vaccinali, di abuso di psicofarmaci, ma queste vittime non riempiono le prime pagine dei giornali, come già abbiamo affermato in occasione dell’inchiesta riguardante i vaccini somministrati ai militari.

Ormai ogni vicenda terribile che colpisce la società è talmente spettacolarizzata a livello mediatico, alla ricerca del capro espiatorio, a tal punto che oggi si criminalizzano le persone con Sindrome di Asperger ed Autismo. Quale messaggio di integrazione della disabilità, di informazione sulla patologia cronica indotta, potrà mai passare con questa parte di stampa asservita alla più bieca medicalizzazione?

Qualche autistico può sembrare privo di personalità; altri, bambini e adulti, particolarmente se sembrano agire come le persone con cui si trovano, risultano pieni di personalità, ma può mancare la flessibile spontaneità, auto-iniziata e non attivata, per cui la personalità non sembra appartenere a loro. Noi l’abbiamo visto accadere con qualche persona ad “alta funzionalità“, ecoprassica ed ecolalica nella prima infanzia e che sviluppa eccellenti capacità mimiche in sostituzione di una propria auto-espressività e di abilità sociali non limitate.

Molti genitori di “autistici ad alta funzionalità” costruiscono il loro orgoglio sulla capacità del figlio di apparire “normale” e, più o meno intenzionalmente, evidenzano disappunto o rimpianto se fallisce in questa “conquista”. Questa è la lettura disinteressata dell’atteggiamento di una madre, che voi avete definito “ossessionante”, la cui grave colpa semmai era collezionare armi e portare il proprio figlio alle battute di caccia. Perchè non abbiamo letto da nessuna parte quanto sono state importanti, in termine ricattatorio, nella rielezione del Presidente Obama gli appoggi delle industrie che fabbricano armi? Perchè nessuno si è scandalizzato di questo progresso dell’odierno far-west?

Quando un autistico si disillude completamente e non ne può più di certe situazioni, in cui viene preso in giro perennemente dagli ignoranti che gli stanno accanto, dai cosiddetti “bulli”, può vivere momenti di apatia, e come tali percepiti dagli ignoranti “bulli” come una regressione.

I soggetti “autistici” hanno molta più empatia, curiosità, immaginazione, ingenuità, sentimento, della maggior parte dei cosiddetti “normali.

Idea diffusa è che le persone affette da autismo sembrano esprimere raramente empatia verso gli altri o dolore, in uno qualsiasi dei modi che ci si aspetta da persone non-autistiche. Ciò è tradotto anche oggi in “gli autistici sono privi di emozioni” e “gli autistici mancano del senso del dolore“.

In realtà, cari scribacchini, non vi siete mai chiesti se alla persona autistica, l’ignoranza mostrata dai non-autistici fa apparire privi di empatia e senso del dolore proprio questi ultimi?

Ancora oggi passa il messaggio che gli autistici sembrano capire raramente gli scherzi dei non-autistici o lo scherzare in qualsiasi modo; ma l’umorismo che ci si aspetta condividano è spesso diretto contro di loro! cosicchè la vergognosa generalizzazione mediatica di oggi diventa: ”gli autistici sono privi del senso dell’umorismo“.

Gli autistici sembrano muoversi e comportarsi in modo diverso in risposta a ciò che li circonda; in modo molto diverso da quello in cui si muove e comporta una persona non-autistica. Anzichè riconoscere che questi possono essere semplicemente “modi diversi di muoversi e comportarsi, ancora oggi si presuppone che sono incomprensibili e quindi indiscutibilmente “bizzarri“, il che diventa per la stampa asservita: “gli autistici si impegnano in movimenti e comportamenti strani”.

Si osserva che persone affette da autismo sembrano non interpretare molte cose in modo convenzionale; non si capìsce, in genere, che qualche persona autistica può avere un tipo di elaborazione delle informazioni enormemente diverso da quello dei non-autistici e che questo tipo diverso di elaborazione può render difficile capire un’informazione in modo “normale”, non autistico. Senza essere messa nemmeno in discussione, l’osservanza diventa sempre immediatamente un “fatto” e si dice: “gli autistici hanno un certo grado di ritardo mentale“.

Ebbene, l’osservare questi sintomi potrebbe essere abbastanza innocuo se la gente non avesse smesso di considerarla una osservazione di sintomi, cominciando a scambiare sintomi per fatti.  Questi atteggiamenti sono semplicemente ingiusti e, dopo oggi, ce li porteremo dietro come pietre al collo!

Pur se inespressi, molti autistici provano empatia, emozioni, un senso di dolore, di umorismo, di immaginazione, di interesse, di curiosità. I loro comportamenti, per gli altri “bizzarri”, non soltanto hanno per loro un significato, ma in qualche caso sono, in realtà, adattamenti che hanno scoperto per aiutare se stessi a creare connessioni, calmarsi e conservare il controllo meglio di quanto non potrebbero fare in altro modo.

Troppo spesso vi sono persone, genitori, professionisti, giornalisti che pretendono di martellare pioli quadrati in fori rotondi. Lo scaricare gli autistici in altre categorie come “emotivamente disturbati”, “malati mentali”, “ritardati mentali”, “insufficienti mentali”, non li aiuta affatto.

Vi sono state diagnosi di “Sindrome de La Tourette” [caratterizzata da forme di tic abituali, associati ad ecolalia, linguaggio osceno e atti compulsivi], oppure di afasia, oppure di disprassia, fatte su persone che evidenziavano sintomi autistici.

Se le diagnosi fossero corrette da subito, anziché mirate a recuperare clientela ospedaliera, sarebbero di maggior aiuto a queste persone e ai servizi per gli “autistici”, dove in genere non si affrontano quelle particolari cause sottostanti i sintomi dell’autismo.

Capire situazioni come “stati d’ansia pervasivi”, oppure altre dove “ossessione” e “costrizione” esistono come due condizioni separate o abbinate, senza cause psicologiche o associazioni, è una speranza per il futuro piuttosto che una realtà del presente.

Mentre certe branche della psichiatria, della psicologia e della neurologia hanno qualche idea su questi problemi negli adulti in grado di comunicare, c’è una generale ignoranza e mancanza di elementi comprensivi nelle situazioni che riguardano i bambini e gli adulti privi di funzionalità verbali, nei quali queste condizioni possono compromettere gravemente la capacità di comunicare, la costruzione dell’identità e la capacità di interagire socialmente.

Allo stesso modo, benché ci sia una certa comprensione dei problemi di attenzione nei bambini, particolarmente in relazione alla dieta, all’alimentazione, ai problemi biochimici e ormonali, ci sono pochi servizi educativi adeguati o di supporto familiare specializzati nel trattarli.

Anche qualcuno di questi bambini può essere trovato nei “servizi per gli autistici”; sfortunatamente, chi fa parte di quello staff, in genere non è preparato per affrontare problemi particolari di queste condizioni o per gestire adeguatamente le loro diete speciali [sono tanti i bambini che si agitano grazie ai dolci e alle bevande cariche di additivi e zuccheri che vengono loro somministrati proprio dagli operatori per premiarli, salvo poi punirli perché ne deriva un comportamento inusuale e manifestano problemi di attenzione].

Ci sono alcuni bambini autistici in scuole per sordo-muti o sordo-ciechi, ma essi non hanno alcuna menomazione visiva e uditiva; qualcuno ha problemi percettivi o di integrazione dei sistemi nell’elaborare ciò che vedono e/o sentono.

Il riconoscimento di difficoltà percettive o di integrazione dei sistemi è un campo nuovo per chiunque, per gli insegnanti, per gli educatori, per i riabilitatori, per i professionisti sanitari,…. e tutte queste figure ne sono inconsapevoli e proseguono abilmente a ignorare i problemi, il come riconoscerli, oppure che cosa fare con essi.

Qualcuno di questi stessi tipi di bambini, che si trovano abbastanza bene nelle scuole per sordo-muti o sordo-ciechi, hanno nelle istituzioni/organizzazioni/associazioni per “autistici”, che perseguono dubbie finalità, dei duplicati che sono pericolosi replicanti, perché lo staff si dimostra in genere più difficile da raggiungere di “qualcuno” degli autistici veri.

Bambini autistici, con riconosciuti problemi percettivi o di integrazione dei sistemi, nelle scuole per sordo-ciechi o sordo-muti, sembrano meno facilmente considerati affetti da ritardo mentale rispetto agli stessi tipi di bambini che sono negli istituti per autistici.

Esce però un quadro ancor più inquietante quando pensiamo che altrettanti soggetti autistici non si trovano solamente nelle situazioni appena esposte, ma anche in istituti speciali per persone con notevoli disabilità intellettive, ma la realtà ci racconta che la maggior parte di loro hanno un’intelligenza normale.

Bambini con ipersensibilità sensoriali ed emotive possono sembrare in difficoltà nel sopportare ciò che vedono o sentono oppure nel condividere od esprimere consapevolezza o comprensione di ciò che vedono o sentono. Talvolta questi problemi sono erroneamente considerati danni emotivi oppure le risposte apparentemente incomprensibili e ingiustificate di questi bambini sono “catalogate” come indici di disturbi emotivi.

A causa di ciò essi hanno molte probabilità di finire in istituti per soggetti emotivamente disturbati o menomati o per bambini con atteggiamenti di sfida o in qualunque altro posto. E’ come se volessimo mettere insieme delle volpi con le galline, oppure gatti con piccioni, oppure agnelli e leoni.

Bambini emotivamente ipersensibili, limitati nelle loro capacità di espressione o dimostrare i loro bisogni oppure dimostrare le loro emozioni, corrono rischi ancor maggiori di essere tiranneggiati, maltrattati, vessati, picchiati, medicalizzati, anziché essere aiutati come meritano e come dovrebbe avvenire se coloro che sono preposti a tutelare questi soggetti e le loro famiglie lavorassero realmente per questo intento anziché assicurarsi i guadagni del 5×1000 dei contribuenti oppure delle campagne associative.

Bambini con ipersensibilità sensoriali, che probabilmente fuggeranno dalle situazioni rumorose o dal contatto corporeo, sono destinati a diventare capri espiatori per giustificare l’operato di individui che preferiamo non definire esseri umani perché non rientrano in questa categoria ora né mai ne avranno le qualità morali per diventarlo.

Cosa ancor più importante, tra questa popolazione di disumani distruttori, disturbanti e fuori controllo, il comportamento meno oppositivo di bambini con ipersensibilità sensoriale ed emotive, può portarli ad essere più facilmente trascurati perché come ben capite non creano problemi allo staff.

Gli stessi istituti per autistici hanno moltissime limitazioni per aiutarli perché lo staff non è informato, aggiornato, preparato sulla natura dell’ipersensibilità sensoriale ed emotiva, né sa come riconoscerle, né sa come agire.

Per fornire servizi migliori ai soggetti autistici, il personale deve essere preparato meglio e istruito per poter affrontare qualcosa di più dei semplici sintomi. L’attaccare i sintomi non libera dalla cause!

Per molti soggetti autistici quando vengono eliminati i sintomi, magari con qualche spolveratina oppure veri e propri cocktail di psicofarmaci [prassi eticamente esecrabile soprattutto se rivolta su minori], le cause persistenti creano semplicemente nuove situazioni in sostituzione di quelle eliminate. Un cane che si morde la coda!… e tutto questo genera frustrazione!

Frustazione in chi?

1.    nei genitori che si pongono domande e che ripongono tutta la loro fiducia, sempre più spesso tradita, in queste pseudo associazioni di cannibali che operano con i loro bambini;
2.    insegnanti, educatori, professionisti sanitari che spendono le loro energie per aiutare le persone affette da autismo ma proseguono a vedere ripresentarsi gli stessi sintomi o altri ancor similari.

Soprattutto frustra quegli adulti e quei bambini con autismo che vogliono un aiuto vero!… e se poi pensiamo che vi sono sul mercato delle Linee Guida di cattedrattici asserviti alla medicalizzazione, non stupiamoci se questi soggetti sono lasciati soli a sé stessi a tal punto da imbracciare fucili mitragliatori laddove, leggi da far-west, glielo consentono.

L’addestramento e l’istruzione necessari si stanno già ottenendo tra gente autistica in grado di comunicare verbalmente o per iscritto. In giro per il mondo, anche sui social network, queste persone si scambiano le loro esperienze e talvolta lo fanno con i professionisti sanitari preposti, con i genitori, col pubblico in generale: essi stanno cercando di dire alla gente che cosa sta succedendo nel campo alimentare – ambientale – vaccinale – terapeutico – psichiatrico ma spesso rimangono inascoltati perché il pubblico si aspetta di sentire qualcos’altro. Questi soggetti però non possono, per la loro natura sincera e inviolata, dire cose differenti da ciò che ci si aspetta o si vuole sentire: condividono informazioni, si aiutano e si educano l’un l’altro.

Ciò di cui i genitori e i professionisti hanno bisogno non sono le vaporose storie di guarigioni di persone affette da autismo come spesso viene descritto su siti web [che ovviamente non pubblicano le prove per paura di essere sbugiardati], ma che altro non sono che semplici “miglioramenti” che li hanno condotti ad “agire autonomamente e normalmente” [perché tale patologia è cronica, rimane in essere per tutta la vita e deve essere tenuta a bada con uno stile di vita sano dal punto di vista alimentare, ambientale, vaccinale, tossicologico, comportamentale etc. etc.].

Non abbiamo bisogno di qualcuno che cerca le cure come se nel guscio autistico abitasse la bella addormentata che attende che l’incantesimo si spezzi.

Non abbiamo bisogno nemmeno di qualcun altro che cerca solo le cause, dimenticando il presente e che gli autistici devono affrontare l’oggi e il domani.

Ciò di cui abbiamo bisogno sono informazioni sulle esperienze che le persone hanno fatto col loro tipo particolare di problemi sottostanti, così da poter lavorare contemporaneamente sulle cause e sui sintomi e non cadere in uno degli errori peggiori che commettono le nostre amate federazioni/associazioni di obnubilati: ovvero considerare e far considerare l’Autismo come un nemico, e non come un disordine mentale indotto.

E’ in questo momento che nascono i conflitti più accesi tra genitori, associazioni, professionisti, istituzioni e tutto si riflette a favore delle vacche grasse dell’industria farmaceutica che elargisce premi e dividendi alla stampa asservita.

Da una parte troviamo coloro che si identificano con la situazione e non cercano di cambiarla perché non hanno le motivazioni e gli attributi per volerla cambiare, e dall’altra troviamo quelli che invece sono motivati perché si sono decisamente seccati di sentirsi compressi, alterati, imprigionati da questa situazione indotta ed hanno deciso di combattere per superare le costrizioni e i momenti di disagio.

Per qualsivoglia ragione, qualcuno è sempre più motivato a combattere questo spauracchio su molti livelli: “etichette”, “cause”, “sintomi”, “terapie mediche e riabilitative”, “esperienze personali”, “ignoranza mediatica”, ed è solamente in questo modo che si affronta in modo intelligente il problema, non certo con la “politica da strapazzo” o “titoloni circensi”.

Se così non fosse è come voler insegnare a camminare ad un amputato alle gambe, senza l’uso dei giusti ausili oppure voler insegnare ad un malato di epilessia a comportarsi normalmente durante un attacco epilettico. In entrambi i casi sarebbe forzare una situazione in modo del tutto “innaturale”… ma è proprio l’atteggiamento e il trattamento che subiscono i nostri figli dalla nostra amabile società.

Ricordiamoci che i nostri figli si identificano col “loro” comportamento, lo considerano parte di sé stessi e della “loro” personalità…. ecco perché il feroce tentativo di farli comportare in modo per “loro” innaturale [magari con una bella insalata di ADDESTRAMENTO] è la dimostrazione di un mondo non comprensivo che manca di tolleranza ed empatia.

Qui in Italia, i ”trattamenti”, le “terapie” e le “tecniche” usate con le persone autistiche si presentano come le bancarelle del mercato: hanno poche relazioni tra loro ed ogni venditore incoraggia a fare gli acquisti da lui perchè i suoi prodotti sono i migliori.

Il problema dei servizi che si comportano come le bancarelle del mercato, è che le persone autistiche non hanno soltanto difficoltà di comportamento o comunicazione o percezione o problemi con i propri sensi o problemi con lo sviluppo cerebrale o con la biochimica o con livelli di stress o con i conflitti interiori; le persone autistiche sono esseri umani completi, la maggior parte di loro ha difficoltà generalizzate perchè in qualche punto ogni parte del corpo umano si collega e si alimenta nelle altre.

Per ottenere un servizio globale, gli autistici non hanno bisogno di un mercato di bancarelle in competizione tra loro, ma di un immenso ipermercato dove ogni reparto sappia cosa offrono gli altri e sappia indirizzare le persone verso altri servizi complementari al loro.

Oggi molti quotidiani hanno dato il via libera alla medicalizzazione dei nostri figli: preparatevi a difenderli!

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News in Pictures

3 Commenti su Strage di Newtown: quotidiani da Psichiatria

  1. IL SERVIZIO DEL TG1, E DEL TG2, ATTRAVERSO UNA PSICOLOGA AI PIU’ SCONOSCIUTA INADATTA A VALUTAZIONI SUL COMPORTAMENTO AUTISTICO GETTA UN’OMBRA SCURA SUI NOSTRI RAGAZZI.

    NOI SAPPIAMO CHE I NOSTRI RAGAZZI PROPRIO PERCHE’ AUTISTICI NON HANNO NESSUN COMPORTAMENTO DI ODIO GRATUITO VERSO NESSUN INDIVIDUO TANTO MENO VERSO BAMBINI DI 5 O 6 ANNI FEROCEMENTE TRUCIDATI IN UNA SCUOLA AMERICANA.

    IL TG1 NON AVREBBE DOVUTO MANDARE IN ONDA QUESTA ODIOSA INTERVISTA DATA DA QUESTA PERSONA CHE CERTAMENTE NON E’ LA PIU’ IDONEA PER FARE DIAGNOSI A DISTANZA.

    QUESTO SERVIZIO E’ LESIVO NEI CONFRONTI DEI NOSTRI RAGAZZI ANCORA PIU’ DI QUANDO SIA LESIVA LA LORO MALATTIA.

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1519b639-5baa-4ded-b007-98d04f5e1346.html

  2. Un autistico non spara! http://www.lastampa.it/2012/12/15/blogs/obliqua-mente/un-autistico-non-spara-c90i1SC5PQ62KsZTo7Jl4H/pagina.html
    La Stampa prende posizione contro articoli simili a quello citato del Corriere che, ahinoi, è stato ripreso a pappagallo da una serie di siti-sottomarche.

  3. Identica presa di posizione è stata attuata negli Stati Uniti [http://autisticadvocacy.org/2012/12/asan-statement-on-media-reports-regarding-newton-ct-shooting/].
    Il Corriere della Sera ha corretto il tiro del suo articolo originale: patetici, non hanno nemmeno il coraggio delle proprie azioni!

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