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Squadra che vince non si cambia

La crociata contro i vacciniQuando si sente il fiato sul collo è inevitabile che ci si cominci ad agitare.

Se da un certo punto di vista il razionale che giustifica l’uso dei vaccini regge, da molti altri fa decisamente acqua. Basta dare un’occhiata senza fette di prosciutto sugli occhi all’evoluzione storica di certe malattie, per esempio il tetano, per accorgersi che l’effetto del vaccino specifico è stato a dir poco dubbio.

Personalmente, pur volendo restare al di fuori di elucubrazioni scientifiche o, come accade spesso quando c’è di mezzo la Medicina, pseudo-tali, non riesco però ad esimermi dal manifestare perplessità di fronte all’azione concertata degl’industriali del farmaco e delle cosiddette “autorità” sanitarie.

Di fronte ad obiezioni oggettivamente pesanti nei confronti della pratica vaccinale, giustificate o no non è questo il problema ora, le reazioni sono state di occasione in occasione il silenzio, il tentativo di ridicolizzare chi obietta e l’imposizione di obblighi di legge che travalicano vistosamente qualunque confine non solo di ragionevolezza ma anche, paradossalmente, legale. Interventi come quello di tale dottor Pastore della Procura di Bologna, ad esempio, ne sono un esempio lampante. Il funzionario, per chi non lo ricorda, vorrebbe togliere la patria potestà ai genitori che, in mancanza di dati certi, non vogliono sottoporre i figli a vaccinazioni palesemente illegali come la famosa “esavalente”.

Al di là della pratica vaccinale, però, c’è altro: la qualità dei prodotti. Io ne ho scritto ormai fino all’esaurimento, ma la reazione è stata nulla: dei 23 vaccini analizzati nel nostro laboratorio di cui ricordo è il cuore Antonietta Gatti (ed è lei che fa le analisi), uno dei membri del College of Fellows, il gruppo che raccoglie i 32 scienziati di più alto livello mondiale nel settore della bioingegneria e dei biomateriali, 23, cioè tutti, si sono rivelati inquinati da micro- e nanopolveri inorganiche, non biodegradabili e non biocompatibili. Davanti a un dato del genere qualunque autorità il cui nome non stia tra ironiche virgolette sarebbe intervenuta e avrebbe messo in atto i controlli del caso senza guardare in faccia nessuno. Invece, zero. E, allora, io affermo il mio diritto ad avere sospetti ad acuire i quali si aggiungono articoli di giornale firmati da personaggi più o meno del mestiere a sostegno dell’uso dei vaccini. Ultimo in ordine di tempo è un verboso pistolotto di tale Andrea Grignolio, storico della Medicina, pubblicato ieri da Il Corriere della Sera sotto il titolo “La crociata contro i vaccini”. Chi avesse la pazienza di leggersi tutto l’articolo troverebbe il nulla più assoluto: non una tesi scientificamente argomentata, non una sola risposta alle domande e alle perplessità e, manco a dirlo, il silenzio più assoluto sui vaccini inquinati. Io non conosco questo tale Grignolio, ma credo che nemmeno il più impreparato rappresentante di farmaci avrebbe potuto esprimersi con tanta miseria.

E, allora, poiché pare che costui lavori a Bologna, cioè a poco più di mezz’ora d’automobile dal mio laboratorio, riceva l’invito a venirmi a trovare e a rispondere uno per uno ai quesiti che gli porrò semplicemente mostrandogli i risultati oggettivi delle nostre analisi. Naturalmente non saranno accettate risposte prive d’intelligenza e di onestà perché quelle vanno bene per i giornaletti con cui incartare i sedani.

Ma, prescindendo da questi personaggi decisamente minori, credo sia del tutto indispensabile che chi obietta e chi sta dall’altra parte finalmente s’incontrino con dei dati scientifici alla mano, dove per dato scientifico non intendo numeri e concetti fin troppo evidentemente taroccati ma risultati sperimentali solidi su cui ragionare. Dopotutto, se chi sostiene i vaccini reputa di essere dalla parte della ragione, dovrebbe essere il primo a sostenere una possibilità del genere per sbaragliare il campo. Ad oggi, però, mi pare che la strategia dell’Industria non preveda incontri potenzialmente pericolosi. Squadra che vince non si cambia.

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1 Commento su Squadra che vince non si cambia

  1. Per capire qualcosa di più sui vaccini prendiamo il modello sperimentale proposto per la sclerosi multipla.Ai topi vengono iniettati peptidi tutti i giorni, fintanto che dopo circa 20 giorni si ammalano, ma la malattia assomiglia più ad una encefalite cronica che alla SM. Infatti si dice che tutto cura l’encefalite, niente la SM. Il sistema immunitario dei topi è molto potente e sono necessari somministrazioni ripetute per scatenare una encefalite. Con un poco di anamnesi si scopre che i bambini in cui c’è un sospetto di danno da vaccino, avevano avuto disturbi intestinali nei giorni precedenti, febbre, somministrazione di antibiotici.
    Nel primo periodo di vita il corpo umano affida alla flora batterica numerose funzioni. Oggi sappiamo che un problema durante questo passaggio di consegne può portare a danni permanenti.
    Sicuramente anche per i vaccini dovrebbe valere la regola del rapporto rischi/benefici, perchè vaccinare contro malattie oggi curabili? Perchè vaccinare le femmine contro gli orecchioni, i maschi contro la rosolia?
    Al di la di queste considerazioni, perchè vaccinare così presto?

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