Caro Grignolio, ti scrivo…

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Nella veste di genitore, ancor prima che di professionista della salute, anche il sottoscritto ritiene opportuno rispondere a dovere al verboso pistolotto di tale Andrea Grignolio, storico della Medicina, pubblicato da Il Corriere della Sera sotto il titolo “La crociata contro i vaccini” che, come già  sottolineato dall’esperta mano scientifica del Dott. Montanari, rappresenta il nulla più assoluto.

Ad oggi abbiamo sempre fornito, e proseguiremo a farlo, attraverso una lunga ed accurata ricerca epidemiologica, informazioni necessarie affinché un atto terapeutico così importante come la vaccinazione possa essere considerato nella giusta dimensione con scienza e coscienza dai genitori che ancora oggi subiscono questa anacronistica imposizione dello Stato Italiano ed anche dai medici vaccinatori, informati solo dagli informatori scientifici delle case farmaceutiche.

Attualmente in Italia le informazioni che circolano sui mass-media sono di tipo propagandistico e spesso denigratorio nei confronti delle tante vittime dei vaccini, il cui numero reale è gelosamente custodito nel cassetto della Sig.ra Salmaso: una burocrate che ha fatto carriera, all’Istituto Superiore di Sanità, sulla pelle dei nostri figli.

La vaccinazione è un dogma, ogni vaccino è considerato nella globalità del principio e non è esaminato nelle sue componenti quali: la percentuale statistica di incidenza della malattia considerata in base a dati epidemiologici certi riferiti alla popolazione da vaccinare, la composizione del prodotto, i pericolosi inquinanti presenti in essi [cara Salmaso attendiamo sempre risposte scientificamente valide!], il tempo di sperimentazione e la sua reale efficacia.

Il vaccino viene pubblicizzato e offerto prevalentemente ad un pubblico indifeso: il bambino!

Il bambino è l’uomo di domani e lo Stato Italiano interviene in modo arbitrario, per mano di certi affaristi, limitando la sua libertà personale fino da 0 anni stabilendo a priori gli interventi per la sua salute. Assistiamo così ad una profonda trasformazione del ruolo genitore-figlio.

Oggi non è più il genitore a difendere la salute del proprio figlio attraverso il proprio modo di pensare e di vivere: è lo Stato a decidere, in base a Leggi, istruzioni operative e Linee Guida coercitive, gli interventi sanitari da attuare. A vantaggio di chi?  Non certo a vantaggio della collettività ma a vantaggio dei soliti quattro cantori che si nascondono dietro al business dei vaccini: le aziende farmaceutiche, le varie Federazioni, i cattivi maestri e la pessima stampa. Esiste un intreccio di interessi e legami che in molte occasioni incrina il rapporto, estremamente delicato, tra paziente [cliente] e medicina.

Ancora oggi vi sono genitori che non conoscono i propri diritti nell’assicurare l’iscrizione scolastica al proprio figlio non vaccinato, malgrado le dure lotte di altri genitori che hanno disubbidito in passato all’imposizione di Legge per ottenere una modifica del regolamento scolastico che escludeva i bambini dalla scuola dell’obbligo.

L’art. 32 della Costituzione garantisce ai genitori, oltre che al singolo individuo, la possibilità di affermare il principio della libertà di scelta terapeutica e quindi di abrogare tutte le Leggi impositive affinché ogni persona abbia il diritto di curarsi secondo le proprie convinzioni etiche e scientifiche.

Ancora oggi assistiamo ad atteggiamenti anacronistici di giudici dei Tribunali dei Minori assolutamente inadeguati ed irrispettosi del ruolo del genitore che non vaccina. Per contro assistiamo alla totale assenza di Magistrati forniti di attributi che indaghino i dossier che abbiamo pubblicato, malgrado numerose interrogazioni parlamentari, dove sono riportate informazioni confidenziali che confermano numerose sequele di eventi avversi sui quali sono tenuti all’oscuro i genitori, in aperto contrasto con l’ordinamento giuridico italiano in materia di consenso informato: la Legge 28 marzo 2001 n. 145  ha ratificato, ovvero convalidato, la Convenzione sui diritti dell’uomo e sulla Biomedicina promulgata a Oviedo il 4 aprile 1997.

Ancor di più una Direttiva Europea del dicembre 2009, stabilisce che il consenso informato è obbligatorio per tutti i tipi di vaccinazione, per tutti i cittadini. Il consenso informato ha valore legale di liberatoria per i medici e le aziende che producono il farmaco somministrato, per le richieste di risarcimento e per eventuali danni provocati alla salute del paziente dal trattamento sanitario. Però, la liberatoria non ha valore e le richieste di risarcimento  sono “legittime” per tutte quelle informazioni che sono state “omesse” e “non correttamente riportate“!

Pertanto, caro Grignolio, chi è che sta facendo “la crociata”? … La “crociata” la fa chi è dalla parte della Legge, come lo sono i genitori, oppure chi è sovvenzionato dalla Novartis come il tuo quotidiano?

Sorge poi l’increscioso dubbio che Rino Rappuoli, il Sig. Novartis, probabilmente preoccupato dal terremoto finanziario che ha scosso Siena e la Fondazione Montepaschi di cui fa parte, abbia commissionato il tuo articoletto con cui incartare i sedani per raccogliere finanziamenti al fine di raddrizzare la barchetta che sta affondando: per caso, pensate di salvarvi dal naufragio finanziario sulla pelle dei bambini?

Tutto questo rappresenta un uso improprio della stampa, condizionante e fuorviante, oltre che un comportamento irrispettoso della cellula di base della società, i genitori, a favore di un pensiero e di un servizio vendite che non rappresentano la verità assoluta, perché come stiamo illustrando giorno dopo giorno, la storia di ogni vaccino sperimentato sulla pelle dei bambini dimostra quanto rischiosa sia questa pratica medica.

Le vaccinazioni sono la scoperta scientifica del secolo: le multinazionali propugnano sempre nuovi vaccini che vanno a sostituirsi a quelli ritirati in tutti questi anni dal mercato a causa dei danni provocati. Tutte queste supposte che ci avete infilato senza vaselina, ora, pretendete pure di trasformarle in cerotti che andranno ad influire sul nostro DNA. Non vi sentite un po’ contraddittori? Un semplice esame radiografico è dannoso per la madre e il feto che porta in grembo, perché scompone il DNA di quest’ultimo e non si sa quale danno irreversibile potrà causare al futuro nascituro, ed ora si propagandano i cerotti vaccinali a DNA: fatemi una cortesia, piazzateveli sulla bocca e fate silenzio una volta per tutte!

Oggi quella che chiamiamo “ricerca” è nelle mani di affaristi che ci propinano una propaganda pubblicitaria a base di slogans che nascondono alla popolazione ed alla classe medica gli effetti collaterali dei vaccini.

L’ignoranza prodotta da una tale propaganda porta i medici a non riconoscere i danni da vaccino e quindi a non segnalarli [Under Reporting in Pediatria], e qualcosa significherà che sempre più infermieri si fanno carico di segnalare le reazioni avverse ai farmaci. Un altro sospetto è che per questo motivo l’Ordine degli Infermieri disturba così tanto certi monopoli dell’Ordine dei Medici.

Malgrado le numerose richieste di ritiro del Thiomersale dai vaccini, ancora oggi siamo qui a confermare che è sempre presente nei vaccini dell’infanzia. Sono passati 13 anni e ancora oggi la stessa GlaxoSmithKline non può confermare l’inesistenza del Thiomersale nei vaccini destinati all’infanzia, perché la loro produzione è commissionata in sub-appalto e il loro Ufficio Legale ritiene di starsene opportunamente in silenzio [chi tace acconsente!] perché non sa come rispondere alla nostra richiesta di chiarimenti. Spero che lo stesso valuti molto bene questo atteggiamento da menefreghisti, perché li aspetto in Tribunale e lì non sarà ammesso il silenzio!

Il nuovo piano nazionale vaccini da 0 a 100 anni prevede l’inoculo di 71 differenti antigeni nei primi 6 anni di vita del bambino, una mitragliata al sistema immunitario che noi da piccoli non abbiamo subito nemmeno durante la Seconda Guerra Mondiale. Quel che è peggio è che si spaccia un vaccino “propagandato” [antipneumococcico 13-valente] come vaccino obbligatorio e, malgrado le severe complicanze secretate dalle case farmaceutiche che abbiamo pubblicato, viene somministrato nella stessa seduta insieme a un vaccino esavalente illegale.

Il genitore che porta il bambino alla ASL non ha alcuna informazione: è ovvio, tanto c’è l’obbligo e la calda raccomandazione degli affaristi. Anche per i vaccini raccomandati è comunque necessaria la firma del genitore, come presa di responsabilità. Il genitore viene orientato nella scelta dei vaccini come un consumatore viene orientato alle bancarelle del mercato: 4 iniezioni per i 4 obbligatori oppure 2 iniezioni per l’esavalente [di cui 4 obbligatori e 2 facoltativi] e l’antipneumococcica 13-valente [sperimentazione mascherata come facoltativa]. In sostanza si risparmiano al bambino 2 punturine, ma non l’abnorme quantità di antigeni [in tutto 19!] somministrati in una sola volta!

Lo Stato Italiano non prevede corsi di aggiornamento per gli operatori ASL sulle reazioni avverse dei vaccini. Però se si ha la pazienza di consultare il portale della Federazione Italiana Medici Pediatri si apprende che organizzano corsi di vaccinologia dove raccomandano in studio la presenza di tutto il kit per la rianimazione cardiopolmonare pediatrica, il defibrillatore semiautomatico e la sempre cara e buona fiala di adrenalina. Ma i vaccini non dovrebbero essere così innocui? E’ realmente necessario questo armamento da anestesia e rianimazione nello studio pediatrico?  Solo un essere umano privo di intelletto non si porrebbe dubbi in merito e non è più accettabile che, io genitore, porto un  bambino sano alla vaccinazione e mi viene riconsegnato malato, incapace di intendere e di volere, tetraplegico, paralizzato e nei casi peggiori deceduto!

I nostri bambini sono considerati cloni della specie umana: non si pensa che ogni bambino avrà una reazione unica e diversa rispetto ad un intervento sanitario non esente da rischi e complicanze.

Non solo: ogni reazione avversa al vaccino viene considerata nella norma oppure non viene messa in relazione causale con la vaccinazione. Conseguenza: per lo Stato Italiano non esistono danni da vaccino e sarebbero così numericamente inconsistenti da non rientrare in alcuna statistica. I danni denunciati in Italia sono notevolmente inferiori rispetto a quelli denunciati per esempio negli Stati Uniti, Australia o nella vicina Germania.

La Legge 210/92 istituita per l’indennizzo dei danni provocati dai vaccini è largamente disattesa e nessun genitore italiano ne è preventivamente informato al centro vaccinale della ASL. La mancanza di professionalità del personale addetto alle vaccinazioni lascia il genitore in completa balìa di se stesso.

Oggi però le famiglie che hanno subìto un danno da vaccino possono testimoniare con forza il completo abbandono dello Stato Italiano che di fronte all’evidenza spropositata di bambini rovinati per sempre, gravemente lesi a livello cerebrale o addirittura morti, nega ogni responsabilità.

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