BIOBALISTICA: molti italiani non sanno che…

donazioneLa medicina legale ha una nuova materia: la Biobalistica. Si tratta in pratica di applicare il concetto della balistica [ramo della fisica meccanica che studia il moto di un proiettile] alla Biologia. Infatti, è noto, che da un proiettile si può risalire alla pistola da cui è stato sparato. Nello stesso modo, con i “nanoproiettili” nel nostro organismo è possibile individuare la pistola fumante.

Pertanto, oggi, con lo studio delle Nanoparticelle si può risalire al tipo di inquinamento che ha causato una determinata patologia.

Le polveri ultrasottili [diametro inferiore a 2,5 micrometri] sono nanoparticelle di metalli pesanti [cadmio, stronzio, nichel, piombo, tungsteno, bario, alluminio, mercurio, stagno, e tanti altri] che non solo superano tutti i filtri che il nostro organismo mette a disposizione, ma riescono a raggiungere ed attraversare la membrana cellulare ed accumulandosi nel nucleo sviluppano la loro tossicità. Pertanto le polveri ultrasottili sono infinitamente più pericolose, patologiche e invasive delle polveri sottili [hanno una dimensione inferiore ai 10 milionesimi di metro – 10 micron], che sono molto più grandi.

Pochissimi italiani sanno che alle porte di Modena esiste un laboratorio scientifico classificato tra i primi 100 più importanti al mondo . Il suo nome è NANODIAGNOSTICS diretto dal Dott. Stefano Montanari e la Dott.ssa Antonietta Morena Gatti.

In questo laboratorio si studiano gli effetti sul nostro organismo delle polveri ultrafini [nanometriche] da cui derivano le NANOPATOLOGIE.

Che cosa sono le nanopatologie e quali sono le nanopatologie più comuni?

Le nanopatologie sono le malattie provocate da micro e/o nanoparticelle solide, inorganiche, insolubili nell’acqua e nei grassi che entrano nell’organismo.

Contrariamente a quanto creda la maggior parte del pubblico, medici compresi, le nanopatologie più frequenti non sono le malattie tumorali, pure frequenti, ma quelle cardiovascolari [ictus, infarto e tromboembolia polmonare]. Altre nanopatologie comuni sono la stanchezza cronica, l’insonnia, la perdita di memoria a breve, l’irritabilità, malattie neurologiche come il Morbo di Parkinson ed il Morbo di Alzheimer, malattie del sistema endocrino [es. tiroiditi e diabete], malformazioni fetali, sterilità maschile, malattia del seme urente, e varie forme allergiche.

C’è, poi, tutta una serie di malattie cosiddette criptogeniche, cioè di origine ignota, su cui varrebbe la pena indagare sotto l’aspetto nanopatologico. Tra queste la SLA [sclerosi laterale amiotrofica] e la sclerosi multipla, ormai diventati condizioni precoci negli adulti, le difficoltà di apprendimento e Autismo se quella roba arriva nel cervello dei bambini.

Quelle polveri, poi, sono capaci di passare da madre a feto, provocando aborti e malformazioni fetali a volte compatibili con la vita, una vita non certo augurabile.

Da ultimo, le polveri, le nanoparticelle, sono capaci di entrare nel nucleo delle cellule scombinando il DNA con tutto quanto una situazione simile può comportare.

Questa tecnica risulta molto importante nelle indagini per i processi sui disastri ambientali, anche per scoprire inspiegabili inquinanti presenti nei vaccini, perché non è sempre facile stabilire il correlato funzionale tra le malattie e le fonti di malattia.

Nel corso degli anni la ricerca è stata più volte “imbavagliata” causa l’impedimento ad usare un particolare microscopio elettronico fondamentale per questo tipo di ricerca.

La Dott.ssa Gatti è stata inserita dai suoi colleghi a livello mondiale all’interno del College of Fellows [Fellow dell’International Union of Societies and Engineering], vale a dire il gruppo dei 32 scienziati di maggior prestigio planetario nel campo dei materiali e della bioingegneria. Con molta modestia, il Dott. Montanari è il suo più stretto collaboratore e divulgatore degli studi condotti, cioè il top al mondo in questo campo specifico.

Peccato che, come spesso accade nel nostro sciagurato Paese, questi due scienziati sono stati relegati in una sorta di “autismo scientifico” perché gli avversari del caso sono proprio qui in Italia [tra questi anche Pediatri!!!] che col loro ostracismo dimostrano perennemente di non avere a cuore la salute e il benessere dei nostri figli a difesa dei soliti interessi da bottega che si celano dietro alle patologie indotte.

Nel marzo del 2006 il comico Beppe Grillo partì con una raccolta fondi per acquistare un nuovo microscopio elettronico esclusivamente per i Dott. Gatti e Montanari e la ricerca sulle Nanopatologie . Il laboratorio immediatamente viene messo a capo di importanti ricerche a livello internazionale con le più prestigiose Università.

Nonostante ciò nel settembre del 2009 viene comunicato che il microscopio utilizzato per importanti scoperte scientifiche verrà trasferito presso l’Università di Urbino. Il 22 gennaio 2010 avviene il suo trasferimento.

Passato oltre un anno da quando il microscopio giace a Urbino inutilizzato, dove non viene mai fornita una spiegazione di questo trasferimento e inutilizzo, Grillo si trincera dietro un lungo silenzio.

Ora il microscopio è finito all’ARPA di Pesaro dove viene usato per ricerche quali amianto nei manufatti, tutt’altro che utili alla salute dei nostri figli.

Ma i cittadini, molti genitori di bambini autistici danneggiati dai vaccini, non vogliono più rimanere a guardare passivamente e si stanno organizzando per  sostenere attivamente i Dott. Gatti e Montanari al fine di rientrare in possesso del microscopio elettronico sottratto loro ingiustamente.

Chiediamo ai nostri lettori di diffondere il più possibile la verità su questa vicenda che coinvolge la salute di tutti noi, a cominciare dai nostri figli dal momento del loro concepimento nel grembo materno, e di sostenere attivamente l’attività dei due ricercatori.

Leggi e diffondi Grillo e il microscopio

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