Decesso da vaccinazione

pronto soccorsoCosa fare se sospettate che vostro figlio è deceduto a causa di una vaccinazione?

Da anni la letteratura accenna al fatto che spesso la sindrome della morte improvvisa del lattante [Sudden Infant Death Syndrome o SIDS­­] è preceduta da una vaccinazione.

L’incidenza media della SIDS nei paesi industrializzati è di circa 1 caso ogni 2000 bambini nati vivi e ciò equivale, in Italia, a circa 300 bambini l’anno.

Mentre tutte le malattie infettive da noi diminuiscono regolarmente e in parte in modo uniforme, le cifre relative ai bambini trovati senza motivo morti nei loro lettini aumentano di anno in anno.

Non pare ovvio il paragone: tante più vaccinazioni, tanti più bambini piccoli morti nel letto? Relativamente a questo avvenimento misterioso esiste una letteratura vastissima, di solito di tipo speculativo e ogni anno vengono pubblicate nuove teorie sulle possibili cause.

Un tempo regnava la teoria della ghiandola del timo ingrossata che causava la morte per asfissia, stringendo la trachea. Poi la causa sembrava la posizione supina dei neonati e venne propagandata la posizione prona.
Poi ancora la posizione prona venne definita completamente errata perché i genitori non usavano i cuscini antisoffocamento e quindi fu consigliato nuovamente di mettere i neonati sulla schiena. Poi fu consigliato di metterli in posizione laterale per prevenire i rigurgiti, e così via a girare in continuazione questi poveri neonati a seconda della moda del momento.

Per prevenire la SIDS sono state consigliate anche delle apparecchiature di controllo. Immaginatevi che affare se ogni famiglia acquistasse un apparecchio assai costoso, con milioni di bambini che nascono ogni anno in ogni parte del mondo.

Già nel 1965 un patologo di Lipsia [P.F. Mahnke] pubblicò la sua ricerca “Morte improvvisa nell’infanzia e vaccinazioni avvenute in precedenza”. Si trovano continuamente indicazioni nella letteratura relative alla possibilità di un collegamento tra vaccinazioni eseguite e aumento della SIDS, ovviamente sempre seguite da velocissime smentite in linea con le attuali insabbiature del nostro Istituto Superiore di Sanità.

Negli USA, su 70 casi di morte in culla selezionati a caso, si è evidenziato che ben il 66% dei bambini deceduti aveva ricevuto il vaccino DTP [antidifterico-antitetanico-antipertossico] poco tempo prima della morte.

Uno studio americano del 1998 [Ridgway et al. Disputed claims for pertussis vaccine injuries under the National Vaccine Injiury Compensation Program. J Investig Med 1998; 46: 168-174] che ha analizzato le richieste di indennizzo in discussione dall’entrata in vigore [1988] del U. S. National Vaccine Injury Compensation Program [VICP] fino al giugno 1996, ha evidenziato 107 decessi precoci [su 786 richieste di indennizzo] da vaccino DTP. In 73 [68%] di questi la relazione causa-effetto con la vaccinazione era preponderante e in 2/3 di questi ultimi [50 su 73] la prima diagnosi autoptica era stata interpretata come SIDS, diagnosi che poi la Special Masters of the U. S. Court of Claims considerò non giustificata. Da allora ad oggi non sembra che le cose siano cambiate di molto e quindi alcuni esperti di questo settore [tranne l’Italia] affermano che circa i 2/3 dei casi diagnosticati aspecificamente come SIDS siano in realtà da attribuire ad un danno da vaccino.

Francamente è risibile quando si legge, in Italia, che il collegamento dei casi di SIDS è correlato al fatto che i bimbi dormono in posizioni scorrette causate dall’inesperienza genitoriale stanti gli studi, sia tedeschi [2006 Unexplained cases of sudden infant death shortly after hexavalent vaccination] che quelli dimenticati dell’ISS [2011 Sudden unexpected deaths and vaccinations during the first two years of life in Italy: a case series study], che ricollegano i decessi intervenuti entro 48 ore dalla prima vaccinazione con esavalente.

Leggendo poi i dati dell’attività di sorveglianza post-marketing dei vaccini condotta in Italia nel periodo 2011, malgrado siano comprensibilmente sottostimati [under-reporting in Pediatria], compaiono spesso le parole decesso e patologie del sistema nervoso. Poi quando al vaccino anti-morbillo parotite e rosolia si aggiunge anche il vaccino anti-varicella le reazioni segnalate aumentano, guarda caso.

I genitori devono quindi seguire il loro istinto che, molto spesso, è corretto, in particolare per quanto riguarda il loro bambino del quale si prendono cura sin dalla nascita. Nessuno conosce un bambino meglio dei suoi genitori.

Idealmente, i genitori coinvolti da un danno vaccinale hanno le prove documentate delle condizioni di salute del proprio figlio dopo aver ricevuto le vaccinazioni. Tale documentazione sarà sempre più utile in seguito.

Non c’è nulla che un genitore possa provare che è più traumatico della morte di un bambino. Ma, quando si verifica tragicamente una morte poco dopo la vaccinazione, il tempo è davvero prezioso.

Di solito, il medico legale è nominato dalle autorità governative. I genitori devono sapere che hanno tutto il diritto di chiedere al patologo di effettuare esami post-mortem del sangue e analisi dei tessuti per preservare i campioni  utili alle indagini.

I genitori possono aver bisogno anche di assistenza legale di un Avvocato che intervenga al fine di assicurare la raccolta adeguata delle prove.

I genitori hanno anche tutto il diritto di chiedere che venga effettuata l’autopsia, compresi alcuni test tossicologici, analogamente a quanto viene fatto per i decessi causati da overdose, oltre a chiedere la conservazione dei campioni per analisi future.

I genitori in lutto devono ricordare che questo è il momento di fare affidamento sull’unità familiare, sull’amorevole supporto degli amici, nella loro difficile ricerca per accertare la causa della morte del proprio bambino.

Infine è bene ricordare che troppo spesso i medici e il personale di pronto soccorso non sono in generale educati a riconoscere le reazioni avverse da vaccini. Ecco quindi che sarebbe molto interessante poter indagare sul serio.

Per prima cosa si dovrebbero analizzare in maniera completa [COMPLETA!] tutti i lotti di tutti i vaccini. Poi, in caso di morte del vaccinato, dovrebbe essere OBBLIGATORIO eseguire l’autopsia con l’analisi almeno di fegato, reni e degli organi che dall’autopsia paiono interessati.

In caso di effetti collaterali attribuibili anche solo in termini di sospetto ai vaccini, bisognerebbe studiare un protocollo [istruzione operativa] di analisi ragionevolmente eseguibile.

Questo protocollo [istruzione operativa] dovrebbe prendere in considerazioni questi parametri:

A – Test autoptici

  1. PCR Test [Proteina C reattiva] per valutare il grado di infiammazione presunta che può  interessare il tessuto cerebrale

  2. Enzimi epatici

  3. Analisi del fegato, dei reni e degli organi che dall’autopsia paiono interessati

  4. Test per i metalli pesanti, in particolare ricerca di Mercurio [Hg] e Alluminio [Al]
  5. Test per ricerca di Formaldeide che, come sappiamo, è uno dei tanti prodotti di lavorazione dei vaccini

  6. Se vi è modo di effettuare una biopsia del tessuto cerebrale, è da verificare la presenza di metalli pesanti [Mercurio e Alluminio in particolare] che indicherebbe il superamento della barriera ematoencefalica da parte degli stessi, in quanto sono riconosciuti come potenti neurotossine capaci di causare encefalopatia.

B –  Esami ematici

  1. Interleuchina 1-beta [IL-1β] in quanto rappresenta uno dei principali mediatori chimici dello stress infiammatorio
  2. Interleuchina 6 [IL 6]
  3. Interleuchina 8 [IL 8]
  4. TNF [Fattore di Necrosi Tumorale], chitochina prodotta nelle prime fasi della risposta immunitaria spesso organizzata dai macrofagi. Il TNF funziona quindi da segnalatore multiplo dell’infiammazione che viene attivato da un’altrettanta molteplicità di stimoli [vedi articolo dedicato TNF: cervello, cuore, cute, fegato, macrofagi].

  5. Fibrinogeno
  6. Dosaggio Vitamine A, C, D, E
  7. Dosaggio dei livelli anticorpali relativi a tutti gli antigeni dei vaccini somministrati
  8. Esami tossicologici alla ricerca di idrossido di alluminio, fosfato di alluminio, borato di sodio [pesticida], polisorbato 80  [emulsionante], che qualora fossero presenti nel sangue del bambino comproverebbero la colpevolezza dei vaccini come fonte primaria del decesso

C – Conservazione campioni biologici

  1. Tronco encefalico
  2. Ippocampo
  3. Cervelletto
  4. Fegato
  5. Reni

E’ altresì molto importante che i genitori costruiscano a ritroso una dettagliata anamnesi del proprio bambino della settimana precedente la vaccinazione.

Sarebbe sempre opportuno farsi scrivere dal pediatra di riferimento anche solamente il consiglio alla vaccinazione, qualunque essa sia, così da stabilire se quest’ultimo e/o il medico vaccinatore hanno ottemperato a tutte le valutazioni del caso prima di sottoporre il bambino a vaccinazione.

In caso di decesso e relativi esami autoptici è opportuno richiedere tempestivamente la cartella clinica del proprio figlio così da conservare tutta la documentazione.

Quando un vaccino viene somministrato a vostro figlio sappiate che è vostro DIRITTO conoscere: numero di lotto, nome commerciale, il produttore, la data di acquisto, la data di scadenza, il responsabile del procedimento di conservazione e stoccaggio, i dati della procedura di stoccaggio e conservazione in merito ad ogni singolo vaccino somministrato a nostri figli.

Imparate a richiedere tutti questi dati in quanto, come  già riportato da fatti cronaca, è accaduto che sono stati somministrati vaccini scaduti ai neonati e soprattutto alcuni vaccini [quali ad esempio MPR, Varicella, Febbre Gialla] sono estremamente sensibili alle minime variazioni di temperatura ma ciò che è ancor più grave è che i vaccini mal conservati non sono distinguibili dai vaccini correttamente conservati.

Alla luce di quanto è emerso dalle analisi eseguite dai Dottori Gatti e Montanari su 23 campioni di vaccini diversi, è del tutto possibile che quei prodotti siano inquinati da micro- e nanoparticelle inorganiche, non biodegradabili e non biocompatibili.

Iniettare sostanze simili a chiunque ma, a maggior ragione, ad un neonato comporta potenzialmente l’innesco di una serie di malattie chiamate Nanopatologie. Tra queste diverse forme tumorali e, almeno sotto forma di sospetto, patologie neurologiche tra cui l’Autismo. Per questo è indispensabile effettuare un’analisi di microscopia elettronica su un campione di vaccino dello stesso lotto di quello giustamente o no incriminato. L’analisi deve stabilire se particelle come quelle descritte siano eventualmente presenti nel farmaco.

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1 Commento su Decesso da vaccinazione

  1. Auguro con tutto il cuore che non capitino MAI questi drammi a nessuno, nemmeno al mio peggior nemico. Purtroppo, io invece, sono stato costretto a vivere una triplice esperienza di danno vaccinale e, solo con il secondo deceduto, ho attuato le ricerche che qui vengono consigliate, su reperti autoptici., Anche se per ottenerli, allora, ho dovuto affrontare molte difficoltà. Ho ottenuto anche le fotografie al microscopio elettronico che confermavano la presenza di ceppi virali attenuati nelle cellule del cervello di mio figlio Andrea, secondo deceduto e, oltre alla diagnosi stilata dall’allievo di Albert Sabin, inventore del vaccino antipolio, con queste incontestabili prove e con altri accertamenti eseguiti, sono riuscito a far ammettere dal Ministero preposto, “il nesso causale” della morte dei miei due figli e della malattia iatrogena degenerativa del terzo. Lo ho così salvato, mentre era già stato stabilito, dalla criminale medicina ufficiale di quel tempo, che dovesse morire già allora (1980) anche lui. Alberto ha compiuto invece quest’anno 38 anni ed è diventato il testimonio vivente, di tutti gli intrallazzi messi in atto da questa criminosa medicina, per nascondere la verità. Mi congratulo al fine con chi, con questi consigli, ha voluto mettere in guardia i genitori, sull’eventuale da farsi in certi casi che, purtroppo ancora si potranno verificare. Giorgio Alberto Tremante

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