EMEA apre confronto in merito ai derivati suini presenti nei vaccini anti-rotavirus

rotarix rotateqL’Agenzia Europea dei Medicinali [EMEA] ha aperto un confronto sulla sicurezza d’uso di prodotti di origine animale nei vaccini. La pubblicazione del progetto di orientamento arriva tre anni dopo la scoperta del virus suino a DNA nei vaccini anti-rotavirus della GlaxoSmithKline [GSK] e Merck [MRK] alle quali viene richiesto un ripensamento normativo.

A giugno 2010, il pubblico americano fu informato che due vaccini per la gastroenterite infantile da Rotavirus – Rotarix della GlaxoSmithKline e RotaTeq  della Merck – erano contaminati con il DNA del virus suino.  Immediatamente emergeva una differenza tra i due vaccini: Rotarix contiene parti di un virus suino che non genera malattia nei suini, mentre RotaTeq contiene parti di un virus suino che uccide i maialini.

Come sempre accade in questo meraviglioso paese italico, la notizia non fu riportata dai media nostrani e ci pensammo noi. Pertanto vi invitiamo a leggere l’articolo che pubblicammo a giugno nel 2010: Vaccini contaminati minacciano la salute dei nostri bambini.

Quanti genitori sanno che, quando il vaccino della Merck è somministrato  per via orale ai loro bambini di tre mesi di età, questi ultimi deglutiscono parti di un virus suino che sopprime il sistema immunitario dei maialini, a tal punto da  logorarli e farli soffrire di malattie respiratorie, renali, riproduttive e generare altresì danni al cervello prima di morire?

Il problema deriva dall’uso di prodotti derivati dai suini ​​e, nel caso della GSK, risalgono addirittura alla sperimentazione clinica del vaccino: definirli criminali è più che lecito!

Dal momento in cui è stata scoperta la contaminazione, l’EMEA ha lavorato per rafforzare i controlli di qualità ed è stato aperto un progetto di orientamento. Ciò che è stupefacente ed inspiegabile è che, pur conoscendo tale situazione, i vaccini non sono mai stati ritirati dal commercio, le le linee guida escono colpevolmente dopo 3 anni, e nel frattempo questi vaccini hanno causato una sequela di reazioni avverse, tra le quali citiamo la grave Sindrome di Kawasaki. Questo dimostra, se ancora ce n’è bisogno, che sulla pelle dei nostri figli si attua la più becera sperimentazione.

Il progetto di orientamento dell’EMEA, sui prodotti contaminati della GSK e della Merck, prende in considerazione la tripsina suina. Nella produzione di alcuni vaccini antinfluenzali e in particolare dei vaccini anti-rotavirus, la tripsina suina è utilizzata per attivare il virus. Ma, siccome la tripsina deriva dal pancreas del maiale, il suo uso comporta un rischio di contaminazione con numero elevato di agenti biologici. Questo, brevemente, è ciò che è accaduto alla GSK e alla Merck, e ciò che l’EMEA non vuole accada nuovamente.

L’EMEA consiglia i produttori di vaccini a porre rimedio a questi rischi attraverso lo screening, il trattamento e il controllo di qualità. Il controllo della qualità dovrebbe iniziare dalle singole ghiandole del pancreas, ma ragioni che l’EMEA cita come “difficoltà economiche e organizzative” rendono apparentemente impossibile questa operazione che di fatto pone a rischio la salute dei nostri figli. Una volta che le ghiandole pancreatiche vengono raggruppate, esistendo di fatto l’impossibilità a controllarle singolarmente, il rischio di diffusione della contaminazione aumenta vertiginosamente. L’EMEA raccomanda quindi una serie di prove incrociate di qualità da condurre sui materiali di partenza e sull’inattivazione del virus per evitare la contaminazione.

Qualora non si riuscisse a rilevare il contaminante potrebbe avere conseguenze significative per la salute dei bambini e, a questo punto si spera, anche e soprattutto per questi maldestri produttori di vaccini.

L’EMEA avverte che potrebbe imporre la chiusura degli impianti di produzione che rappresentano una minaccia per i piccoli pazienti, in quanto i virus possono alterare la crescita delle cellule in coltura, e quindi, teoricamente, modificare le proprietà del vaccino: questo DNA di virus suino può infettare le cellule umane!

E’ ben noto che il DNA di virus di origine animale può infettare le cellule umane, modificare il DNA umano e diventare la causa di malattie croniche, a volte letali, nell’uomo.

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