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Due articoli indicano correlazione tra autismo e vaccinazioni

Medical XpressSecondo quanto riportato dal sito di MedicalXpress, recentemente sono stati trovati due articoli pubblicati nel 2010 e nel 2011 nella parte A del Journal of Toxicology and Environmental Health che indicano la correlazione tra autismo e vaccinazioni.

Con il rapido aumento di autismo negli Stati Uniti [la nuova prevalenza è di 1 bambino ogni 50 in età scolare], che ha avuto inizio nel 1990, questi articoli dal titolo “Associazione positiva tra prevalenza di autismo e vaccinazioni dell’infanzia in tutta la popolazione degli Stati Uniti” e “Vaccinazione contro l’epatite B in neonati di sesso maschile e diagnosi di autismo” pubblicati nella parte A del Journal of Toxicology and Environmental Health, possono rispondere ad alcune domande sul perché vi è un aumento dei casi di questo disturbo.

Nell’articolo “Associazione positiva tra prevalenza di autismo e vaccinazioni dell’infanzia in tutta la popolazione degli Stati Uniti“, pubblicato nel numero di maggio 2011, pagine 903-916, parte A del Journal of Toxicology and Environmental Health, i ricercatori sospettano che uno o più fattori ambientali potrebbero essere causa nello sviluppo di autismo. Uno di questi fattori scatenanti potrebbe essere la sempre più ricca e scriteriata batteria di vaccinazioni che i bambini ricevono. Notizia di qualche giorno fa, a questa ricca e scriteriata batteria di vaccinazioni sarà aggiunta [negli USA] anche la folle sperimentazione del vaccino contro l’Antrace. Utilità? Nessuna, a meno che le industrie non conoscono qualcosa che al popolino non e dato conoscere.

La correlazione tra la percentuale di bambini che hanno ricevuto i vaccini raccomandati all’età di 2 anni e la prevalenza di autismo [AUT] o disturbo della parola e/o del linguaggio [SLI] in ogni stato degli Stati Uniti dal 2001 e il 2007 è stata determinata. Una relazione positiva e statisticamente significativa è stata trovata: maggiore è la percentuale di bambini che ricevono vaccinazioni raccomandate, più alta è la prevalenza di AUT o SLI. Questi risultati suggeriscono che ci può essere un collegamento tra vaccini e autismo.

Nell’articolo “Vaccinazione contro l’epatite B in neonati di sesso maschile e diagnosi di autismo” pubblicato nel numero di novembre 2010, pagine 1665-1677, parte A del Journal of Toxicology and Environmental Health, i ricercatori hanno trovato un’associazione tra la vaccinazione contro l’epatite B nei neonati di sesso maschile e le relazioni parentali di autismo. Questo dato sconfesserebbe, se ancora ce ne fosse bisogno, l’origine genetica [mai codificata in modo univoco] della malattia e aprirebbe altri scenari inquietanti in merito a una vaccinazione molto contestata.

Questa ricerca ha incluso nello studio i ragazzi di età compresa tra 3 e 17 anni, nati prima del 1999, che sono stati vaccinati contro l’epatite B da neonati. Lo studio ha evidenziato che i ragazzi vaccinati da neonati avevano una probabilità tre volte maggiore di diagnosi di autismo rispetto ai ragazzi non vaccinati [da neonati] o vaccinati dopo il primo mese di vita. Anche questo dato pone interrogativi sull’attuale programma vaccinale da 0 a 100 anni che prevede la vaccinazione contro l’epatite B al giorno della nascita, a volte tenuta colpevolmente nascosta all’ignaro genitore perché il medico vaccinatore si sente tutelato dalla istruzione operativa Ministeriale [Per i bambini nati da madri positive per HBsAg: somministrare entro le prime 12-24 ore di vita, contemporaneamente alle immunoglobuline specifiche antiepatite B, la prima dose di vaccino anti-HBV; il ciclo andrà completato con una seconda dose a distanza di 4 settimane dalla prima, con una terza dose dopo il compimento della ottava settimana e con la quarta dose in un periodo compreso tra l’undicesimo ed il dodicesimo mese di vita, anche in concomitanza con le altre vaccinazioni] .

La riduzione di morbilità e mortalità  causate dall’epatite B tra i bambini è legato al miglioramento delle pratiche igieniche, e non può più essere considerata una maldicenza affermare che ad aver resa obbligatoria questa vaccinazione è stata una sanità gestita dai Poggiolini e De Lorenzo.
La vaccinazione contro l’epatite B è la prima vaccinazione obbligatoria per corruzione: splendido primato mondiale italiano, e  realtà confermata da una sentenza della Corte di Cassazione.

Oltre all’esponenziale aumento dell’incidenza di casi di autismo [le uniche a non preoccuparsi sono proprio le nostre Istituzioni sanitarie] è altresì un dato di fatto che sempre più spesso leggiamo notizie di morte di neonati, in coincidenza col parto, le prime vaccinazioni e i successivi richiami.

Suggeriamo a coloro che presiedono certe Commissioni di Sanità di meditare molto seriamente in merito a certe pratiche sanitarie perché con la salute dei nostri figli non si deve più giocare.

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