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Il Morbillo va di moda

morbillo_allarmismoIl morbillo si diffonde per contagio attraverso le vie aeree. A quanto pare deve aver preso un aereo dal Galles per planare prepotentemente, in alcuni casi per via retrograda ma puntualmente esposto nella settimana dedicata alle vaccinazioni, nella città di Rimini [unica città italiana che, dopo la Sentenza di correlazione tra autismo e MPR che mette a rischio i premi ai Pediatri vaccinatori, sembra essere flagellata dalle peggiori epidemie di questo mondo], e anche a Genova dove [è sempre un caso!] risiede un noto Pediatra in evidente difficoltà che osteggia apertamente i convegni informativi a favore di una scelta consapevole alla popolazione e, pur di salvare la propria bottega e mantenere alto consenso tra i suoi indottrinati discepoli, si presta a diffondere allarmismo per il morbillo negli adulti. In entrambi i casi, la tecnica mediatica è la stessa che abbiamo dovuto sopportare in occasione della pandemia bufala H1N1.

Si tenga presente che prima del programma di vaccinazione universale contro il morbillo, il 90% degli adulti ha avuto il morbillo in modo naturale [di solito da bambini in età scolare]. Questi casi erano di solito benigni e hanno sviluppato immunità a lungo termine. Questa alta percentuale di individui che hanno sviluppato una immunità naturale a lungo termine è stata compromessa dalla vaccinazione di massa, imposta più che proposta ai bambini, che prevede al massimo il 70%-90% di immunità temporanea, di durata sconosciuta, e che ha contribuito a spostare il morbillo ad una popolazione adulta più vulnerabile in cui il morbillo porta 20 volte in più il rischio di decesso e 15 volte in più il rischio di ospedalizzazione rispetto ai bambini.

Tutto ciò che ha fatto il vaccino per il morbillo è stato di trasformare quelle che erano in passato malattie infantili, in malattie che possono essere contratte anche da adulti. Nell’era precedente al vaccino, come espresso poc’anzi, il 90% di tutti i pazienti colpiti da morbillo avevano un’età compresa tra 5 e 9 anni. Da quando il vaccino per il morbillo è stato introdotto, però, il 55%-70% dei pazienti colpiti da morbillo ha più di 15 anni.

Pochi sono consapevoli del fatto che i vaccini morbillo, parotite e rosolia sono stati somministrati separatamente per un certo numero di anni con solo lievi aumenti nell’incidenza di Autismo infantile prima dell’introduzione del vaccino trivalente nel 1979. Fu solo in seguito all’introduzione di questo vaccino trivalente che l’incidenza dell’Autismo infantile ha mostrato un aumento drammatico e ora, di fronte alla palese inefficacia e pericolosità di questo vaccino trivalente, i medici vaccinatori e i media stanno cavalcando l’onda emotiva dell’epidemia di morbillo in Galles.

Se un genitore o una persona decide di vaccinare contro il morbillo, e ne ha tutto il diritto, perché non può scegliere il vaccino singolo rispetto al trivalente?

Perché le ASL non informano i genitori, per esempio, che il vaccino singolo è possibile acquistarlo dalla vicina Svizzera?

Non è più ammissibile sopportare questa promozione della vaccinazione trivalente [morbillo-parotite-rosolia], ricevendo altresì in risposta che il vaccino trivalente è gratuito, perché tutti i vaccini combinati hanno elevatissime incidenze di rischio e in questo caso parliamo di un vaccino combinato a virus vivi come lo era il famigerato vaccino anti-polio orale che tanti danni ha creato.

Pensiamo che sia ora di finirla con questa pessima informazione all’italiana in cui rappresentanti di Associazioni per l’Autismo, pur consapevoli del danno vaccinale occorso al proprio figlio, hanno preferito vendersi alla politica neuropsichiatrica, e anche noti giornalisti, genitori di figli autistici altrettanto consapevoli del danno vaccinale occorso ai propri figli, proseguono a sostenere la linea editoriale imposta dalla Big Pharma di turno finanziatrice del proprio quotidiano: è ora di smetterla di giocare con la salute delle persone!

Vi sono intere famiglie che si indebitano per assicurare da mangiare ai propri figli, che rischiano quindi di crescere deboli e denutriti, e anziché assicurare loro sussidi sociali siamo solo in grado di offrire vaccinazioni.

L’establishment medico tenta sempre di attribuire la colpa delle epidemie ai gruppi di persone non vaccinate, in particolare, a quelli presenti tra il ceto più povero, ma la storia insegna che la vaccinazione crea un ambiente “quasi sterile” e apre la possibilità a focolai di malattie in qualunque popolazione. I tentativi di eradicare il virus del morbillo eliminano l’esposizione dei bambini a questi patogeni. Tali situazioni epidemiologiche “quasi sterili” possono effettivamente aumentare il rischio di epidemie.

Sappiamo che questo è possibile perché ci sono state epidemie di morbillo nelle popolazioni che erano state vaccinate al 100%. Per esempio,

la scuola interessata aveva nello stesso edificio 276 studenti del liceo e 135 studenti della scuola media. Una revisione delle cartelle cliniche della scuola ha mostrato che tutti i 411 studenti erano stati vaccinati contro il morbillo, in conformità con le Leggi dell’Illinois“. [Measles Outbreak among Vaccinated High School Students – Illinois. MMWR. June 22, 1984 / 33(24);349-51]

Nell’ambito del piano vaccinale, quando il morbillo scoppia nel bel mezzo di una situazione di “quasi sterilità“, l’unica soluzione di questo paradigma è quella di proporre la vaccinazione a più persone. Questa è una soluzione retrograda, rispetto al problema, se si considera che rimane sensibile anche a fronte della piena conformità.

Quello che succedeva nel passato col morbillo è che i bambini erano protetti dagli anticorpi materni, gli adulti erano protetti dall’esposizione continuata, e i bambini infettati sviluppavano normalmente la malattia diventando immuni per un lungo periodo di tempo. Adesso, mentre il vaccino contro il morbillo ha fatto decrescere l’espressione dell’infezione da morbillo, non è affatto migliorato il quadro generale. E certamente ci sono molti più problemi con gli infausti effetti collaterali del vaccino.

Prima dell’introduzione della vaccinazione, le madri erano immunizzate naturalmente dalla malattia e passavano i loro anticorpi ai neonati attraverso la placenta e il latte materno. Le madri vaccinate contro il morbillo possono avere l’immunizzazione del vaccino che, dal punto di vista immunologico, non è la stessa cosa di quella naturale [Morbillo contro Morbillo]. Una delle differenze principali dell’immunità indotta col vaccino, rispetto a quella naturale, è che non può essere trasferita da madre in figlio!

Dal momento che la maggior parte dei vaccini sono forniti con una iniezione, le mucose vengono bypassate e di conseguenza vengono prodotti anticorpi nel sangue ma non nelle mucose [prima via di difesa naturale del nostro organismo contro le infezioni trasmissibili per via aerea]. L’esposizione della mucosa all’infezione è ciò che contribuisce anche alla produzione di anticorpi nella ghiandola mammaria. L’esposizione del bambino al virus del morbillo durante l’allattamento al seno da parte di una madre immunizzata naturalmente porterebbe a una infezione asintomatica con risultati a lungo termine, garantendogli immunità per quel virus. Le madri vaccinate hanno bassi livelli di anticorpi specifici contro il virus, sia nel siero che nel latte, rispetto alle madri immunizzate naturalmente e quindi i loro bambini non risultano protetti.

Il Dr. Alexander Langmuir è oggi conosciuto come “il padre delle malattie infettive“. Nel 1949 ha fondato negli Stati Uniti la sezione di epidemiologia che, ad oggi, è conosciuta in tutto il mondo col nome di Centers for Disease Control [CDC]. Ha anche diretto la sorveglianza contro la Polio, dopo le disavventure occorse nel 1955 a seguito di numerosi danni vaccinali. Il Dr. Langmuir sapeva che il morbillo non era una malattia da eradicare, quando disse:

A chi mi chiede “perchè vuoi eradicare il morbillo?” rispondo con la stessa risposta che Edmund Hillary utilizzò quando gli chiesero perchè voleva scalare il monte Everest: “perchè è lì“… e così è stato fatto! [Langmuir A.1962 .The importance of measles as a health problem. AJPH vol 52 no 2 pp1-4]

Langmuir sapeva anche che, ancor prima dell’introduzione della vaccinazione, la mortalità da morbillo era diminuita ai minimi termini negli Stati Uniti quando descrisse il morbillo come

“… infezione autolimitante di breve durata, di moderata gravità e bassa mortalità …” [Langmuir A.1962 .The importance of measles as a health problem. AJPH vol 52 no 2 pp1-4]

Tutto ciò che sta accadendo è la diretta conseguenza di una presuntuosa, quanto pretestuosa, “Scienza Work In Progress” [definizione riportata da una Pediatra pro-vaccini ad un recente convegno].  Scienza Work In Progress significa “sperimentare”, significa “non conoscere ciò che si propone”, significa “non conoscere ciò che accadrà”, e questi sono i risultati.

Addirittura poi leggiamo articoli di persone ricoverate in Terapia Intensiva, ma gradiremmo almeno conoscere quale genere di terapie vengono loro praticate per una malattia che in primo luogo richiede l’isolamento in un reparto di malattie infettive. Sorvoliamo sulla pura questione tecnica dell’eventuale contaminazione del respiratore automatico da parte di tali soggetti, descritti dalla stampa, come particolarmente gravi e per i quali non è possibile fornire informazioni per la legge sulla privacy [quando invece la privacy quotidiana di ognuno di noi è perennemente infranta]. E chissà quali rischi potranno incrociarsi con gli altri ricoverati in Terapia Intensiva, con inevitabile incremento delle cosiddette infezioni nosocomiali di cui però manca segnalazione.

Altra situazione paradossale che emerge da questa campagna mediatica pro-vaccinazione è che tutti i Pediatri interpellati, consideriamola bonariamente come una sbadataggine, non forniscono un briciolo di rassicurazioni riguardanti la Terapia e Cura del morbillo.

Queste informazioni abbondano in molti altri casi e, anche se non devono mai essere considerate come consulenza on-line sostitutiva al proprio Pediatra di base [benché sempre più spesso sono proprio loro a rilasciare diagnosi telefoniche], sarebbe auspicabile leggere con maggior frequenza e moderazione che per il morbillo, essendo un virus, non servono antibiotici durante il normale decorso, non esiste alcun trattamento medico specifico e tuttavia, per contribuire a gestire i sintomi che di solito hanno una durata di circa 2 settimane, è possibile somministrare al soggetto molti liquidi e incoraggiarlo a riposare molto.

Se la febbre rende il soggetto agitato, sempre dietro consiglio del medico curante è possibile somministrare un farmaco contro la febbre purché non sia l’Aspirina, in quanto l’uso di Aspirina in tali casi è stato associato con lo sviluppo della sindrome di Reye.

Certamente, come tutte le malattie di questo mondo, anche il morbillo può portare in alcuni casi a complicanze come ad esempio otite media, laringite difterica , diarrea, polmonite, e encefalite, che possono richiedere l’ospedalizzazione e il successivo uso di antibiotici.

La PESS [panencefalite subacuta sclerosante] è una rara malattia infettiva del sistema nervoso centrale dovuta alla persistenza del genoma virale [ipermutato e adattato all’ambiente umano] all’interno del genoma delle cellule nervose cerebrali. Dopo vari anni il genoma si riattiva e determina una neurodegenerazione, letale nel 100% dei casi.. Essa insorge in genere dopo 1-27 anni dal morbillo e si manifesta con un’incidenza di circa 6-7 casi ogni milione di infettati, cioè 1 caso ogni 150.000 malati.

Nei Paesi in via di sviluppo, la vitamina A è utilizzata per ridurre le complicanze e le morti associate con le infezioni da morbillo!

In Italia la somministrazione supplementare di vitamina A deve essere presa in considerazione per i bambini tra i 6 mesi e i 2 anni che sono ricoverati in ospedale con il morbillo e le sue complicanze. Inoltre, tutti i bambini di età superiore ai 6 mesi con fattori di rischio, come carenza di vitamina A, sistema immunitario indebolito, o malnutrizione possono beneficiare di un supplemento di vitamina A anziché della vaccinazione.

Il vaccino contro il morbillo infatti non deve essere somministrato alle donne in gravidanza o ai bambini con la tubercolosi, leucemia o altri tumori non curati, o persone il cui sistema immunitario è compromesso per qualsiasi motivo. Inoltre, il vaccino non dovrebbe essere somministrato ai bambini che hanno una storia di grave reazione allergica alla gelatina o all’antibiotico neomicina, in quanto sono a rischio di gravi reazioni al vaccino!  Come si fa quindi a conoscere tutto ciò? Eseguendo esami pre-vaccinali che i Pediatri promotori si rifiutano colpevolmente di prescrivere in netto contrasto con l’Art. 7 della Legge 210/92.

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1 Commento su Il Morbillo va di moda

  1. In caso di morbillo se la febbre rende il soggetto agitato, sempre dietro consiglio di un medico omeopata, è possibile somministrare un rimedio omepatico che non ha alcuna controindicazione!
    Invito anche a leggere questo interessante articolo su come “curare” il morbillo con l’alimentazione:
    http://www.comefare.it/1775/come-fare-a-curare-il-morbillo-a-tavola#

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