E’ giunto il momento per ripristinare lo studio The Lancet

Wakefield et al. - The Lancet 1998In tutta la mia esperienza professionale non ho mai avuto modo di assistere a uno spettacolo teatrale che somiglia lontanamente alle lunghe udienze del General Medical Council di Londra con le quali ha valutato la “idoneità alla pratica della medicina” dei Dottori Murch, Walker-Smith e Wakefield.

Grazie ai frequenti rapporti di John Stone e alle analisi estremamente dettagliate di Martin Hewitt la maggior parte del pubblico negli Stati Uniti, e di riflesso anche noi in Italia, ha iniziato a comprendere gli avvenimenti folli e selvaggi verificatisi presso il GMC e il ruolo del giornalista mistificatore Brian Deer che sembrava aver iniziato l’intera saga.

Nel gennaio 2010, il GMC ha annunciato la decisione che si era verificato un “errore professionale grave” da parte dei medici, una decisione che è stata tempestivamente impugnata dal Professor John Walker-Smith.

Oscillando tra gli eventi, le accuse di frode scientifica e il fuoco di fila frenetica del sentimento anti-Wakefield, l’editore di The Lancet ha ritirato lo studio originale del febbraio 1998 di Wakefield et al.

Nel luglio 2010, anche se era stato avviato un ricorso regolarmente depositato, il GMC ha revocato le licenze mediche del Professor Walker-Smith e del Dottor Andrew Wakefield o, come si dice in Inghilterra, cancellato il loro nome dal registro della pratica medica.

L’appello del Professor Walker-Smith si è svolto nel febbraio 2012 e il Giudice ha prontamente annullato tutte le accuse contro l’insigne studioso e ha annunciato la sua decisione malgrado le critiche feroci del GMC.

Una sola frase del Giudice ben descrive il suo parere in merito al procedimento del GMC: “Sarebbe una sciagura se questo dovesse accadere di nuovo“.

La decisione del Giudice ha anche dimostrato che non vi è mai stata alcuna frode scientifica come sostenuto da Brian Deer sul British Medical Journal, in cui lo studio di The Lancet è stato così spesso calunniato.

Recentemente, Walker, Fortunato, Gonzalez e Krigsman hanno pubblicato un documento dal titolo notevole: “Identification of Unique Gene Expression Profile in Children with Regressive Autism Spectrum Disorder (ASD) and Ileocolitis” in cui hanno concluso che

Profili di espressione genica nel tessuto bioptico intestinale di pazienti con malattia di Crohn, colite ulcerosa, e ASDGI [Disturbo Spettro Autistico con sintomi Gastrointestinali], pur avendo una notevole sovrapposizione tra loro, hanno mostrato caratteristiche distintive per ciascun gruppo. Presi insieme, questi risultati dimostrano che i bambini ASDGI hanno un profilo molecolare della mucosa gastrointestinale che si sovrappone in modo significativo con nota malattia infiammatoria intestinale [IBD – inflammatory bowel disease], ma ha caratteristiche peculiari che supporta ulteriormente la presenza di una variante di IBD associata ai Disturbi dello Spettro Autistico.

La presenza di “caratteristiche distintive” di “una variante di IBD DSA-associata” conferma il fatto che Wakefield et al. erano sulla strada giusta, che la loro ricerca era giustificata e che i loro risultati sono validi.

Sotto pressione estrema, l’editore di The Lancet ha disposto il ritiro dello studio di Wakefield quando il General Medical Council ha accusato tre dei suoi autori per colpa professionale e ha sollevato interrogativi circa l’integrità della loro ricerca e la forza delle loro scoperte.

Da allora, un Tribunale ha rilevato che non vi era stata nessuna violazione dei doveri professionali, né frode scientifica e più di uno studio indipendente, condotto negli Stati Uniti, ha confermato che i bambini con autismo regressivo hanno davvero risultati gastrointestinali molto particolari e unici, esattamente ciò che Wakefield , Walker-Smith e altri riportarono nel 1998.

Ora è il momento perfetto per l’editore di The Lancet per ripristinare lo studio di Wakefield, nonostante le attuali crisi isteriche dei media.

L’editore di The Lancet ha avuto il coraggio di pubblicare quella ricerca fondamentale, in un primo momento.

Adesso dovrebbe avere la grinta, il coraggio e l’onestà morale di pubblicare nuovamente quella ricerca per rigenerare la migliore tradizione di The Lancet.

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